The Illusion

The Illusion (L'abbaglio)

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L'abbaglio (2025) 1080p H264 iTA EAC3 Sub NUiTA-MIRCrew it
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په خپور شو: 2026-07-07
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- State comodo, Colonnello. - Grazie.

Non vi nascondo che sono molto contento di avervi al mio fianco.

Questa impresa forse è la più azzardata della mia vita

e voglio solo persone fidate con me.

Sono a conoscenza di tutte le maldicenze che si dicono sul vostro conto.

Si dice che in Turchia siete diventato di fede musulmana

e che avete combattuto sotto falso nome.

È accaduto una volta sola, in verità.

Il mio nome di battaglia era Osman Bey.

I miei ufficiali pensano che da quel Paese abbiate preso usanze, abitudini, pensieri.

Vi considerano…

come uno stravagante.

Perché ce l'hanno tanto con voi?

- Perché non sono come loro. - Cioè, come siete?

Un uomo libero al servizio della libertà ovunque si renda necessario difenderla.

Sono qui, perché credo anch'io come voi, che sia arrivato il momento

di cacciare coloro che tengono in ostaggio il meridione e l'Italia.

Sì, ma la posta si gioca tutta in Sicilia

e le voci che arrivano da lì sono contrastanti. Voi che cosa ne sapete?

Io credo nei siciliani che parlano poco,

in quelli che si rodono dentro, soffrono.

È un popolo che si rivela soprattutto nei silenzi,

nelle parole che non dice.

Buongiorno.

- Tricò Domenico? - Sissignore.

- Fu Antonino Pio. - Diteci della vostra gamba ingiuriata.

Ero bambino e lavoravo in un mulino.

Giravo il mulino per tirare l'acqua dal pozzo.

Un giorno mi fermai che ero stanco

e il padrone mi diede un colpo con un ferro che mi azzoppò per sempre.

Però se c'è da correre corro.

Come avete fatto a tirare avanti?

Mi arrangiavo. Mille mestieri. Ho fatto pure l'artificiere.

Mi chiamavano per i giochi di fuoco nelle feste patronali,

poi un giorno andò tutto a fuoco e diedero la colpa a me,

ma io che c'entravo?

E me ne scappai nel continente.

E feci altri lavoretti sempre nelle feste patronali.

- Perché volete tornare in Sicilia? - Colonnello, me lo domandate anche?

Per liberarla da questi cornuti.

Arruolato.

Grazie.

Grazie.

S'abbenedica.

Scusi, mi è venuto dal cuore.

Ragusìn, sapete come si dice dalle mie parti?

"La meglio parola è quella che non si dice."

- Ah, sì? - Sì.

Per me è vero il contrario.

La parola deve essere limpida, come l'olio

altrimenti non si capisce più niente.

Non temete, d'ora in poi terrò a freno la lingua.

Anzi, perdonatemi.

Va bene.

Andiamo avanti.

Vieni avanti, giovanotto.

Tu sei Marchetti Bepin di anni undici

- e vorresti arruolarti con noi. - Sì, Colonnello.

Ma ti rendi conto che sei soltanto un bambino. Sai che cosa ti aspetta?

- Sono pronto a tutto per Garibaldi. - Sei solo?

No, c'è anche mio padre. Marchetti Luigi.

Dottore e patriota.

Lo avete già arruolato.

Bene.

Adesso arruolo anche te.

Grazie.

- Tu sei l'ultimo? - Mi sembra di sì.

- Dai, allora, che aspetti? Sbrigati. - Eccomi.

- Voi siete Spitale Rosario. - Per servirla.

Qui c'è scritto che siete nato a Palermo. Perché parlate in questo modo?

Colonnello, da anni sono andato via da quella città e vivo qua al nord.

Ma ero palermitano.

Se eravate palermitano, lo siete ancora e lo sarete sempre.

Per altro, qui dichiarate che avete frequentato

- la scuola militare della Nunziatella. - Sì, certamente.

Si dà il caso che conosco bene quella scuola.

Ci sono entrato a nove anni e ne sono uscito a 19.

Anch'io entrai da bambino, però fui costretto ad andai via prima del tempo

- a causa di un lutto familiare. - Vostro padre?

Un mio zio, barone. L'unico che poteva pagare la retta.

Chi erano i vostri istruttori? Crisanti c'era ancora?

- Eccome, Crisanti. Una brava persona. - Sì?

- E il maggiore Salerno? - Anche lui, una persona squisita.

No, voi Crisanti e Salerno non potete averli conosciuti,

sono andati via entrambi molto prima che arrivassi io.

- Forse avrò sbagliato. - Vi sbagliate certamente.

E ditemi, della disciplina di armi e di tiro vi è rimasta qualche nozione?

- Qualcosina. - Arruolato.

- Arruolato? - Arruolato.

Grazie.

Non fate quella faccia, Ragusìn. Con quello che ci aspetta,

anche gli impostori possono esserci utili.

Da leggere mi sono portato le poesie di Victor Hugo

per le notti palermitane, se mai ci arriviamo.

Ci arriveremo eccome.

Garibaldi non ha mai perso una battaglia.

Ma voi non avete paura?

Paura? Non so che cosa sia.

E poi, morire per liberare la Sicilia dai Borboni, eh? E unire l'Italia…

È quello che vogliamo, no?

E te che ti ridi?

Ieri sera sono arrivato che era già tardi,

e quando sono entrato ho trovato un vecchio

che pregava a mani giunte e malediva…

Dove andate, cosa vi ha fatto di male il re di Napoli?

Cosa vi hanno fatto di male i Borboni? Tornate a casa, briganti!

E io, gli ho preso subito il cappello

e l'ho fatto sparire…

Così.

Eccolo.

Scemo!

Viva l'Italia! Viva il Re!

Viva Garibaldi! Viva Garibaldi!

Dove va il Generale?

A cercare le navi che devono portarci in Sicilia.

Dovevano essere già qui e non ci sono. Cominciamo bene.

- Viva Verdi! - Bravo!

Viva Verdi!

Ma te sei proprio bravo.

È fortuna.

Ehi scemo, non sei mica un mago?

- Tu cosa dici? - Ma certo che sì.

Eccoli! Eccoli!

Ci siamo tutti? Coraggio, passa presto.

"Saveria del mio cuore,

se Dio vuole, sono in una nave che mi porterà da te.

C'è un tempo bruttissimo

e i ragazzi stanno tutti vomitando.

Io non faccio che pensarti

e non vedo l'ora di riabbracciarti.

Il pensiero di rivederti

mi dà forza e coraggio."

Tuo…

Do-me…

ni-co.

Coricatevi supini e state sempre distesi.

Mi raccomando, bevete poco.

Mi chiamo Rosa, sono una combattente anch'io. Vengo dalla Savoia

e sono qui perché voglio anch'io, come voi, l'Italia unita e libera.

Pancia in su.

- Che ci fa una femmina su una nave? - Pirla,

lei è la sposa del Crispi.

Allora, abbiamo la palla e il bossolo.

Inseriamo e arrotoliamo.

- Eh? - Arrotoliamo.

Facciamo che ve l'ho insegnato lo stesso.

Quando senti la palla, chiudi.

- Eh? - Attuppe, attuppe!

Ragazzi, quando uno chiude, chiude. Lo dice la parola stessa.

Schiacci…

Togliamo questo e riempiamo.

Uno…

Scusatemi.

Stavo cercando Domenico Tricò. Mi manda il tenente Ragusìn.

Vieni avanti.

Prego?

Guarda che l'ho capito che sei siciliano.

Piglia quei sacchi e portali qua.

- Devo prenderli solo io? - Sì, solo tu!

Dopo la polvere chiudiamo sopra.

Chiudiamo bello stretto…

Bacetto ai Borboni.

Baroncino, guarda che te li devi caricare sulle spalle.

E portali qua. Fai presto.

Qui.

Con questa invece facciamo le palle da cannone per i Borboni.

Pam!

Che ti spaventi? Sei Borbone tu?

Colonnello, ci siamo insabbiati.

Siamo arrivati! Siamo arrivati!

Andiamo.

Eccola!

Marsala!

- È Marsala? - Sì, è Marsala.

- Eccoli! - Viva Garibaldi!

Dai! Dai!

A terra!

Perché vi fermate? Dobbiamo portare i cannoni al riparo verso le mura!

Su in piedi, forza! In piedi, andiamo!

Ma che minchia…

Radunatevi alla Marina!

Minchia, con me ce l'hanno.

- Vattene! - Ahia!

- Chi è? - Sono io, che ci fai qua? Vattene.

Quello che stai facendo tu, sto scappando da questo inferno.

Sei pure un disertore, vattene.

Io? Perché tu che cosa sei?

Dai, fammi entrare.

No, questo è il mio nascondiglio. Cercatene un altro. Cornuto.

- Se mi pigliano, mi fucilano. - E a me che me ne importa?

Ma giuro che prima ti denuncio.

Sei un cornuto, infame e traditore!

Ci manca solo che mi ammazzano. Avanti, entra.

Disertore io?

Io che ho fatto tutte le munizioni per Garibaldi sul piroscafo.

Se non era per me come la faceva la guerra?

Che gli tirava, le pietre?

Guarda che pure io ho buttato il sangue su quel piroscafo.

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