The Fever

The Fever

Unduh Subtitle Italian

Informasi rilis

The Fever sub ita
Komentar oleh enigmista

Tag

other
Diterbitkan pada: 2012-04-15
Unduhan: 25
Tuna Rungu: Yes

Pratinjau subtitle Italian

200 baris pertama.

. : AnimeDB FanSub : .

Traduzione: SamyPrettyOdd, _Clau, cutiekumi

Revisione: squiddy, feffa1991

Sto viaggiando.

C'e' qualcosa di sbagliato

non mi sento bene.

Sono tornata qui

qualche giorno fa

in questo povero Paese

in questo povero e spaventoso Paese.

C'e' una guerra in corso

I ribelli continuano a far saltare i pali dell'elettricita'.

Il nostro hotel fortunatamente ci procura delle candele.

Sono seduta su queste fredde piastrelle quadrate

in una notte fredda

in un Paese freddo

e non riesco ad alzarmi.

All'improvviso, per un momento

ho visto me stessa dall'esterno

come se stessi guardando me stessa.

Dall'esterno

sembro come tante altre persone.

Ad esempio

sono davvero molto simile alla mia vicina Jean.

Se considerate semplicemente la mia esteriorita'.

Il punto e' che non sono mai stata interessata all'esteriorita'.

Potrei scrivere facilmente tutti i fatti riguardanti la mia vita in un piccolo libricino.

Un libro che non vorrei mai leggere perche'...

sarebbe troppo noioso.

Capitolo 1: Sono nata.

Sono andata a scuola.

Capitolo 2: Il resto.

Mi sono sposata, ho avuto dei bambini, ho divorziato.

Ho lavorato, vari lavori, mobili, vacanze,

feste, ho comprato una macchina, ho comprato un vestito,

ma questa non sono io.

Quello che conta di me e' la mia vita interiore.

Cosa penso delle cose e cosa provo verso le cose.

Quello che amo.

Amo Beethoven.

Amo vedere l'archetto del violino scalfire le corde.

Amo uscire la notte nella citta' cosmopolita dove ho vissuto per tutta la mia vita.

La citta' dove ho cresciuto i miei figli e dove loro stanno crescendo i propri.

Amo le luci della citta'.

Caffetterie, librerie, teatri.

Amo stare seduta in un auditorium buio a guardare i ballerini

che volano nell'aria.

Ora... come trent'anni fa.

E quando ero una bambina...

Vedete

i miei genitori mi amavano e mi hanno cresciuta facendomi pensare alle persone.

Al mondo.

All'umanita'.

Alla bellezza.

E mi hanno letto un libro

che parlava delle persone con tante divise diverse che venivano a casa nostra

ad aiutare la nostra famiglia.

Il postino con la posta,

il fattorino del negozio di alimentari.

Tutti cosi' gentili.

Anche solo nella via in cui vivevamo c'erano cosi' tante cose affascinanti da vedere.

E in fondo alla via

c'era quella meravigliosa vecchietta che lavorava al forno

che si chinava per darmi il pane ricoperto di zucchero.

I miei genitori mi hanno insegnato ad amare i viaggi.

Mi ricordo i viaggi meravigliosi in treno,

la magia di viaggiare nel mezzo della notte in mezzo ai campi.

Quando penso alla mia infanzia mi viene in mente il Natale

il modo in cui erano incartati i regali.

Per prima cosa, c'era sempre una scatola del negozio che

sembrava avesse un cavallo a dondolo o un triciclo all'interno

perche' era cosi' grande.

E quando lo aprivi trovavi un'altra scatola

piena di nastri luccicanti.

Ed infine...

ti imbattevi nel regalo.

Ed era... un piccolo oggetto

che poteva essere qualcosa di normalissimo

ma dopo aver tolto

tutto quell'incarto...

sembrava la cosa piu' splendente e brillante del mondo.

E quanto delicata sembrava, quanto fragile, quanto preziosa.

E i miei amici ed io eravamo i delicati, fragili

e preziosi bambini.

E l'avevamo sempre saputo, lo sapevamo

dal modo in cui ci vestivano.

La biancheria soffice sopra i nostri letti.

I calzini soffici per proteggere i nostri piedi.

La mia cara mamma ci diceva sempre

"State molto attenti,

non andate a giocare alla stazione ferroviaria

quello e' un brutto quartiere.

Le persone per bene sono radunate nel nostro quartiere

un buon quartiere

ma giu' alla stazione e in altre zone

erano radunate le persone pericolose."

E quelli erano i quartieri che dovevamo evitare, brutti quartieri, posti pericolosi.

E li evitiamo ancora. Tutti i miei amici. Brutti quartieri.

Le persone che vivono in posti del genere potrebbero ferirti, colpirti, accoltellarti.

Ucciderti.

Cattive persone raccolte in questi quartieri

come l'acqua nelle fognature.

Ho sempre evitato i posti pericolosi

e sono dovuta tornare qui lo stesso.

Devo essere rinchiusa nel pavimento di un bagno in un povero Paese

dove non ci sono libri scritti nella mia lingua

ed essere costretta a leggere

quel monotono volume della storia della mia vita?

Non sono sicura del perche'

qualcosa ha cominciato a cambiare in me uno o due anni fa.

Ho cominciato a notare certe cose

a cui prima non avevo fatto caso.

Forse...

e' cominciato tutto il giorno in cui sono andata in quella galleria d'arte.

Vedi, tesoro, i ricchi sono maiali. e' molto semplice.

- Cosa? Tutti? - Proprio cosi'.

Quella donna era senza dubbio inferocita

e faceva molti commenti oltraggiosi.

Continuava a parlare dei ricchi.

Sto dicendo che

nei termini del ruolo che interpretano nella societa' sono tutti uguali.

Conosco persone povere che sono orribili

e conosco molte persone ricche molto piacevoli.

Non me ne frega un cazzo se sono piacevoli.

Sto dicendo che quello che fanno al mondo

il ruolo che interpretano, opprime i poveri.

Se sono cortesi con i loro domestici devono esserlo anche con i cani

con i loro amici e con chiunque altro.

La classe dominante e' la classe dominante.

Conoscevo quelle parole e quelle frasi da tutta la vita

ma non avevo mai conosciuto persone che le utilizzassero davvero.

E da quel momento, in ogni posto in cui andavo

mi imbattevo in persone che dicevano lo stesso genere di cose

che aveva detto la donna alla galleria.

Forza, coraggio, cogli l'occasione.

Sfrutta l'occasione, che cazzate.

Ma un giorno...

di sicuro, un giorno...

avranno quello che si meritano.

Ho cominciato a pensare che forse stavo andando fuori di testa.

Pensavo di essere pazza.

Stava succedendo davvero?

Comprano tutto quello che c'e', quegli avidi bastardi.

Erano tutti comunisti ora? Tranne me?

Ma il Comunismo e' morto da un bel pezzo.

E sembra che nessuno abbia niente da ridire.

Quindi chi erano tutte queste persone che continuavo ad attirare?

Un giorno trovai un regalo anonimo

davanti la porta di casa mia.

Era uno scherzo?

Facevano sul serio?

E chi l'aveva spedito?

Piu' tardi, quella sera, cominciai a sfogliarlo.

L'inizio era incomprensibile.

Non riuscivo a capire.

Ma quando arrivai alla parte che riguardava le vite dei lavoratori

i bambini lavoratori, gli operai delle fabbriche

cominciai a sentire che il mio respiro stava improvvisamente rallentando.

Com'era arrabbiato

pagina dopo pagina.

Poi tornai a un paragrafo precedente

e trovai una frase che avevo gia' sentito prima.

Una specie di frase strana, brutta e disturbante.

"Il feticismo dei beni".

Volevo capire quell'espressione ma mi rendevo conto

che per farlo tutta la mia vita probabilmente sarebbe dovuta cambiare.

Spiegava che ogni singola cosa aveva una sorta di valore

espresso dal suo prezzo.

Questa tazza di caffe', questo montone, questa giacca.

Ogni cosa valeva una certa quantita' di soldi o un certo numero di altre cose.

Diciamo che una giacca ha un certo valore

come se credessimo che la giacca

anche se fatta solo di tessuto

avesse una sua anima.

Come se la giacca fosse un feticcio

con uno spirito vivente.

Ma cos'e' che determina il vero prezzo della giacca?

Il suo prezzo deriva dalla sua storia

dalla storia di tutte le persone che sono state coinvolte a produrlo e venderlo

e da tutte le particolari relazioni che hanno avuto.

E se compriamo la giacca

creiamo delle relazioni con tutte queste persone.

E ancora cerchiamo di nascondere queste relazioni per la nostra coscienza

facendo finta di vivere in un mondo dove le giacche non hanno una storia.

Dove cadono dal cielo con tanto di prezzo gia' incluso.

"Mi piace questa giacca" diciamo, "non e' costosa".

Come se fosse un fatto della giacca

e non la fine della storia di tutte le persone che l'hanno fatta e venduta.

Per due giorni non vidi altro che il feticismo dei beni

attorno a me.

Era una strana sensazione.

E poi il terzo giorno la persi.

Scomparve, non lo vedevo piu'.

- Sta aspettando da molto? - Da quasi mezz'ora.

- Forse c'e' qualche problema. - Gia'.

- Quegli orecchini sono meravigliosi. - Oh, la ringrazio.

Hanno una scritta? Cosa dice?

Beh, suppongo...

La traduzione piu' fedele sarebbe

"le persone unite non saranno mai sconfitte".

The Fever subtitles in other languages

Komentar

No comments yet. Be the first to leave one.

Keep it about this subtitle — sync, quality, typos.500 characters left