Le prime 200 righe.
Mettiamola in punta.
Ecco.
Mettiamola qui.
Mannaggia!
Ecco il gancetto. Uno, due...
Va be', lo facciamo domani.
- (Concierge) Così può bastare. - "Può bastare" lo dico io!
Non può bastare. Addobba!
Voi giovani volete tutto e subito. Zero spirito di sacrificio.
Guarda qui, quanto è vuoto! Addobba.
La metti rossa? Un po' di armonia!
Cromatica. Bravo, blu!
Forse era meglio rossa. Vai, addobba!
Cosa hai fatto oggi? Niente!
Qui è vuoto!
- Perché hai spento la radio? - Possiamo sentire roba più moderna?
Sì.
Sentite questa.
- Chi è questo tizio? - Si chiama Fabiano.
Ha 2 milioni di follower. Guarda, mamma.
Vediamo. Ho capito chi è. È bellissimo!
- Sì, è bellissimo. L'hai visto? - Io lo amo.
Chiara, non scherzare!
Sono passati 40 anni!
L'albergo non è mai andato così bene.
Vogliono venire tutti qui. Inglesi, francesi, tedeschi.
Vogliono venire tutti qui.
Ti avevo promesso che avrei tenuto duro, e così è stato.
- (gridando) Signor Lorenzo! - Mamma mia!
L'ho sempre detto che lei, sotto sotto, è un tenerone.
Cosa dici? Perché mi devi spaventare ogni volta?
Non bisogna vergognarsi di esprimere i propri sentimenti.
Stavo pulendo le foto perché sono tutte impolverate.
Aprirsi è importante. Sembra un segno di debolezza, ma non è così.
- Perché ti siedi? - Continui, io la ascolto.
Mi piace quando lei si sfoga.
Parlo da solo e tu stai a sentire?
- Sto zitto. - Non dovevi dirmi qualcosa?
- È arrivata la sua famiglia! - Ti pare poco?
Nonno!
Ciao, come sei diventata bella! Come sei cresciuta!
Siediti qui, dai.
- Visto? - È più alta di me.
Ci voleva poco.
- Com'è andato il viaggio? - Bene.
- Dove sono mamma e papà? - In camera.
- (Otto) In camera. - Sai tutto, fai da "contro voce".
Dopo mi racconti tutto. Stasera ho una "sorpresona" per te.
- Che sorpresa? - Che tipo di sorpresa, signor Lorenzo?
È una "sorpresona" per te.
- Che tipo di sorpresa? - Non posso svelarla.
Altrimenti non è più una sorpresa.
Se non ti piace, devi dirmelo.
D'accordo, promesso.
Promesso.
- Vado a pulire i quadri. - Bravo.
Vedi tu.
È sempre un piacere tornare qui.
Cosa cerchi?
Gli orecchini di mia madre.
Non li trovo più.
Li hai dimenticati a casa?
È la prima cosa che metto nel beauty.
Vedrai che li troverai, amore. Senti, io vado.
Porto Chiara a pattinare. Poi facciamo un giro alle bancarelle.
Nessuna delle due. È andata dal nonno e ha detto che andava dai suoi amici.
Come? Dai suoi amici?
Non li vede da quest'estate.
Ma ogni volta che arriviamo, io e lei andiamo a fare un giro in paese.
È tradizione.
Quest'anno dovrai farne a meno.
Ha detto anche che don Michele aveva un incarico importante per lei.
Da quando don Michele viene prima di suo padre?
Sei geloso?
Di don Michele? Ma dai!
No, dei suoi amici! Di quel Fabiano.
No, figurati!
È meglio che ti abitui.
Ti vedeva come un re, fra un po' ti vedrà come un tiranno.
Sta crescendo.
Ha bisogno dei suoi spazi.
Se ci tieni alle tradizioni, perché non mi aiuti a cercare i miei orecchini?
Li metto ogni Natale da 20 anni.
Vorrei proprio sapere qual è questo grande l'impegno di don Michele.
- Chiara. - Zitto!
Non possiamo parlare, soprattutto tu che sei un asino.
Perché io faccio l'asino e Giorgia fa San Giuseppe?
Abbiamo sorteggiato i ruoli.
- Domani li cambiamo. - Va bene.
Io e Giorgia faremo il bue e l'asinello, voi Maria e Giuseppe.
- D'accordo, ma lui fa Maria. - No! Tu fai Maria.
Io ha avuto l'idea di cambiare ruoli!
Ragazzi! Cos'è questa "caciara"?
Devo fare i provini. Per favore!
- Che belle bambine! - Buongiorno.
- Come si chiamano? - Vanda e Iris.
- Vanda Osiris? - No, Vanda e Iris.
- Entrambe figlie sue? - Sì.
Bene. Però cerchiamo un Bambino Gesù.
- Gli facciamo fare gli angioletti. - D'accordo.
- Volete fare gli angioletti? - Grazie.
Prego. (fra sé) Vanda, Ines.
Buongiorno.
- Cerchiamo il Bambino Gesù. - Lo guardi.
Come fa a farlo? Il Bambino Gesù è piccolo così.
Lo faccia provare! Guardi che bel musetto.
Riesci a diventare piccolo? Non credo.
Lo guardi bene!
- Gli facciamo fare... - Cosa?
Ponzio Pilato. Te la senti?
- Buongiorno, Ponzio Pilato. - Grazie!
Grazie. (al figlio) Ponzio!
- Buongiorno. - L'abbiamo trovato!
Eccolo qua. Come si chiama il bambino?
- Antonio. - Farà Bambino Gesù.
Forza, signori. Per cortesia, questo è suolo pubblico.
- Circolare! - Non abbiamo finito.
Circolare! Andiamo. Anche voi, bambini. Per favore, andate a casa.
- Forza. - Cosa succede?
Raccomandata del comune nella persona del sindaco Zambonai.
- Ah, ma questo sindaco... - È una raccomandata.
Roba da matti!
Perfetto. (legge) "Video mapping", "spatial augmented realistic".
Perfetto!
È esattamente quello che stavo cercando.
È nuovo.
Bravo, è una bomba. Ci siamo.
Però...
...non vedo il preventivo.
Ah, c'è un altro foglio?
Scusi, deve esserci un refuso.
Nessun refuso?
Deve rendersi conto che per una piccola amministrazione come questa...
...una cifra di questo tipo ha un peso non indifferente sul budget.
Ma sì! Chi se ne fotte del budget?
Qua la mano! Affare fatto, "bro".
Sindaco! Mi stanno davvero venendo "i cinquanta minuti".
Don Michele.
- Vattene! - Come si permette?
- Deve spiegarmi cos'è questo. - Calma.
Mi sembra tutto molto chiaro.
Il comune revoca l'autorizzazione a occupare suolo pubblico...
...per il presepe vivente.
Cosa non è chiaro?
Vuole abolire il presepe vivente, una tradizione secolare, "milionaria"?
No, non aboliamo niente.
Semplicemente lo ripensiamo.
Come sarebbe?
In chiave moderna, più "smart".
Ho qui un consulente "top di gamma", don Michele!
"Top di gamma"!
Noi faremo un lavoro di video mapping sulla facciata del municipio.
Annunciazione, viaggio a Betlemme, nascita, adorazione dei pastori.
Non quei quattro poveri bambini infreddoliti in una grotta di cartapesta!
Se un padre "si sveglia" e chiama gli assistenti sociali, siamo nei guai!
Quando fanno il presepe vivente, i bambini si divertono!
I bambini giocano, ridono con parenti, amici, zii, nonni!
Vengono dall'estero!
Perché è una tradizione secolare, "milionaria"! È un simbolo!
I simboli vanno aggiornati.
No! Lo dice la parola stessa, "simbolo".
Dobbiamo svecchiare questo paese, don Michele.
Non dobbiamo svecchiare niente!
Dobbiamo liberarlo dalle cose polverose.
Le cose antiquate, obsolete!
Faccia attenzione a quel vaso. Ci tengo molto.
- Cosa fa? - È caduto.
- È di epoca Maya! - Pensavo che fosse "smart", moderno.
Non è moderno? Peccato.
Pazzo!
Cosa me ne faccio, adesso?
Come ti sembra?
Non è scarso.
Certo, io alla sua età cantavo molto meglio.
Ma molto meglio!
Mi chiamavano "il Peppino di Capri delle Dolomiti".
- Chi è? - Non sai chi è Peppino di Capri?
- Fai la brava! - Comunque, qual è la sorpresa?
- Questa sorpresa... >- (Giacomo) Ehilà.
- Sta arrivando tuo papà. - (Giacomo) Eccoci.
Ce l'abbiamo fatta, finalmente.
- Come va? - Bene.
- Ciao, "papone". - Mi toccate dappertutto!
No, lì è occupato, scusa.
- Che dici? - Mettiti là.
- Questo è il mio posto. - Ogni Natale mi viene il torcicollo.
Tra te e lei... Mettiti là davanti, ti vedo meglio.
Che ti costa? Fammi un favore.
È uguale.
- Giusto? - (Giacomo) Ma sì, vieni.
- Perché c'è un posto in più? - Be'...
Otto cena con noi?
- Figurati! - Grazie, signor Lorenzo.
È un onore. È la prima volta che ceniamo insieme.
Arrivi sempre all'improvviso! Cosa fai?
- Ha detto, "Otto cena con noi". - L'ha detto lei per fare un esempio.
Ho capito male.
Comunque, mi fa piacere che sei qui anche tu.
Voglio farvi un discorso.
Venite a trovarmi tutti i Natali e sono veramente felice.
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