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- Buongiorno, madre. - Buongiorno.
Mi raccomando. Grazie, sorella. Vai!
- Carica questo bancale per ultimo. - Va bene.
Tu fai il carico delle 8.30, stasera.
Ci vogliono due ore. Io stacco alle otto.
Prima carichi e poi stacchi.
Guido, che cazzo fai?
Che cazzo stai facendo? Scendi.
Era tanto difficile? Non sei adatto a questo lavoro.
- Anche lei ha rischiato di ribaltarlo. - Ma non l'ho ribaltato. Puoi andare.
- Mi licenzia così? - Non sai usare la macchina, non mi servi.
Allora? Tornate a lavorare.
Guido.
Buonasera.
- Non c'è Viktor? - No, oggi ci sono io.
- Tu chi sei? - Sono un'amica.
Lui dov'è?
Viktor è tornato al paese, è morto suo zio.
Mi dispiace, ma poi torna?
Suo zio, no.
Ecco.
- È per me? - Sì.
- Io non ho chiesto niente. - Non è questo?
- No. - Scusa. Qual è?
Quello davanti a te. A sinistra.
- Sinistra. - Quello.
- Scusa. - Figurati.
Fra tre giorni Viktor torna, tranquillo.
- Grazie. - Viktor non c'è?
No, non c'è.
- Mi dai un litro di latte? - Certo. Ecco.
- Grazie. - Arrivederci.
- Viktor mi ha detto tutto di tutti. - Però con me hai sbagliato.
Sì, non capisco perché.
Qui c'è scritto che ti siedi sempre all'angolo, bevi whisky e...
Sembri un vecchio canotto sgonfio. Boh!
Non mi guardare così, lo ha scritto lui.
- Come ti chiami? - Rina.
- Rina, me ne dai un altro? - Certo.
Cazzo, stronzi!
- Guido! - Professore, ho sentito che non dormiva.
Avevo l'insonnia a vent'anni.
- Figurati ora! - Non è troppo alta la musica?
Nessuno ha mai protestato.
- Secondo me protestano, ma non li sente. - Non li voglio sentire.
Si è rotto il frigo, posso mettere questi nel suo?
Certo, entra.
- È inutile. - Che cosa?
Ci sono zone del tavolo da gioco che non vengono coinvolte quasi mai.
- Sempre se ti attieni ad alcune regole. - Quali regole?
La prima è non attaccare frontalmente un Paese più forte di te.
Diciamo che la palla numero 7 è la Germania e la 3, gli Stati Uniti.
Un'altra teoria politico-balistica.
Ora gioco con la 5, che è l'Italia.
Il Portogallo! È sempre un Paese povero a finire in buca.
Guarda.
Le industrie del tabacco, la farmaceutica, le banche.
L'industria delle armi! Quelle restano intatte.
- Non sono state toccate dalla manovra. - Quale manovra?
- Non ci credi? - No.
Prova tu. Sono schermate dalla 7 e dalla 3.
Figurati se Germania e Stati Uniti si fanno intimidire dall'Italia!
- Che dice, professore? - Prova tu se ci riesci. Prova!
L'obiettivo è fare cadere il pacchetto di sigarette?
Sì.
No! Stop!
Non puoi colpire direttamente le industrie forti come il tabacco e la farmaceutica.
- Non sono Paesi potenti. La regola-- - Sono diverse le regole.
La seconda si rifà ai frattali. Sai che cosa sono?
No.
Il frattale è un sistema matematico che si ripete all'infinito.
Ha una struttura simile a quella del cavolfiore.
Se stacchi un pezzo di cavolfiore, quella parte nuova
- è identica al cavolfiore madre. - Professore--
Il sistema politico economico italiano è come un frattale.
Ripropone modelli già collaudati. Un cavolfiore!
Non puoi colpire direttamente l'industria farmaceutica o delle armi.
Non puoi, non è mai stato fatto.
Se vuoi farlo, deve essere in modo indiretto.
Però non otterrai niente.
Se la faccio rimbalzare, posso colpire la 7?
Puoi colpire indirettamente la Germania.
È quello che sto tentando di fare da stamattina.
- Hai perso la Grecia! - Va bene...
Poveri greci, sei proprio insensibile. Hanno già tanti problemi!
Io credo che l'unico modo sia la carambola.
Sì.
L'unico modo per toccare i poteri forti è mischiarsi, caro Guido.
Il disordine puro, l'entropia incontrollabile.
La carambola!
Io le voglio bene, ma lei è un pazzo complottista.
Sì, sono un pazzo complottista. Hai ragione, è vero.
Vieni, ti offro un bicchiere di liquirizia.
Così mi dici se è buono.
Lì c'è un posto per i complottisti come me.
- In Cina? - In Cina.
C'è un paese isolato dove il denaro non ha attecchito in modo così terrificante.
Il baratto è alla base dei rapporti sociali.
Un posto dove non ci sono soldi?
È un altro sistema che non ti esclude come il nostro.
- Chissà come si fa a stare nel sistema! - Non l'ho mai capito.
Non ci sono mai riuscito e non ci riuscirò mai.
- Quando ci siete stati? - Tre mesi prima che lei morisse.
Il mio primo viaggio con un passaporto italiano!
Se lei va in Cina, chi mi tiene la roba in frigo?
- Ti hanno assunto al magazzino? - Ancora no.
- Dai, Guido, prendili. - No.
Non puoi stare senza corrente elettrica. Dai!
- Sono troppi. - Centocinquanta euro sono troppi? Prendi.
- Appena posso, glieli restituisco. - Non ti preoccupare, li ho vinti.
- Ho scoperto un bar pieno di polli. - Grazie.
Scusi, ha da accendere?
Ricorda di pagare chi devi.
Buongiorno.
- Direttore. - Zegni, che piacere!
- Come va? - Tutto bene.
- La dottoressa Sala? - È uscita un attimo.
- Può aspettarla qui. - No, preferisco raggiungerla.
- Come vuole. - Grazie.
- Arrivederla. - Arrivederci.
Ti proporrei questo. Se ci riuscite, sono più contenta di voi.
- Ci ha fatto penare. - Dimmi.
Si chiama Sergio Gavarino, è un ingegnere.
Negli anni '90 ha lastricato i palazzi di metà Emirati Arabi. Ora è decaduto.
Debito contratto con noi nel 2009 di 260.000 euro.
Ne abbiamo visti solo 60. Non c'è stato niente da fare.
Abbiamo rinunciato la settimana scorsa.
A quanto me lo metti?
- Questa è serie A. - Quanto?
- A meno di 19.000 non posso. - Diciannove?
Il potenziale è altissimo.
Allora, fate fare il recupero dai vostri affiliati.
- Ti posso fare 16.000? - No. Sopra il 4% io non compro nessuno.
- Questa non è routine. Sono 200.000 euro. - Che forse non recupereremo mai.
- Figurati se tu non li recuperi! - Abbiamo una regola, il 4% o niente.
Va bene, il 4%.
Poi ho altri tre imprenditori interessanti.
Fammi vedere qualche impiegato, operaio. La gente sfortunata.
I morti in vita.
- Sai come la penso, lo zoccolo duro. - Di quelli quanti ne vuoi. Guarda qua.
Abbiamo un certo Pegollo Maurizio, operaio edile saltuario.
È indebitato per 30.000 euro per spese processuali.
Poi abbiamo i coniugi Massi, entrambi disoccupati, ma con due case di famiglia.
Hanno contratto due debiti in diversi periodi per la nascita di un figlio.
La gente è incredibile. Prima fa i figli, poi chiede i prestiti.
È roba da matti!
Guarda questa.
Quindicimila euro per andare in vacanza!
Va bene, tutti al 3%.
- Sai che sei tremendo? - Sì.
- Ciao. - Ciao.
Mi aiuti?
- Si è bloccata? - Sì.
Ecco qua.
- Ecco. - No, cazzo!
Mi dispiace, vieni a lavarti le mani.
- C'è il sapone. - Grazie.
- Ecco. - Grazie.
- Mi faccio un caffè. Lo vuoi anche tu? - Whisky?
- Whisky? Adesso? - Sì.
Certo, prendi.
- Faccio io? - Sì.
- Ecco. - Grazie.
Tutto bene?
- Sì, tu? - Sì.
Grazie. Scusa, devo scappare.
- Okay. Dove scappi vestito così? - Devo sistemare una cosa.
- Perché? Come sono vestito? - No, stai bene.
- Ciao. - Grazie.
Grazie a te per il whisky. Ciao.
Regolare un debito restituisce dignità.
Io non posso regolare il mio debito.
Allora ho capito male. Pensavo che lei fosse qui per questo.
Non vedo altre motivazioni possibili.
Non riuscirò mai a trovare i soldi. Ho altri debiti e ho perso il lavoro.
Questa è una cosa molto seccante, signor Rabaglia.
Di quale lavoro sta parlando? Se posso chiedere.
Magazziniere.
Magazziniere.
Come intende regolare l'impegno preso con noi?
Io voglio essere franco.
Non speri che questa somma le venga condonata.
- Certe cose non funzionano così. - Voglio lavorare per voi.
Lei vuole lavorare per noi.
Non ho soldi, posso solo darvi il mio tempo.
Lavoro gratis finché il debito non sarà estinto.
Ho visto come fate. Lo posso fare anche io.
- Ciao, Candy! - Ciao.
- Come stai? - Bene, tu?
Bene.
Guarda qui e dimmi se non sono il migliore tra i migliori.
- Ne ho portati a casa cinque su dieci. - Cinque su dieci? Bravo.
- Dillo forte, così sente chi di dovere. - Gli altri cinque?
Datemi un po' di tempo. Tre sono da convincere.
- Se mi date Angelo, vado subito. - Oggi non vai con Angelo, vai con lui.
- Chi è? - Quello in sala d'attesa.
- Chi cazzo è? - È uno nuovo, lo devi formare tu.
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