Wolfy

Wolfy (Волчок)

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Informazioni sulla release

Volchok (Wolfy) 2009 Vasili Sigarev iTA
Un commento di Sobrio Subber Productions
https://sobriosubber.blogspot.com

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Pubblicato il: 2019-07-09
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Sottotitoli per non udenti: No

Anteprima dei sottotitoli in Italian

Le prime 200 righe.

Sono nata in un paese ai margini di una grande città.

La città era chiamata "La Città"

..ed io non seppi il suo nome finchè non compii 12 anni.

Ora non è importante.

Sottotitoli a cura di Mac Guffin

- Hai corso abbastanza? - Ough!

Perché hai tagliuzzato la donna?

Sono veloci.. Perché cazzo hai tagliuzzato quella signora?

- La-la-la! - Ecco la-la!

Ehi l'ha davvero sfregiata. Non era solo una rissa tra ubriachi?

Che hanno detto i tuoi colleghi?

Hanno detto che è stato a causa di un uomo. Io non ho tempo per gli interrogatori.

Che razza di uomo dev'essere.

Lei è tutta tagliuzzata. Le è uscito fuori un occhio.

- Cazzo! Che è successo alla mano? - Ha spaccato tutte le finestre che c'erano.

Ora sei proprio incasinata..

Non potevi limitarti a picchiarla se il signore era così bello?

- Il bambino sta uscendo. - Cosa? Sei anche incinta?

- Perché hai corso allora? - Il bambino sta uscendo.

Stiamo parlando con te guardaci!

- Di quanti mesi? - Il bambino sta uscendo.

- Mettiamola in macchina. - Ma non lo vedi dice cazzate.

Ti ho detto di prendere la macchina.

Sono nata in mezz'ora insi e me alla mia prima polmonite.

Non potei essere presente in tribunale dove sarei dovuta servire...

..da circostanza attenuante.

Ecco perché vidi mia madre per la prima volta quando avevo 7 anni.

Vieni! Dannazione! Sciocchina!

Hop-hop-hop! Andiamo portaci del cibo!

- Cosa? - Prepara la tavola.

Oh! Ti ho portato un regalo.

Ecco!

- Cos'è? - Lo fai girare sul tavolo.

- Così? - Dopo dopo dopo.

Ecco come vidi mia madre per la prima volta e me ne innamorai all'istante.

Lei era bellissima allegra e profumava come un vagone ristorante.

Poi mamma raccontò a nonna di come incontrò zio Kolya

mentre zio Kolya dormiva.

L'ho incontrato sul treno.

Stava tornando dal Nord dopo il suo turno.

E tra una cosa e l'altra sembrava fosse amore.

Siamo rimasti nel vagone ristorante tutto il tempo e poi è uscito con me.

"Non torno a casa resto con te" - ha detto.

- Divorzierò etc etc. - Se Dio vuole.

- È rimasto. Ci siamo spogliati e abbiamo sancito un accordo.

Se Dio vuole.

- Ha dei soldi. - Se Dio vuole.

Li ha li ha.

Guarda questa catena. E lui beve solo cognac.

Poi mamma e nonna portarono zio Kolya a letto.

E poi io mamma e zio Kolya abbiamo dormito.

Cosa?

- Voglio farlo Lucie. - "Lucie"?!

- E chi? - Che cosa vuoi?

- Ne ho bisogno è tremendo facciamo una volta.

Dovrai fare a meno di "Lucie".

- Oh andiamo. Solo una! - Levati dalle palle!

Solo una andiamo solo una!

Andiamo... Ecco... Così! Così!

Così?

Hai fatto solo un casino. Stronzo!

E poi zio Kolya si svegliato.

Hey. EHY!

- Dove mi trovo? - A casa nostra.

Che città è?

Oh Kolya è sveglio! Vuoi del latte?

Che maledetto latte? Dove sono i maledetti soldi?

- Quali soldi? - I miei maledetti soldi.

- Quali soldi? - Ridammi i miei soldi cazzo.

- Quali soldi? - Soldi vacca!

- Modera il tuo linguaggio di fronte alla bambina!

- Ti faccio vedere io il linguaggio cazzo!

Ridammi i miei soldi!

Ora vestiti e sloggia! Supereroe.

Soldi! Ora!

- Signore non picchiarla per favore! - Vattene!

- Non toccare la bambina! - I miei soldi!

Hey tu! Non toccarmi!

- Hey tu! - Dove sono i soldi?!

" Eh' tu! - Soldi!!!

Questo è sangue?

Sto morendo cazzo?

Hey stronzo! Alzati!

Eh? stronzo!

Mamma! Mamma!

Mamma!

Che hai in mente stronzo? Mamma!

- Che c'è? - Sta morendo non vedi.

- "Morendo"? Ieri notte stava bene. - Beh guardalo adesso.

- Oh è finita. - Cosa - "finita"?

- È finita! - Non "finirla" qui stronzo!

Trasciniamo questo stronzo al pronto soccorso.

È finita!

- Non dirmi queste stronzate! - Trasciniamolo.

Come? Per le gambe!

Stronzo!.. Razza di stronzo!

- Portiamolo... - Ci sono i miei vestiti là dentro.

- Dove? - Prendigli i vestiti.

- E la borsa. - Prendi la borsa.

C'è rimasto niente di mio? C'erano anche dei soldi.

- Cosa sei? Un cigno morente. Azati! - Non posso.

- Mamma prendi l'ascia. - Perché l'ascia?

- Lo taglieramo a pezzi. - Cosa?

- Vivo? - Vivo.

Vuol dire che morirà allora. Mamma prendi l'ascia!

L'ascia mamma l'ascia! Se ne sta andando!

Se la sta svignando! L'ascia mamma!

È cos' che zio Kolya smise di essere mio padre.

Rapidamente e senza altre preoccupazioni.

Lasciò dietro di sè soltanto la macchia sul pavimento

che nonna tolse con uno straccio.

Anche se dopo zio Kolya ci fu zio Slava.

- Perché fai così con l'asciugamamo? - Così non faccio male a tua madre.

Dopo zio Slava ci fu il grasso zio Tolya.

Prenditi il tuo vestito!

Dopo di quello ci fu zio Igor.

Poi ci furono altri zii.

E dopo di quello mamam iniziò a farsi vedere a casa sempre di meno.

Venne con una macchina e ci portò caramelle gommose e uva passa.

A volte anche del latte condensato.

Succedeva circa un paio di volte la settimana ma io aspettavo ogni notte.

Sedevo alla finestra e premevo il bottone della lampada da tavolo

così mamma avrebbe visto che ero sveglia. Che stavo aspettando.

A volte il segnale non funzionava.

A volte invece sì.

- Cosa stavi facendo? - Ti stavo aspettando.

- Cosa per tutto il tempo? - Ho anche mangiato il porridge.

"Mangiato il porridge". Andiamo dentro.

- Resterai? - Naturalmente.

E la macchina può anche andarsene adesso. Vai vai perché resti ferma li?

- Ora se ne andrà. - Se ne deva andare.

- Lo farà lo farà. Vuoi del latte condensato?

Solo con te.

Vattene ora non mi senti. Altrimenti...

Lo vedi questo? Vattene.

- Guarda cosa so fare. - Vedo Vedo.

Allora vuoi distrarla?

È ora di andare a lui non piace aspettare.

- Perché non rimani? - Te lo sto dicendo.

Bene allora vai.

- Dove vai di nuovo? - In bagno.

- Va in bagno. - Vengo con te.

Resta seduta. Tieni mangia la tavoletta di cioccolata.

- Non è neanche una tavoletta di cioccolata. - Per te niente è cioccolata. Seduta ho detto.

Cosa vuoi dire - non è una tavoletta di cioccolata. Certo che è una tavoletta di cioccolata.

- Non è una tavoletta di cioccolata. - Sì che lo è!

Tu sei una tavoletta di cioccolata.

Resta seduta sciocchina!

Seduta e ferma ho detto!

Poi nonna è venuta e mi ha riportata a casa.

Casa dove non c'era nulla tranne

caramelle gommose latte condensato nonna e la lampada

i cui click continuavano a risuonarmi in testa.

E un giorno non ho più voluto aspettare.

- Sei malata? - No.

- Cosa stavi facendo? - Mangiando porridge.

- Tutto qui? - Tutto qui.

Ti ho portato un riccio. Guarda.

Lo lascio nella stanza. Lascialo gironzolare.

Non mi serve un riccio.

Non mi serve un riccio. Non mi serve un riccio.

Non mi serve neanche un riccio. Non mi serve neanche un riccio.

Non mi serve neanche un riccio! Non mi serve neanche un riccio!

Non mi serve neanche un riccio. Non mi serve neanche un riccio.

Non mi serve neanche un riccio. Non mi serve neanche un riccio.

Non mi serve neanche un riccio. Non mi serve neanche un riccio.

Non mi serve neanche un riccio. Non mi serve neanche un riccio.

Cos'hai fatto al mio riccio cos'hai fatto al mio riccio !

Scemo scemo!

Prendi questo prendi questo!

Prendi questo prendi questo!

- Cos'è questo? - Lei è la madre?

- Cognome! - Di chi?

- Il tuo! Arachide? - No.

- Allora cosa c'è? - Sono io quello che l'ha portata qui?

- E chi allora? - Non lo so.. delle persone.

- Quali persone? Cognome! - Di chi?

- Delle persone! - Come posso saperlo? Gliel'ho chiesto?

- Scoprilo. - Come? Le persone sono persone.

Come ti pare hai capito?

Verrò qui domani se non l'hai scoperto

vedrai cosa succede hai capito? Andiamo.

- E se fosse stata investita da un treno?

Non sono affari tuoi! Andiamo!

Sei impazzita? Sei completamente fuori di testa!

Lasciatemi in pace voi due! Sono giovane cazzo!

Voglio vivere cazzo!

Vivere cazzo vivere vivere!

Cazzo!

Quel giorno io e la nonna andammo al luna park in città.

E la sera quando tornammo la mamma era a casa.

Sei tu?

Un altro che l'ha buttata fuori. Chi vuole avere a che fare con una pazza simile.

- Dove vai? - Non c'è più bisogno che vieni qui.

Non sono affari tuoi.

- Che cosa vuoi? - Non c'è più bisogno che vieni qui.

- Non sono affari tuoi hai capito? - Non ho capito niente.

- Non venire più qui. - Basta levati dalle palle.

Verrò quando ne avrò bisogno.

- Allora io ti colpirò con un bastone.

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