I Want You

I Want You (Ho voglia di te)

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Ho voglia di te - ita sdh
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Na-publish noong: 2026-05-22
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Ang unang 200 linya.

Stefano!

- Come stai? - Bene. Tu?

Bene. Ho la macchina laggiù.

Ti piace?

Me la fai provare?

Cos'hai fatto in questi due anni?

Sono andato a letto presto.

Oh, attento!

"Sono andato a letto presto" è la battuta di un grande film.

Interessante, Stefano, molto interessante.

Eccoci qua. Ho racimolato la tua roba.

Qua ci sono i maglioni e qua le camicie.

Bella, no?

Sapevo che tenevi alla foto di Pollo.

Stefano, telefona a mamma,

ha chiamato 300 volte per sapere se eri arrivato.

- Questo è il mio regalo. - Grazie.

Ti ho scaricato una suoneria fichissima.

Anch'io ho un regalo per te.

Provalo.

Forte!

Come sto?

Ah, belli!

- Step! - Ciao, Step!

- Ma quando sei tornato? - Oggi.

Ti devo aggiornare sulla situazione romana.

Stasera vieni a cena con noi, non fare l'infame.

- Negro lo conosci, no? - No.

Ma io mi ricordo di te.

Ora alla Serra si punta solo su Negro.

Non ci posso credere! Sei proprio tu!

- Pallina! - Quando sei tornato?

Oggi.

Mi sei mancato da morire.

- Come stai? - Bene, tu?

- Bene. Ti ricordi Dema? - Certo. Come stai?

Bene.

- Fatti guardare. Come sei carina! - Dai, smettila!

Andiamo a bere una cosa.

- Che prendi? - Vodka lemon.

- Due vodka lemon. - Voglio sapere quello che hai fatto.

Già immagino, risse e cuori infranti.

Ti sbagli. Grazie.

L'hai sentita?

Chi?

Babi. Non dirmi che da New York non hai mai provato a chiamarla.

Esatto, non l'ho sentita.

Io invece l'ho incontrata.

Ho avuto una stretta allo stomaco fortissima.

Dopo tanti anni di amicizia, perdersi così...

Ci siamo salutate, lei però è cambiata.

- Credo non stia con nessuno. - Perché mi parli di Babi?

Ci siamo lasciati, sono due anni che non la vedo.

- Credo sia il tuo. - Ah, sì, la suoneria di mio fratello.

Pronto?

No, ti chiamo domani a pranzo.

Ciao.

Già richiestissimo?

- Non mi dire che era lei! - No, era mia madre.

- Andiamo all'Akab. Vieni con noi? - Sì. Vieni anche tu?

- No, io sto un altro po' qui, poi... - Ci sentiamo?

Ti chiamo io. Promesso.

- Mi raccomando. Ciao. - Ciao.

- Che cazzo fai, benzina con i miei soldi? - Lasciami!

Questo stro...

- Cazzo, ma sei una donna! - Sono una donna e allora?

- Ridammi i soldi. - Non li ho.

Ah, no? E come facciamo adesso?

Non lo so, non li ho.

Allora facciamo così.

Che cazzo fai?

Scendi!

- Ti metto sotto. - Scendi! Scendi!

Dove stiamo andando? E poi vorrei guidare io, visto che la macchina è mia.

Va bene, guidi tu.

Io sono terzo dan di karate, sai cosa vuol dire?

Te lo spiego subito.

Non fai in tempo a mettermi una mano addosso che ti ho già rovinato.

Ho anche fatto kick boxing, pugilato e lotta libera.

- Sumo? - Deficiente!

Va bene, andiamo a mangiare perché io sto morendo di fame.

- Step! - Hook!

- Ma quanto tempo è passato? - Due anni.

- Sei in forma! - Anche tu sei in forma.

- E questa chi è? - È una ladra.

Una ladra, certo! Andiamo dentro, stanno aspettando.

Vai, ti raggiungo subito.

- Vieni? - No.

- Allora buonanotte. - Stronzo.

Come se nulla fosse, dopo due anni, Stefano, in arte Step!

- Come stai? - Bene.

-Ragazzi, lei è... - Sono Gin. Piacere.

La soluzione è sodomizzarla.

- Ci ha messo quattro anni. - Quattro anni per farsela?

Una goccia cinese, alla fine lei gliel'ha data.

- Dopo quattro anni! - Beh, cosa c'è di male?

Come? Quattro anni!

Ora lei ha preso il via e premia tutti, pare di stare alle Olimpiadi!

- Fai schifo! - Non l'ho capita, ridimmela.

Hai una mira da schifo. Adesso vedi!

Fica questa!

- Io esco. - Dove vai?

A fumare una sigaretta.

Ragazzi, brindiamo.

- Cin! - Alla signorina.

Allora?

Che ti succede?

Io al tuo posto non starei nella pelle.

Ma no, niente. C'è ancora tutto da organizzare.

Sicura che sia solo questo?

Sì, davvero.

Buonanotte.

Ci vediamo domani a lezione.

Ciao, mamma. Cosa stai facendo?

Niente.

Babi, ti va di fare un salto da Mondi domattina?

Mamma, sai che ho lezione all'università.

Carola mi ha detto che per la festa di laurea di sua sorella

hanno preso il catering di viale Parioli, dice che è favoloso.

Dipende da quante persone vuoi invitare.

Se ti sbrigassi a completare la lista!

Va bene. Dov'è papà?

A una cena di lavoro.

Eccolo.

- Com'è andata? - Bene.

- Hai fumato di nuovo? - No...

Claudio, lo dico per la tua salute!

- Chi è? - Cesari, per la riunione di domani.

Ma non eravate a cena insieme?

Sì, infatti, me l'ha confermata.

Allora, che ne pensi?

Visto quello che hai fatto in America, mi sembrava un'occasione interessante.

Sì, è interessante,

ma pensavo di trovarmelo da solo il lavoro.

Romani è una persona in gamba.

E poi mi deve un favore.

Tu vai là, ascolta quello che ti propone e poi valuti.

- Papà, tranquillo, non mi metto nei guai. - Ma certo.

Mi fa piacere sentirtelo dire.

E farà piacere anche a tua madre,

si è molto preoccupata per te.

Sì, lo so.

- Vi sentite? - No.

Lei fa la sua vita, forse è meglio così.

Io sto benissimo, questa nuova condizione di single

mi ha dato un'energia incredibile!

Lavoro, gioco a tennis, adesso sto organizzando un bel viaggio.

- Ah! - Sì.

Voglio fare tutto quello che mi sono negato in tanti anni di matrimonio.

E poi...

Guarda. Come mi trovi?

Sono dimagrito, ringiovanito.

Ormai lo dico a tutti,

la migliore cura è la separazione.

Papà, sei sicuro di stare bene?

Sto malissimo!

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Cerco il signor Romani. - Sì. Romani!

- Questo ragazzo chiede di te. - Fallo salire.

Voglio presentarti questo ragazzo.

- Il solito figlio di un tuo amico? - No, è uno bravo.

- Buongiorno. - Buongiorno. Stefano Mancini, piacere.

- Quindi tu sei Stefano. - Già.

Giovanni mi ha parlato molto bene di te.

Beh, è mio padre, che altro poteva fare?

Già, è suo padre.

Lui è Marcantonio Mazzocca, il nostro produttore.

- Piacere. - Piacere.

Lavorerete insieme, è un lavoro duro, ma qui si impara molto in fretta.

Ma le volevo dire che il lavoro non mi interessa.

A mio padre dirò che lei me l'ha offerto,

e che io ho rifiutato. D'accordo?

Tuo padre mi ha detto una cosa diversa, ma se è questo che vuoi...

Io credo che lui rifiuti il lavoro per far incazzare il padre, è così?

- No. Semplicemente... - Non t'interessa.

- Sì, non m'interessa. - Non ti credi adatto.

Se vuoi dire che non sono adatto, va bene.

Va bene, non ti piace. Non gli piace.

Ci vediamo fra un'ora in redazione. Salutami tuo padre.

- No, signor Romani, scusi... - A dopo.

- Non ha capito? - È tutto a posto.

Piacere di averti conosciuto.

- L'uscita è di qua? - Ti faccio vedere di che si tratta.

Signor Mazzocca, i materiali sono sbagliati, mi rifiuto di lavorare così!

Rimanda tutto indietro. Il service lo chiamo io.

No, Marcantonio, l'ordine per i costumi è già partito.

- Chi l'ha deciso? - Toscani.

Lavorate sui bozzetti approvati, con Toscani ci parlo io.

- E il fonico? - Lo cacciamo.

La cosa più importante in questo lavoro è mantenere la calma.

- Tu fai yoga? - No.

Marcantonio! Il batterista della band inglese ha avuto un incidente

e Micheli vuole cambiare tutta la scaletta.

Non me ne frega un cazzo!

Sostituite il gruppo, ma la scaletta non si tocca. Dai!

- Dicevo? - Yoga...

Qui sono tutti isterici, bisogna rimanere calmi.

Gli autori all'ultimo momento hanno le intuizioni geniali.

Vieni, te li presento.

Buongiorno, volevo presentarvi Stefano Mancini.

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