200 baris pertama.
Nella nostra famiglia, il grasso era grave come il cancro.
Sei troppo carina per essere sovrappeso.
Devi fare qualcosa adesso.
Prima che sia troppo tardi.
Ingrassare era peggio di perdere il lavoro,
peggio di venir lasciata all'altare,
peggio di crescere in una roulotte e senza scarpe.
- Vuoi piacere ai ragazzi, no? - No.
Andiamo, siamo una squadra.
La prima che perde quattro chili vince un costume nuovo.
Forza, andiamo.
Mamma, dove finisce il grasso che perdiamo?
Dove va?
Finisce su di lei.
Frannie, non mangiare la pelle.
No. Dalla a me.
Tesoro, anche a me piace la pelle,
ma mi vedi mangiarla?
Fa ingrassare.
Perché io non posso fare la dieta? Devo fare la dieta.
Shelly, non ne hai bisogno, hai due gambe da gazzella.
Ma...
Ecco.
Sei a dieta. Ti senti meglio?
Ora mangia.
Shelly voleva far parte del club dal quale io volevo uscire.
Al liceo, non facevo che pensare al cibo.
Colazione...
Una fetta di pane tostato, senza burro,
21 M&M.
Sei grassa come un maiale.
Domani non mangerai nulla. Ti odio, maiale.
Al college avevo da fare.
Lì scoprii il sesso.
Non era buono,
ma ne facevo tanto.
Mi teneva occupata, e smisi di contare le calorie.
Ciao, sono Frannie. Sai cosa fare.
Non sapevo che facesse così male.
- Chiamami... - Shelly, sono qui. Dove ti fa male?
Aspetta. Scusa ma devo rispondere.
- Cavolo. - È la mia sorellina.
Cos'è successo?
Il ballo di fine anno. Io...
sono così sfigata.
Non ti preoccupare. Il ballo di fine anno è sempre un disastro.
- Grazie di niente. - Ti ricordi il mio?
Mentre ballavo, le unghie finte mi si staccarono e si attaccarono alla giacca
e aveva la giacca bianca.
Oddio. Il giorno dopo, non volevo andare a scuola.
Cos'è successo?
Shelly era infelice al liceo.
Ma era magra, un mix che trovavo difficile da capire.
Tornò a casa col massimo dei voti.
Il piano era di iscriversi a legge ed essere stupenda.
Ma si comportava in modo strano con il cibo.
Dio mio, Shelly.
Sapete una cosa?
Mamma si era preoccupata per la figlia sbagliata.
Hai appena vomitato?
Ci vuole disciplina per essere magri.
Credevo di avere problemi con il cibo.
Ma non erano niente in confronto a quelli di Shelly.
Potete accomodarvi.
Lei si chiama Marilyn ma la sua mamma in segreto la chiama "cicciona".
Shelly, glielo vuoi dire?
Vi ho chiesto di venire oggi
per aiutarvi a capire come mai Shelly ha deciso di andare al St. Mary's.
Vogliamo aiutare Shelly in ogni modo possibile,
ma sta facendo lo stage in uno studio legale
e farà domanda di ammissione alla facoltà di legge di Harvard,
quindi non so se l'ospedale sia una buona idea.
Non spetta a te decidere.
Shelly ha una forte depressione.
E per curare la depressione
dobbiamo prima stabilizzare la sua alimentazione e il peso.
Se Shelly vuole farsi ricoverare, è giusto che lo faccia.
- Punto e basta. - Deve stare con chi le vuole bene.
Costringerci a fare la dieta, parlare solo di questo
e infuriarsi se mettiamo su mezzo chilo vuol dire volerle bene?
Da piccola ero molto sovrappeso.
Mia madre mi dava troppo da mangiare perché per lei era un segno d'amore.
Ho cercato di insegnare alle mie figlie che il cibo non sostituisce l'amore.
Ho fatto ciò che ritenevo meglio e non me ne pento.
Voglio che sappiano che non volevo che accadesse tutto questo.
Lo sappiamo. Ecco perché dovresti stare a casa con noi.
Non intendevo questo.
Ora vogliamo fare in modo che Shelly non perda ancora peso.
Poi deciderà cosa fare.
Se davvero volete aiutare Shelly,
dovrete sostenerla nella sua decisione.
Lei è mia figlia e la voglio a casa.
Non permetterò che vada in un ospedale psichiatrico.
Bang, bang, sei morta.
Shelly dice che a ogni piano corrisponde una malattia diversa.
Sembrava che, più in alto si andava, più problemi uno aveva.
Lieve depressione al primo piano e schizofrenia all'ultimo,
il che vuol dire che Shelly è a metà.
Come diventano così?
Non hanno tutte delle pessime madri.
- Smettila. - Perché?
So che danno tutti la colpa a me.
Mamma, a volte dico delle cose...
Mamma.
Non mi toccare.
Frannie è felice di vederti.
No, non ti tocchiamo.
Ti vedo bene.
Non è pazzesco questo posto?
Non dire che me l'avevi detto, mamma.
Beh...
Se stare qui non servirà,
penseremo a cosa fare dopo.
"Penseremo a cosa fare dopo."
Sei tu la sorella.
- Lei è Cynthia. - Shelly non voleva che veniste oggi.
Quanti anni le dai?
- 15? 16? - 32.
Faceva danza, finché le pillole dimagranti non l'hanno fatta impazzire.
Qui vi controllano?
La gente si fa portare lassativi, pillole dimagranti,
pillole alla caffeina. Una si è bevuta il detersivo.
Vomitava in continuazione ma ha perso mezzo chilo.
Avrà pensato che ne valeva la pena.
Secondo te...
ne varrebbe la pena?
Perché fai sempre delle domande che pensi siano profonde
ma sono solo stupide?
Lei è Bernadette.
È bulimica.
Bulimiche e anoressiche non vanno d'accordo.
Le bulimiche si sentono trascurate.
Non c'entra quello che mangi.
C'entra quello che mangia te.
- Vai a vedere se Pia l'ha capito. - Sì.
Capito cosa? Chi è Pia?
- Scusate. - Una ragazza. Non sono affari tuoi.
Come va la terapia?
Mamma,
non toccare la mia roba. Ti dispiace alzarti?
Mamma, quella roba non è mia.
Lo so, cerco solo di aiutare.
Perché non fai una passeggiata così io e Shelly parliamo un po'?
Va bene, voi due parlate, io vado a fare quattro passi.
Questo posto non è tanto male.
Allora perché non vieni anche tu?
Mi fa impazzire.
Non sa cosa fare, Shelly.
Mi vergogno tanto.
Avevo tutto.
Lavoravo allo studio legale e imparavo moltissimo.
E preparavo la domanda per l'università.
Mi sono rovinata la vita.
Sai quanto tempo ci vorrà per tornare indietro?
Questo è un inizio, non la fine.
E poi chi ha una vita perfetta?
Io ho perso il lavoro, la casa,
e ora mi tocca vivere con Morticia e Gomez.
E dov'è papà?
Già, dov'è papa?
Sai...
Mi pesano di continuo,
ma non vedo mai i numeri. Ci fanno girare
e mi fa impazzire il non sapere.
Ho un aspetto grottesco?
Certo che no.
Sei così carina. Voglio solo che tu stia meglio.
Non dire così.
Non sono come le altre ragazze qui.
So che non sei come loro.
Questo posto non è come pensavo. Grazie a Dio.
- Dove vai? - A prendere le medicine.
Ha un aspetto orrendo.
Voglio farla uscire da qui.
- Mamma, è molto malata. - Detesto gli ospedali.
Questo posto mi deprime.
Ti deprime? Pensa all'effetto che ha su Shelly.
Chissà come si sente lei.
Non so come ha fatto a peggiorare così velocemente.
Perché?
Perché parlate di me?
Io...
Vi ho chiesto di non parlare di me!
Perché voi due non...
tornate alla vostra vita e mi lasciate in pace.
Va bene, andiamo.
- Mamma, aspetta. - L'hai sentita.
Se volete andare, andate.
Non vogliamo andare.
Ma non vogliamo vederti così triste.
Non sono triste.
È solo che...
Sono stufa che mi si parli come se fossi
un caso da manuale.
Scusa se abbiamo parlato di te.
Facciamo una pausa. Andiamo sul tetto.
Vieni con me.
Il nipote di Tommy Brenden ha studiato legge a Harvard.
Forse ti può scrivere un referenza. È un pezzo grosso all'IBM.
"Pezzo grosso" non è un titolo.
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