पहली 200 पंक्तियाँ।
Molti confratelli hanno festeggiato.
- Non io. - Anche lei.
T'hanno dato la possibilità di scegliere?
Se non volevi essere cacciato, sapevi benissimo come fare,
soprattutto dopo tutte quelle denunce.
- Dall'ultima m'hanno assolto. - Lascia stare. - M'hanno assolto o no?
Qui ci si occupa di spirito, non di quotazioni in borsa.
Fosse successo ai suoi genitori ciò che è capitato ai miei,
mi avrebbe capito e forse difeso.
Ormai è tardi pertutto.
Sì, ha ragione.
Ormai è troppo tardi.
< Baldo: Una...
Donna: Possiamo?
Cosa?
Visto che le butta...
Ne vuole una, tanto per farlo stare tranquillo.
Ah...
- Un momento. - Se sta poco bene...
No, nessun problema.
Questo va bene.
Li mettono al mondo e dopo anni si rendono conto
che non si erano sposati. Questo è il più piccolo.
- Mamma! - M'hanno detto che si chiama Baldo.
Vero che ti chiami Baldo?
< Lei è di Roma?
< Ho visto la targa, c'è scritto Roma.
< Anche lo sposo è di lì, ma sono tanti anni che sta qui.
< Eccoli!
Bambini, andiamo!
- Non ha fatto che piangere. - No!
Auguri! Una foto con i figli!
- Ciao! < Una foto con i figli.
- Allora, il notaio? - Tutto a posto, siamo puntuali, no?
- Sì, ma ci dobbiamo sbrigare. - Un brindisi e si parte.
Ciao, papà!
< Luciano: Oh!
Tutti: Bacio, bacio, bacio!
< Fotografo: Bacio, bacio, bacio!
Buongiorno, signora, sono il professor Bollino.
Lo so.
- Ci sarebbero le carte da firmare. - Va bene.
Ehm...
Mi scusi.
Allora, una firma qui,
una qui e un'altra qui.
E poi l'indirizzo sotto.
Per gli appartamenti dei miei, abbiamo già fatto col notaio.
Sì, il trasferimento dei suoi immobili è a posto.
Queste sono carte perla nuova società
di cui lei è amministratrice unica.
"Unica" vuol dire che sono sola?
Sì.
Prego.
< Luciano: Paolo! Baldo! Venite, papà deve parlarvi.
E poi l'indirizzo sotto.
- Quale? - Il suo, quello di Bologna.
Dove abito ora o dove abiterò per sempre?
- No, dove abita ora. - Ah...
Dove abiteremo per sempre nessuno lo sa.
Nessuno lo sa.
Ecco qua.
Suo marito le ha detto che verrò almeno una volta al mese
per farle fare qualche firma, bilanci...?
E poi per portarle l'assegno che le spetta.
Invece Luciano me lo porta via.
L'ha sposata in chiesa, così i bambini hanno un cognome,
tutto come voleva lei.
Bene. Signora, allora...
- Gli voglia bene. - Ci conti.
Scemina, io vado.
Ho parlato con Paolo e Baldo, mi hanno promesso
che faranno i buoni, che vorranno tanto bene alla loro mamma
e che pregheranno ogni sera perché papà ce la faccia.
Ce la farà.
E tu come lo sai?
Perché il loro papà è sempre il migliore, in tutto.
Vero, bimbi? Com'è il papà?
- Paolo: Il migliore. - Fiamma: Il migliore!
Ciao.
Guarda che torno. Scemina...
Facciamo un applauso al papà? Vieni!
Facciamo un applauso al papà. Vieni!
- Viva papà! - Ciao.
Viva papà!
Metta la radio.
< Radio: Lazio in difficoltà per l'assenza da qualche minuto di...
Dev'essere già al secondo tempo.
Hanno espulso pure Signori, peggio di così!
Come cazzo ragiona la gente?!
Al primo distributore ci fermiamo, devo pisciare.
< Fiamma e Sheyla: #La nostra libertà è il vento nelle vele #
# dell'Africa di tutte le ferite, #
# dell'Africa di tutte le paure, #
# dell'Africa di tutte le ingiustizie. #
# La nostra libertà #
# è un arancio maturo #
# da offrire al tuo bambino, #
# nell'ambrosia di Shiva. #
Fiamma: Grazie, grazie, grazie.
Nei nostri concerti ci chiedono perché ci chiamiamo "Le Lymnos".
- Lo volete sapere anche qui? - No! (RISATE)
Lei no, ma forse interessa a qualcun altro, comunque...
Se qualcuno vuole conoscere la nostra storia,
acquisti il nostro ultimo CD in offerta speciale
dall'incaricato al tavolo di fianco al palco, grazie.
< Oggi, per il calendario buddista, è il XXI giorno del mese di Karka
dell'anno 2552, quindi è il compleanno dell'altra metà delle Lymnos,
della mia amica californiana, Sheyla Bestian!
Ma chi se ne frega!
< Fiamma: Un momento. Non avevamo più speranze,
invece ecco il nostro organizzatore, è arrivato.
< Gli facciamo un applauso e lo ringraziamo di essere qui,
perché gli dobbiamo molto. - Applauso.
Non abbiamo avuto uno straccio di manifesto
né una citazione nella conferenza stampa
né pubblicità, niente di niente...
Mi scusi, mi passi il microfono, non può parlare solo lei!
La ringraziamo moltissimo
di ciò che fate perla cultura in questa città.
Prego, ma mi passi il microfono.
Sheyla: Avresti dovuto portartelo da casa!
< Uomo: Brava!
Organizzatore: Ricordo alla signora che dopo gli insuccessi clamorosi...
< Fiamma: Quali insuccessi?! Siete venuti voi a pregarci di venire!
- Ho un altro testimone. - Sì.
C'è mio figlio. Vieni. Non avere paura.
Vieni a dire al signore... Vieni.
È vero, sì o no, che ci sono venuti a pregare in ginocchio...
- Guardi che l'assessore... - ...di venire a cantare stasera?!
...che è un santo, vi ha dato l'ultima opportunità,
contro tutta la commissione! < Se volete zittire le Lymnos,
ve lo potete scordare!
Nessuno zittisce le Lymnos, chiaro?
Lei ha idea di quale sia il numero delle presenze stasera?
- Diglielo tu, forza! - 26 su 300 posti.
Fiamma: Ci vogliono fregare un'altra volta!
< La verità è che avete rotto i coglioni!
Chiedete in giro cosa dice la gente, quando non ci siete.
< Gestore: Abbiamo mandato via 300 persone ieri. Ecco.
Mamma, che hai, mamma?
Che hai?
Sono Baldo.
Non me la fai ricoverare di nuovo, vero?
L'ho sedata. Stanotte dorme qui e se va come penso,
domattina la riporti a casa,
con la promessa di farle prendere tutte le medicine, intesi?
Promesso.
Gliel'ho già detto, qui non si può fumare.
Volevo solo vedere se si accendeva.
< Luciano: Siamo sicuri che è la Murcielago LP640 Roadster
Eh? Non è bella?
Bella o no, Dina la vuole. Crede di sposare Re Mida.
< (ridendo): Re Mida no, ma quasi, anzi, più di quasi!
- Mi raccomando, il suo nome. - Già previsto, inciso sul cruscotto.
- In corsivo gotico. - Eh no?!
- Per il saldo, come al solito. - Non ti preoccupare.
È andato via dalla Lazio e ha iniziato a segnare.
- Lì gioca prima punta. - Meno male che la Roma ha infrociato.
Eh no?!
Mi dovevi far sapere perla licenza del centro benessere.
Chiama il professore, ma credo sia tutto a posto.
- Grazie. Fatti abbracciare! - Abbracciami, ma non mi baciare!
- Ciao, caro. - Ciao.
Andiamo a casa.
< Baldo: Senti, tu! Oh!
Guarda che non si può.
A parte i film bestiali che programmate...
- Non puoi entrare! - Lascia stare,
una volta che azzeccate un film guardabile...
Non puoi entrare, chiamo il direttore.
< Direttore! Ci vado di mezzo io!
Se ci sono i titoli di coda, ci sarà una ragione!
Esci, per favore?
Ma voi qui non li proiettate mai.
- Che c'è? - È mancanza di rispetto...
È il solito matto, sbattilo fuori!
- Ci devono essere i titoli di coda! - Stronzo, qui non ci entri più,
con quella tessera da critico del cazzo!
Si devono leggere i nomi di macchinisti,
elettricisti, attrezzisti, fotografo di scena...
Mi spiace, ma non dipende da me. È una decisione della direzione.
Sei una bellissima ragazza.
Ma se sono un gran cesso!
Te lo dico perché me ne intendo. Faccio il DAMS.
Fine pausa.
- Io mi chiamo Baldo. - Roberta.
Se mi dici a che ora fai pausa, vengo a fumare con te.
- Tu mica fumi. - No, ma mi piace venire lo stesso.
Vabbè, vieni.
Non è che ti avanza un biglietto dell'autobus?
Ho il motorino.
< Scusa... - Che c'è?
Posso farti una foto col cellulare?
- Sì. - Però sorridi.
- Che te ne fai? - La guardo.
Però sbrigati, eh?
Ci fermiamo un attimo?
Si può non urlare?
- Sai come sono messo e urli. < Ah, scusa.
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