SanPa: Sins of the Savior

SanPa: Sins of the Savior

SanPa: luci e tenebre di San Patrignano

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فصل 1

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نخستین 200 خط.

Quindi non è la roba

che viene da voi,

siete voi che andate dalla roba.

Voi venite qui dentro

a prendere aiuto

per uscire da questa situazione.

Ci sono tante strutture nelle quali potete entrare e uscire a piacer vostro.

Che cos'è San Patrignano, lo sapete.

Qui, se ci entrate, ci state.

Ma se voi volete mollare e ritornare indietro, eh no.

Perché voi, dell'aiuto ne avete bisogno

nel momento in cui volete desistere per camminare su una strada difficile.

che però vi porta alla vita che volete raggiungere.

E allora, in quel momento, io vi devo dare aiuto.

E in quel momento, io non vi lascio andar via.

E se volete andare a tutti i costi,

allora, ragazzi,

io vi isolo.

Vi metto per conto vostro.

Quella comunità era stata costruita

a immagine e somiglianza di Vincenzo.

Ha fatto qualcosa di enorme.

Non aveva eguali in Europa.

Era come una città, con la sua polizia, con il suo carcere.

San Patrignano era diventato una specie di Eden,

dove i tossicodipendenti rinascevano a nuova vita.

Erano arrivati a essere migliaia.

Il miracolo non è quando spunta un fiore.

Il miracolo è quando un fiore spunta da una pianta morta.

A San Patrignano,

c'erano quelli che erano considerati la feccia della società.

E lì, vedi il miracolo.

Era considerato il Salvatore.

Questa è una famiglia, non è una comunità terapeutica.

Poteva dire di tutto e la gente lo adorava.

Vincenzo Muccioli!

Era stato glorificato ed era diventato punto di riferimento

dell'Italia intera.

Non ha mai pensato che i suoi metodi ledono la dignità dell'uomo?

Ma estorcerli che cosa?

Sottrarli dall'eroina, sottrarli dall'emarginazione,

sottrarli dalla morte.

Ma se Muccioli era così giusto,

perché si è attirato tante critiche?

Ma se Cristo era così giusto, il figlio di Dio,

perché si è attirato tante critiche?

Muccioli, fondatore di San Patrignano,

per difenderla ha fatto anche 35 giorni di galera.

Ma ci son volute le vittime.

Avrebbero picchiato Roberto Maranzano nella macelleria di San Patrignano.

Vincenzo Muccioli metteva paura.

Siete sicuri della colpevolezza di Muccioli?

Senza dubbio.

Di lui hanno detto di tutto:

è stregone, spiritista, parapsicologo e ciarlatano.

ma anche santo.

Nella mia imperfezione e nei miei limiti di uomo,

ho salvato mille vite.

Sono una tossicodipendente. Ho solo fiducia in Muccioli, solo in lui!

Per fare del bene, puoi usare qualunque metodo?

Non c'è limite?

Io ritengo che se un albero ha le radici marce,

sicuramente, i frutti non possono essere buoni.

Se questo posto esiste ancora,

a distanza di 25 anni dalla morte di Vincenzo Muccioli,

vuol dire che Vincenzo Muccioli ha trasmesso l'idea

che tuttora è l'idea che ispira questo posto.

Io avevo in mente già, ma era proprio… ancora, forse, il primo anno che ero qua.

Magari ancora scappavo.

Avevo in mente,: "Io voglio fare il medico qua".

Io usavo droghe

e uno dei motivi per cui sono arrivato qua è proprio in conseguenza a un'overdose.

Però questo posto, ai primi tempi, lo vedevo a volte affascinante,

e a volte terribile,

perché un tossicodipendente soffre quando viene in comunità.

Il male vero, psicologico, l'affronta quando smette di usare droghe,

non finché le usa.

A seconda, appunto, della mia lotta interiore,

vedevo il male e il marcio ovunque,

oppure, invece, vedevo le cose diversamente.

Parlando con Vincenzo Muccioli, sono rimasto colpito

dall'interesse che sentivo nei miei confronti.

Ciascuno di loro,

che è venuto a chiedere di essere aiutato

è stato raccolto.

Il termine esatto è proprio "raccolto".

In quanto vengono qui allo stato larvale,

raccogliendo quel brandello di forza che gli è rimasta.

Quando sono venuto qua e ho smesso, ho cominciato a capire,

in base alle difficoltà che incontravo,

quali potevano essere le cose che mi avevano spinto

a iniziare a drogarmi.

Quindi, io ho questo rimuginamento nella testa,

di cercare di capire chi è questa persona, chi sono queste persone, cosa fanno,

fanno bene… cioè io, nella mia testa…

io, ma tutti, tutti, tutti, abbiamo avuto questa cosa qua.

Dai primi anni che sono qua, io ho sempre visto persone

che hanno affiancato Vincenzo, come gli son stato vicino io,

che poi, a un certo punto,

hanno mollato e sono diventati, diciamo, molto critici nei confronti di Vincenzo.

Io ero l'autista di Vincenzo Muccioli e guardia del corpo.

Io ero con lui giorno e notte.

Armato, quindi non è che non contavo niente.

Io non ho mai tradito nessuno.

Io son stato tradito, son stato abbandonato.

Io sono stato l'unica persona vicino a lui

che, probabilmente, l'ha amato fino alla fine.

Vincenzo Muccioli aveva un carisma incredibile.

Lui mi ha salvato dalla tossicodipendenza.

Quando son venuti a prendermi in stazione,

io ancora avevo della droga che mi girava in vena.

Quando sono arrivato io a San Patrignano, non c'era praticamente nulla.

Ho visto questa tavolata di gente veramente bella,

con la barba lunga… questi primi ragazzi tosti,

cioè, perché c'erano ex-brigatisti e gente malavitosa forte.

Cioè non era il ragazzino.

Noi siamo qui per dare una mano a quelli che vogliono uscire da una brutta storia.

Il fondatore non sono io specificamente. Cioè, io sì,

ma insieme a me, tanti altri ragazzi che, come me,

si sono chiesti che cosa facesse la società e un sistema

per questi ragazzi,

per questa piaga che andava sempre più dilagando.

Abbiamo sempre rifiutato incameramenti politici o ecclesiastici.

Noi qui abbiamo una porta aperta sul mondo e il mondo è fatto di persone

delle più disparate idee politiche o religiose.

Per noi, van bene tutti.

L'Italia degli anni '70 erano gli anni degli estremisti,

quindi arrivavano in comunità fascistoni, ex brigatisti, c'era un po' di tutto.

Io, sinceramente, non ci capivo niente di politica,

però i miei amici erano di estrema destra.

All'età di 13 anni, i miei genitori si sono trasferiti a Milano.

Era la Milano degli anni Settanta, era una Milano violenta,

c'era una situazione in politiche incredibili.

Il Comunismo non passerà!

Ogni Fascista preso verrà massacrato!

La gente di sinistra, allora, tra l'altro, era molto più gioiosa di noi.

E poi le ragazze erano bellissime.

Quando andavi a vedere le loro feste, le figlie dei fiori ti guardavano

e ti dicevano: "Vabbè, ma cos'è tutta sta roba? Vieni qua, baciamoci!"

Oddio, che bello!

Di qua, vieni!

Tutto il giro, tutto.

Negli anni '70, io ero una studentessa

e ho cominciato a fare politica di sinistra.

È stato un periodo in cui c'era una voglia grande di partecipazione,

pieno di energia, soprattutto.

E poi, dopo c'è stato un evolversi delle cose.

Si parla degli anni di piombo, dove si è arrivati a un periodo più cupo

della nostra storia.

Sparatorie, attentati…

In quel momento, non a caso,

hanno cominciato a girare, in Italia, ondate di droghe.

Dopo lunghe indagini, è stato fermato un pericoloso traffico di droga

fra la Turchia e l'Italia.

La droga era pronta per essere spacciata, forse, proprio sulla piazza di Milano.

Ero ragazzino, giovane.

All'improvviso, è arrivata questa ondata di eroina.

L'eroina è arrivata proprio per…

addormentare i sogni di ognuno.

In un momento poi particolare, perché c'erano le rivolte studentesche,

c'erano le aggregazioni in piazza dei ragazzi.

Io sono arrivato a San Patrignano nel lontano 1979, inizi '80.

Ero in carcere, avevo 19 anni.

Sono riuscito ad andare lì in affidamento.

Ero delinquente, capito? Avevo fatto dei reati.

Questo giudice, Andreucci, ha avuto il coraggio,

mi ha mandato là come uomo che aiuta un altro uomo nella difficoltà.

Dunque, io mi ricordo Fabio Mini. Lo ricordo come un…

cliente affezionato dell'ufficio Istruzione, no?

È entrato molte volte in carcere, ne è uscito molte volte.

È stato inviato a San Patrignano.

Io personalmente ho inviato varie persone nella comunità di San Patrignano.

Spesso i giovani ricorrevano ai reati, perché gli anni '70, '80

sono stati caratterizzati da numerosi fenomeni di spaccio di stupefacenti.

Avevo ormai sui 15 anni,

ho cominciato piano piano, a fumarmi degli spinelli, come tutti a quei tempi.

La gestione era in mano a dei ragazzi, degli hippy, dei figli dei fiori.

Ragazzi che andavano col pulmino Volkswagen in Olanda e portavano il fumo,

se non che poi sparisce questa gente

e ci siam ritrovati con della gente strana,

cioè, gente con queste Alfette enormi,

capelli corti, con la giacca.

Vedevano che cercavamo un qualcosa per sballare

e ci chiamavano: "Oh, ragazzi, venite qua. Hai bisogno?"

"Sì, cerco del fumo." "Ce l'ho io."

E davamo, tipo, cinque, 10.000 lire e come resto, molte volte, ci davano

una dose… Noi la chiamavamo "caccola", perché era una pallina di Brown Sugar.

Tira fuori una siringa nuova,

aveva tutta l'attrezzatura, e ce la dà.

Noi, con i miti di Lou Reed, Rolling Stones e 'sta gente che si faceva,

per noi era forte, no?

Condividere un qualcosa con i nostri miti.

E allora ci facciamo.

I primi anni '70 era un'epoca di transizione e di crisi,

perché i movimenti giovanili si stavano un po' sfaldando.

Tutte le utopie sociali, collettive, si stavano sgretolando.

Pare che questo abbia provocato molte crisi esistenziali nei giovani.

Ho iniziato

a 18 anni.

Per me era molto chiaro

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  • -ITA- · 8 downloads · 2021-01-05

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