نخستین 197 خط.
Questa è la storia di Purificazione,
una ragazza posseduta dalla magia.
Una storia che si svolge ai giorni nostri in Lucania.
Alzati, Vincenzo! Chiama i figli!
Luigi! Francesco!
Alzatevi!
Purificazione!
Purif!
Purif!
Purif!
Alzati, vai a chiamarla!
Purif!
Purif!
Che svergognata! Viene anche in chiesa!
Non ha paura di niente.
Pregate, fratelli.
Sangue di Cristo, demonio, attaccami a lui.
Tanto lo devi legare che di me non si deve scordare.
Sangue della mia natura,
fino alla sepoltura.
Tanto lo devi legare che di me non si deve scordare.
Buono.
Torno subito.
Antonio!
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Siediti, Antonio.
Antonio, sei venuto a controllare il corredo della fidanzata? Non ti fidi?
Sì, mi fido. Il corredo andrà bene.
Anche la mia fidanzata.
E qualunque cosa mi verrà da voi, con l'aiuto del Signore.
Passavo di qua e ho pensato di venire a farvi omaggio.
A vedere come stavate voi e le vostre figlie.
Per quanto riguarda la cerimonia, è deciso,
si farà con onore.
Così come dev'essere!
Ho fatto i conti e non devo niente a nessuno. Né a Dio né agli uomini.
A Dio sempre! Siamo sempre in debito con lui.
Avete ragione. Ma dopo di Lui, non devo niente a nessuno.
Poi sarà Lui a dovermi dare qualcosa: tanti figli in salute.
Ne vuoi tanti di figli, Antonio?
Certo! Ho già in testa quali saranno i nomi.
Però non posso dirveli,
perché nell'aria i nomi si ammalano e si perdono, solo a dirli.
- Madre. - Dio ti benedica, Antonio.
Arrivederci.
Che vuoi?
Lo sai che voglio.
Non ti parlo da mesi. Perché ti allontani quando mi vedi?
Io non ti ho mai detto niente. Che vuoi da me?
Non chiedermi niente. Ti ho promesso qualcosa?
Allora lasciami quieto, Purif.
Non girare più da queste parti. Non ti voglio più vedere, capito?
Tu non mi hai mai chiesto niente, lo so. Ma io sì! Io ti chiedo.
Io ti ho scelto. Perché non vuoi?
Perché voglio bene a un'altra e la voglio sposare.
No! Dillo perché non vuoi.
- Dillo che hai paura! - Stai zitta! Lasciami stare.
No! Devi dirmi perché hai paura. Dimmelo!
- Lasciami stare! - So che pensi e la paura che hai.
È inutile che te ne vai, ti verrò sempre dietro.
Lasciami perdere! Io sposerò una donna, non una bestia.
Non voglio una cagna! Maledetto il giorno che ti ho conosciuta!
Se non vuoi più vedermi e vuoi che ti lasci stare,
devi fare solo una cosa per me.
Cosa? Che cosa?
Bevi con me un sorso di questo vino.
Fammi onore con un brindisi,
come se fossi un'altra
e tu non avessi paura e odio verso di me.
Bevo prima io.
Prendi.
Bevendo devi dire, "Perché tu abbia riposo".
Sono le parole per i morti.
Non importa. "Perché tu abbia riposo." Dillo.
Lo hai già detto tu. Basta.
Hai bevuto il mio sangue! Il mio corpo, la mia sostanza.
Ti ho fatto una fattura!
Ora mi vorrai bene, anche se non vuoi, anche se hai paura.
Andrai in rovina, in disgrazia, morirai. Ti ho fatto la fattura!
Morirai!
Io ti amo e ti rispetto come il mio sangue.
Ma tu sei traditore. E io ti attaccherò.
Io ti attacco il sangue.
Ti amo.
Ti rispetto.
Io ti amo e ti rispetto come il mio sangue.
- - Ma tu sei…
Non dormivi. Lo sapevo!
No!
- Ora basta! - Lasciala!
L'ammazzi! Lasciala!
Fermati!
- Calmati. - Basta!
- La stai ammazzando. - Lasciala!
Disgraziata! Gli hai fatto la fattura a morte!
Lasciala, così l'ammazzi!
La uccidi! La uccidi, Vincenzo!
- Ora basta! - Basta!
Basta, Vincenzo.
È nostra figlia e non è colpa sua se è fatta così.
Lasciami.
Sia lodato Dio. Guardate se ci sono lacci.
Non ci sono.
- Ci sono nodi? - Non ci sono.
- Potete passare, figli. - Potete passare.
Si sta spegnendo la candela. Porta sfortuna.
Sangue di Cristo, demonio,
attaccami a lui.
Tanto lo devi legare che di me non si deve scordare.
Sangue della mia natura, fino alla sepoltura.
Vattene! Aiuto!
Lasciami!
Aiuto!
Vi unisco in matrimonio,
in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Antonio! Antonio!
Apri! Antonio!
- Ma che fai? - Che stai facendo?
- Tienila! Portatela via! - Lasciatemi!
Antonio!
Non aprite!
Ai quattro angoli sono seduti i quattro Santi.
Quattro Santi, benedite mia figlia. Quattro Santi, proteggete mio figlio.
Figli, non entrate. Solamente noi vecchi dobbiamo preparare il letto.
Con la falce taglio le gambe alla morte.
Con la falce le lacrime taglio alla voce.
Con la falce sotto il letto
dal demonio sei protetto.
Ecco l'uva essiccata che ha preso tutto il male dalla stanza.
Ecco l'uva rinsecchita che ha preso la discordia.
Ecco l'uva senza succo che qui in croce noi mettiamo.
Uva magra, dolce dolce, tu sei l'esca per il diavolo.
Se qui dentro vuole entrare, tu lo devi avvelenare.
In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E così sia.
Il sale.
Adesso i figli possono entrare. Chiamiamoli.
Entrate, figli.
Dovete restare di guardia tutta la notte. Non vi muovete!
- Arrivederci. - Buonanotte.
Nasca così il primo figlio.
Nasca così il primo figlio.
Nasca così il primo figlio.
Fermati!
Fermati!
Fermati!
Stai ferma! Stai ferma! Io ti conosco.
Purif!
Purif!
Tu sei Salvatore.
Sei stato malato, lo so. Adesso sei guarito?
Sì, sono guarito. Sto bene.
Che fai?
Sto qua. Guardo l'acqua. A te piace l'acqua?
Io faccio questa strada per vedere il torrente.
Anche io ho fatto tanta strada. Ma ora sto bene.
Io starei qua notte e giorno. Senza vedere mai nessuno.
Tanto nessuno mi vuole bene.
Uno di questi giorni vengo qua e non mi faccio più trovare.
Anche se mi cercano. Ma non lo so se mi cercano.
Si è fatto tardi, Salvatore. A casa mi aspettano.
Ti saluto, Salvatore.
Sono contento di averti parlato, Purif.
Sono contenta che sei guarito.
Arrivederci, Purif.
Arrivederci, Salvatore.
Ciao, Purif!
Sei stata fuori tutta la mattina, incosciente!
Quando vai al torrente, ti incanti!
Ho fatto tardi perché ho incontrato Salvatore, figlio di Rosario Collura.
Era malato, ma adesso è guarito.
Che dici? Salvatore è malato. Oggi il prete gli ha portato l'olio santo.
Purif! Purif, torna indietro!
Purif!
Che fai qui?
Dottore, ditemi perché sta così!
Non era così quando l'ho visto stamattina!
Pazza! Che dici?
- No! - Stamattina moriva. Che hai visto?
Non è vero! L'ho visto al torrente. Giocava con l'acqua.
Aveva la faccia pulita, contenta!
L'acqua! Salvatore è morto di difterite chiedendo acqua.
"Mamma, ho sete", diceva.
È stata lei a farlo morire!
La sua anima cercava acqua al torrente e lei non lo ha fatto bere!
Ferme! State ferme!
Che cosa fate? Abbiate rispetto per la morte.
Almeno lei, dottore!
- Lasciatela stare, don Tommaso! - Non la toccate.
- È una strega. - Fa le malie alla gente!
Quella ha il demonio dentro!
Adesso verrai con me.
Vieni, andiamo.
Posiamo i nostri peccati.
Adesso confessiamoci.
Gridiamo all'aria i nostri peccati.
Io rubai la gallina di Rosaria.
Stava covando tra le mie bestie. Era una gallina molto bella. L'ho rubata.
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