La Lectrice

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تاریخ انتشار: 2023-04-22
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نخستین 200 خط.

LA LETTRICE

Hai preso il mio libro?

- Leggi ancora? - No. Mi fanno male gli occhi.

- Allora dormi. - Voglio leggere ancora un po'.

- Allora leggi. - Ho male agli occhi.

Allora...

- Sai bene che leggo male. - Sai molto bene che leggi molto bene.

- E che ho una bella voce. - E che hai una bellissima voce.

- Non è lungo. - In un'ora sarà finito.

Un'ora e mezza. Dov'eri?

Qui?

La mia amica Françoise mi ha detto: Marie, hai una voce meravigliosa.

Sono esattamente io.

Caro...

Indovina... una notizia.

Mi prometti che non ti arrabbi?

Sai che sono andata dal ginecologo, oggi pomeriggio.

No!

Sì.

Mi ha fatto molti complimenti, sempre galante,

sto bene, niente da segnalare, chiusa parentesi.

Apro la porta del garage, risalgo in macchina, retromarcia,

ma anziché nel garage... entro in una macchina parcheggiata lì vicino.

Quella di Belu.

- La macchina di Belu. - E la nostra?

Il davanti è intatto.

Hai promesso di non arrabbiarti.

- Non era una notizia, questa? - Leggi.

E per favore, non interromperti più.

Bene, mio caro.

La mia amica Françoise mi ha detto: Marie, hai una voce meravigliosa.

Ed è un peccato che non ti serva a niente.

Appunto. Ho deciso di mettere un piccolo annuncio.

- Bella voce cerca ascolto. - Tu credi?

No, forse più modesto.

Giovane donna, ben educata e fidata, bella voce, cerca impiego, remunerato.

No. Più mondano.

Giovane donna, intelligente, raffinata, dotata di bella voce...

Giovane donna, intelligente, colta, capace di...

Animatrice.

Precettrice.

Cantatrice.

Lettrice!

Françoise è adorabile, ma la sua ingenuità è scoraggiante. Lettrice.

Nell'età degli audio-libri come ai tempi delle duchesse e delle dame di compagnia.

Ma no, ha detto Françoise. Niente affatto.

Può essere molto diverso, oggi.

Ammalati, handicappati, persone anziane, sole.

O scapoli!

Spostati.

Scapoli...

Riconosco che l'ingenuità di Françoise è a volte sconvolgente.

L'idea è cresciuta in me, ed eccomi davanti al tipo dell'agenzia di annunci.

Tiene in bocca un mozzicone spento. Gli occhi fissi su di me.

- Non ho consigli da darle... - ...disse.

Al suo posto non metterei mai un annuncio così.

- Davvero no. - Perché?

Giovane donna offre letture a domicilio:

Letteratura, documenti, testi vari.

Numero di telefono. Si metterà nei guai!

Mi creda, conosco il mio mestiere.

La mia richiesta è di pubblicare questo annuncio, non di commentarlo.

Lei sa...

Ci sono tanti annunci ambigui, al giorno d'oggi. Si può esser...

- Ma il mio non ha niente di ambiguo. - In questo caso...

- Bisogna togliere "Giovane donna". - Per mettere cosa?

Mettere...

- "Persona". - Come "Persona"?

Sì. Bisogna dire: Persona disponibile a leggere a domicilio...

offre i suoi servizi... eccetera, eccetera.

Vede, "persona" non ha sesso.

Cosa ne sa lei?

Va bene. Dopotutto è affar suo.

Almeno non dia il numero di telefono. Batta questo.

Solo il codice dell'annuncio... tre pubblicazioni...

se vuole limitare il danno.

Questo le viene...

Me ne vado.

Sento il suo sguardo indugiare sui miei polpacci.

Eccomi ora da Philippe, l'uomo della mia vita, almeno per ora.

Lo amo tanto quanto si può amare un giovane ricercatore...

con molte occupazioni e poche preoccupazioni.

- Un tipo del tuo genere. - Leggi.

Gli rivelo il mio progetto. È d'accordo.

- Fa di tutto, tranne contrariarmi, Philippe. - È vero. Sono proprio io.

È quel che dico a tutti: fa di tutto, Philippe, tranne contrariarmi.

- E cosa ti rispondono tutti? - Che non so quanto sono fortunata.

E adesso...

per farmi un piacere...

- Non ho nessuna idea. - Oh, sì.

Scegli. Il primo libro voglio sceglierlo con te.

Sono molto occupato.

Ti capisco, mio caro.

Non importa.

Per cominciare, qualcosa di facile.

Divertente.

Per tutte le età.

Maupassant, forse. Lo conosci?

"La mano".

Sono convinta.

Abbastanza da domandarmi a chi leggerò questa storia stasera.

Questi imbecilli hanno pubblicato il mio annuncio nella rubrica "Lavori a domicilio".

Domicilio, certo, ma quello degli altri, non il mio.

La prima lettera è arrivata all'agenzia. È una donna che mi scrive.

Non me la immaginavo così. Ben fatto.

Una lettrice non deve avere pregiudizi sulla sua clientela.

Mi spiega che suo figlio Eric è disabile per un incidente stradale.

- Non si sa ancora... - ...se potrà guarire,

o di cosa si tratti.

Faccio ciò che posso, ma una madre... mi rendo conto, è impaziente.

Mio marito ha il suo lavoro... e qualche distrazione.

Eric non è solo, ha molti amici.

Ma leggendo il suo annuncio... ho pensato...

ho pensato che una persona...

Ha pensato che una persona diversa che gli facesse delle letture...

gli avrebbe portato un po' di distrazione.

Ha assolutamente ragione.

Credo che a Eric piacciano i romanzi. E a lei?

Anche a me. E a lei?

Sì. Qui la vita è così tranquilla.

Tranquilli e tuttavia Carlomagno e i suoi signori...

discendean la montagna e parlavan tra di loro.

Non si preoccupi, è il nonno.

Adora la poesia.

- Quant'è la tariffa? - Idiota! Incorreggibile! Non ci ho ancora pensato.

- Se lo dico alla signora... - Le tariffe sono in esame.

Il rigore professionale ha pagato. La rassicuro che comunque ci intenderemo.

- Posso vedere Eric? - Certamente. La aspetta.

Lei è esattamente quello di cui lui aveva bisogno.

C'è qui la signora.

Eric.

Posso darti del "tu"?

Certamente. Dovete darvi del "tu".

Hai degli autori preferiti?

Tua madre non mi aveva detto che eri muto.

L'importante, signora, è che io non sia sordo.

- Cosa ti piacerebbe sentire? - Quello che lei sceglierà, signora.

Sfoglialo. La prossima volta ti leggerò la tua preferita.

Nella solitudine della mia camera, lontano da orecchie indiscrete e sguardi curiosi,

decido di esercitarmi. Mi faccio la lettura.

Ho paura di ascoltare il suono della mia voce.

Sbaglio. Perché non si può ascoltare sé stessi.

MAUPASSANT L'Horla e altri racconti crudeli e fantastici.

Vediamo cosa hai scelto.

"La capigliatura".

Mi aggiravo in Parigi una mattina soleggiata.

All'improvviso scorsi nella bottega di un antiquario...

un sécretaire intarsiato del 18° secolo, molto raro e molto bello.

Dimmi se non conosci qualche parola. Come "intarsiato". Sai cos'è?

Sì, signora, lo so.

Che strana cosa, la tentazione.

Un bisogno di possesso vi assale, un bisogno dolce dapprima, quasi timido,

ma che cresce, diventa violento, irresistibile.

Comprai questo mobile e me lo misi in camera.

Una sera mi accorsi, tastando lo spessore di un pannello,

che doveva esserci un nascondiglio, e passai la notte a cercare il segreto.

Ci riuscii il giorno seguente, infilando una lama in una fenditura del legno.

Va tutto bene. Mi ascolta. Anzi, sembra provar piacere da questa lettura.

Scorsi, distesa su un fondo di velluto nero,

una meravigliosa capigliatura di donna.

Sì. Un'enorme treccia di capelli biondi, quasi rossi, legati da un cordone d'oro.

Rimasi stupefatto, tremante, turbato.

La presi dolcemente, quasi religiosamente.

Subito si sciolse, spandendo il suo fiotto dorato che cadde fino a terra,

folto e leggero, morbido e brillante come la coda di una cometa.

Un'emozione strana mi assalì.

Curioso ragazzo.

Bene. Tutto questo mi piace. Continuo.

Il pensiero vivo della capigliatura non mi lasciava più.

Avevo nelle mani e nel cuore, un bisogno confuso, strano, continuo, sensuale...

di affondare le dita in quell'incantevole ruscello.

Quando avevo finito di accarezzarla, quando avevo richiuso il mobile,

avevo di nuovo il bisogno imperioso di riprenderla, di palparla,

di agitarmi fino allo svenimento.

Cosa succede?

In questi casi che si fa?

È la prima volta che gli succede.

Il dottor Petrel è in vacanza.

- L'ambulanza arriva. - No. Niente ospedale. Basta ospedali.

- Cosa gli ha fatto? - Gli facevo la lettura.

Mio Dio, dice la madre gemendo, lei così lo abbatte, lo finisce, lo uccide.

Per fortuna l'ambulanza arriva. La madre dà informazioni su Eric.

Il medico gli fa un'iniezione.

E io non trovo di meglio che ripetere la mia stupida spiegazione.

Gli facevo la lettura.

La madre resta immobile, pietrificata.

Una lacrima, solo una lacrima le scende sul volto addolorato.

Un bel pasticcio!

L'indomani mattina mi aspetto il peggio,

sicura comunque di essere accolta freddamente.

- Mi accoglie un sorriso. - Prenda una sedia e si sieda.

È la persona in questione.

Ah, è lei. Ma che cosa gli ha letto?

Dovrebbe prendere delle precauzioni nel suo mestiere.

È la persona in questione.

La prego di seguirmi nel mio studio.

Sei un po' tocca in testa, piccola mia.

Sei un'irresponsabile o cosa?

Tutta notte questo ragazzo ha avuto delle visioni.

Parlava di capelli, di vello, soffocava.

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