نخستین 200 خط.
Hanno avuto una vita felice e pacifica.
E sono stati cremati insieme.
E come farò il funerale a Puky?
A chi?
Ah, era la sua cagnolina. È stata cremata insieme ai miei.
Oh, no, la mia Puky tutta mischiata con quella gente.
Quelle sono le nostre ceneri.
Di mia sorella e di mio cognato. Riposino in pace.
- Dio li abbia in gloria. - Amen.
- Il funerale sarà solo per loro. - Sei testarda come tua sorella.
- Com'è che ti chiamavi? - Agustina Salcido.
- Come il difensore della nazionale. - Sì, me l'aveva detto tua sorella.
Non voglio impicciarmi, ma il funerale si potrebbe fare anche al cane.
Potremmo dare alla bionda 100-150 grammi di ceneri, e tutti felici.
Ehi, non è prosciutto, Rigo.
- Scusa. - Prendo le mie ceneri.
Beh, quelle di Leonor e Genaro. Riposino in pace.
- Dio li abbia in gloria. - Amen.
- Le ceneri sono pure mie. - No.
Sì. Mie e della mia Puky.
È tutta colpa tua e di Puky se Genaro è rimasto attaccato lì
e mia sorella per aiutarlo è bruciata con lui.
- Quindi no, prenderò le mie ceneri! - No, la mia Puky!
- Le prendo io! - No, è la mia Puky!
- Chivis. - La mia Puky!
Su, dalle tempo. Dai, andiamo.
- È anche la mia Puky. - Mi dispiace.
Dalle tempo.
- Puky! - Intervento Espinoza.
Io non capisco come quella bionda voglia fare un funerale al suo cane.
Le ricche amano i loro animali. Più dei loro figli.
Sì, ok. Ma mia sorella e mio cognato meritano il miglior funerale di sempre.
- E noi glielo daremo, sì o no? - Sì, certo.
Io ho un'idea geniale. Che ne dite…
Offriremo della birria, il piatto preferito di Genaro.
La birria?
Non era la carne alla griglia?
E chiameremo un trio di Veracruz. Mia sorella li adorava.
- Non preferiva i mariachi? - Sì.
- Suoneranno la sua canzone preferita. - "Libre" di Manoella Torres.
- La adorava. - Sì, esatto.
"El Querreque". E spargeremo le loro ceneri in mare.
- In mare? - Ma quei due ne erano terrorizzati.
Dopo il film "Lo squalo", se la facevano sotto.
E fammi quella foto più grande. Sono stupendi.
- Odiavano quella foto! - E il funerale sarà al quartiere.
- Facciamo da te, Rigo? - Come vuoi.
I vostri genitori preferiranno la loro gente a questi snob. È deciso.
Sentite, detto tra noi,
da quando lei conosce Leo meglio di noi? Non si parlavano da anni.
La mamma le faceva pure i baffi sulle foto.
- Diceva che così stava meglio. - Già.
Basta, smettetela di tramare.
I fratelli, anche quando si odiano, si amano. Capite, no?
No?
Dobbiamo riprenderci Puky.
No, amore. Ciò che devi fare è stare calma
e lasciare che Agustina dica addio a sua sorella e a suo cognato.
Che era pure il mio migliore amico!
Ho assunto una medium per dire addio a Puky per bene.
- E faremo le sue cose preferite. - Faremo pipì sul mio letto?
Giocheremo al riporto, che era la cosa che più amava.
Io vi lancerò delle cose e voi le prenderete.
Facile. E poi seppelliremo le ceneri sotto l'albero Beatriz,
che d'ora in poi si chiamerà albero Pukitriz.
È chiaro?
- Bene. - E come prenderemo le sue ceneri?
Ah,
vado io.
Sono qui per la maglia di Brody, che mi ha lasciato il mio amico.
L'ha lasciato per iscritto, ubriaco, qualche anno fa. Guarda.
PER IL MIO AMICO RIGO
- È la calligrafia di Genaro? - Sì!
Certificata da un notaio e approvata dal governo.
Mi spiace dirtelo, ma Genaro me l'ha regalata.
Se non vuoi che il morto ti perseguiti di notte,
onora la sua volontà, e dammela.
No, io ho già capito che succede qui.
Sei geloso perché per Genie ero il suo migliore amico.
- "Genie"? - Sì.
Perché io l'ho assunto quando ne aveva bisogno.
Io sono stato con lui nei momenti più bui.
- E io in quelli più tristi. - Ah, sì?
Ero con lui quando il Messico perse con la Germania nel '98,
con la Bulgaria nel '94.
- Con l'Argentina nel 2006. - No.
Quando perse contro gli USA nel 2002, no, perché andai ai Mondiali,
ma lui non poté permetterselo, e non me l'ha mai perdonato.
Quella sconfitta fu orribile.
Ma come puoi togliere Ramón Morales
e sostituirlo col Matador Hernández? Ha ucciso i nostri di sogni.
- E le illusioni. - Le speranze. Sono d'accordo.
Che orrore.
Senti, se vuoi fare soldi con la maglia, tranquillo.
Dammi il tuo conto, e te li mando.
Accetterò solo perché è ciò che il mio amico Genaro,
che riposi in pace, avrebbe voluto. Cinquanta bastano.
- Te ne darò cinque. - Metà strada. Trenta, vai.
Che strano, "saldo insufficiente".
No, tranquillo. Accetto cambiali, buoni, orologi, anelli…
- Gis… - …una casetta.
Calmati. Cos'è successo?
Sì, ora controllo i conti.
Mi hanno svuotato i conti.
Ho molti addebiti sulla carta di credito.
Come lo dirò a Silvia?
- Specialmente ora che è a pezzi per Puky. - No, sarebbe una notizia terribile.
No, lascia stare la notizia.
Lei fa shopping contro la depressione. Come le dico che non può?
Non dire nulla a tua moglie. Se vuoi soldi subito, io ho un contatto,
che mi dà dritte sulla boxe.
- E Canelo ha un incontro nel weekend. - E?
Se Canelo vince sempre con quei morti di avversari.
Stavolta perderà.
Se vuoi, io ti presto dei soldi, così scommetti e recuperi qualcosa.
Grazie mille, ma preferisco non rischiare.
Va bene. Beh, peggio per te.
Ehi, Cata, come va?
Mi aiuti? Mi apri là dietro, per favore? Sì, quella.
Ah, grazie, eh?
- Ciao. - Tutto bene?
La signora Silvia vuole parlare con te.
Ah, ok.
Mi servono le ceneri di Puky.
Oh, signora, non posso farlo.
È che in carcere ho imparato a rispettare i morti.
Ok.
Non posso farlo a mia sorella.
Né voglio rischiare che mio cognato mi visiti di notte, no.
Sa cosa?
No, non posso farlo.
Vedi? Perciò sei povero. Perché non guardi lontano.
Dove porti la mia Puky?
Faremo un funerale a Leonor e a Genaro nel vecchio quartiere.
Siete invitati, se vi va.
No, Puky non è mai stata in un quartiere povero senza scarpette!
Vado a prenderle.
Vedi? Per questo le cose vanno così.
Sono triste per Puky.
Non mi sono neanche fatta un selfie col suo corpo cremato.
Cris, tesoro.
Come stai?
Davvero vuoi sapere come sto? Che bello che Puky sia morta.
Come puoi dire certe cose?
Tesoro,
è ora che inizi a guadagnarti le cose col sudore della tua fronte.
- Vuoi che lavori? - Che razza di madre credi che sia?
Certo che no.
- Devi convincere Pablo a darti Puky. - Ma, come?
Come ottengo tutto da tuo padre. Flirtando.
Puky avrebbe voluto così.
Davvero. Sono stratriste.
Che c'è, papà? Controllo le azioni, e sono da te.
- Non abbiamo più soldi. - Manda Cata al bancomat.
No, Diego.
Siamo in bancarotta.
Ci hanno prosciugato i conti.
Tutti?
In bancarotta, tipo chi?
Tipo Trump, Luis Miguel o Azcárraga, che ora hanno meno soldi?
No, come i López.
- No. - Sì.
Dimmi come ti aiuto ora che siamo in un gruppo vulnerabile.
Senti, tu penserai a Silvia. Lei non deve scoprire nulla,
né spendere i pochi soldi che abbiamo.
E la sua shopping therapy? Come supererà il lutto?
Non lo so. Non m'importa. Ma ti prego, aiutami.
Tu hai sempre idee geniali.
Sì, ho deciso. Cambierò tutto il guardaroba.
Sui vestiti ci sono i suoi peli. Tutto mi ricorda Puky.
Cata!
Perché dobbiamo vederci in un posto così strano?
È che prima vivevamo qui, e mia zia vuole farci il funerale.
Se sono morti, perché torturarli riportandoli qui?
Ma senti, come fa la gente a farlo in un parco… come questo?
Dai, che vuoi, Crista? Non flirteresti mai con me.
E va bene. Mia madre vuole che ti convinca a ridarmi Puky.
Le farà una seduta spiritica. E, ecco, io voglio aiutarla.
E poi, le ragazze snob salutano i loro morti. Come in Coco, no?
Già.
Pronto?
Ehi, Ernesto, sono il tuo commercialista. È tutto risolto.
I soldi rubati sono di nuovo nel tuo conto. Sei di nuovo ricco.
Grazie mille! Non posso crederci!
Neto.
- Ci sei? - Genie?
- Sei tu? - Neto, ascoltami.
Bro! Com'è il paradiso? Hai già conosciuto Maradona?
Devo dirti una cosa sul mio amico e sull'incontro di Canelo.
Devi scommettere su…
Genie?
Genie! Su chi devo…?
Genie! Che…
Tranquillo.
Anch'io mi spavento quando sogno la plebaglia.
È tutto finito.
RIGO EVENTI
Quique, vieni.
Su, ma muoviti, bello.
Sbrigati. Andiamo, dai.
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