Pierwsze 200 wierszy.
Sentivo il vento dalla Baia di San Francisco
mentre aspettavo il mio turno in cima alla rampa.
Mi rimanevano pochi minuti e decisi di tentare il 900.
Non mi era mai riuscito il 900 e non mi riuscì neanche allora.
Ogni volta mi buttavo, provavo la rotazione, cadevo,
mi rialzavo e ricominciavo.
Niente.
Non avrei smesso per nessun motivo.
Al dodicesimo tentativo, lo spin era veloce e l'altezza sufficiente.
Spostai il peso all'indietro.
E mi accorsi che stavo risalendo sull'altro lato della rampa.
Dopo 13 anni di tentativi a vuoto, ero riuscito a fare il 900.
Finalmente!
Tutti impazzirono di gioia. A chi importa della gara?
Lo skate non ha a che fare con la vittoria.
Lo skate è fare il meglio che puoi e apprezzare chi fa altrettanto.
È provare un trick, anno dopo anno,
e quando ti riesce, condividere la felicità con gli altri.
Io non ho vinto...
e nessuno ha perso quella notte.
Non male, Sam. Sembra un po' un pezzo delle Breeders, però...
Non male? Tu sei matta.
- Chi sono i Breeders? - Le Breeders, ignorante.
Poi te le cerchi, adesso dobbiamo andare.
Ancora? Ti ho detto che non mi va!
Neanche a me va tanto.
Ma ci devo andare. Mi accompagni e poi vai via.
Dai, sono in ritardo.
No, poi tu fai la spiritosa. Io non ti sopporto quando fai così.
Fai come ti pare, io mi arrangio da sola.
Aspetta. Facciamo la trattativa.
Ah.
Allora, io non salgo. Mi lasci il motorino anche domani.
- Vediamo. - E dieci euro.
Sei matto? Cinque. Dai.
- Cinque. - Muoviti.
Ok.
Grazie.
- Sali cinque minuti? - No!
Ma come? Dai! Come torno?
Un taxi costa tanto.
Ti fai accompagnare.
Vabbè.
E se incontro un maiale che mi molesta?
Altri cinque euro, dai!
Ecco la nostra Donatella.
- Antonella, ma quale Donatella! - Scusa.
Le tue cose sono piaciute tantissimo. Vieni, ti presento.
Carissimo, benvenuto! Come va?
- Ti faccio ridere? - No, perché?
O ridi di me o sei pazzo. Non c'è nient'altro di cui ridere qua.
Magari ho riso di una cosa che mi è venuta in mente.
- Tipo? - Che ne so?
Succedono tante cose che fanno ridere.
Credi di concludere qualcosa, vero?
Come fai a dirlo?
Non hai un solo muscolo rilassato.
Comunque non concluderai.
- Se ti annoi tanto, perché sei qui? - Perché è casa mia.
Ah.
Non potevi uscire?
Sono in punizione. Ho preso tre a greco.
E dove vorresti essere?
Qui, su questo divano. Ma senza nessun altro nella stanza.
Quindi neanche te.
- Vabbè, scusa se... - Scherzavo! Andiamo in camera mia?
Sì, ok.
Non so neanche come ti chiami. Io sono Alice.
- Samuele. - Chiudi.
Vieni.
Tu prima porti i ragazzi a letto e poi gli chiedi il nome?
Ha, ha!
Vai, scegli tu.
Questi sono dei ragazzi californiani che hanno rivoluzionato lo skate.
L'avrò visto duemila volte. È bellissimo.
Tu sei bravo?
- Me la cavo, certo non sono Tony Hawk. - Ma chi, quello dei buchi neri?
- Quello in carrozzella? - No, il più grande skater di sempre.
- L'avevo capito, scherzavo! - Ah, scusa.
Potremmo uscire insieme un giorno.
Tu non hai un ragazzo?
No. Ci siamo lasciati tre giorni fa, dopo due mesi.
Sono a pezzi, come avrai capito.
- E perché vi siete lasciati? - Non mi piaceva il sesso con lui.
Ah, certo.
Alice? C'è il brindisi di là, venite?
Sì, ora veniamo.
Questa aveva un'amica.
In teoria potrei rifarle tutta la tappezzeria di casa.
Non me l''aspettavo. È una cosa veramente figa!
E sai che ti dico? Per me quest'anno abbiamo svoltato.
Dove vai? Il motorino è qui!
- Ho capito. Non c'è bisogno di urlare. - Chi ha urlato?
Dico in generale, se mai...
- A te com'è andata? - Che cosa?
- Samuele! Mi chiami? - Sì, ok.
- Sì. - Ciao, Anto!
"Ciao, Anto"? Quindi la conosci?
- Bella, Sam. - Bella, Lepre.
- Perché ti sei fermato? - Mi è venuta un po' paura.
- Ho conosciuto una. - Dove?
A una festa a casa di amici di mia madre.
- Quindi è una vecchia? - No, ha l'età nostra.
- Che faceva alla festa? - Ci abita.
- Abita alla festa? - Non alla festa.
Abita nella casa in cui c'era la festa. È la figlia degli amici di mia mamma.
Aspetta un attimo.
Ok, ci sono.
Ok.
Domani andiamo al cinema e ho paura di rovinarmi la faccia.
Come fai a rovinarti la faccia al cinema?
Non al cinema, qua! Ho paura di cadere e poi domani faccio schifo.
Ho capito.
Però ammettiamolo, dai: non sei una meraviglia.
La faccia rovinata può essere un vantaggio.
- Grazie, Lepre. Sei un amico! - Di niente. Quando vuoi, io sto qua.
- Mi dai proprio tanta fiducia. - Dai, dai!
Ricorderò sempre la gara che feci a 16 anni a Trashmore
per due motivi: divenni il primo skater professionista
a vincere tre gare consecutive.
E poi, soprattutto, persi la mia verginità.
Durai la metà di un run in una gara di vert.
Quarantacinque secondi diviso due...
ventidue e mezzo.
A scuola faccio schifo. Dopo la maturità smetto.
- Se ci arrivo. - E che fai?
Boh! Le ho provate tutte: fotografia, musica, sport.
I miei mi compravano tastiere, macchine fotografiche, attrezzature da scherma.
Mi ero appassionata all'equitazione. Ho smesso sennò mi compravano un cavallo!
Perché smetti sempre?
Non ho nessun talento in particolare, lo capisco subito. È inutile insistere.
Secondo me non è così. A volte a forza di insistere riesci a fare le cose.
Sai quante volte cadi prima di fare un trick con lo skate?
Non ho capito niente di quello che hai detto.
Comunque mio padre ha già deciso che farò Legge e poi lavorerò con lui.
Ma tanto non mi laureerò mai.
- I tuoi invece? - Mia madre mi lascia abbastanza in pace.
- Mio padre... - Che fa tuo padre?
Il tecnico TV.
Lui e mia madre si sono lasciati poco dopo che sono nato io.
Tua madre doveva essere giovane quando sei nato.
- Aveva 16 anni. - Come noi.
Che hai fatto qua?
Niente, lo skate...
Tra poco inizia il film.
E se invece andiamo da me?
Scusa! Oddio, che figura!
Scusa!
I tuoi dove sono?
- Aspetta. E se ritornano? - Appunto, sbrighiamoci.
Hai qualcosa?
In che senso?
Ah, no.
- Non ti sei portato niente? - Io pensavo di andare al cinema.
Che carino! Vedo in camera dei miei.
- Ta-ta! - Sei sicura che funzioni?
Perché non dovrebbe funzionare?
- Magari è scaduto. - Maggio 2017.
Che c'è? Non vuoi più farlo?
No, sì, sì! È che... non lo so.
Perché...
I tuoi potrebbero...
Se non vuoi più farlo, puoi andare.
Va bene.
- Vado. - Ma guarda questo!
Ma vaffanculo!
A te e alla tua superiorità del cazzo!
- No, Alice... - Pensi che sia troppo stupida per te?
No. Non lo penso per niente.
Sei la ragazza più bella che conosco.
Sì, vabbè!
L'altro giorno quando ci siamo conosciuti,
ho pensato: "Una così non mi noterà mai, a meno che non sia cretina".
- Ecco, appunto. - Aspetta.
Poi invece ci siamo conosciuti e ho scoperto che sei simpatica, intelligente.
- Quindi? - Fammi parlare.
Vediamo se riesco a spiegarmi.
In questi giorni ho fatto tante cose,
però ho pensato solo a te
e a come non fare casino.
E poi guarda, ho fatto un casino.
Ma è perché sono io lo stupido.
Tu sei perfetta, sei fantastica.
Io non mi sento all'altezza.
- Voglio dire... - Ho capito.
Prometti di ridirmelo ogni tanto?
Il preservativo.
- Tutto bene? - Sì, sì.
Ecco.
Che dici, sarò durato 22,5 secondi?
- Ma che domande fai? - Ti prego, è importante.
- Non lo so, magari anche 25. - Sì!
Piano!
Una sera potremmo invitare tua madre a cena.
Magari con il suo compagno?
Ora stranamente non ne ha uno.
Ne avrà avuti una decina, che io ricordi.
Nello sgabuzzino abbiamo il cimitero delle cose lasciate dai fidanzati.
- Tipo? - Ci sono scarpe, spazzolini.
Però anche cose utili: un rasoio elettrico, occhiali da sole.
No comments yet. Be the first to leave one.