Die ersten 200 Zeilen.
Negli episodi precedenti...
Michelle Carter messaggia le amiche per tre giorni,
dicendo che il suo ragazzo forse è morto.
È sempre rimasta in contatto con lui.
Pensi sapesse che stava per uccidersi?
Lei gli diceva di farlo.
Perché? Perché ha mentito alle amiche dicendo che non sapeva dov'era Conrad?
A Natalie e qualcosa. Gli ha detto di risalire sul furgone.
In pratica è una confessione.
Non so perché ti ho scritto così.
Devi dare il buon esempio.
- Hai ragione. Capisco. - Giurin giurello.
- La coppia principale. - Rachel e Finn.
Quelle stanno insieme?
Sono partite come migliori amiche, poi si sono messe insieme.
Ti voglio bene.
Abbiamo per le mani un omicidio colposo.
Questo ragazzo ha una storia di depressione.
OPERA DI FINZIONE ISPIRATA A EVENTI REALI.
OGNI RIFERIMENTO È PURAMENTE CASUALE
Rob. Ho appena fatto una scemenza.
Voglio che ritorni. Ho paura.
Perché?
Non lo so.
Mi hai spaventata.
Se tu muori, muoio anch'io.
Non lo rifarò. Mi dispiace tanto.
Prometto, davvero...
L'ospedale vuole ricoverarlo.
In un istituto psichiatrico?
Il dottore ha detto che non dipende da noi.
E quando esce, dobbiamo farlo aiutare.
- Terapia. - Deve tornare a scuola.
A lavorare.
Non te lo sto chiedendo, te lo sto dicendo.
Ho bisogno che tu sia con me in questa cosa.
Qual era lo stato d'animo che ha portato Conrad al suicidio?
Beh, aveva i suoi alti e bassi.
Ma stava migliorando.
Stava molto meglio.
Così pensavamo.
Problemi a casa dovuti al divorzio
che potrebbero aver segnato Conrad emotivamente?
Non ha certo festeggiato.
Nessuno è felice di un divorzio, anche se è la cosa giusta.
Ci ha lasciato dei biglietti.
Non so davvero cos'altro ci sia da sapere.
Avete sentito parlare di una ragazza di nome Michelle Carter?
Sì, certo.
E qual era la natura del rapporto tra lei e Conrad?
A quanto pare, erano fidanzati.
Ma noi l'abbiamo scoperto solo dopo.
E siete in contatto con lei da quando Conrad è morto?
Sì, un po'.
- Perché chiedete di lei? - Cerchiamo di unire i pezzi
- sulla vita di Conrad... - Coco.
Come, scusi?
Continuate a dire Conrad. Ma il suo nome è Coco.
Certo. Scusate.
Nient'altro riguardo alla situazione in casa
che potrebbe aiutarci a risalire ai motivi per cui ha deciso di togliersi la vita?
No.
I tuoi mi dicono che vai alla King Philip.
Io ho frequentato la Franklin.
Capitano della squadra di football. Odiavo giocare contro di voi.
Michelle? L'avv. Cataldo sta parlando con te.
Ti starai chiedendo perché la polizia ti ha portato via telefono e computer.
Ho parlato con conoscenti in procura,
hanno aperto un'indagine ufficiale
sul tuo coinvolgimento nella morte di Conrad Roy.
- Perché? - Sto cercando di capire.
Ma l'assistente procuratore che lavora al caso, Katie Rayburn, è tosta.
E non formula capi d'imputazione se non ha argomenti validi.
Che vuol dire? Che sta dicendo?
Ascoltiamolo, Michelle. Vedrai che ora ci spiega tutto.
Significa che non mi stupirei se formalizzassero delle accuse.
- Che cosa? - Ma ascoltami.
- Non ho fatto nulla di male. - Lo so.
E il mio lavoro consiste nel far cadere tali accuse.
La faccenda qui è molto chiara.
Il ragazzo si è tolto la vita.
Il suicidio e il suicidio assistito
non sono illegali nel Massachusetts.
Quindi abbiamo questo fatto dalla nostra.
Tu guardi il football?
Perché io ho rappresentato alcuni dei Patriots.
Sì. Quindi mi prenderò cura di te come mi sono occupato di loro.
Michelle, tra noi vige il segreto professionale.
Lo sai che cos'è? Bene.
Quindi se c'è qualcosa che vuoi dirmi
e che magari non vuoi che i tuoi sentano, va bene.
Possiamo chiedere loro di uscire.
Non ho niente da dirle perché non ho fatto nulla di sbagliato.
Davvero, è solo tutto un grande malinteso.
Lo so, ne sono convinto.
Posso avere un nuovo telefono?
Così scrivo a Lynn e le spiego...
No, per nessun motivo puoi parlare con Lynn Roy.
Non dobbiamo complicare le cose ulteriormente.
Anzi, non voglio che contatti nessuno che ha abbia a che vedere con il caso.
Hai capito? Stai alla larga da tutto. Telefoni. Computer. Qualsiasi cosa.
E che cosa dovrei fare?
Leggere un libro?
HO VINTO ORA SONO PERSA PER GLEE
AHAH È PER IL TUO BENE
SONO DISTRUTTA, SIAMO ANDATE A LETTO TROPPO TARDI.
ANCH'IO, VORREI QUINTALI DI CAFFÈ
TI HO INVIATO QUELLA CANZONE CHE CERCAVI!
CI VEDIAMO OGGI?
Dalla testa
Non m'importa qual è la tua storia
Mi basta che tu sia qui con me
Non m'importa chi sei Da dove vieni
E che cosa hai fatto L'importante è che mi ami
Ehi. Dammi qua.
Allora?
Il mio compagno di stanza si è tagliato le unghie dei piedi coi denti.
Allora ti sarai trovato benissimo.
Si parla tanto lì dentro?
Non ho fatto altro che parlare.
- Però ti senti meglio, no? - Sì.
Allora magari puoi continuare?
- A far cosa? - A parlare...
Con uno psicologo o una cosa del genere.
Sto bene.
Beh, magari non c'è niente di male nel provarci.
Sai, per un po'.
Tua madre ci terrebbe molto.
E tu?
Dico che tua madre ci terrebbe molto.
Le ho detto che non lo rifarò mai più e lo penso davvero.
Mi mancava la tua risata.
Sei tornato.
Sto bene.
Papà ti dirà dei piedi del mio compagno di stanza.
D'accordo.
Che cosa vuoi per cena?
Qualsiasi cosa, basta che non sia su un vassoio.
Credo di poterlo fare.
Vado a portare giù la mia roba.
- Ok. - Bentornato a casa.
Gli ho parlato.
Dice che non vuole continuare ad andare in terapia.
Ha detto che me lo direbbe se ne sentisse il bisogno.
Immagino l'entusiasmo con cui l'hai promossa.
Lynn, gliel'ho chiesto, cazzo.
- Ti ho chiesto di fare una cosa. - E io gliel'ho chiesto, ok?
Ha detto di no.
Non so cos'altro vuoi che faccia.
Ti ho chiesto di fare una cosa.
- Ok, pensaci. - Chissà cosa mi aspettavo poi.
- Ehi. - Ciao.
Potresti non fare la strana con me anche tu?
Se ti dico che J Cole fa schifo, ci riproverai?
CHE SUCCEDE? TI IMP...
Ti importa almeno quello che mi sta succedendo?
Che cosa ti sta succedendo?
Sono rimasto in ospedale due settimane.
Perché?
Perché sono debole e sensibile.
E non so neanche perché io ti sia piaciuto.
- Sei stato in terapia? - Ho tentato il suicidio.
Mi dispiace tanto.
Non sono la persona che credevi.
Avrei dovuto esserci per te.
È solo che ho la testa incasinata.
No, non è vero.
Io lo capisco.
E sono qui per te.
Ti amo.
Dico di far testimoniare i genitori di Coco.
Che dicano alla giuria quanto fosse un bravo ragazzo.
Che lavorava per l'attività di famiglia.
Aveva preso la patente da capitano, la borsa di studio alla Fitchburg State.
Facciamo capire alla giuria che era un ragazzo normale
finché non ha conosciuto Michelle Carter.
Certo.
- Che c'è? - Sembra debole.
Sembra che supplichi di venire smontata.
Indaghiamo sui Roy. Non voglio sorprese.
Hai sentito che i Carter hanno ingaggiato Joe Cataldo?
Sì. Ti sei mai battuta contro di lui?
Non c'è conversazione che intrattenga
senza dire: "Ho rappresentato alcuni dei Patriots".
Sì. Si darà arie, ma non è uno scemo.
Sa quanto noi che non c'è una legge contro il suicidio assistito in Massachusetts.
- Ti preoccupa l'atto d'accusa? - No. Quello è facile.
Ci serve il movente.
Abbiamo i messaggi che mostrano le tre versioni di Michelle.
Una per Coco, dove lo sollecita a farla finita.
Una per le amiche, dove si comporta come se non le importasse nulla.
E un'altra alle altre amiche in cui mente sulla scomparsa del suo ragazzo.
Non sembri convinta.
Continuo a credere che testi accattivanti siano molto lontani da un omicidio.
Beh, dovremo parlare con gli altri.
- La cena è pronta. - Grazie, Coco.
Cazzo. Sydney, scusa.
- Scusa, tesoro. - Non fa niente, papà.
Mio padre mi chiamava sempre col nome di mia sorella.
Credo sia ora di vendere il furgone.
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