نخستین 200 خط.
ABBAIO ABBAIO
ABBAI
RUMORE DELLA BARCA IN AVVICINAMENTO
Guarda cosa ho preso.
- Dove l'hai trovato? - Non l'ho trovato, l'ho ammazzato.
- Sei andato oltre la chiusa? - Lì non si va. C'è la Strega.
- E lo hai ammazzato tu. - Sì.
- Ti ha ferito? - No.
- Come lo hai ammazzato? - Con questo.
Perché non lo hai sventrato?
Cosa si fa quando si ammazza una bestia?
Si sbudella per evitare le mosche.
- Cosa? - Si sbudella per evitare le mosche.
E tu non lo hai fatto.
Ora non serve più a nulla.
Scuoialo. Lo portiamo ad Aringa.
Aringa!
Abbiamo una pelle!
Aringa!
Una pelle di cane!
E com'è questo cane?
È un cane.
Di che colore è?
Marrone!
Lo vuoi fare uno scambio?
Lo scambio lo faccio. Ma niente figlio.
Dammi il cane.
Resta qui. Non ti muovere.
- (padre) Come va, Aringa? - (Aringa) Di merda.
Mi dispiace. E gli occhi?
- Sei qui per questo? - No.
Allora non parlare dei miei occhi. Cammina.
- (Aringa) Avevo un cane, io. - (padre) Un cane? Non lo sapevo.
Sono due giorni che non tornava.
- (padre) Un cane? - (Aringa) Il cane, sì.
Da quanto ce l'avevi?
Non lo so.
Lo crescevi per mangiarlo?
Per compagnia. Come hai fatto te con tuo figlio.
- E dove l'hai presa questa pelle? - Nei campi.
- E questo cane era già morto? - Sì.
- Era già morto? - Sì, stava in un fosso.
Questo non è uno scambio.
Questa pelle è mia. E del mio cane.
Hai qualcosa da mangiare? Non pesco niente da tre giorni.
Le gabbie sono sempre vuote.
Ho due bombe.
Le butti nel lago e prendi i pesci.
- Le vuoi? - Io vorrei qualcosa da mangiare.
- Posso darti un pesce. - Dammene due, per favore.
Dimmi la verità, il cane lo ha ammazzato tuo figlio?
L'ho trovato io. Era già morto.
Quello è nato dopo i veleni.
Quelli nati dopo i veleni non hanno rispetto.
Lui ce l'ha il rispetto.
Vieni, va là, che oggi ti porti via il pesce.
Ti avevo detto di restare. Perché ti sei allontanato?
- Credi ad Aringo solo perché ha il fucile. - Zitto.
Non possiamo stare in guerra con Aringa, capito?
Andiamo.
COLPI DI TOSSE
- Che fai? Vuoi il bastone? - No.
Allora non spiare. E roba mia. Vai a dormire.
- Che facevi? - Ancora? Vai a dormire.
ESPLOSIONE
COLPI DI TOSSE
UNA BARCA SI AVVICINA
Dov'è tuo padre? Avete usato le mie bombe.
- Non abbiamo fatto niente. - Aringa! Che succede?
- Non sai niente? - Cosa?
Ladri schifosi. Prima il cane e poi le bombe.
Abbassa il fucile. Parliamo, aspetta.
Io non aspetto un cazzo. In ginocchio. Mettiti in ginocchio!
Apri la bocca.
Apri la bocca!
Se non mi ridai le mie bombe, giuro che ti ammazzo.
Le ho prese io. Le ho usate, ma non ho pescato niente.
Guardami! E una bella maglia, la vuoi?
Se vi rivedo nella mia zona, ammazzo te e tuo figlio.
Come dei cani, vi ammazzo.
Lo giuro su ciò che non c'è più. Dimmi di si.
Tu non mi servi a niente.
VERSI DI LOTTA
DONNA RIDE
- (la strega) Mentre eri alla chiusa? - (padre) Sì.
- (la strega) Per quanto? - (padre) 15 minuti.
Mi toglie il fiato, ogni volta è più forte.
Dovresti farti una tac. Se vuoi chiamo e fisso un esame.
No grazie, troppa fila agli sportelli.
RISATA
- L'hai presa dal pozzo? - E buona, ti puoi fidare.
- Ti fidi ancora? - La bevo sempre.
Non pensavo a questo.
- E a cosa pensavi? - Alle parole che usi.
- Che parole? - "Ti puoi fidare", hai detto.
Sono parole morte.
- Non sono morte. - Sì.
Tu qui hai solo cose morte.
Bicchieri di vetro, la brocca. Scatole di biscotti.
Manca a tutti, no?
- Che cosa? - La vita com'era prima.
Non serve più a niente il passato.
Non è vero, lo sai.
Io ho cancellato tutto.
Però ti sei tenuto tuo figlio.
- Lo sai che ti chiama "la Strega"? - Sì.
Quando lo tratti troppo male, viene qui.
- Che stai facendo? - Niente.
Grazie.
Ha ucciso un cane.
L'ha portato a casa, gli ho ordinato di scuoiarlo e lui l'ha fatto.
\ E normale per lui. Cani, topi.
- Li ammazza e Ii mangia. - Come tutti.
Io e te sappiamo cosa sono i cani,
sappiamo che stavano sul tappeto, vicino al divano
e invece di mangiarli gli facevamo le carezze.
- Lui non sa. - Tu non vuoi.
Che dovrei fare? Dirgli cos'è un tappeto, un divano,
una casa riscaldata? Eh?
Dovresti dirgli cos'è una carezza.
Le carezze non servono a niente.
Sarebbe meglio se fosse morto.
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE
COLPI DI TOSSE E RESPIRO AFFANNOSO
VERSO DI FATICA
ACCENSIONE MOTORE
VERSO
Abbiamo preso un pesce!
Abbiamo preso un pesce.
ROMEO DI TUONO
Vediamo come va.
Questa è casa mia! Qui non ci devi stare.
Come stanno gli occhi, Aringa?
Cazzo te ne frega dei miei occhi? Vattene!
Puoi leggere, adesso?
No, non posso leggere, brutta merda. Allora?
Allora non mi servi a un cazzo.
Oh! Maledetto te, oh!
Vuoi ammazzarmi? Pezzo di merda. Dov'è tuo padre?
È morto. Perché gli hai detto che il cane era tuo?
Ma quale cazzo di cane?
- Lo vuoi? Pigliatelo! - Non lo voglio!
Che cazzo vuoi, eh? Cosa vuoi, vuoi il pesce?
Pigliati il mio pesce, è lì nel frigo. Piglialo!
ARINGO URLA
Dovevo spararti, dovevo! A te, e a tuo padre.
- Non doveva farti nascere. - Sono nato, ti è andata male!
Doveva affogarti appena nato, come hanno fatto tutti gli altri!
Cos'è? Non c'hai il coraggio. Sei una merda, sei.
Ammazzami! E pigliati questa terra di merda!
Tu l'hai fatto morire!
Strega! Ci sei? Ho da fare uno scambio!
- Cos'hai? - Giacca e corda.
- Voglio qualcosa da mangiare. - Qualcosa ce l'ho.
La giacca mi serve.
Che colore è?
È blu.
Ma tuo padre sa che sei qui?
Lui non sa più niente. E morto.
Non si scherza con queste cose.
Non scherzo. Ho aspettato un giorno e non si svegliava.
Che fai, piangi?
Diceva che se uno piange un altro se ne approfitta.
E dov'è adesso?
Nell'acqua. Dove si buttano i morti.
Ce n'è ancora?
Ti ho dato tutto.
- Dammi le mani. - Eh?
Dammi le mani.
- Cos'è? - Dimmelo tu, era suo.
- È un quaderno. - A che serve?
Serve a molte cose.
A disegnare o scrivere le parole.
- I ricordi. - I ricordi?
Quello che non vuoi dimenticare.
Ma tu sai leggere?
Sì. Sapevo leggere... prima.
Io no. Se prendevo il quaderno, mi picchiava.
Dammi le mani.
Le senti? Queste sono le parole?
Sì, sono le parole.
- Sai che parole sono? - No.
- Ma tu tocchi le cose e capisci. - A volte, però...
Per leggere ci vogliono occhi sani.
Scusami.
Strega, tu che pensi?
Oltre la chiusa qualcuno saprà leggere?
Non c'è niente oltre la chiusa.
E tu che ne sai? Non ci sei mai stata.
Vieni qua.
Anche lui lo diceva, ma si inventava le cose.
Non è vero, qui siamo al sicuro, fuori non sappiamo che cosa c'è.
- Qui non ho niente. - Ci sono io.
Puoi restare quanto vuoi, non solo oggi.
PASSI
- Sei tu? - Dimmi che dice il quaderno.
Niente. Iquaderni non hanno la bocca.
- Aprimi la chiusa. - Non ti apro proprio un bel niente.
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