أول 200 سطر.
Questa faccia è la mia.
Non è un buon momento, ma può senz'altro peggiorare.
A parte questa valigia, non mi rimane più niente.
Solo un segreto da confessare.
Da bambino ero tifoso di Gesù Cristo.
Mi esprimo in modo improprio solo per dire che la mia vocazione
è nata come una passione sportiva.
Ero attratto, come tutti i bambini, dalle grandi imprese dello sport.
Ma il mio eroe principale era quest'uomo, Gesù Cristo,
che spargeva il bene e camminava sull'acqua.
Sono ancora tifoso di Gesù Cristo anche se tre mesi fa mi sono spretato.
Ecco il segreto. Mi ero innamorato di una donna.
Ma lei amava il prete e non l'uomo che c'era dentro.
Infatti, appena ho tolto la tonaca, lei ha tolto il disturbo.
Sono ancora vestito da prete perché in paese nessuno sa niente.
Tantomeno mia madre, mi capirà.
Non sta piangendo per me. Non gliel'ho ancora detto.
C'è un altro problema in famiglia.
Mia sorella Rosa Maria due giorni fa è scappata dal paese,
con un misterioso amante, non si sa bene dove.
Ha lasciato suo marito Arturo. Li avevo sposati io.
Una bella cerimonia.
Mamma Stella è distrutta e mi ha voluto urgentemente al suo fianco.
L'unica cosa che le rimane è il conforto del suo adorato figlio sacerdote.
Non penso sia il momento opportuno per dirle che non sono più prete.
Mà...
Mi sono spretato.
NO!
Valbona è la donna delle pulizie di mia madre due volte a settimana.
Mi sta accompagnando nel luogo del mio prossimo domicilio.
Dove facevo il prete, ho lo sfratto.
Non ho soldi, non ho un lavoro, ho cinquant'anni.
E come tanti preti spretati, non ho grandi prospettive.
In paese non posso più rimanere.
Mia madre non vuole che si sappia che non sono più prete.
E mi ha costretto all'isolamento.
Che cosa c'è di più isolato di un faro?
Spento.
Qui ho radunato un po' tutte le cose da buttare. Serve...
Lascia. Faccio io.
Esce poca acqua.
Chiedo a mamma.
È parecchio che non venivate alla casa, mamma.
È tutto da mettere a posto.
Cosa ti aspettavi? II Grand Hotel?
Valbona dice che l'acqua non scende bene.
Bisogna andare alla cisterna.
E pompare quella pompa finché non si riempie il pozzo.
Se il pozzo non è bello pieno,
l'acqua non esce.
Dai, mamma... Vedrai che tutto si aggiusta.
Vaffanculo!
E vai via...
Signore, dammi la forza.
Oh!
Arturo, che è successo con mia sorella?
Ehi, Costantino. Sei tornato?
Hai notizie di Rosa Maria?
Senti... Mi puoi confessare?
Non ti posso confessare. Sono al faro.
Al faro? Dai, ti raggiungo. Poi si...
- Aspetta... - Che c'è? Al faro non vale?
No, no. Al faro la confessione vale. È solo che io...
Che cosa?
Arturo, io...
Non so...
- Va bene, niente. - (Arturo) Cosa?
- Dai, arrivo. - (Costantino) Ciao.
Fa schifo?
No, è bevibile.
Allora, ti volevi confessare...
Ti ascolto.
Scusami, ti puoi mettere da prete?
Lo preferisco.
Già mi sento a disagio.
Almeno un po' di ufficialità.
Grazie.
- II fatto è... II fatto, padre... - Non c'è bisogno di dirmi "padre".
No, c'è bisogno. C'è bisogno.
Insomma, padre. Io lo sapevo.
Non nel senso che me lo aspettavo.
Io lo sapevo proprio che vostra sorella, mia moglie,
Rosa Maria, aveva un altro.
La conosco da quando era bambina. Siamo cresciuti insieme.
Poi è diventata una donna e ci siamo fidanzati.
Per la gioia nostra e delle famiglie...
Solo che a un certo punto ci siamo disamorati.
Troppo tardi.
A quel punto, che dovevamo fare?
Dovevamo deludere mezzo paese?
E così ci siamo sposati, per la gioia delle famiglie.
Voi ci avete sposato.
Naturalmente abbiamo continuato a stare insieme.
Non come marito e moglie.
Finché lei si è innamorata di quest'altra persona.
E poi... Io sono stato contento per lei!
Infatti l'ho lasciata fare, cioè proprio... Anzi...
E quest'altra persona?
Così siamo andati avanti, di comune accordo.
Ho capito. Ma quest'altra persona?
Finché di comune accordo abbiamo capito che non potevamo andare avanti così.
E allora abbiamo optato, diciamo, per lo scossone.
Ho capito, Arturo. Ma quest'altra persona?
E questo è tutto, padre.
Arturo, chi è l'amante di mia sorella?
Padre, vi ricordo che siamo in confessione.
Non è un interrogatorio.
Beh, forse.
Costantino, l'assoluzione, dai.
Va bene, ti assolvo, dai.
No, no, no.
La formula. Forza.
Ed io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Grazie.
Bene.
Vado a farmi un altro caffè, quello che hai fatto faceva schifo.
(VOCE DI DONNA. PARLA IN LINGUA STRANIERA)
Okay. No problem.
Buongiorno, don Costantino. Questa è mia sorella Magnolia.
Mi ha fatto una sorpresa.
Lascio le buste, pulisco veloce, poi devo trovare un posto per lei.
- Ti aiuto? - No, grazie.
- Valbona mi ha detto che sei prete. - Sì.
Figo!
Oh!
- Fatta male? - No, no. Non è niente.
Ma tu fai il prete qui?
No, mi sono preso una piccola vacanza.
Ah. Ed è tutto tuo?
Della mia famiglia.
Una famiglia fortunata!
Soprattutto in questo periodo!
Qui cosa c'è?
Era il laboratorio di mio padre.
Aggiustava cose, riciclava... Passatempi.
Era il guardiano del faro. Di tempo ne aveva...
Io ho finito. Magnolia, andiamo. Veloce.
Aspetta! Dio mio, fammi godere questa bellezza!
Mia sorella è sempre di fretta. Io no.
- Sono appena andata in pensione. - Di già? Così giovane?
- Che lavoro facevi? - La prostituta.
Scusa...
Ho iniziato come lap-dancer, poi entreineuse, prostituta,
e infine top-escort.
Ho smesso. Mi sono data una scadenza. Ho appena compiuto quarant'anni.
- Devi dirlo a tutti? - Perché? Ti imbarazzi?
No, ma non lo dico a tutti urlando.
- Neanche io. - Ma lo hai appena detto a un prete che non conosci!
- Ti sei imbarazzato? - Beh... - Vedi che ti imbarazzi solo tu?
- Magnolia, andiamo. - Se devi fare così, non vengo.
Non ci vediamo da un anno e sembra che le sto dando fastidio. Capito?
- Magnolia, smettila. - No, non la smetto.
Se devi avere questo atteggiamento, stanotte dormo qua.
Posso restare qui?
Non credo...
Valbona...
Dove mi sistemo?
Non voglio darti fastidio. Posso mettermi nel laboratorio.
- Ma è tutto in disordine... - Allora pulisci!
Allora cos'è meglio? Fare donna delle pulizie o puttana? Dimmi tu!
Comunque quello che è meglio, è meglio.
Io non mi vergogno di te che fai le pulizie.
Tu ti vergogni di me che faccio la puttana?
Siamo due sorelle da sole! Senza padre, senza madre...
E rifiuti anche il mio aiuto economico?
Dai...
- È pronto? - Sì, arrivo.
Scusa il servizio, ma ancora non ho organizzato la cucina.
Che cos'è?
Pasta... Con cose...
Prego.
Basta.
Attenta, ho messo il peperoncino, altrimenti non sa di niente.
Uno può dire "piccante".
Com'è?
Piccante.
No, volevo dire...
Ti piace?
No.
Ma come diceva mio nonno...
"La fame è il miglior cuoco."
Lo diciamo anche noi: "La fame è il miglior condimento."
È più o meno la stessa cosa.
Comunque grazie. Sei molto gentile a ospitarmi.
Veramente. Non ci posso pensare a mia sorella.
Se vuoi, più tardi, ti posso fare l'amore.
Per ricambiare l'ospitalità.
Sono in pensione, ma sono sempre bravissima.
Ma io sono un prete.
Dov'è il problema?
Ho avuto clienti preti, anche più importanti di te.
Top-escort o preti.
Perché quella faccia? Io offro una professionalità, niente di male.
Tu offri pasta, io ti offro orgasmo.
Anche se non è proprio la stessa cosa.
La tua pasta fa schifo. II mio è un ottimo orgasmo.
Mamma...
Ha chiamato tua sorella.
È a Pechino.
A Pechino?
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