Cavalleria Rusticana

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Cavalleria Rusticana
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Publicado el: 2016-01-22
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Las primeras 139 líneas.

Lola ch'hai di latti la cammisa

sì bianca e russa comu la cirasa,

quannu t'affacci fai la vucca a risu,

biato cui ti dà lu primu vasu!

Ntra la porta tua lu sangu è sparsu,

e nun me mporta si ce muoru accisu...

E s'iddu muoru e vaju mparadisu

sì nun una truovu a ma, mannu ne trasu.

Gli aranci olezzano sui verdi margini,

cantan le allodole tra i mirti in fior.

Tempo è si mormori

da ognuno il tenero canto che i palpiti

raddoppia il cor.

In mezzo al campo tra le spiche d'oro

giunge il rumore delle vostre spole,

noi stanchi riposando dal lavoro

a voi pensiamo, o belle occhi-di-sole.

O belle occhi-di-sole, a voi corriamo

come vola I'augello al suo richiamo.

Dite, mamma Lucia...

Sei tu? Che vuoi?

Turiddu ov'è?

Fin qui vieni a cercare il figlio mio?

Voglio saper soltanto, perdonatemi voi, dove trovarlo.

Non lo so, non lo so, non voglio brighe!

Mamma Lucia, vi supplico piangendo,

fate come il Signore a Maddalena,

ditemi per pietà dov'è Turiddu.

È andato per il vino a Francofonte.

No!

L'han visto in paese ad alta notte.

Che dici? Che dici? Se non è tornato a casa!

Entra!

Non posso entrare in casa vostra.

Non posso entrare, sono scomunicata!

E che ne sai del mio figliuolo?

Quale spina ho in core!

Il cavallo scalpita, i sonagli squillano,

schiocchi la frusta. Ehi là!

Soffi il vento gelido, cada l'acqua o nevichi,

a me che cosa fa?

Il cavallo scalpita, i sonagli squillano,

schiocchi la frusta. Ehi là!

O che bel mestiere fare il carrettiere,

andar di qua e di là!

M'aspetta a casa Lola che m'ama e mi consola,

ch'è tutta fedeltà.

Il cavallo scalpiti, i sonagli squillino,

è Pasqua, ed io son qua!

O che bel mestiere fare il carrettiere,

andar di qua e di là!

Beato voi, compar Alfio, che siete sempre allegro così!

Mamma Lucia, ne avete ancora di quel vecchio vino?

Non so. Turiddu è andato a provvederne.

Se è sempre qui!

L'ho visto stamattina vicino a casa mia.

- Come? - Tacete.

Io me ne vado, ite voi altre in chiesa.

Regina coeli laetare.

Alleluja!

Quia quem meruisti portare.

Resurrexit sicut dixit.

Inneggiamo, il Signor non è morto!

Ei fulgente ha dischiuso I'avel!

Inneggiamo al Signore risorto,

oggi ascese alla gloria del Ciel!

Inneggiamo, il Signor non è morto!

Inneggiamo al Signore risorto,

oggi ascese alla gloria del Ciel!

- Alleluja! - Oh, Signor!

Perché m'hai fatto segno di tacere?

Voi lo sapete, o mamma, prima d'andar soldato,

Turiddu aveva a Lola eterna fé giurato.

Tornò, la seppe sposa; e con un nuovo amore

volle spegner la fiamma che gli bruciava il core:

m'amò,

I'amai.

Quell'invida d'ogni delizia mia,

del suo sposo dimentica, arse di gelosia.

Me l'ha rapito.

Priva dell'onor mio rimango:

Lola e Turiddu s'amano,

io piango, io piango!

Miseri noi,

che cosa vieni a dirmi

in questo santo giorno?

Io son dannata.

Andate, o mamma, ad implorare Iddio,

e pregate per me. Verrà Turiddu,

vo' supplicarlo un'altra volta ancora!

Aiutatela voi, Santa Maria!

Tu qui, Santuzza?

Qui faspettavo.

È Pasqua, in chiesa non vai?

Non vo.

- Debbo parlarti. - Mamma cercavo.

- Debbo parlarti. - Qui no! Qui no!

Dove sei stato?

Che vuoi tu dire?

- A Francofonte! - No, non è ver!

Santuzza, credimi.

No, non mentire;

ti vidi volgere giù dal sentier.

E stamattina, all'alba, t'hanno scorto presso I'uscio di Lola.

Ah! Mi hai spiato!

No, te lo giuro.

A noi l'ha raccontato

compar Alfio, il marito, poco fa.

Così ricambi l'amor che ti porto?

- Vuoi che m'uccida? - Oh! Questo non lo dire.

Lasciami dunque, lasciami;

invan tenti sopire il giusto sdegno colla tua pietà.

- Tu l'ami dunque? - No!

- Assai più bella è Lola. - Taci, non l'amo.

- L'ami, l'ami. Oh! Maledetta! - Santuzza!

Quella cattiva femmina ti tolse a me!

Bada, Santuzza, schiavo non sono di questa vana tua gelosia!

Battimi, insultami, t'amo e perdono,

ma è troppo forte l'angoscia mia.

Fior di giaggiolo, gli angeli belli stanno a mille in cielo,

ma bello come lui ce n'è uno solo.

Oh! Turiddu. È passato Alfio?

Son giunto ora in piazza. Non so.

Forse è rimasto dal maniscalco,

ma non può tardare.

E voi, sentite le funzioni in piazza?

Santuzza mi narrava...

Gli dicevo che oggi è Pasqua

e il Signor vede ogni cosa!

Non venite alla messa?

Io no, ci deve andar chi sa di non aver peccato!

Io ringrazio il Signore e bacio in terra.

Oh, fate bene, fate bene, Lola!

Andiamo, andiamo!

Qui non abbiam che fare.

Oh! Rimanete!

Sì, resta,

resta, ho da parlarti ancora!

E v'assista il Signore.

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