El fotógrafo y el cartero: El crimen de Cabezas
نخستین 200 خط.
Quella mattina,
come tutte le mattine d'estate,
mi apprestavo ad andare a pescare.
Sulla strada che percorrevo ogni giorno,
a un tratto,
vedemmo quattro o cinque persone e un'auto da cui usciva del fumo.
Mi parve una cosa normale. Aveva preso fuoco un'auto. E proseguii.
Mi soffermai un attimo e via.
25 GENNAIO 1997
Verso le sei del pomeriggio, rifeci quella strada per tornare.
E allora non c'erano solo tre persone.
C'erano gli elicotteri e anche molte volanti.
Allora chiesi cos'era successo.
Vennero da me e mi dissero
che c'era stato un morto.
E che la persona uccisa
era Cabezas.
Era morto un giornalista.
Mi resi subito conto della portata di ciò che era successo.
Si tratta di un caso avvolto nel mistero.
Una Ford Fiesta ha preso fuoco,
a quanto pare con un cadavere dentro,
in una buca.
La Società della Stampa condanna
l'omicidio di un giornalista della rivista Noticias.
Il fotografo José Luis Cabezas è stato ucciso nel week-end
e i colleghi argentini sospettano che si tratti di un omicidio politico.
Il governo nazionale è invitato
a chiarire cos'è successo a José Luis Cabezas.
Un evento così atroce è incredibile.
Giustizia!
- Cabezas! - Presente!
- Cabezas! - Presente!
Ríos, cosa dirà al giudice?
Chi ci dice che non possa risuccedere?
È una svolta.
È fra i capitoli più oscuri della nostra storia.
- Che pensa delle accuse mossele? - Che direbbe ai Cabezas?
Yabrán è un imprenditore come tanti.
Il sig. Yabrán è un capo mafia.
Sono dei criminali.
Ci troviamo in un film di gangster.
L'auto è completamente bruciata.
È chiaro che è stata messa lì di proposito e poi data alle fiamme.
L'OMICIDIO DI JOSÉ LUIS CABEZAS
La mia mente torna continuamente a quell'estate del '97.
Sono cicatrici che ti restano addosso per tutta la vita.
Onestamente, nessuno è preparato a una cosa del genere.
Ero un collega di José Luis Cabezas alla rivista Noticias.
Eravamo la squadra che si occupava dell'estate a Pinamar.
E questo ci ha resi più che colleghi. Siamo diventati amici.
Pinamar non è solo un mix di alberi, sabbia e mare.
Pinamar aspira a diventare la mecca della moda sulla costa argentina.
Pinamar negli anni '90 era una sintesi
degli eventi politici nazionali.
Regnava una banalizzazione molto chiara, incoraggiata dal presidente Carlos Menem.
Un sistema di voli spaziali che andrà nella stratosfera.
E da lì, in un'ora e mezzo, possiamo arrivare
in Giappone, in Corea o in qualsiasi altra parte del mondo.
Fare politica significava mostrarsi con la Ferrari, a ballare con un'odalisca.
Significava mostrare il potere
e il fascino del consumo e dell'ostentazione.
Un mix di jet set e politica.
Pinamar era unica in quanto era il luogo in cui, ogni estate,
si trattava e si stringevano accordi politici.
È qui che andavano le figure principali del menemismo.
Se, tra interviste e trattative, c'era tempo per andare in spiaggia,
i politici sceglievano l'esclusivo stabilimento balneare CR.
Pinamar era uno dei resort più belli della costa.
Piaceva molto ai giornalisti.
Pinamar era un inno alla vita.
Ci godevamo molto la spiaggia e il luogo.
A Pinamar, avevamo un gruppo di grandi amici.
Il 24 gennaio 1997…
Come va?
…ci fu una festa per Andreani.
Era una festa molto importante, molto caratteristica di Pinamar,
perché a loro piacevano i fuochi d'artificio.
Avevamo così tanti amici che pensammo di fare una festa
più allargata.
Mi resi conto che la cosa ci era un po' sfuggita di mano.
Era diventata una delle grandi feste di Pinamar.
Noi la documentammo.
José Luis faceva le foto e io guardavo chi c'era.
Rimanemmo sempre insieme.
Verso le 4:00 del mattino,
dissi a José: "Io me ne vado".
Gli chiesi cosa volesse fare e lui: "Io resto". Si stava divertendo molto.
Gli lasciai l'auto
e quello fu l'ultimo contatto che ebbi con lui.
Ricordo che, verso le 5:00 del mattino,
incrociai José Luis Cabezas.
Io salivo e lui scendeva le scale per andarsene.
Non ci dicemmo nulla. Ci incrociammo appena.
Disse: "Spettacolare!"
25 GENNAIO 1997
Il 25 gennaio,
dovevamo andare a fare una ricognizione verso le 14:00.
Non vedendolo, siccome era molto puntuale, gli mandai un SMS e poi chiamai a casa.
La suocera mi disse che, non solo non c'era, ma non era tornato
dalla sera prima.
"Come non è tornato?"
Ho iniziato a preoccuparmi e ho detto: "Cos'è successo?"
Per prima cosa chiamai i colleghi
e scoprii che aveva lasciato la casa di Andreani alle 5:10.
Chiamai l'hotel dove avevamo il nostro ufficio.
Nessuno sapeva nulla.
Così dissi agli amici:
"Andiamo all'ospedale. Magari ha avuto un incidente".
L'ospedale di Pinamar.
Attraversammo la città
e, strada facendo, passammo dal commissariato.
MAPPA PINAMAR
Vidi il commissario di Pinamar, Alberto Gómez.
Così scesi dall'auto e chiesi: "Gómez!
Lei sa qualcosa? Stiamo cercando Cabezas, il fotografo di Noticias".
Disse: "Non so nulla. Che macchina avevate?"
E io: "Una Ford Fiesta bianca".
Mi disse: "Temo di avere brutte notizie".
E io: "Cos'è successo?"
Ho pensato a un incidente. Che gli avessero rubato l'auto.
Andò nel suo ufficio.
Io lo seguii.
E lui con la radio parlò con quelli che erano sul luogo
dove avevano ritrovato l'auto.
Sentii che diceva alla polizia:
"Mi sa che abbiamo identificato corpo.
Può essere José Luis Cabezas della rivista Noticias".
Dissi: "Ma dovreste sapere se è lui o no".
E loro: "Non c'è modo di identificarlo perché il corpo è carbonizzato".
Proviamo a filmare questo luogo.
Sì. Qui potete vedere dove è stata trovata l'auto.
È davvero impossibile da vedere.
Qui vediamo un'auto bruciata,
completamente bruciata,
con un corpo dalle caratteristiche maschili.
La scientifica sta arrivando per lavorare sulla scena.
Mi chiamo Mariano Cazeaux.
All'epoca del caso Cabezas,
ero segretario del tribunale numero due di Dolores,
presieduto da José Luis Macchi.
Il dipartimento di Dolores ha un'estensione molto ampia
e comprende i comuni della costa.
Il 25 gennaio arriva un rapporto della polizia
che comunica il ritrovamento di un veicolo bruciato
con un cadavere dentro.
Il primo verbale
era così vago e breve
che poteva far pensare a un incidente.
Mi portano alla buca di General Madariaga. Arriva un poliziotto.
Gli dicono: "Lui è il collega di Cabezas".
Mi fanno passare.
Arrivo sul posto
e vedo quella scena orribile.
Era un'immagine
che mi torna sempre in mente e che non dimenticherò mai.
Non potevo credere che quello che vedevo fosse José Luis.
È… stato…
È stato orribile.
Poi chiedo se hanno trovato una fotocamera.
Dicono che la fotocamera non c'era.
Chiedo se c'erano dei rullini e me ne mostrano alcuni bruciati.
Iniziano a mostrarmi degli oggetti. Mi mostrano uno stivale texano.
Un orologio.
Delle manette.
Capisco che l'avevano ammanettato.
Mi mostrano un mazzo di chiavi e ne vedo una
che mi sembra quella del nostro ufficio a Pinamar.
Io ne avevo un altro mazzo
e andai a prenderlo nello zaino.
Le confrontammo ed erano uguali.
Andammo a Pinamar, in ufficio.
Quando mettemmo la chiave nella toppa e quella girò e aprì l'ufficio,
allora capii tutto.
Fu allora che mi resi conto
che la persona che avevano ucciso e poi bruciato era davvero José Luis.
GIORNALISTA ASSASSINATO E BRUCIATO SULLA COSTA
TROVATO CADAVERE DI GIORNALISTA
All'inizio, era tutto molto confuso.
GIORNALISTA, RIVISTA NOTICIAS
Io non capivo cosa stava succedendo.
FOTOGRAFO DI NOTICIAS AMMANETTATO E BRUCIATO IN AUTO
Un crimine in piena democrazia
era imprevisto, inimmaginabile e assolutamente sconvolgente.
Ci chiediamo chi sia capace di tanta barbarie.
E non credo che molti siano capaci di questa barbarie.
Ero una cronista radiofonica alle prime armi.
C'era una gran confusione.
Ma ricordo di aver chiamato la radio per dire che volevo andarci.
Menem, agli occhi del pubblico, era già piuttosto malvisto.
Aveva molte denunce di corruzione.
E ora erano i media a denunciarlo.
Finché non si chiudono…
Nella prima conferenza stampa, Carlos Menem è molto a disagio e dice:
"Riguarda la Provincia di Buenos Aires. Non è un crimine politico".
Per favore, non cercate di politicizzarlo.
È un punto di svolta. Non c'è stato nessun incidente del genere
dal ritorno della democrazia.
Chi ci dice che non possa risuccedere?
Alfonsín, un grande presidente argentino,
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