Les 200 premières lignes.
NETFLIX PRESENTA
29 LUGLIO 2000
UNA PRODUZIONE GATO GRANDE
Ho sempre desiderato essere madre.
Mi ero sposata piena di speranza. Avevo 17 anni ed ero incinta.
Era uno dei motivi per cui c'eravamo sposati.
E poi perché amavo tanto Arturo.
Mi sono sempre piaciuti i bambini.
Mi sono sempre divertita molto con i bambini.
E i bambini,
ad esempio i figli di tutti i miei parenti,
si sono sempre affezionati molto a me.
Ho una famiglia numerosa.
Nella mia famiglia, tutti hanno figli.
Tutte le mie cugine hanno avuto figli.
Quindi…
Mi piaceva sentir dire: "Presto sarà una mamma!"
E…
Avere una famiglia è sempre stato il mio sogno.
Da quando sono rimasta incinta e ci siamo sposati,
era quello il piano.
Ho sempre voluto essere mamma.
Stop!
Bravissima.
Proviamo a renderla più spontanea.
Stiamo riproducendo un'intervista
e il personaggio che interpreti
è la Ale di 15 anni fa.
Quindi è un flashback
fatto da un'attrice che interpreta Ale. Mi spiego?
UN DOCUMENTARIO DI MAITE ALBERDI
- Casting. Scena 1. - Azione.
Era un desiderio così forte…
che mi ha trascinata in guai sempre più grossi.
Che mi ha fatto prendere,
sì,
delle decisioni
e mi ha fatto fare cose che mi hanno trascinata in un baratro.
Un baratro senza via d'uscita,
da cui non sono più tornata indietro.
UN HIJO PROPIO - UN FIGLIO TUTTO MIO
Bella.
Fatto.
Ancora una.
Potete avvicinarvi agli sposi?
Così. Bene. Guardate nell'obbiettivo.
Perfetti. Sorridete.
Un bel sorriso per Ale e Arturo.
Bravi!
LE NOSTRE NOZZE
Viva gli sposi!
Bravo, bro!
Bacio!
Dopo il matrimonio,
sentivo l'obbligo di compiacere la sua famiglia.
Mi sono sempre sentita amata dalla mia famiglia.
Ma dalla sua famiglia,
da sua madre, non mi sono mai sentita accettata,
quindi sentivo di dover conquistare la sua accettazione.
Viva gli sposi!
Viva gli sposi!
Ho perso il bambino quando vivevamo da mia suocera.
Non volevo vedere nessuno.
Ma loro vennero in camera mia
e una delle zie di Arturo mi disse: "Perché piangi?
Non piangere. Ci siamo passate tutte".
Sì, è triste.
Sua madre mi disse: "Ti trascuri, non va bene così".
Come ti senti, Ale?
Dovevo stare lì ad ascoltarle tutto il tempo,
finché non arrivò mia madre.
Sono qui, tesoro.
Perché l'ho perso?
Per me fu colpa mia.
È stata colpa mia.
Mi trascuravo. Mi ero messa a correre.
Avevo lavorato. Mi addossai la colpa di tutto.
Non è colpa tua, va tutto bene.
Riposa.
Abbiamo spazio a sufficienza per le feste.
Salute!
- La casa è molto grande. - Molto spaziosa.
Super grande.
Hai visto la cucina?
È tutto buonissimo!
La casa è molto bella,
ma è troppo grande.
- Non hanno neanche figli. - Mamma.
- A meno che non ci mettano i cani. - Basta!
Dovresti almeno occupare una stanza.
Zio, anche tu?
Vogliamo solo vedervi felici, con dei bambini.
Bambini che corrono.
Voglio avere un pronipote.
Lo so, nonna, ma ho solo 25 anni.
Ma prima è, meglio è.
Sennò i tuoi figli sembreranno i tuoi nipoti.
Perché non li adottate?
Non è la stessa cosa.
Avremo dei figli tutti nostri, vero?
È solo che Ale è stata molto presa dal lavoro in ospedale.
- Ma presto. - I figli sono una priorità.
Ci vuole tempo.
- Ancora un po'? - No.
- Me ne porti due, per favore? - Sì.
E dopo il primo aborto spontaneo?
Sono rimasta di nuovo incinta.
Arturo mi diceva:
"Stai attenta. Non fare questo, non fare quello".
È dalla prima gravidanza che le dico che deve riguardarsi e riposare.
Io lavoro, non posso controllarla tutto il giorno.
Le ho detto: "Fallo per lo meno per il bambino".
Ma lei è testarda.
Ammettilo.
E ho perso di nuovo il bambino.
È stato il secondo aborto spontaneo.
Dopo qualche anno abbiamo iniziato a preoccuparci.
Non sono più rimasta incinta.
Io ci sto malissimo. Vorrei un figlio, ma non riesco ad averne.
Qual è il problema?
È già rimasta incinta. Perché non succede più?
Non usiamo anticoncezionali, vero?
È come se il suo corpo non riuscisse a tenere il bambino.
Non so.
Non preoccupatevi.
Dopo il raschiamento verificherò lo stato del tuo utero.
E analizzerò lo sperma di tuo marito.
Potremmo provare a fare un'inseminazione intrauterina
per aiutarti a rimanere incinta.
Ed eviterebbe l'aborto?
Nessun trattamento è garantito al 100%,
ma la natura è saggia.
Non permette che un neonato non sano arrivi a termine.
Lei è molto giovane. C'è ancora tempo.
Ho quasi finito.
Ti passerà.
Grazie.
Quando rimasi incinta per la terza volta,
Arturo mi disse:
"Stavolta non dovrai trascurarti. Devi fare questo, devi fare quello".
"Devi stare a casa."
"Anzi, smetti proprio di lavorare."
Io gli dissi: "Non esiste. Non smetterò di lavorare".
E lui: "Sei proprio cocciuta".
Ciao, Ale.
- Salve, dottoressa. - Come stai?
Molto bene. Non ho più la nausea.
È tutto pronto?
Buongiorno. Entrate.
- Grazie. Non dimenticare il caffè. - Certo.
La dottoressa mi visitò.
Piangevo. "Mi sento male", le dissi.
Mi dispiace, Ale. C'è stata un'emorragia
e hai perso il bambino.
No, un'altra volta...
Mi dispiace.
Cosa dirò ad Arturo, dottoressa?
Tranquilla.
Rilassati.
Parla con tuo marito. Valutate altre opzioni.
È improbabile che porti a termine una gravidanza.
Ti lascio, così ti rivesti.
Mi sedetti in sala d'attesa,
travolta da sentimenti contrastanti.
Ovviamente davo tutta la colpa a me.
Sono qui da ore. Potrebbe aiutarmi?
- Aspetti il suo turno. - Devo solo prendere un appuntamento.
Lo chiesi a Dio.
"Perché? Perché proprio a me? Perché?"
Fu allora che conobbi Mayra.
Che ti è successo?
Non riesco ad avere figli.
Io sto per averne uno, ma non lo voglio.
Come, scusa?
L'ho appena saputo.
Mayra mi disse...
Ma non lo voglio.
…che voleva abortire.
Il padre non lo riconoscerà. Dice che il bambino non è suo.
E io non posso avere un altro bambino.
Puoi crescerlo tu.
Non posso. Non studio e non lavoro.
Aiuto mia madre in casa.
Puoi trovarti un lavoro.
Vendere qualcosa, non so.
No. Lavorare non fa per me.
A volte vendo delle cose.
Ma no, non posso avere un altro bambino.
Ho già una bambina.
Se ho un altro figlio,
mia madre mi caccia di casa.
Non ti caccerà.
Non so cosa fare.
Non lo so.
Lo regalerei piuttosto che abortire.
Non lo so.
"Preferisco regalarlo piuttosto che abortire."
Come?
Preferirei regalarlo.
Lo pensi veramente?
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