Esimesed 162 rida.
Forza, scattare! Alzate quelle cosce!
Uno, due, tre, quattro, cinque. Dietro front!
Uno, due, tre, quattro, cinque. Dietro front!
Uno, due, tre, quattro, cinque. Dietro front!
Uno, due, tre, quattro, cinque. Fianco sinistra, sinistra!
Uno, due. Uno, due. Di corsa!
Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due.
Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due.
Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due.
Uno, due. Uno, due. Uno, due…
Ah… Bella figura!
In camerata, rompete le righe.
Morosi.
- No, tu no. - E perché?
Perché no! Hai parlato, hai chiesto pietà,
quindi hai parlato e hai finito la corsa.
Quindi altri dieci giri di corsa. Di corsa!
Uno, due. Uno, due. Alza le gambe!
Su le gambe! Uno, due. Uno, due. Uno, due. Uno, due.
Alza le gambe! Alza!
Ma tu guarda, mannaggia! Mi ha rovinato…
Mi ha fatto venire le bolle! Guarda che roba!
Mi ha fatto venire le bolle!
Lo possano ammazzare!
- Ahò! Che fai? - Non lo vedi?
- Che cosa ci metti? - La crema.
Ci mettiamo questo.
Poverino, aiutiamolo. Facciamogli noi un massaggio.
- Sì. - Sei contento?
Piano. Piano, mi fa tanto male.
- Passamelo. - No, mi fai il solletico!
Stai buono!
Buono!
- Ahò! Che mi avete fatto? - Passami la spazzola!
No, la spazzola no! Mi fate male! Aiuto!
- Dammi lo straccio. - No, fermatevi! Aiuto!
Basta! Ah!
Che bel lavoretto abbiamo fatto!
- Ahò! Non dormi? - Penso alla mia ragazza.
Hai la ragazza? Allora tradisci tua moglie!
No, è Laura, per me non è mia moglie.
È sempre la mia ragazza.
Ahò! Qua nessuno dorme, invece Sammarco russa come un trimotore.
Ragazzi, venite con me, ho un'idea.
- Venite. Piano. - Buoni, shh!
- Dai! - Piano, fate piano.
Shh!
Sammarco! Che cavolo fai lì?
Torna in camerata! Ti deferisco al tribunale!
Ti mando in galera!
Gajardo!
Che succede?
Grosse novità per gli ultimi giorni di naia.
- Un'ora in più di libera uscita. - Martedì spettacolo a sorpresa.
Tutto questo?
E da domani niente più istruzioni in cortile!
- Salvo punizioni! - Vuoi dire salvo sergente?
- Avete detto un'ora in più? - Sì.
Ragazzi, organizziamo subito il programma, il movimento!
- Andiamo a ballare! - Sì, sì!
- Prima dobbiamo trovare le ragazze! - Alle pupe ci penso io.
Grazie, ragazzi, ma io non posso venire.
- Dai, Gianni! - Andiamo!
- No, non vengo! Non insistete. - Per una volta!
Guardate Sammarco!
- Sammarco, già dormi? - Ti sono venuti i piedi piatti?
Fate i furbi, eh? Mi avete messo due scarpe sinistre!
Volevate fregarmi con le scarpe, ma io esco lo stesso!
Le scarpe?
- Le scarpe? - Sono un po' strettine, eh?
Ma io cammino e dormo lo stesso!
- Andiamo dalle pupe o no? - Io non posso venire.
- - Gianni!
Scusatemi, mia moglie è arrivata da Roma. Arrivederci. Ciao, Sammarco!
Ciao.
- Le mogli sono una rovina. - Peggio dei sergenti! Andiamo!
- Vieni, Sammarco. - Sammarco, muoviti! Corri!
- Oggi non ti aspettavo. - Sono arrivata per sorprenderti.
E con chi, secondo te? Con il caporale?
Dove andiamo?
- Io sono libero fino alle 10:00. - Hai il permesso?
Quasi, sotto il congedo ci abituano alla vita libera.
Se resto con te fino alle 10, a che ora arrivo a Roma?
Dormi qua e parti domani. C'è un albergo a 200 metri.
- Lina sarà in pensiero. - Scegli, Laura, me o la cameriera.
- Lina è una persona di famiglia. - Scegli me e telefoniamo a Lina.
Signorsì!
- Buongiorno. - Buongiorno.
Vorrei una camera.
Mi dispiace, non affittiamo camere a ore.
Gianni! Questo signore mi insulta e tu ridi!
Non l'ho insultata, signorina.
- Signora! - Sono suo marito.
Ecco i documenti.
Le chiedo scusa, signora Raimondi, la prego.
Sì, è lei! È Gianni Raimondi, il cantante.
Non l'avevo riconosciuto.
A volte non mi riconosco neanch'io.
A volte capita.
- Vorrei una singola con doccia. - Singola?
- Sì, purtroppo io dormo in caserma. - E i bagagli?
Non pensavo di fermarmi.
Mi faccia trovare spazzolino e dentifricio.
Troverà tutto nella sua stanza, la 14.
- Grazie. - Arrivederci!
Buongiorno.
Quando io non ci sono, tu vai con le cameriere?
Cosa dici?
- Guarda i tuoi commilitoni. - Si vogliono bene, come noi, no?
Prendimi a braccetto, non voglio sembrare una cameriera.
- - Poverino!
- Ti sei fatto male? - No, casco sempre.
- I bambini mi fanno impazzire. - Anche a me, specie se strillano.
- Diamo da mangiare ai cigni. - Prima diamo da mangiare a me.
- Hai fame? - Sì.
Ci sono le istruzioni, le marce, le camere di punizione,
ma la naia fa venire appetito.
Ti offro una pizza napoletana a Napoli.
- Offri tu? - Sì.
Quanto ci metti ad arrivare? Non voglio fare tardi.
Faremo in tempo.
È strano che Carelli non ti ha più detto niente.
È sempre stato strano il tuo direttore artistico.
Tre mesi fa aveva fretta.
Sembrava fallire, senza la mia canzone.
L'hai finita?
Sì, devo limarla un po', rivedere le parole.
Lavorare in caserma, povero amore mio…
Per fortuna tra poco torno alla vita civile e Carelli se ne accorgerà.
Ci metto poco a cambiare casa discografica.
Non serve litigare.
- Signor Raimondi. - Gianni!
- Le dispiace un autografo? - Anche a me.
Grazie.
Grazie. Che carino!
Andiamo via, mi hanno riconosciuto, sennò mi fanno cantare.
- Ti dispiacerebbe? - Beh…
- È meglio andare via. - Dammi la borsa.
- Senti, Laura. Adesso canto solo per te. - Grazie.
Voglio vedere se ti piace la mia canzone.
Ci ho lavorato molto, sai? Vorrei tanto che ti piacesse.
- Vuoi ascoltarla? - Sì, fammela sentire.
- Come ti sembra? - È una canzone bellissima.
La cintura.
Di castità!
Fai lo spiritoso!
Duecento giri di corsa nel cortile ti faccio fare, al chiaro di luna!
Così finisce di distruggermi.
Sergente, qui non ci sente nessuno.
- Lei è sposato? - Sì, perché?
Mia moglie è venuta a trovarmi, abbiamo passato una bella serata.
L'ho accompagnata in albergo e si è fatto tardi, capisce?
Capisco.
Quando ero caporal maggiore è successo pure a me.
Tanto non ci sente nessuno.
Mi fecero fare 150 giri di corsa!
- E vuole rifarsi con me? - Non voglio rifarmi con nessuno,
ma la disciplina ci vuole!
E io devo sbatterti dentro, soldato Raimondi.
Signorsì.
- Piantone! - Comandi.
Svelto!
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