192 ensimmäistä riviä.
Mm.
NEL 1818, MARY SHELLEY SCRISSE FRANKENSTEIN.
PER UNA SCOMMESSA
Toc-toc.
Chi e?
Sono io.
Mary Shelley.
Autrice di Frankenstein.
Lo so che tutti lo amano.
Ma, cari, quella non era la fine.
Ciò che avrei voluto scrivere...
ciò che avrei voluto dire,
non mi e riuscito.
Sin dalla sua concezione.
E con il cancro al cervello non scrivevo più, così morii...
per poi risvegliarmi subito dopo qui.
Che non so dove cazzo sia.
E qui ci sto da secoli.
Col solo scopo che questo tumore,
questo sogno, questa...
storia esca dalla mia testa.
Cari, si e aperta una crepa.
Le parole iniziano ad arrivare.
E una storia di fantasmi?
Una storia dell'orrore?
Oppure la più spaventosa...
una storia d'amore?
In principio, c'e lei.
Ida.
Sì, la chiamerò Ida. Per ora.
Finché non troverà il suo nome.
Lei prova a fare la brava.
Prova a stare zitta.
Ma e all'inferno.
Cari, guardate, guardate, si e...
Si e crepato qualcosa anche in lei.
E in quella crepa potrei...
Potrei insinuarmi io.
Una possessione.
Due menti, al posto di una.
Sì.
Questa mostruosa storia potrà essere narrata solo così.
Eccola, arriva la fottutissima sposa!
Ida, dove sei? Su un altro pianeta?
Noi stiamo festeggiando!
Ida e... e Mable, datevi un bacio!
Bacio! Bacio!
Coraggio! Mostraci come si fa, bambolina.
- Sì. -
Almeno sono soldi spesi bene!
Non posso vedere una donna che fa il lavoro di un uomo!
Sa... Sapete che serve per aprire
una piccola ostrica stretta?
- Un piccolo muscolo. - Sì!
Conosco quel posto. Andiamoci stasera.
Ormai Clyde ci vive lì dentro!
Nessuno torna a casa, andiamo tutti lì!
Va bene, d'accordo. Fa' vedere gli stivaletti!
Ecco i miei stivaletti nuovi.
- Wow. - Appena presi!
E ti sono costati parecchio!
E il tuo premio per essere una brava ragazza.
- Stivaletti rossi! - No.
Prendi un'ostrica. Offro io.
No, non mi piace quella roba. Ho già la mia, di passera!
Oh, le passere non sono mai abbastanza!
- Hai ragione! - Andiamo.
Perdonami. Posso avere un "sì, ti prego"?
Ida odia le ostriche.
- Forza! - Posso avere un "sì, ti prego"?
Sì, ti prego.
Grazie infinite.
Oh, figuriamoci. Non c'e di che...
Oh. Oh.
Dov'e finita?
Miao.
Vieni qui. Vieni.
Mettimela in bocca.
Così, dai.
E proprio questo che volevo. E proprio questo che volevo.
- -
- Cazzo! La camicia! - Lasciamene un po', eh!
Duplicità.
Astuzia.
Astuzia. Furberia.
Imbroglio. Complotto.
- Ma che dice? - Non ne ho idea.
Cara. Svegliati.
Mable, sta bene?
Qual e il problema?
Scusate, ho solo...
Ida? Stai... Stai bene?
- Sì. - Cos'hai?
- Ostriche, vero? Capita. - Sì.
- Non lo so... - Oh.
Conficcata a terra con la b...
bocca piena di fango!
Devi tenere le gambe chiuse
per non rovinarti le prospettive.
Oh, Cristo! Va bene.
Lei, signore.
Lei scoperebbe un uomo, se dovesse.
E così che parliamo?
Non e disdicevole. L'ho imparato al cimitero.
Mio marito Percy palpeggiava sempre Keats,
ma io avevo il suo cuore nello scrittoio, in un sudario
e, creda bene, che sapevo renderlo caldo!
- -
Oh, sì!
Figlia di un illustre!
Senza freni! Massima velocità! Spazzata via!
Oh, Dio, che succede?
Ma che cazzo, masturbazione sotto al tavolo?
Sai, potresti sempre dire: "Io preferirei di no".
- Melville. - Ehi.
- Andiamo. - Di che parla?
- Geniale. Cazzo! - Basta!
C'e Lupino seduto laggiù!
- Il sig. Lupino. - Piano, Ida.
- Su, dai. - Eccolo, il vero mostro!
Ida!
Attente alla lingua quando c'e lui, signore!
Scendi, piccola. Dai, dai. Scendi.
Io sono l'usignolo.
Imbavagliato da anni,
ma i morti conoscono i dettagli sporchi.
Chi vuole sentirmi cantare?
- Ho perso la lingua. - Scendi!
Scarpe di cemento! Polpette avvelenate.
- Prendila! - Carbonara con l'arsenico!
Che? Vuoi tagliare la lingua anche a me?
Neanche il Commissario mette a tacere i morti!
Il primo tra i boss mafiosi!
- Ehi. - No, non può... No, sono...
- Mi dici che cos'hai? - Scusa.
Che volevi fare, suicidarti? Ida?
- Oh, Dio, scusa. - C'era Lupino.
- Non so cos'ho. - Stai bene?
Ma che cazzo sta succedendo?
Signori! Sento una spiacevole sensazione,
un formicolio urticante, concupiscente, satiresco,
carico, abbondante.
- E isterica. - Una spina nel fianco.
- - Ora basta. Basta.
James! Basta! Basta.
Beh, non ha tutti i torti.
E per la "spina nel fianco". Patetico. Convenzionale. Banale.
Dammene un altro per averlo detto.
- Avanti. - Basta.
Signori, io sto traboccando!
E intendo che ho una perla nell'ostrica.
- Sembra posseduta. - Oh, che sapore.
- Riprenditi! - Basta!
Wow.
I miei occhi sono sconvolti.
Wow. Tu hai davvero quel cazzo? Sembra una specie di ombelico.
E nascosto dai testicoli. Si ingrandisce quand'e contento?
James! Cristo, non lo vedi? E posseduta!
- Un medico! - La bocca!
- Un prete! - La mia bocca!
Il mio lavoro! Fatica! Lavoro!
Scarno! Fiacco, smilzo, smilzo, smunto!
Prendi "Ricordanze d'Italia" o, per mettere i puntini sulle i,
"Racconto di un tour intorno al lago di Ginevra",
ma lo so. Sì, lo so!
Ovviamente c'e il mio tomo dell'orrore,
Frankenstein.
Una penuria. Una pochezza. Briciole di una mente soppressa.
E vengono spazzate, ingollate, sbranate, divorate.
Che cosa... Che succede?
Che succede? Chi sei tu?
Cari, badate.
C'e un seguito alle porte.
Disobbediente.
- Ingovernabile. - Ida...
Ogni cosa cambierà.
Ho ancora molto da dire. Siete pronti?
Ida, mi stai spaventando.
Ida!
Mm, miei cari.
Una rivoluzione e in arrivo.
Se Frankenstein vi ha spaventato,
la mia nuova storia vi farà sussultare e gridare:
"Aiuto!"
Signore, lei! Signora! Comprare il giornale!
Comprate le notizie!
Comprate il giornale!
Eh, signore.
Potrebbe dirmi come arrivare...
No.
No. Stammi alla larga. Oh, Dio.
- -
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