Pierwsze 200 wierszy.
#NoSpoiler
Traduzione: martadove, elrindin, Frncesco82, Letha, Whitecloud01
Traduzione: PotionFlame, MikyCarter84, Luthien, ilnanoinpigiama, MacFrama, Saritas
Traduzione: Shema, aeileen, Kate, Myrtle, irislongcaster
Traduzione: Egher, RedRuby, Liara Tsoni, TinaRam91, Sashenka08
Revisione: bitterblue
Signore e signori,
sono il vostro re,
Giorgio III.
Vi presento Hamilton.
Vi preghiamo di spegnere cellulari
e altri dispositivi elettronici.
È severamente vietato scattare fotografie o effettuare riprese.
Vi ringrazio,
godetevi il mio spettacolo.
New York Giugno 2016 Teatro Richard Rodgers
Come fa un bastardo, orfano senza difese,
figlio di una puttana e uno scozzese,
abbandonato nel mezzo del nulla in un posto abbandonato nei Caraibi,
dalla provvidenza impoverito, che nello squallore ha navigato
diventare un eroe e un letterato?
Sulla banconota lo vedete, un padre fondatore senza un padre da tutore
molto più lontano è andato
che si è impegnato e ha lavorato
molto più intelligente si è dimostrato
e tutto da solo ha iniziato,
capo di una compagnia di commercio
a quattordici anni è diventato.
E ogni giorno, mentre gli schiavi venivano massacrati,
trasportati su navi e dalle onde cullati,
lui lottava e attento rimaneva,
e dentro di essere parte di qualcosa il desiderio cresceva.
Il fratello era pronto a pregare, rubare, scambiare, barattare.
Ma poi l’uragano arrivò e la devastazione regnò.
Il nostro uomo vide il suo futuro sfuggire giù per il lavello.
Pose una matita sulla tempia e la collegò al suo cervello
e così scrisse il primo ritornello, un testamento al suo fardello.
Si iniziò a spargere la voce,
"Cavolo, il ragazzino è strampalato!"
Organizzarono una colletta solo per spedirlo sulla terra ferma.
Vai a studiare, e non dimenticare dove sei nato,
e nel mondo il tuo nome sarà ricordato.
Qual è il tuo nome?
Alexander Hamilton.
Il mio nome è Alexander Hamilton.
E ci sono milioni di cose che non ho fatto.
Ma aspettate e vedrete,
aspettate e vedrete...
A dieci anni suo padre l’abbandonò e pieno di debiti lo lasciò,
e due anni dopo ecco Alex con sua madre, che si ammalò,
adagiata nel letto attendeva la morte
l'odore era forte.
Alex guarì, ma sua madre non ebbe la stessa sorte.
Andò a vivere da suo cugino e il cugino si suicidò,
solo l'orgoglio rovinato gli restò ma qualcosa in lui destò.
Una voce che diceva:
Alex, devi vedertela da solo!
Da solo iniziò a stare e lesse ogni libro sullo scaffale.
Un uomo meno intelligente non avrebbe cambiato la situazione
sarebbe morto o diventato indigente senza un centesimo di consolazione.
Per il vecchio padrone di casa di sua madre iniziò a lavorare
vendeva zucchero e rum, tutte cose che non poteva comprare.
Leggendo tutti i libri che riusciva a trovare,
per pianificare il suo futuro,
guardate ora come monta sulla prua di una nave,
diretto verso un nuovo territorio.
A New York potrai essere un nuovo uomo.
- A New York potrai essere un nuovo uomo. - Aspettate e vedrete.
- A New York potrai essere un nuovo uomo. - Aspettate e vedrete.
A New York potrai essere un nuovo uomo.
A New York, New York...
- Aspettate e vedrete. - Alexander Hamilton.
Alexander Hamilton.
- Ti aspettiamo dietro le quinte. - Ti aspettiamo dietro le quinte.
Non ti tireresti mai indietro,
non hai mai imparato a prenderti il tuo...
Tempo.
- Alexander Hamilton. - Alexander Hamilton.
Quando l'America canterà di te
saprà cosa hai affrontato?
Saprà delle regole che hai reinventato?
Il mondo
non sarà mai più quello che ha sperimentato.
La nave ora è in porto,
- riuscite a vederlo? - Aspettate e vedrete.
- Un altro immigrato risale dal fondo. - Aspettate e vedrete.
La sua reputazione distrutta dai suoi nemici, dimenticato dall'America.
Noi abbiamo lottato con lui.
Io sono morto per lui.
Io mi sono fidato di lui.
Io sono stata innamorata di lui.
E io...
Sono il maledetto stolto che ha fatto sparato contro di lui.
Ci sono milioni di cose che non ho fatto
ma aspettate e vedrete.
Qual è il tuo nome?
Alexander Hamilton.
1776
New York City.
Mi scusi, lei è Aaron Burr, signore?
Dipende, chi vuole saperlo?
Certo, sono Alexander Hamilton, signore,
al suo servizio, signore, l'ho cercata a lungo.
- Inizio a temerla. - Ho sentito parlare di te a Princeton,
cercavo un corso di studio accelerato,
quando ho avuto un problema con uno che era tuo amico prima,
potrei averlo colpito, non ricordo bene, signore,
si occupa delle tasse...
- Hai dato un pugno all'ambasciatore? - Sì.
Vorrei fare ciò che hai fatto tu: laurearmi in due anni e poi unirmi alla rivoluzione.
Mi ha guardato come se fossi uno stupido, ma io non sono stupido.
Quindi come hai fatto? Come ti sei laureato così in fretta?
Era l'ultimo desiderio dei miei genitori, che ha preso il mio cuore in una stretta.
Ma certo, sei un orfano,
anch'io un orfano sono. Dio, vorrei una guerra potesse iniziare
così il nostro valore potremmo dimostrare.
Posso offrirti da bere?
Ne sarei contento.
Visto che ci siamo, lascia che ti dia qualche suggerimento.
Parla di meno.
Come?
Un bel sorriso devi fare.
Come la pensi o da che parte stai non devono fiutare.
Non puoi dire sul serio.
- Vuoi avere successo? - Certo.
Gli stolti che parlano troppo fanno una brutta fine, spesso.
Yo, yo, yo, yo, yo! Che ore sono?
Inizia lo spettacolo!
- Come ho detto proprio adesso. - Inizia lo spettacolo! Inizia lo spettacolo! Yo!
Sono John Laurens, proprio qui in questo posto,
dopo due pinte di Sam Adams già la terza ho predisposto,
da quelle giubbe rosse non resterò nascosto
perché picchierò questi idioti finché non sarò libero a ogni costo.
Oui, oui, mon ami Je m'appelle Lafayette
il Lancillotto della rivoluzione è qui presente.
Sono venuto da lontano solo per dire bonsoir
e dire al re casse-toi , chi è il migliore? C'est moi.
Io sono Hercules Mulligan, imparalo, amalo.
Ebbene sì, ho sentito tua madre dire "vieni ancora?"
Le figlie e i cavalli meglio se sotto chiave metti,
anche se è difficile destreggiarsi con più di quattro corsetti.
Basta sesso, versiamocene un'altra razione,
- facciamo un altro brindisi alla rivoluzione. - Alla rivoluzione.
Se non sbaglio quello è uscito dal Princeton College come un portento.
- Aaron Burr. - Raccontaci qualcosa, un po' di rudimento.
Buona fortuna con la posizione che stai prendendo.
La tua hai detto, seduto io mi metto
e di vedere dove andremo a finire io attendo.
Burr, la rivoluzione incombe, perché questi indugi hai?
Se non ti schieri, Burr da quale parte starai?
- E tu chi saresti? - E tu chi saresti?
E tu chi saresti?
Chi è questo qui? Quali intenzioni avresti?
Non sprecherò la mia occasione.
Non sprecherò la mia occasione.
Ehi, sono come il mio Paese giovane, determinato e affamato
e non sprecherò la mia occasione.
Otterrò una borsa di studio per il King's College,
probabilmente non dovrei vantarmi ma diamine, io stupisco e risalto.
Il problema è che sono tutta testa ma niente tatto,
devo urlare per farmi ascoltare.
Con ogni parola dispenso conoscenza.
Sono un diamante grezzo, un pezzo di carbone lucido e nobile.
Il mio obiettivo rincorro febbrile, il mio dono della parola è impeccabile.
Ho solo diciannove anni, ma sono più maturo,
per le strade di New York City il clima si fa duro
e sulle spalle mi assicuro ogni responsabilità e inconveniente, gestisco facilmente.
Non ho una pistola da portare, famelico per queste strade continuo ad andare,
questa scintilla in una fiamma io voglio trasformare.
Ma diamine, si sta facendo buio, quindi il mio nome fatemi enunciare.
Io sono A L E X A N D E R.
Quello che dovremmo essere chiaramente
è una colonia indipendente,
mentre, invece, la Gran Bretagna ci tratta male insistentemente.
In pratica, ci tassano continuamente
mentre re George se ne va in giro spendendo cospicuamente
e di lasciarci liberi non gli verrà mai in mente.
Quindi la rivoluzione avverrà prossimamente.
- Sicuramente. - Disse innocentemente.
E non siate sconvolti quando sui libri di storia il mio nome sarà presente.
Se questo ci renderà liberi la mia vita sacrificherò certamente
e alla fine, la mia eredità vedrete chiaramente.
- E io non sprecherò la mia occasione. - La mia occasione.
- Non sprecherò la mia occasione. - La mia occasione.
Ehi, sono come il mio Paese giovane, determinato e affamato
e non sprecherò la mia occasione.
Non sprecherò la mia occasione.
Non sprecherò la mia occasione.
Ehi, sono come il mio Paese giovane, determinato e affamato
e io non sprecherò la mia occasione.
Sfruttiamo l'occasione.
Sogno una vita senza monarchia.
I disordini in Francia porteranno all'"onarchia"...
"Onarchia"? Come si dice?
Anarchia.
I miei rivali mando in panico nella mischia,
con i miei colpi.
Yo, sono un apprendista in sartoria
e ai vostri figli zucconi insegno la teoria.
Mi unisco alla ribellione
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