Die ersten 200 Zeilen.
MOSFILM
Seconda Unita' Creativa
ALISA FREJNDLIKH
ALEKSANDR KAJDANOVSKIJ
ANATOLIJ SOLONITSYN
NIKOLAJ GRINKO
nel film
STALKER
Sceneggiatura di Arkadij STRUGATSKIJ e Boris STRUGATSKIJ
tratta dal romanzo breve «Un pic-nic sul ciglio della strada»
Regia di Andrej TARKOVSKIJ
Direttore della Fotografia Aleksandr KNIAZHINSKIJ
Scenografia di Andrej TARKOVSKIJ
Musiche di Eduard ARTEMIEV
Aiuto-regista L. TARKOVSKAJA
Poesie di F. I. TJUTCEV, Arsenij TARKOVSKIJ
Sonoro V. SHARUN Direttore d'orchestra E. KHACIATURIAN
Sottotitoli italiani di Eleonora Volpe
STALKER
«Cos' e' stato? La caduta di un meteorite?
Una visita di abitanti degli abissi cosmici?
In un modo o nell'altro, nel nostro piccolo paese
si e' creato il miracolo dei miracoli: la Zona.
Ci abbiamo subito mandato I' esercito.
Non ha fatto ritorno.
Allora abbiamo circondato la Zona di cordoni di polizia.
Forse abbiamo fatto la cosa giusta. Non so...»
Da un' intervista del premio Nobel professor Wallace.
Perche' hai preso il mio orologio?
Dove hai intenzione di andare? Lo chiedo a te.
Mi avevi dato la parola e io ti ho creduto.
Va bene, non vuoi pensare a te stesso. Ma noi?
Pensa a tua figlia!
Non ha fatto in tempo ad abituarsi a te, e tu ritorni alla stessa solfa!
Sono gia' diventata una vecchia. Mi hai distrutta.
Fa' piano, svegli scimmietta.
Non ce la faccio piu' di stare ad aspettarti! Moriro'!
Avevi intenzione di metterti a lavorare.
Non ti avevano forse promesso un lavoro normale?
Tornero' presto.
E' in prigione che tornerai!
Solo che adesso ti daranno non 5, ma 10 anni!
E in quei 10 anni non avrai ne' la Zona ne' altro!
E io in questi 10 anni crepero'!
Dio mio, per me qualunque posto e' una prigione!
- Lasciami andare! - No!
Lasciami, ti dico!
Va' al diavolo! E restaci a marcire!
Sia maledetto il giorno che ti ho incontrato, mascalzone!
Dio stesso ti ha maledetto dandoci una figlia cosi'!
E anche me, per colpa tua, canaglia!
Mia cara, il mondo e' terribilmente noioso.
E per questo non ci possono essere ne' fantasmi, ne' dischi volanti.
Nulla di tutto cio'.
II mondo e' diretto da leggi di piombo e questo e' insostenibile.
Queste leggi, purtroppo, non si possono infrangere.
Non si e' capaci di infrangerle.
E non sperate nei dischi volanti, sarebbe fin troppo interessante.
E il Triangolo delle Bermude? Non vorrete negare che...
Lo nego. Non esiste nessun Triangolo delle Bermude.
Esiste il triangolo ABC, uguale al triangolo A-1, B-1, C-1.
Sentite che monotonia e' racchiusa in quest' affermazione?
Nel medioevo era interessante.
In ogni casa c' era un fantasma, in ogni chiesa, Dio.
L'uomo era giovane! Oggi, ogni quarta persona e' vecchia.
Oh, che noia, angelo mio!
Ma lei diceva che la Zona
e' il frutto di una super-civilta'...
Anche quella, forse, una noia, con le sue leggi, i suoi triangoli,
niente fantasmi e, di certo, niente Dio.
Perche' se Dio fosse quel famoso triangolo...
non saprei piu' che dire!
Sono venuti a prendermi! Magnifico!
Addio, caro amico.
Questa signora si e' gentilmente offerta di venire con noi alla Zona.
E' una donna coraggiosa. Si chiama...
Chiedo scusa, il suo nome?...
Ma lei e' davvero uno stalker?
Un momento... ora spiego tutto.
Venga.
Cretino.
Alla fin fine si e' ubriacato.
Io? In che senso?
Ho bevuto esattamente come fa meta' della popolazione.
L'altra meta' si sbronza. Donne e bambini compresi.
Ho semplicemente bevuto.
Diamine, ce ne hanno versata di acqua!
Beva. E' ancora presto.
Magari, un bicchierino prima di partire?
Che ne pensa?
Metta via questa roba.
Chiaro. La legge «secca». L' alcolismo e' il flagello del popolo.
Va bene, vuol dire che berremo birra.
Ma questo qui viene con noi?
Non fa niente, tornera' sobrio. Anche lui deve andare la'.
E lei e' davvero un professore?
Se vuole.
Mi permetta di presentarmi. Mi chiamo...
Lei si chiama Scrittore.
Va bene. E come mi chiamo io?
Lei, Professore.
Chiaro: io sono uno scrittore
e quindi, chissa' perche', tutti mi chiamano Scrittore.
- E di cosa scrive? - Dei lettori.
E' chiaro che non ha senso scrivere di nient' altro.
In realta', non ha senso scrivere di qualunque cosa.
E lei cos' e'?... Un chimico?
Piuttosto, un fisico.
Immagino che noia. La ricerca della verita'.
Lei si nasconde e voialtri la cercate dappertutto.
Scavate in un punto e scoprite: ah-a! II nucleo e' fatto di protoni.
Scavate in un altro: la bellezza,
il triangolo ABC e' uguale al triangolo A-1, B-1, C-1.
II mio lavoro, invece, e' tutta un' altra cosa.
Lo scavo la verita' e nel frattempo le succede qualcosa, per cui...
cercando la verita',
tiro fuori - scusate - una montagna di non dico che cosa.
Lei dice bene!
In un museo e' esposto, per esempio, un vaso antico.
A suo tempo ci buttavano gli avanzi,
mentre oggi desta I' ammirazione generale
per la laconicita' del disegno e per I' incomparabile forma.
E tutti fanno «ah!» e «oh!».
E poi, magari, si viene a sapere che non e' affatto antico e
che Io ha fatto trovare agli archeologi qualche buontempone
per puro divertimento.
Gli «ahi», per quanto sembri strano, finiscono. I conoscitori...
Pensa sempre a certe cose?
Che Dio me ne scampi!
Io penso di rado. Fa male alla salute.
E' impossibile pensare e chiedersi sempre: sara' un successo o un fiasco?
Naturlich! Ma se nessuno mi leggera' tra cento anni,
che senso ha scrivere?
Dica, Professore, perche' si e' immischiato in questa storia?
A che le serve la Zona?
In un certo senso, io sono uno scienziato.
Lei, piuttosto?
Io sono uno scrittore alla moda.
Le donne, magari, le si appendono al collo a grappoli.
Ho perduto I' ispirazione, Professore. Vado a chiederne un po'.
Dunque, si e' sfiatato?
Come? Be', forse si, in un certo senso.
Sentite? E' il nostro treno.
- Ha tolto il tetto alla macchina? - Si.
Lugher, se non dovessi tornare, va' a trovare mia moglie.
Accidenti, ho scordato di comprare le sigarette.
Non torni indietro.
- Perche'? - Porta male.
- Siete tutti cosi'. - Cosi' come?
Credete a un mucchio di sciocchezze.
Bisognera' conservarne un po' per i giorni di magra.
E cosi', lei e' davvero uno scienziato?
A terra!
Non si muova!
Dia un' occhiata, non c' e' nessuno?
E faccia presto!
Non c' e' nessuno.
Vada verso quella uscita.
Che fa, Scrittore?!
- Non ha dimenticato il serbatoio? - E' qui, pieno.
Poc' anzi dicevo che...
Sono tutte sciocchezze. Me ne frego dell' ispirazione.
Come faccio a sapere come si chiama cio' che voglio?
Come faccio a sapere se in realta' non voglio quel che voglio?
O se veramente non voglio cio' che non voglio?
Sono nuances ineffabili:
appena dai loro un nome,
il loro significato scompare, si scioglie come una medusa al sole.
Coscientemente, vorrei che il mondo fosse vegetariano.
Ma il subconscio anela a un pezzetto di carne.
Ma cos' e' che voglio veramente?
Regnare sul mondo intero.
Silenzio!
A che serve una locomotiva nella Zona?
Rifornisce la fabbrica. Non va oltre questo punto.
A loro non piace andare la'.
Prendete posto! Siete tutti ai vostri posti?
Sono venuti quelli di guardia. Che spengano il televisore.
Presto!
Vada a vedere se hanno un carrello a motore sui binari.
Che carrello a motore?
Torni indietro, faccio da solo.
Il serbatorio!
Me Io dia!
Getti via Io zaino, e' un fastidio.
E' lei che sta senza bagagli, come se facesse una passeggiata.
Se dovesse sfiorare qualcuno, niente girda, niente scompiglio.
Se ci vedono, ci ammazzano.
Quando tutto torna calmo, strisciate indietro, verso la fabbrica.
Di mattina vi raccoglieranno.
Non ci raggiungeranno?
Ne hanno paura come del fuoco.
Di chi?
Ed eccoci a casa...
Che silenzio!
E' il posto piu' silenzioso al mondo. Lo vedrete voi stessi.
E' cosi' bello qui! Qui non c' e' nessuno.
Ci siamo noi.
Tre persone in un giorno solo non possono rovinare tutto, qui.
Perche'? Possono.
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