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Non saprei da dove iniziare.
La mia versione della storia del delitto del Venerdì Santo
forse inizia da qui.
Nove mesi fa questo stronzo di un diacono disse una cosa fuori luogo
e io reagii così.
Oh, cazzo.
Quindi lei è uno che picchia?
No, padre, per niente.
Il diacono direbbe il contrario, ma ha la mandibola rotta.
In passato, sì, facevo pugilato
e vivevo per strada, tra le altre cose.
Ci serve gente che combatte, è vero, ma contro il mondo,
non contro i fratelli.
Il prete è il pastore. E il mondo è il lupo.
No.
Con tutto il rispetto, padre, non sono d'accordo.
Se iniziamo a combattere i lupi,
chi non capiamo è un lupo per noi.
Ho ancora il mio vecchio istinto, e oggi si è visto,
ma Cristo voleva guarire il mondo, non combatterlo.
E io ci credo.
E si guarisce con questo, non con questi.
Voglio essere un buon sacerdote
e mostrare a quelli come me il perdono e l'amore di Cristo.
Il mondo ne ha un disperato bisogno.
Se me ne date la possibilità, giuro che lo farò.
Sua Eccellenza,
si è esposto diverse volte per me
- e io l'ho delusa... - Va bene.
Ascolti...
Il diacono Clark è notoriamente un coglione.
Nessuno gliene vuole per averlo steso.
Anzi, direi il contrario.
Ma dobbiamo comunque fare qualcosa.
La mandiamo in una piccola parrocchia a Chimney Rock.
Al momento c'è solo un prete.
Farò il viceparroco?
Beh, piano con l'entusiasmo.
Perché?
Andrà alla Nostra Signora della Fortezza,
guidata da monsignor Jefferson Wicks. Lo conosce?
Wicks qui ha diversi sostenitori. Io non sono tra loro.
Detto tra noi,
credo che gli manchi qualche venerdì e sia uno stronzo.
Ma per certo il suo gregge si sta rimpicciolendo e irrigidendo.
L'approccio che ha descritto prima sarebbe utile lì. Capisce?
Per niente, ma sì, va bene.
Sì, sì, sì.
- Lo Spirito Santo è con me. Si fidi. - Ehi.
Questo, non questi, intesi?
Buona fortuna.
E fu così che arrivai a Chimney Rock.
Daniele nella fossa dei leoni.
Davide contro Golia.
Giovane, sciocco e devoto.
NOSTRA SIGNORA DELLA FORTEZZA
Pronto a tutto.
Padre Jefferson?
Salve. Jud Duplenticy da Albany.
Il Signore sia con te, Jud Duplenticy da Albany.
Sei qui per rubarmi la chiesa?
No.
Bene.
Ok, chiamami "monsignor Wicks".
Hai conosciuto Martha.
Martha? No.
- Monsignor Wicks. - Gesù!
Mi sono alzata presto per lucidare l'argento. Era un po' macchiato.
Va bene, Martha.
Padre Jud.
È il benvenuto.
Grazie, Martha.
Stavo giusto dicendo a padre Wicks...
Monsignor Wicks.
Monsignor, giusto. Mi scusi.
E scusi se ho detto "Gesù".
Vado alla grande, vero?
Ti manda il vescovo Langstrom, eh?
Langstrom.
Lo conosco bene.
Ti ha scelto apposta per mandarti qui.
È indicativo.
Molto indicativo.
So che è abituato a far tutto da solo, ma...
Sono qui per servirla.
Allora confessami.
D'accordo.
Benedicimi, Padre, perché ho peccato.
Sono circa
sei settimane che non mi confesso.
Ho invidiato la ricchezza materiale altrui.
Nella TV di Sam, ho visto la pubblicità di un'auto di lusso, una Lexus.
E ho pensato:
"Che bella macchina".
La coupé.
Ho invidiato il potere dei grandi.
Il potere di mio nonno da prete. Lo volevo.
L'ho sempre voluto.
Mi sono masturbato...
quattro volte, questa settimana.
Quattro o cinque volte in sei settimane, forse?
Facciamo 30 masturbazioni in tutto.
Questa settimana, una volta al mattino, a letto.
Una volta sotto la doccia, in piedi, molto comodo.
Uso un gel doccia.
Una volta di notte, dopo un sogno su...
- Va bene. - Su uno di quei cat café giapponesi.
- Ok. - Avevo letto un articolo,
ma al posto dei gatti c'erano ragazze e, insomma...
Non mi ero preparato,
così ho dovuto finire su una copia della rivista Cronache cattoliche
che avevo lì sul comodino, il che è già di per sé un peccato.
Non lo so, forse no, ma... Non va bene.
All'epoca, mi era sembrato solo strano,
ma, ripensandoci adesso, ho capito:
quello era il primo pugno di Wicks.
Cinque Ave Maria e un Gloria al Padre.
Grazie, padre.
E non sarebbe stato l'ultimo.
Ah, e benvenuto
nella mia chiesa.
Nelle settimane successive, mi sistemai
alla Nostra Signora della Fortezza.
CRONACHE CATTOLICHE
L'unico altro dipendente a tempo pieno lì era il custode, Samson.
Sam.
È monsignor Wicks
che ogni giorno mi dà la forza di non ricominciare a bere.
Anche lui beveva.
Mi ha detto: "Ce l'ho fatta io a scacciare quel demone e ce la fai anche tu".
Ed è dura, ogni giorno.
Ma ce l'ho fatta.
Ed è merito suo e della mia amata Martha.
La sua amata Martha?
Farei qualsiasi cosa per lei.
Il mio angelo in Terra.
In chiesa, Martha si occupava di tutto.
Gestiva contabilità e donazioni, archiviava tutto.
Lo archivi.
Lavava i paramenti, riforniva le provviste,
cucinava per Wicks, suonava l'organo.
Conosceva i segreti di quel posto.
- Questa è la cripta? - Sì.
Che vergogna. Ci vuole una telecamera di sicurezza.
- Ha un ingresso? - Sì.
Eccola qui,
la porta di Lazzaro.
CAZZI
Serve attrezzatura edile per aprirla da fuori.
Ma la struttura a sbalzo è tale che una spinta
basta a farla crollare dall'interno.
E allora chi c'è dentro?
Prentice.
Il nonno di Wicks, il fondatore di questa chiesa.
Per me era come un padre.
Mi fa star male.
Ragazzini che disegnano razzi su questo sacro luogo di riposo.
Che fai?
Mi diletto con la carpenteria,
così ho preso gli attrezzi di Sam per costruire una croce...
No, la vogliamo così.
Ci ricorda l'indegno peccato della meretrice sgualdrina.
Confessami.
CLUB DEL LIBRO LISTA
La meretrice sgualdrina.
Era la madre di Wicks.
Ok, che cos'è successo?
Era una meretrice e una sgualdrina.
Ok.
Quando Prentice diventò prete e fondò questa chiesa,
restò vedovo, con una figlia.
Si chiamava Grace.
Era una poco di buono.
Amava i vestiti succinti e le marche di lusso.
Le marche di lusso...
Già.
Da adolescente, faceva la sgualdrinella nei bar
e fu messa incinta da uno sbandato.
Prentice aveva in banca una fortuna ereditata dalla famiglia.
Per proteggere suo nipote Wicks,
aveva promesso che, se Grace fosse rimasta sotto il suo tetto,
avrebbe lasciato a lei quella fortuna.
Così la sgualdrina aspettava che suo padre morisse.
Lui ne soffriva moltissimo.
Martha, ricorda.
La ricchezza e il potere che ne deriva
sono come la Mela di Eva.
Tentazione che conduce alla rovina.
Devo proteggere i nostri cari dalla sua influenza corruttiva,
a ogni costo.
Alla fine arrivò la sua ora.
Io ero lì.
Vidi Prentice fare per l'ultima volta la comunione
e morire sul sacro altare.
In pace.
La meretrice sgualdrina andò subito dall'avvocato di Prentice.
"Voglio i miei soldi", disse.
E sa cosa rispose lui?
"Sì, lei è l'erede di ogni singolo penny di Prentice."
Ma in banca
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