Cherry

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Publié le: 2021-03-12
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Les 200 premières lignes.

Ehi.

Vuoi che mi sieda qui?

Posso fumare?

Aspetta.

Da dove vuoi che cominci?

PROLOGO

Ho ventitré anni,

e ancora non capisco che cosa fanno le persone.

È come se tutto questo fosse costruito sul nulla

e non ci fosse niente a tenerlo insieme.

Sono cresciuto qui.

Gli appartamenti sono carini. Alcuni hanno anche il balcone.

E gli alberi sono carini.

Non capisco neanche loro, ma mi piacciono.

Credo che mi piacciano tutti.

Un albero deve stare di merda per non piacermi.

A volte mi chiedo se la vita non è sprecata con me.

Non è che sono insensibile alla bellezza.

Prendo a cuore tutte le cose belle

e poi loro mi fottono il cuore finché quasi non mi uccidono.

È che ho qualcosa dentro che mi spinge sempre via...

Finché non resta più niente a sostenermi.

Sai dove devi andare?

Gira tre volte a sinistra, non puoi sbagliare.

Ci metterò due, tre minuti. Ci vediamo al parcheggio.

Ho un berretto da baseball.

Una sciarpa rossa, una camicia bianca, una felpa blu. Nulla di strano.

Dei jeans e delle vecchie scarpe da ginnastica.

La sciarpa serve a coprire metà del volto.

Anche se non serve a granché:

lo faccio da un po', ormai.

E non è un segreto che faccia ho.

Niente allarmi! Sono ricercato! Mi uccideranno!

Devo compensare la tristezza che ho in faccia

comportandomi da pazzo, o penseranno che sia una femminuccia.

Ehi!

Tutti a terra! Stendetevi subito a terra, cazzo!

Quando rapini una banca di base stai rapinando delle donne,

quindi non bisogna essere maleducati.

Signora, non è niente di personale.

- D'accordo. - Come ti chiami?

- Vanessa. - Ciao, Vanessa. Piacere.

Tu come ti chiami?

Sei spiritosa. Ora apri quel cazzo di cassetto.

Mentre me ne stavo lì con una pistola in mano e la osservavo,

mi prese questa sensazione.

Una sorta di tristezza.

Era come se avessi sempre saputo che le cose sarebbero finite così.

Ma non me ne ero reso conto fino a quell'esatto...

...momento.

PRIMA PARTE

QUANDO LA VITA STAVA COMINCIANDO,

HO VISTO TE

La prima volta che vidi Emily, frequentavo un'università locale.

Quella dei gesuiti. Era una buona scuola.

E non voglio raccontare balle.

Pensai: "Vorrei proprio scoparmi questa ragazza".

Ti ho chiamato, tipo dieci volte.

Scusa. Avevo il volume alto.

- Ciao. - Bello il tuo cardigan.

Grazie. L'ho preso a Coventry.

È un gran bel vecchio cardigan.

Sei nel mio corso di inglese.

Lo so. Quel corso fa schifo, eh?

Sì. Ma tu ci sei sempre.

Sì, è vero.

Allora ci si vede in giro.

Ehi, di dove sei?

Elba, New York.

E com'è?

Il solito lago. La solita città. Solo... un po' più merdosa.

Ho una ragazza dai tempi del liceo.

Davvero? Che dolce.

Sì, va in una scuola nel New Jersey.

E ha un nome?

Sì, ehm... Madison Kowalski.

È molto carina.

Sì. Super carina.

Emily mi piaceva,

ma avevo promesso a Madison che sarei andato a trovarla

a scuola quel fine settimana.

Viveva in dormitorio e aveva un letto singolo,

ma...

la sua coinquilina era tornata a casa perché...

È morta sua nonna.

Mi dispiace.

Chissene. Era vecchia.

Beh...

...salutami Madison.

Madison pensava che io fossi uno stronzo.

Andiamo.

Le feste a cui mi trascinava erano una merda.

I ragazzi bevevano birra in un seminterrato di cemento armato.

C'era il beer pong, una stanza del sesso, stronzate da distretto a luci rosse.

Era tutto di una tristezza infinita.

Giù, giù, giù!

Un mucchio di ragazzi conoscevano Madison.

Frequentava quella scuola da un mese, ma la conoscevano tutti.

Le piaceva avere tutti gli occhi su di sé, e questo va bene. Pazienza.

Ma diventava un po' imbarazzante quando tu eri lì, alla festa,

con la ragazza che se ne stava su un tavolo a scoparsi un fantasma.

Avevo un lavoro e ci andavo anche se avrei potuto fare di meglio,

ossia qualsiasi cosa. Ma...

...dovevo lavorare.

Fatook aveva cinque o sei tra figlie e nipoti.

Lavoravano tutte al ristorante.

Non so se avesse dei nipoti maschi, ma se li aveva, non lavoravano lì.

Tutte le nipoti guidavano una Escalade, una Denali o quel che è.

I camerieri uscivano con loro.

E le piace prenderlo nel culo.

Le affondo la faccia nel cuscino. Le sputo addosso.

Insomma, credo sia davvero una pazza.

Da chi ha imparato quella roba?

- Ehi. - Ehi.

Vediamo... fammi vedere come fai.

Oh, no. Merda, cazzo. Cazzo! Merda!

Ma sei un uomo o cosa? Eh?

Lanciala in alto. In alto!

Devono sentirlo dalla sala, succhiacazzi!

- Vaffanculo, ragazzino. - Sì, lo so. Fanculo.

Durai solo due settimane.

Dopo il lavoro andavo a casa di James Lightfoot.

Era il mio migliore amico dalle elementari.

Suo padre morì quando era piccolo,

e anche sua madre. E poi...

...suo fratello tornò dalla guerra totalmente sbroccato,

perciò in pratica James è solo.

Ciao, bello.

Aveva solo me.

- Stai bene? - Sì.

Mi serviva un passaggio in banca e James si offrì di portarmi.

Quel giorno il sole splendeva su di noi.

E venne anche Roy.

Pitturava case, ma non stava lavorando.

Come va?

E James dava addosso a Roy per via di suo cugino Joe,

perché Joe continuava a dire... - Ho deciso, piantala.

Roy. Roy! Devi dire a tuo cugino che non può arruolarsi

nei Marines. - Perché dovrei dirglielo io?

- Entrerà nei Marines. - Non arruolarti nei Marines!

Dammi almeno una buona ragione, okay?

Non voglio vivere così per sempre.

Perché vuoi arruolarti?

Non voglio continuare così!

Tu sei contento di guidare tutto il giorno?

Non capisco come fai!

Vuole fare qualcosa. Lasciaglielo fare, cazzo!

È tuo dovere convincerlo, per il bene che gli vuoi,

che tutti gli vogliamo.

E invece ora mi dici: "Voglio mandarlo a morire"?

Che stai facendo?

- Che ti dice la testa? - Mi sono arruolato, amico. È fatta.

Capivo solo la metà di quello che diceva James.

Non potevo non notare la sua aria impotente,

mentre agitava le braccia.

Probabilmente nessuno gli avrebbe mai dato retta in tutta la sua vita.

Non è un'auto di merda.

Invece lo è. È un'auto di merda.

Serve solo dell'acqua per raffreddare il motore.

Prendimi un bicchiere d'acqua.

Avevo un problema con la banca.

Avevano fatto un errore e andai lì per chiarire.

Mi è arrivato questo avviso di scoperto, ma è un errore:

l'ho già saldato.

Ecco.

Questa notifica è di un nuovo scoperto.

Impossibile, non ho fatto prelievi dall'ultimo versamento.

Quel versamento ha portato il suo saldo a dieci dollari,

ma è stato addebitato uno scoperto aggiuntivo sul suo conto,

che quindi ora è in rosso.

Ma come avete fatto ad addebitarmi un altro scoperto

dopo che lo avevo già pagato?

- Il versamento è stato registrato dopo. - L'ho fatto qui, in contanti.

- Non è stato registrato, signore. - L'ho fatto in contanti. Qui!

Non è stato registrato.

Il prossimo!

Mi spiace per la tua macchina.

Era un catorcio di merda.

Ti hanno ridato i soldi?

No.

Mentre tornavamo a piedi verso casa, Roy ci passava la sua Trainwreck.

E dopo qualche tiro, ci sentimmo di nuovo invincibili.

L'indomani fu una bella giornata autunnale di quelle che profumano di foglie bagnate.

Così andai a Shaker Square per incontrare dei ragazzi.

Volevano qualche pasticca di Xanax. Io lo prendevo perché soffrivo...

...di attacchi di panico.

GENERICO MASCHIO BIANCO

- Ecco qua, ragazzi. - Butta giù.

- Che fate dopo? - C'è una festa

- a casa di Maggie. - Fico. Posso venire?

Sì. Vuoi un po' di...

E in cambio, mi passavano l'ecstasy.

Cazzo, certo che voglio dell'ecstasy!

Sei tu?

- Ciao. - Ciao.

- Cosa... - Conosci Maggie?

- Come? - Conosci Maggie?

Ehm... sì, più o meno.

Com'è piccolo il mondo.

Porca troia.

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