Le prime 200 righe.
Nell'estate del 2017,
ho ricevuto tre scatole
da Maury Terry, un giornalista investigativo.
Nella sua vita, Maury ha scandagliato le pieghe più oscure del crimine.
Un uomo ha ricostruito una nuova dinamica degli omicidi,
il giornalista Maury Terry.
- Oggi è con noi Maury Terry. - Diamogli il benvenuto.
Ma un caso continuava ad ossessionarlo.
Furono alcuni dei crimini più terrificanti della storia di New York.
A New York continua la ricerca del killer della calibro .44,
una delle più grandi cacce all'uomo della città.
Ha seminato il terrore sparando a 13 persone e uccidendone sei.
Il killer ha sfidato le autorità in due missive
in cui si firma "Il Figlio di Sam".
La polizia sa che la gente è arrabbiata e ha paura.
La polizia crede che quest'uomo sia il Figlio di Sam.
Il suo nome è David Berkowitz.
Per i newyorkesi, fu la fine di un incubo.
Ma per Maury, era solo l'inizio.
Maury intuì qualcosa che nessun altro aveva intuito.
Fu molto più della storia di un omicida reo confesso.
Il Figlio di Sam è ancora libero.
Il pericolo è reale.
Maury aveva intuito cose che erano ignote ai più.
Queste persone praticavano dei rituali. Bevevano sangue.
Era una grande organizzazione.
Il loro credo consisteva nel seminare caos e terrore.
E, cosa più importante, era reale.
C'è un legame tra gli omicidi di Manson e quelli del Figlio di Sam?
Restavano molti interrogativi aperti,
ma il caso fu dichiarato chiuso.
Voleva che il mondo sapesse la verità. Divenne un'ossessione.
Scavò il pozzo della verità e alla fine, ci rimase dentro.
Maury uscì un po' di senno.
Sapevo che c'erano delle incongruenze
nel caso di David Berkowitz.
- Ne era convinto. - Può provare che aveva torto?
No. È questo il punto.
Ci sono voluti anni. Ho seguito molte piste, vicoli ciechi,
e ora siamo giunti a una conclusione.
Il suo lavoro di una vita era in quelle scatole.
E la risposta a questo mistero e alla sua ossessione
giaceva lì, da qualche parte.
Ignorano la verità che si cela dietro il caso.
Sì, ma è una verità che conduce a odio e distruzione.
E una volta addentratisi in questa storia, è impossibile uscirne.
UNA DOCUSERIE ORIGINALE NETFLIX
Buonasera.
Ogni sera, in questo paese,
dai 70 agli 80 milioni di americani si siedono davanti alla TV,
e per molti di loro, la diversione serale si tinge di noir.
E in quelle avventure, anche i casi polizieschi più intricati
si riducono a una durata di 30 minuti o un'ora.
Nella vita reale, non è così.
Era l'estate del 1977.
Un'estate che ricorderò per tutta la vita.
Avevo quasi 31 anni e lavoravo nei sobborghi di New York
come redattore per la rivista aziendale dell'IBM.
In città regnavano la confusione e un senso di oscuro presagio.
Ero inquieto, cercavo risposte.
Non immaginavo che la mia curiosità mi avrebbe trascinato
in una delle più assurde e terrificanti esperienze mai vissute,
un caso folle che avrebbe cambiato la mia carriera e la mia vita,
per sempre.
A causa della crisi, New York è afflitta dall'impennata del costo dei prestiti,
dall'aumento del tasso di disoccupazione e da un calo delle entrate.
Gli abitanti di New York sentono dirsi continuamente
che è la città più sporca, caotica e infestata da topi e crimini del Paese.
E che se avessero del sale in zucca, se ne andrebbero.
Prostitute, tossicodipendenti, occupazioni abusive
e crimini di ogni genere affliggono la città.
In quel periodo, lo stato di New York versava in condizioni penose.
La città, i quartieri, erano in uno stato di degrado.
Non era il posto migliore in cui vivere, ecco.
L'anno scorso sono stati denunciati quasi 11.000 crimini.
Uno per ogni 15 abitanti.
Quattromila persone sono state aggredite, rapinate, stuprate o uccise.
Voglio ammazzare uno.
Lo ammazzo.
- Non... - Lo ammazzo.
Per la polizia, era una situazione insostenibile.
Rapine, omicidi, rinvenimenti di cadaveri...
la situazione stava per diventare ingestibile.
New York era nota come "la città del divertimento".
Ma per i sindacati di polizia e pompieri, ora New York è "la città della paura".
Il sindaco Abraham Beame intende licenziare 10.000 poliziotti,
pompieri e agenti di sicurezza
per superare la crisi economica cittadina.
SBIRRI A CASA!
Non si assumevano più poliziotti.
C'erano tagli del personale e delle ore lavorative.
Insomma, era un momentaccio.
Poi, in un momento già difficile, in cui la città era vulnerabile,
qualcuno si mise a sparare.
29 luglio 1976.
Donna Lauria, 18 anni,
era in auto con Jody Valenti, di fronte a casa sua.
Raggiunta da due proiettili sparati fuori dal finestrino, è morta sul colpo.
Mia moglie ha gridato: "Le hanno sparato!"
Sono uscito, ma lei era già morta.
Non c'era nessuno in giro. Mia figlia aveva 18 anni.
Ed è questo che mi strazia: solo 18 anni.
RAGAZZA UCCISA IN AUTO NEL BRONX
Sparare a qualcuno senza un motivo...
fa clamore, ma a New York, succede spesso.
Quindi non stranì nessuno.
E poi successe ancora.
AEROPORTO DI LAGUARDIA 23 OTTOBRE 1976, 3 MESI DOPO
Era un venerdì sera come tanti.
Il bar brulicava.
La gente beveva, si divertiva.
Rosemary entrò nel bar.
Ci stavamo frequentando, quindi ce ne andammo insieme.
Erano circa le due meno un quarto.
Salimmo sulla sua auto e ci fermammo davanti a casa sua, sulla 159esima.
Ci stavamo fumando una canna.
E all'improvviso,
fu come se l'auto fosse esplosa.
I finestrini esplosero.
I frammenti di vetro mi si conficcarono nelle mani.
Urlai: "Metti in moto. Andiamocene!"
Mi svegliai alle 4 di mattina.
Avevo la testa avvolta in metri e metri di garza
e mi scoppiava.
Arrivano due ispettori.
Uno di loro dice: "Chiamo i tuoi?"
E io: "Se torno entro le 7:00, mia madre non si accorgerà che non c'ero".
Lui mi dice: "Figliolo, ti hanno sparato in testa.
Oggi non torni a casa".
Erano aggressioni prive di un movente.
Il movente non era né il furto né altro.
Erano omicidi gratuiti.
Due giorni dopo il Ringraziamento, all'una del mattino,
Donna DeMasi e Joanne Lomino erano sulle scale
della casa di Joanna, a Bellerose.
L'assassino spara.
Colpisce Donna al collo e Joanne nella schiena.
Sopravvivono entrambe, ma Joanne Lomino resta paralizzata.
Dopo quell'aggressione,
la polizia richiese un identikit.
In genere l'identikit rappresenta fedelmente
i tratti somatici di chi poi viene catturato.
Succede mai che non lo rappresenti affatto?
Non spesso.
Spesso sono molto fedeli all'originale.
Le vittime erano sempre giovani.
Coppie che cercavano un po' di privacy in luoghi appartati.
Ed erano aggrediti indiscriminatamente.
30 GENNAIO 1977 2 MESI DOPO L'ULTIMA AGGRESSIONE
Christine Freund, 26 anni, è stata uccisa
senza un motivo apparente.
Ho sentito un'esplosione
e mi sono girato immediatamente.
Chris si è accasciata su di me.
L'ho afferrata e ho iniziato a urlare: "Chris!"
Per la polizia non c'è un motivo.
Nessun sospettato. Nessun movente.
Lavoravo nella 15esima Squadra Omicidi, nel Queens.
Ci dissero che c'era stato un omicidio
fuori dalla stazione di Forest Hills.
Vidi i danni provocati dagli spari.
Le dimensioni del proiettile sul cruscotto dell'auto erano insolite.
Avevo visto proiettili di ogni tipo,
ma mai uno di quelle dimensioni.
Non sapevo cosa pensare.
È la seconda aggressione di questo tipo verificatasi negli ultimi mesi.
Non sappiamo ancora se ci sia una correlazione.
8 MARZO 1977, CINQUE SETTIMANE DOPO
Era buio pesto. Ho visto gente accalcarsi in un punto.
Poi ho intravisto un corpo per terra, immobile.
Una bella ragazza, nel pieno della gioventù. Uno strazio.
Virginia Voskerichian, 19 anni. Studiava alla Columbia University.
Uccisa sulla via di casa.
È stato un colpo sparato a bruciapelo.
Virginia è caduta sul marciapiede.
Il sangue le sgorgava dalla ferita sul volto.
Questa è una zona con un basso tasso di criminalità.
Lo pensavo anch'io.
È una bella zona. Mi piace vivere qui.
- Ma quando ci sono due aggressioni... - Due aggressioni?
Mi riferisco all'aggressione di un mese fa.
È successo proprio qui, dietro l'angolo.
Qualcuno ha ipotizzato una possibile correlazione
fra questo omicidio
e quello della sig.na Freund, del 30 gennaio.
Le indagini condotte finora non avvalorano
l'ipotesi di una correlazione fra le due aggressioni.
Ho cominciato a vederci chiaro
quando il perito balistico ha chiamato
confermando un riscontro.
L'arma usata era una Charter Arms calibro .44.
Era la stessa pistola.
Quando l'ho sentito, ho detto: "Oddio.
Questa è una circostanza insolita."
Destò paura e sospetti e un senso di allarme.
Abbiamo rilevato
che in tutte le aggressioni è stata usata una calibro .44.
Perciò il sindaco esorta chiunque abbia delle informazioni
su persone in possesso di una calibro .44, a mettersi in contatto con noi.
Al tempo pensammo si trattasse di un serial killer.
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