نخستین 200 خط.
Scommetto che si è ubriacato di nuovo.
Sta venendo qui.
IL MISTERO DEL CASTELLO
Che cosa hai detto?
Ho detto, mi sembra che sia finita...
Ti stavo dicendo...
credo sia finita la benzina.
È colpa mia, tesoro.
La strada è tutta curve, è impossibile seguirle.
Non è colpa tua.
Avrei dovuto fare il pieno prima di partire.
Nemmeno una goccia.
Dovrò andare a cercare qualcuno che ci aiuti.
E che ci rimorchi.
Posso venire anch'io?
Farò prima, se vado solo.
D'accordo
Tu resti qui in macchina,
Sarai al sicuro.
Gerald...
cerca di far presto.
Ci proverò.
Smetta di correre.
Torni in macchina.
Ha capito?
- Sì. - Torni in macchina.
Vada.
Gerald, che spavento.
Non la lasci qui.
Se qualcuno volesse passare?
Difficile, signore.
No?
- Non passa nessuno, signore. - E perché?
Perché no?
Buonanotte, signore.
- Che cosa te ne pare, Gerald? - Beh...
Meglio se cerchiamo un riparo!
Perché non ci lasciate in pace?
Non è che avete una camera?
Una camera?
- Volete una camera? - Sì, per stanotte.
Siete forestieri allora, eh?
Beh, sì.
Prego, prego, entrate.
Entrate, prego.
Entrate. Ma siete tutti bagnati!
Entrate e asciugatevi, prego. Sì.
Anna, Anna ci sono due persone... ospiti! Vieni, svelta.
Scusatemi.
Che serataccia.
Che serataccia.
- I cavalli li avete lasciati fuori? - Siamo arrivati in automobile.
In automobile?
Vuoi portare i signori a vedere la camera, mentre prendo le valigie?
Vado a prendere le valigie.
Per favore, si bagnerà. Aspetti che smetta di piovere.
Oh, ma ho l'ombrello.
Vuol firmare qui, prego?
Che camera vuole?
Come ha detto, prego?
Che camera?
Sono tutte libere.
Tutte...
tranne una.
Beh, che non sia troppo cara.
Dobbiamo fare un lungo viaggio.
Cinque marchi?
Sì, va bene.
È la migliore che abbiamo.
Da questa parte.
Ora porterò la biancheria pulita e un po' d'acqua calda.
Desidera qualche altra cosa?
Un po' di tè, magari.
Certo.
Mio marito accenderà subito il fuoco,
non appena avrà portato su le vostre valigie.
Allora?
Anna.
Anna, guarda. Guarda qui.
Guarda.
Cosa?
Ma come, non lo vedi? Questo è riso.
L'ho trovato tra i loro bagagli.
Anna, non capisci cosa significa?
Sono sposini.
Sono in luna di miele.
Anna, dobbiamo fare il possibile perché si trovino bene qui.
Vado a prendere un po' d'acqua calda, che altro vuoi che faccia?
Anna.
Anna, cerca di dimenticare.
Ti prego, almeno per stasera.
Fallo per loro.
Ti prego.
Tè, caro?
Vengo subito.
Sembra buono.
Aspetta.
Senti!
Abbiamo compagnia.
Chi è?
Qualcuno che ha portato una lettera.
Una persona molto importante, a giudicare dalla carrozza.
- Cosa c'è? - Vieni qui.
- Che c'è? - Il tuo orecchio.
Smettila, caro.
Il tè si raffredda, caro.
Lo so.
Avanti.
Una lettera per lei, signore.
- Per me? Ma è impossibile. - No, è indirizzata lei.
"Al gentiluomo inglese, presso il Grand Hotel", cioè noi.
Ma chi può averla mandata?
- Ravna. - Sì, herr doctor Ravna.
Un gran signore, ormai abita al castello da tanti anni.
Quello che abbiamo visto sulla montagna?
Sì, madame.
Vuole che andiamo a cena da lui.
- Cosa? - Sì, senti cosa dice.
"Voglio porvi i miei rispetti
"e mi permetto di invitarvi a cena questa sera.
"Scoprirete che la cucina del Grand Hotel è...
Non ha importanza.
Mia moglie è una brava donna, ma come cuoca...
"La carrozza verrà a prendervi alle 20, spero che l'orario vi sia congeniale."
Bene...
che ne dici?
- Ma non ho niente da mettermi. - Ha previsto anche questo.
"Venite come vi trovate, non sarà una cena formale."
Penso che dovremmo andare.
Ci vada, madame.
Herr doctor è un gentiluomo affascinante.
E la sua cucina è tra le migliori della nazione.
Sarà un'esperienza, madame.
Va bene.
Buonasera, il dottor Ravna ci sta aspettando.
- Altre sorprese. - Sorprese piacevoli, spero.
Credeva che l'interno della mia casa
fosse poco attraente come l'esterno, è così?
- Beh, ecco... - Se lo fosse non potrei vivere qui.
A me piace essere circondato solo di belle...
COSE.
E poiché sono abbastanza fortunato da poter soddisfare i miei desideri...
Ma cosa dico, vi prego di perdonare le mie pessime maniere.
Abbiamo talmente poca compagnia che talvolta dimentico la buona educazione.
Mi chiamo Ravna.
Gerald Harcourt. E mia moglie, Marianne.
Benvenuti nella mia casa.
È stato molto gentile ad invitarci.
Sì, molto.
Solo, non capisco come abbia saputo così in fretta del nostro arrivo.
A dir la verità, stavo spiando la vostra macchina.
Una cosa del genere da queste parti è una rarità.
E quando ho sentito il rumore ho preso il cannocchiale per vedervi passare.
E non siamo passati. Siamo rimasti in panne!
No, è vero.
E prima che potessi aiutarvi,
lei aveva già preso l'iniziativa, signor Harcourt.
Prego, venite a conoscere il resto della mia famiglia.
Era molto bello!
Grazie, madame.
Bene, allora...
posso presentarvi i miei due figlioli?
Mia figlia, Sabena.
- Piacere. - E Carl, mio figlio.
- Molto piacere. - Il signore e la signora Harcourt.
Molto lieto.
Non vuole più suonare per noi?
Più tardi, vero, Carl? Dopo cena.
Perché non sei venuto a trovarci, amore mio?
Perché hai aspettato tanto?
Lo sai quanto ci sei mancato.
Non dovresti startene qui tutto solo.
Dalla fisica alla metafisica...
dallo studio del prevedibile a quello dell'assolutamente imprevedibile.
Alcuni anni fa ho condotto alcuni esperimenti scientifici...
uno dei quali non riuscì.
La colpa fu mia, naturalmente. Commisi un errore.
Gli scienziati a volte lo fanno.
Comunque, ecco perché non posso più tornare nella mia città natale.
E perché abito qui...
chiuso in questo ampolloso...
- sarcofago. - Ma è bellissimo qui.
Accade spesso nella vita, che le cose più belle...
siano fatte con le materie prime meno promettenti, non le pare?
Quel vino che abbiamo gustato a cena, vi è piaciuto quel vino, spero?
Era squisito.
Era fatto con grappoli d'uva pestati dai piedi dei contadini.
- Piedi sporchi, probabilmente. - Papà!
Beh, ma è la verità, no?
E il fagiano che abbiamo mangiato,
- era stato appeso per 5 giorni. - Papà, ti prego.
Forse la signora Harcourt gradirebbe sentirti suonare, Carl.
La prego.
Qualcosa di tuo, magari?
Carl.
Certo, papà-
Qualcosa che ha composto lei? Che bello.
Grazie.
Ha una moglie molto attraente, signor Harcourt.
Grazie.
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