200 baris pertama.
LENFILM
Nel centenario della nascita di A.P.CEKHOV
LA SIGNORA COL CAGNOLINO
Tratto dalla novella di A.Cekhov
Anna Sergheevna — I.SAVVINA
Gurov —- A.BATALOV
Sceneggiatura e regia di losif KHEIFIZ
Fotografia - A.MOSKVIN, D.MESKHIEV
Scenografia - B.MANEVICH, I.KAPLAN
Musiche di Nadezhda SIMONJAN Fonico — A.SHARGORODSKIJ
Sottotitoli italiani di Giovanna Germanetto
Ah, Gurov! Come va?
— Cosa v'interessa? — Ma così, niente.
Ho dormito bene, chissà perché.
Dmitrij Dmitrievich, avete fatto caso?
Poco fa è passata una signora,
da cento baci, da leccarsi le dita.
Passeggia con un cagnolino bianco.
Ma, fare la sua conoscenza...
Nikodim Alexandrovich non può, è qui con la moglie.
E' portar legna al bosco. Signori, e perché no?
Ma così, tanto per dire. Massandre. Scolopendre. C'è da impazzire!
E' lei!
No, no!
Non morde.
A sì?
Si può dargli un osso?
Certo.
E' da molto che siete a Yalta?
Cinque... giorni.
lo sto per concludere la seconda settimana.
Il tempo passa velocemente. Eppure qui ci si annoia!
Lo si dice per abitudine che qui ci si annoia.
Un piccolo borghese se ne vive in qualche Belévo oppure Zhisdra,
Ià non si annoia e viene qui ed è subito :”Che noia! Che polvere!”
Ti fa pensare che sia arrivato da Granada.
Guardate che luce strana c'è sul mare.
L'acqua ha un colore violaceo.
Perché la giornata è stata molto calda.
A Mosca probabilmente c'è già la neve, tutti portano la pelliccia.
I cavalli fumano per il freddo.
Vi piace il suono delle campane a Mosca durante la settimana grassa?
Non so. A Mosca capito raramente.
Sono nata a Pietroburgo, ma mi son sposata a Saratov.
Ora abito là...
Già... da due anni.
Resterete a lungo a Yalta?
Circa un mese. Forse verrà a prendermi mio marito.
Anche lui vuol riposare un poco qui.
Vostro marito è in servizio?
Alla direzione dello zemstvo.
Alla direzione del governatorato.
Non ci sono direzioni di governatorato.
Nell'impero russo esistono le amministrazioni dello zemstvo.
Amministrazione, direzione... Faccio sempre confusione.
Ricordo solo che è un nome molto lungo.
Un tempo mi apprestavo a diventare cantante, ma poi ho rinunciato.
Ho a Mosca due case.
Lavoro in banca, anche se ho un'istruzione filologica.
— Capitano anche cose del genere. — Capitano.
Ora sapete di me assolutamente tutto.
— In verità, no, non tutto. — Cosa ancora?
Mi chiamo Dmitrij Dmitrievich Gurov.
Anna Sergheevna.
Buona notte.
— Hanno portato la posta? — E' arrivata.
Prego. Da Saratov.
Pronto.
Capisco! Due posti.
Prima classe, tutte le comodità, seduti colla faccia girata verso il cavallo.
Di spalle, è seconda classe. Prego.
In lei c'è qualcosa di penoso...
Di penoso.
Fermatevi.
E' già passata una settimana dalla nostra conoscenza,
a me pare che tutto sia avvenuto ieri.
Sta fermo.
Poco tempo fa non vi conoscevo.
Quando v'incontravo sul lungomare o nel parco,
pensavo :” Eccola di nuovo la signora col cagnolino”.
Mi pare che sia geloso.
— Devo andare. — Dove?
— Tra poco arriva la nave. — Aspettate qualcuno?
Non so... I telegrammi spesso arrivano con ritardo. Arrivederci.
Siete... venuto?
Anna Sergheevna!
E se andassimo da qualche parte?
lo credo che...
Avete freddo?
No, è ... semplicemente così...
Siete stanca?
No...
Solo...
L'aria è fresca.
Non va bene!
Ora sarete il primo a non provare più rispetto per me.
Per quale ragione smetterei di rispettarti?
Tu stessa non sai quel che dici.
Che Dio mi perdoni. E' terribile.
Vi ho già detto che mi sono sposata e sono andata
a stare con mio marito a Saratov.
La gente può viver anche in provincia.
Ma per Saratov ho provato disgusto sin dalla prima settimana.
Andavo a dormire alle 9.
Le uniche distrazioni erano il pranzo alle 3 e alle 9 andar a dormire.
Sembra che ti voglia giustificare.
Non devo sapere niente. Decisamente, niente.
Mio marito... forse è una persona buona e onesta, ma è un servo...
Una persona servile.
Non so cosa faccia, come lavori.
So solo che è... un lacchè.
Quando mi sono sposata con lui, avevo 20 anni.
Ero piena di curiosità.
Volevo qualcosa di... più.
Mi dicevo che c'era un'altra vita.
Volevo vivere.
La curiosità mi bruciava dentro. Voi non capite queste cose.
Non riuscivo più a controllarmi.
Non mi si poteva più trattenere.
Ho detto a mio marito che sono malata e sono venuta qua.
Così sono diventata una donna abietta che chiunque può disprezzare.
Cosa vuoi?
Credetemi, vi supplico.
Amo la vita pulita, onesta, il peccato mi ripugna.
lo stessa non so cosa stia facendo.
La gente semplice dice che il diavolo ci ha messo la coda.
Ora posso dire anche di me che il diavolo
ci ha messo la coda.
Basta, basta, calmati.
Sanno di sale... anche la guancia.
Vuoi che andiamo da qualche parte?
A Oreanda?
Andiamo?
Senti, come rumoreggia il mare.
Perché non dite niente?
Dobbiamo parlare. In nome di Dio, parliamo.
— Di che cosa? — Di che cosa?
Di qualsiasi cosa.
— Qui si sta così bene. - SÌ.
In realtà, a pensarci, tutto è così magnifico in questo mondo.
Tutto, ad eccezione di ciò che noi stessi pensiamo e facciamo
quando dimentichiamo gli scopi supremi.
La nostra dignità umana.
Riconoscetelo, vi supplico, riconoscetelo...
Cosa?
Che voi non mi rispettate, non mi amate.
Vi conosco poco, ma, non so perché, mi parete...
una persona per bene, buona,
intelligente.
Non siete come tutti gli altri, voi mi capirete.
Basta, basta, non fare così.
C'è la rugiada sull'erba, torniamo.
Questo cappello non vi sta bene.
Mia buona...
No, non sono buona.
Ora di notte non dormo, continuo a pensare. Ho il cuore in tumulto.
lo vado a Saratov, voi andrete a Mosca, ed è tutto finito.
Se vi ricorderete di me, mi ricorderete come un'avventura, una breve storia
d'amore in villeggiatura, con una signora col cagnolino.
Mi dimenticherete.
E' la nostra ultima passeggiata.
Non serbatemi rancore. Non pensatemi come ad una donna abietta.
Perché l'ultima?
Von Dideritz?
E' mio marito.
Scrive che ha male agli occhi. Mi prega di tornare.
Tuo marito è tedesco?
No, mi pare che suo nonno fosse tedesco.
Lui è di fede ortodossa.
E' bene che io parta. E' il destino che decide.
Come potrò vivere ora?
Torno a casa,
guardo dalla finestra, vedo un steccato grigio.
Un lungo steccato grigio coi chiodi.
E' penoso.
Vedrai, passerà.
Avete ragione. Passerà.
Deve passare, deve.
Permettetemi di guardarvi. Di guardarvi ancora una volta.
Così.
Vi penserò, vi ricorderò.
Il Signore sia con voi, voi restate. Non serbatemi rancore.
Ci salutiamo per sempre.
E' necessario farlo, perché non dovevamo incontrarci.
Siete una persona così buona, eccezionale, magnifica.
Che il Signore vi protegga.
Attenzione!
Prego!
Frittelle con frattaglie!
Calde! Calde!
Mitja! Voglio abbracciarti!
Vai a piedi, bravo. lo viaggio in carrozza.
Cosa fare per dimagrire?
lo ieri al circolo ho mangiato un'intera padella di solianka.
La solianka! Giovedì ceniamo da te, non te lo sei scordato?
Non far tardi, verrà Ljubomirov.
E com'è andata con quella di Yalta, quella col cagnolino?
— E' scomparsa nella nebbia. - E sì.
Iniziare con le donne è facile. Poi diventa oneroso.
Soprattutto per noi, moscoviti, perché siamo così inerti.
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