Die ersten 200 Zeilen.
HÚSAVÍK, ISLANDA - 6 APRILE 1974
NETFLIX PRESENTA
IN MEMORIA DELLA NOSTRA CARA MAMMA
...e capirete perché.
Cantano la canzone... Ehi, c'è pure Napoleone!
Ovvio, cantano "Waterloo".
Erick, come sta tuo figlio?
Gli manca la madre.
Ecco la Svezia con gli Abba, "Waterloo".
Guardate qua.
Zitti! Tocca alla Svezia.
Lars, mettiti seduto.
Un giorno canterà e ballerà anche lui all'Eurovision Song Contest!
Piuttosto mi ammazzo.
Guardate!
Balla anche la piccola Sigrit!
Balla ma non parla!
Lars, smettila di fare il pagliaccio!
Basta ridere di me!
Basta!
Un giorno vincerò l'Eurovision Song Contest.
E allora non riderete più di me.
OGGI
Mi ha destata
Un virtuosismo canoro
Che mi ha guidata
Ai fiordi del pianoro
Oltre le nubi
Su un monte, in vetta
Lì s'è seduto
E ha parlato senza fretta
L'uomo del vulcano
Ha sciolto il mio cuore
L'uomo che protegge il vulcano
Amano pure gli eroi eterni
L'uomo del vulcano!
Di guardia all'altopiano
Che uomo!
L'uomo che protegge il vulcano
Amano pure gli eroi eterni
E io t'amo
Lars!
Maledizione!
Scusa, papà.
- Lars? - Sì.
È stato fantastico.
Possiamo fare di più, ma è andata bene!
Potremmo portare questo pezzo all'Eurovision.
No, scordatelo. Portiamo "Due problemi".
Sì, è un brano super fenomenale.
Stasera hai cantato divinamente.
- Wow! - Sì.
Urchia!
- Urchia, sì. - Sì!
Cos'è che ti sfugge del concetto di elettricità?
Ciao, Sigrit.
Salve.
Idiota.
- Papà, dai! Devo collegare... - Basta. Sta' zitto, Lars.
- Ma le luci... - Sta' zitto.
Cos'è che...
Quanto brontola!
- Caspita! - Sì, wow.
Super arrabbiato.
Sei sotto l'incantesimo di Lars Erickssong sin da quando eri piccola.
Lo so, mamma. So che non ti piace.
È una palla al piede.
Dimentichi che da piccola non riuscivo a parlare.
Sapevi farlo, ma non volevi.
Giusto, finché Lars non mi ha insegnato a cantare.
Sono stati gli Abba.
E Lars.
Soprattutto gli Abba.
E... Sì.
Ascoltami, Sigrit.
Sai che credo in te.
Tu sei una vera artista,
ma l'arte non nasce da qui.
Nasce da qui.
È qui che ognuno di noi trova la propria Nota Speorg,
la manifestazione più autentica di sé stesso.
Ma tu non la intonerai mai con Lars Erickssong.
Ha chiamato la banca.
Non posso più permettermi la casa e il peschereccio.
Devo scegliere.
Peccato per la barca. Tanti bei ricordi.
Io mi mantengo con la pesca.
Venderò la casa.
Ma...
Io ci vivo.
Con te.
Sei un uomo di mezza età, Lars.
È ora che inizi a vivere la tua vita.
È ora di seppellire i tuoi sogni infantili.
Diventa l'uomo che tua madre desiderava.
Lei adorava che io stessi a casa con lei e questo non le piacerà.
Perché mi ha portato qui per dirmelo?
Ti vedo!
- Eccoti qua. - Eccomi qua!
- Ti tengo d'occhio. - E io tengo d'occhio te.
Due tazze di caffè?
Tutte e due per me.
- Ok? Sì. - Ok.
- Tuo padre è ancora arrabbiato con te? - Molto.
E venderà la casa. Devo sloggiare.
No!
Dove andrai a vivere?
Ottima domanda, vero?
Beh, almeno resterai nella nostra bella Húsavík.
Sì, credo.
Sì.
Non osare, Lars Erickssong!
- Toglila subito! - Troppo tardi, Olaf.
Troppo tardi. Ormai l'ho notificata.
E questo cos'è?
Io e Sigrit ci esibiamo stasera al Captain's Galley.
- Sì. - Perché tu e tua sorella vi esibite lì?
Non credo sia mia sorella.
Di sicuro non sono tua sorella.
Ragnar Loftonsson va in pensione.
Questa non la pago!
- Ma verrai alla festa stasera? - Sì.
Certo che vengo alla festa stasera.
Non c'è un cazzo da fare qui!
E questa non la pago!
Tuo padre si vergogna di te.
- Caspita! - Ok.
- Questo è... - Olaf, sappiamo dove vivi.
Prima o poi dovrai pagare la multa!
Tuo padre si vergogna di te!
Ha ragione.
Mio padre si vergogna di me.
No, che dici? Non è vero!
No, è vero.
Dopo che sei andata via, mi ha guardato negli occhi e ha detto:
"Mi vergogno di te".
- Non credo che dicesse... - E poi ha detto:
"Hai sprecato tutta la tua vita
a rincorrere questa idiozia dell'Eurovision.
Adesso sei un uomo senza moglie,
senza figli...
Hai una vita ridicola".
- Magari era ubriaco. - No.
Ha aggiunto: "Se pensi che io sia ubriaco,
non sono mai stato più sobrio.
E dico sul serio".
Ok.
Io sono Lars e lei è Sigrit.
Siamo i Fire Saga.
Stephan alle pelli.
Sì, oggi Stephan è su di giri per il suo primo pelo sotto le ascelle!
Abbiamo un regalino per voi, se vi va.
Vorremmo suonare il pezzo che abbiamo presentato
all'Eurovision Song Contest di quest'anno.
No!
Vogliamo "Ja ja ding dong"!
- "Ja ja ding dong"! - Cantate questa!
"Ja ja ding dong", ok.
Un, due, tre, quattro...
Quando sento il tuo gentil tocco
E tutto va come vogliamo
Per tutto il giorno voglio che ci amiamo
Tutto il giorno
Ja ja ding dong
Ding dong!
Il mio amore è forte come un gong
Ja ja ding dong
Ding dong!
Scoppio e salto al pensiero di noi due
Lars?
Lars.
- Non ci riesco. - Lo so.
Quando provo a suonare della vera musica, si mettono a ridere.
"Ja ja ding dong"?
Ho ingoiato troppa merda, ok?
- Ok. - Così tanta!
- Lo so! - Potrei ingoiarne così,
ma così è troppa!
- È tanta merda! - Merda!
Merda!
Ehi, Lars!
Torna subito dentro e canta "Ja ja ding dong".
No, basta così per stasera.
Devi cantarla!
Perché dovrei? L'ho già cantata!
Non importa! Cantala di nuovo!
E per quanto ancora dovrei cantarla?
Finché ne avrò voglia! E voglio sentire solo "Ja ja ding dong"!
Va bene, la suono!
Siamo in pausa.
Bene.
Ragazzi, ci canta ancora "Ja ja ding dong"!
È l'unica cosa che lo rende felice.
Gliela canterò.
Ma lo manderò anche a quel paese mentre la canto.
Ok, ascolta.
Ieri sera,
sono andata al campo lavico di Gálgahraun per chiedere aiuto agli elfi.
- Agli elfi? - Senti.
- Aspetta. - No.
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