لومړۍ 200 کرښې.
O Michele! Michele!
Non sei stanco d'abbacinarti al sole che tramonta'?
Ti sembra un gran spettacolo?
Sicuro.
L0 vedo bene.
Dalla tua pipa il fumo bianco non sbuffa più.
Han finito laggiù?
Vuoi che discende?
No, resta. Andrò io stesso.
Han lavorato tanto.
Come avean promesso,
la stiva sarà sgombra,
e per doman si potrà caricare.
Bisognerebbe compensare
questa loro fatica:
un buon bicchiere!
Ma certo, pensi a tutto, cuore d'oro!
Se Iavoriam senza ardore,
si resterà ad ormeggiare, e Margot...
Porta loro da bere!
Sono alla fine, prenderanno forza.
II mio vinello smorza la sete e Ii ristora.
Non ti stancar, battelliere,
dopo potrai riposare e Margot felice sarà!
E a me, non hai pensato?
A te? Che cosa?
AI vino ho rinunciato, ma se la pipa è spenta,
non è spento il mio ardore!
Un tuo bacio, o mio amore!
Si soffoca, padrona!
Lo pensavo.
H0 quel che ci vuole.
Sentirete che vino!
Sacchi dannati! Mondo birbone!
Spicciati, Talpa!
Si va a mangiare!
Non aver fretta! Non mi seccare!
Questo sacco spacca il groppone.
Dio, che caldo!
O Luigi, ancora una passata!
Eccola, la passata! Ragazzi, si beve!
Qui, tutti insiem, lesti!
Lesti, pronti!
Nel vino troverem l'energia per finir.
Come parla difficile.
Ma certo,
vino alla compagnia! Qua, Talpa! AI Tinca! A voi, prendete!
Alla salute Vostra il vino si beva!
S'alzi il bicchier!
Bevo! Viva!
Tanta felicità per la gioia che dà!
Se ne volete ancor... - Non si rifiuta mai!
Avanti coi bicchieri!
Guarda là Forganetto! E arrivato in buon punto.
In questo vino affoga i tristi pensieri.
Bevo al padron. Viva! Grazie, grazie!
L'unico mio piacer sta qui in fondo al bicchier.
Ehi, là! Professore!
Vien qua!
Sentirete che artista!
I0 capisco una musica sola:
quella che fa ballare.
Ma sicuro!
Ai Suoi ordini sempre, e gamba buona!
T0'! I0 ti prendo in parola.
Ballo con la padrona.
La musica e la danza
van d'accordo.
Sembra che tu pulisca il pavimento!
Ahi! M'hai pestato un piede!
Lascia, son qua io!
Ragazzi, c'è il padrone!
Dunque, che cosa credi?
Partiremo la settimana prossima?
Vedremo.
II Talpa
e il Tinca restano?
Resterà anche Luigi.
Ieri non I0 pensavi.
Ed oggi, penso.
Perché?
Perché non voglio ch'egli crepi di fame.
Quello s'arrangia sempre.
L0 so, s'arrangia, è vero.
Ed è per questo che non conclude nulla.
Con te non si sa mai chi fa male o fa bene.
Chi lavora si tiene.
Già discende la sera.
Che rosso tramonto di settembre!
Che brivido d'autunno!
Non sembra
un grosso arancio questo sole
che muore nella Senna'?
Guarda laggiù, la Frugola!
La vedi?
Cerca di suo marito e non I0 lascia.
È giusto. Beve troppo.
Non I0 sai che è gelosa?
O mio uomo, non sei di buon umore.
Che hai? Che guardi? E perché taci?
Chi la vuole l'ultima canzonetta?
Bene, bene! Sì, sì!
T'ho mai fatto scenate? - L0 s0 bene, tu non mi batti.
Primavera, primavera...
Che? L0 vorresti? - Ai silenzi talvolta, sì, preferirei
lividi di percosse.
Primavera, primavera...
Chi ha vissuto per amore,
per amore si morì.
E la storia di Mimi.
Dimmi almeno che hai.
Nulla, nulla.
Chi aspettando sa che muore...
Quando siamo a Parigi, io mi sento felice.
Si capisce!
Perché?
Conta ad ore le giornate.
Ma l'amante non tornò,
e i suoi battiti finì...
anche il cuore di Mimi!
Conta ad ore le giornate.
Ma l'amante non tornò,
e i suoi battiti finì...
anche il cuore di Mimi.
O eterni innamorati,
buonasera!
Buonasera, Frugola!
II mio uomo ha finito
il lavoro?
Stamattina non ne poteva più dal mal di reni.
Faceva proprio pena.
Ma l'ho curato io:
una buona frizione
e il mio rum l'ha bevuto la sua schiena!
Giorgetta, guarda,
un pettine fiammante!
Se I0 vuoi, te I0 dono.
È quanto di più buono ho raccolto in giornata.
Hanno ragione di chiamarti Frugola!
Tu rovisti ogni angolo
ed hai la sacca piena.
Se tu sapessi gli oggetti strani
che in questa sacca sono racchiusi! Guarda!
È per te questo ciuffo di piume. Trine
e velluti, stracci e barattoli.
Vi son confusi gli oggetti strani.
Strane reliquie, i documenti di mille amori.
Gioie e tormenti
quivi raccolgo,
senza distinguere fra i ricchi e il volgo.
E in quel cartoccio?
Cuore di manzo
per Caporale,
il mio Soriano
dal pelo fulvo,
dall'occhio strano, che non ha uguale.
Gode dei privilegi
il tuo Soriano!
Li merita. vedessi!
E il più bel gatto, il mio più bel romanzo.
Quando il mio Talpa è fuori, mi tiene compagnia
ed insieme noi filiamo
i nostri amori,
senza bisticci e senza gelosia.
Vuoi saperla, la sua filosofia?
Ron, ron, ron:
meglio padrone in una catapecchia
che servo in un palazzo.
Meglio cibarsi
con due fette di cuore
che logorare
il proprio
nell'amor!
Guarda la mia vecchia!
Che narravi? - Parlavo con Giorgetta del Soriano.
Luigi,
domani si carica del ferro.
Vieni a darci una mano?
Verrò, padrone.
Buonanotte a tutti!
Hai tanta fretta?
Corri ad ubriacarti?
Se fossi tua moglie! - Che fareste? - Ti pesterei
finché non la smettessi di passar le notti all'osteria.
Non ti vergogni? - No.
Fa bene il vino!
Si affogano i pensieri di rivolta!
Che se bevo non penso,
e se penso non rido!
Hai ben ragione, e meglio non pensare,
piegare il capo ed incurvar la schiena.
Per noi
la vita non ha più valore,
ed ogni gioia si converte in pena.
I sacchi in groppa e giù la testa a terra!
Se guardi in alto, bada alla frustate!
II pane I0 guadagni col sudore,
e l'ora dell'amore va rubata.
Va rubata fra spasimi e paure,
che offuscano l'ebbrezza più divina.
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