Esimesed 200 rida.
- A posto. Basta così? - Mi controlli le gomme?
Ne abbiamo già parlato. In un paio d'ore farà luce.
Sono io che guido, decido io.
Puoi dirgli di scendere?
Grazie.
- Ciao pà. - Lu. Sei pronta?
- Bene. - Tieni, Fede.
Andiamo.
Buongiorno, dormigliona.
Colazione a letto!
- Mangia, Lu. - Ora no.
Non ti piace?
- Vuoi qualcos'altro? - Dormire.
Perché non approfitti per andare in bagno? Noi siamo andati.
- Lu? - Non mi scappa. Vai.
E quello?
Cos'è?
Lo voglio.
- Lucia. - Eh?
- Da dove arriva quello? - Da mamma!
Vuoi? È buono.
È la 7.
- Lu, mi scappa. - È lì, sei cieco?
- È tutto ok? - Manca una stanza.
Guarda.
Io sopra!
Beh, non sentiremo la mancanza l'uno dell'altro..
Niente tele questa settimana.
Hai tutto l'anno per guardare la tele.
- Tra un po' non ci farai neanche caso. - Parla per te.
Lu, niente tele, hai sentito?
Lu?
Lu, mi ascolti?
Ho sentito, non rompere.
- Chi viene con me? - Adesso?
Non c'è niente di più bello che nuotare con la pioggia.
Dai, Lu, non essere noiosa.
Vieni con noi.
Mi spiace, signore. È un temporale elettrico. Non si può entrare.
È la nuova regola. - Ma per tutto il giorno?
Peccato.
- Mangia il pomodoro. - Non mi piace.
Non gli piace la buccia.
Mi fa star male.
Hai 10 anni. Niente ti fa star male.
Cosa fai, non mangi pomodori per tutta la vita?
- La mamma me li sbuccia. - Eh?
La mamma glieli sbuccia.
Togliti quella cosa dalla testa, sembri un deficiente.
E mangia.
Federico.
- Dove vai? - In bagno.
- Vuoi il dolce? - No.
Poi riportala qua, eh?
Mettiamoci in strada.
- Lu, dammene uno. - Dove si va?
Non lo so ancora, papà.
- Guarda quello della diga. - Anch'io volgio vedere. Dammi.
Andiamo a fare un giro a Salto e ci fermiamo lì a cena?
Abbiamo i panini di mamma.
Pronto?
- Carmen, come stai? - È la mamma?
- Sì, tutto bene. - Papà, è la mamma?
Te la passo. È la mamma.
- Ciao mamma, mi senti? - Cosa?
No, non ho sentito.
Tutto bene.
"Il fiume Uruguay è protagonista permanente del percorso,
con una vista meravigliosa e ottimi punti per pescare.
L'itinerario permette di visitare diverse zone della costa,
ottimi per gli sport acquatici.
Nella regione abbondano naselli, pesce-re, pesce gatto, e in estate anche lampugne."
Lucía, non dondolare con la sedia.
Non ci credo che non sai rifarti il letto.
Lu, fammelo tu!
- Se no dormo nel tuo letto. - Fattelo tu, non ci vuole niente.
- Aiutami! - Le lenzuola sono lì.
- Lucia. - Papà esci!
- Posso dirti una cosa? - Puoi uscire?
- Volevo solo dirti "a domani"! - Va bene, a domani.
Vado a dormire.
Grazie.
Mi vedi, Fede?
- Vedo solo i capelli. - Solo i capelli.
La faccia non la vedo.
Fallo con me.
Piano. Ti ricordi?
- No. - Il 5 di quadri.
Scrivilo se no ti dimentichi.
Fede, guarda.
Poco. È il quattro.
Ricordi le picche?
Così?
Piccolo.
Di meno.
Meno è di più.
Così ti vedono tutti.
Papà, così non era l'otto?
Questa è una scemata.
L'otto non conta. È il primo che abbiamo visto.
Il trucco.
Lucía, leva la roba dal tavolo.
Arrivo.
Non piegare le carte, Fede.
Lucia...
Non lasciare il latte nella tazza.
- E quelle scarpe? - Sono di Gime.
- Gime? - Gimena, papà!
Gime! Scusa tanto.
Non hai scarpe? Devi usare quelle degli altri?
- Lu, giochiamo a Parole? - Non l'abbiamo portato.
- Sì, è nell'armadio. - Ok prendilo.
E il Trucco?
Quello è un gioco da ricchioncelli.
Non fate i noiosi, andiamo in piscina.
- Dai papà, non hai visto fuori? - Scommetto che si può entrare. - No che non si può.
Tu che dici, Fede?
Fede?
Nessuno da retta al vostro povero padre?
Ti prendo il costume. Lei la lasciamo qui.
- Stop. - No, stavo scrivendo la parola, guarda!
Il tempo è scaduto! Cos'hai?
Due.
- Allora? - Allora cosa?
- Sei entrato? - Certo. Non sai cosa ti sei persa. Era stupendo.
Vabè. Due...
- Due. - Ce l'ho.
Lucía, portami un asciugamano per piacere.
Arrivo.
To'.
Lo prendi o no?
- Non ho guardato, giuro. - Come no.
Via.
- Stop. - Inizio io?
Minuto.
- Ce l'ho. - Ce l'hai?
Re.
Te.
Su.
Re.
E rapa.
- Papà, vuoi giocare? - A cosa?
Devi cercare le parole qua e le scrivi.
Me se le ha anche l'altro le cancelli.
Ok, gioco anch'io.
Dove scrivo?
Via.
- I nomi propri valgono, no? - No.
Le persone trascurano queste cose. Non sanno la differenza che fa.
Abbiamo un corpo solo . Se non o curiamo, non abbiamo pezzi di ricambio. - Logico.
Allora lo sai già. Se succede qualcosa, fammelo sapere.
Sono a disposizione. Hai il mio numero.
- Va bene? - Sì. Grazie mille.
Non c'è di che.
- Papà, è di Salto. - E allora? Non si sa mai.
Ok, ha chiesto lui?
Non mi ricordo.
Sei sempre attenta, eh?
Brava.
Scusi.
Sai come si arriva alla fabbrica d'imbottigliamento? Voglio portarci i bambini.
È chiusa al pubblico.
-Sempre? - Il pomeriggio.
Che rottura!
Smettila!
A chi messaggi?
Basta, Fede!
Fede, piantala!
Mi guardi un attimo?
Che stai facendo, idiota? Non hai visto lo stop?
Che stronzo. Hai fretta, idiota?
Lascia perdere!
- Sono coi bambini! - Calma!
- Calma! - Te la infilo in culo!
Bastardo!
- Impara a guidare, coglione! - Calma!
Vaffanculo!
Te la metto?
- Dai. - Chiudi gli occhi.
- Ciao. - Vieni a giocare?
- Posso? - Sì ma meglio che chiedi a papà.
Papà, mi chiamano a giocare.
Vai.
Ok, andiamo.
Ciao. Come ti chiami?
- Miguel Angel. - Miguel. Piacere, Alberto.
Che cabina sei?
- 12. - Ok, va bene.
- Mi passi il repellente? - Te lo metto io.
Faccio io. No, Lucía.
- Lucía! - Dai, avvicinati!
- Cosa fai, scema! - Così non ti pungono in testa!
Deficiente.
Papà, vado a fare un giro.
Va bene. Dammi un bacio.
- Vuoi che venga con te? - No, grazie.
- Sicura? - Sì, papà.
Gime, ti ho chiamato 2000 voilte.
Con chi sei?
Sì, oggi ero in macchina con mio padre e Fede...
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