لومړۍ 200 کرښې.
Inside No. 9 Episodio 6x05
Traduzione: Figaro, charliethecat
Revisione: Beggars Banquet
Sono in ascensore, Curt. Calmati.
Non sento niente.
È lui che urla in sottofondo?
Arrivo tra un secondo. Digli che arrivo subito.
Si sale.
Non riesce a stare lontano, signor Bedford?
Sono stato convocato da sua altezza imperiale.
È una persona migliore di me.
COME SI DICHIARA?
Dio! Grazie a Dio! Dov'eri finito?
È la mia serata libera, Curt! Non sono affari tuoi!
- Che succede? Dove sono gli invitati? - Li ha mandati via.
Oh, no. L'ha fatto con educazione?
Brutti stronzi ipocriti, tutti quanti!
Ne ho abbastanza, Urban.
- Non sta bene. - Ma davvero!
Guarda il battito.
È tutto il pomeriggio che suona peggio di un camion in retromarcia!
Il dottore mi ha detto di evitare situazioni stressanti.
- Dov'è il sostituto? - Se n'è andato.
Di già? C'è voluto poco.
Lo so. Se l'è data a gambe levate.
Beh, quanto è rimasto?
È venuto alle 16:00, e se n'è andato prima che iniziasse Pointless.
Ve ne state lì, a fingere che ve ne freghi qualcosa!
Non riconosco neanche la metà di voi!
Non vi ho invitato!
Gli hai dato qualcosa per calmarlo?
- Intendi a lui o al tuo sostituto? - A lui!
No. Continuava a chiedere oppiacei...
- ma gli ho detto che doveva aspettare te. - Bene.
È tutto il pomeriggio che è di cattivo umore.
- A un certo punto, voleva vedere un prete. - Cosa?
- Ha detto che voleva confessarsi. - Santo cielo! Perché?
È il suo compleanno, non la sua impiccagione!
In quel caso, almeno si zittirebbe.
Farfugliava dei suoi vecchi casi. Nomi che non conosco.
Ha detto di accendere una candela per lui.
- Intendeva sulla torta? - Non ne ho idea.
Ma moriva dalla voglia di vederti.
Ha detto che sei l'unico che può aiutarlo.
Io non me la sono presa, no di certo.
Cerca solo di attirare l'attenzione.
Janine ha fatto il pollo alla cacciatora.
- Volevo tornare a casa per le 20:30. - Curt, vai.
Arriverai in tempo se azzecchi le coincidenze.
La torta è in cucina, se ne vuoi un po'.
Spero ci si strozzi.
Curt, vai!
- Saluta Janine da parte mia. - Grazie, Urban.
Grazie a Dio ci sei tu!
Bedford, dove cazzo sei finito?
Cosa credi di fare, porca puttana! Prendi e sparisci quando ti pare e piace!
È bello rivederla, signor Webster.
- Perché ti pago? - Oh, non ne ho idea.
Forza dell'abitudine, immagino.
Mi lasci qui, a farmi accudire da quel moccioso con la testa grossa!
Chi sarebbe?
Oh, quell'idiota inutile che Curt ha selezionato.
Aveva la testa grossa come un cazzo di mappamondo!
Allora, quanti ne ha cambiati finora?
- Questo dev'essere sostituito. - Che ne so!
Tu eri intorno al trentesimo, credo.
Già, eri il meno peggio tra quel branco di idioti.
Oh, che gran complimento!
No, va tutto bene. Preferisco essere qui, che al concerto della mia amica.
Morivo dalla voglia di vederla da... Quand'è che me ne sono andato?
Oggi a pranzo.
Beh, sto morendo, perciò...
È il suo compleanno! Perché è così arrabbiato?
Per quello che è successo l'anno scorso, quando siamo andati all'asta d'antiquariato
- e in tre hanno fatto offerte su di lei? - Urban, per favore!
Posso avere 50 milligrammi di Fentanyl?
No, non può, signor Webster.
Sei un bastardo!
Devono passare altre tre ore.
E non creda di ammorbidirmi solo perché mi chiama per nome.
Curt dice che lo chiama sempre per nome. Con me non funziona.
Non è col suo nome che lo chiamo!
Che maleducato!
Questa dovrebbe essere una cura palliativa, non...
una tortura prolungata.
Beh, qualcuno doveva leggere la postilla.
Non penso possa avere una senza l'altra.
Ha il cerotto, quello dovrebbe aiutarla.
Non tocca i cazzo di bordi.
Sto morendo di caldo.
- Dovresti darmi... - Apra.
- Sei un prepotente. - Silenzio.
Mi piace misurarle la temperatura.
Così chiude il becco per un po'.
Mi dispiace per le pillole.
Se gliene do un'altra, andrà in overdose e morirà.
Perché non le porto una bella fetta di torta?
Soffio io le candeline e facciamo finta che sia stato lei.
Non ho tempo per queste cose!
Ma davvero? Che altro deve fare?
Andare a scalare una montagna?
Ha in programma di fare immersioni, per caso?
Non dovresti prenderti gioco di me.
Ho degli amici molto potenti!
Li aveva! Ha mandato tutti a quel paese, non è così?
Ha un po' di febbre. Non mi piace.
Che ore sono? Nella vita reale?
È ora che la smetta di blaterare e si calmi. Vado a prenderle un asciugamano.
Che concerto era, quello che hai perso?
- Non ha importanza. Ormai è andata. - Dimmelo!
Perché devi fare sempre il difficile? È estenuante, che cazzo!
La mia amica Dolly suona il clarinetto con la BBC Concert Orchestra.
Stasera aveva un assolo alla Royal Albert Hall.
Avevo dei biglietti prenotati, tutto qua.
Beh, quanto costa un biglietto? Ti rimborso.
Era un regalo. Non è questo il punto, no? Era una serata importante per Dolly.
Avrebbe apprezzato la mia presenza. Si tiri su.
- Beh, io apprezzo la tua presenza qui. - Sì, lo so.
Ma la vedo ogni giorno, non è così?
Dolly forse non avrà un'altra occasione.
Ma scommetto che io avrò altre occasioni per pulirle il sedere.
Oddio...
è davvero umiliante sentirsi dire una cosa del genere! Mi fai vergognare.
Sto scherzando.
Non ho mai scommesso, in vita mia.
La cosa non mi sorprende.
Cazzo, non dici neanche parolacce, vero?
Mi hanno sentito che mi facevo scappare un "baggianate", sotto tensione.
Caspita!
Hai un animo gentile.
Non proprio. È solo di facciata. Faccio buone azioni solo per bilanciare.
Allora, perché mi ha fatto tornare qui, stasera?
Beh, mi hai conosciuto unicamente come una persona malata,
ma ero un uomo di successo!
Quand'ero molto giovane, quand'ero giovane e forte...
Oddio...
sono sempre stato pieno di vita!
Lo so. Ho letto gli articoli.
Una serie di vittorie consecutive che è durata per 45 anni.
Una cosa senza precedenti. Era un uomo impavido.
- "Il Leone del Foro", così la chiamavano. - Non ricordo come ci sono riuscito.
E, poi, invecchiando...
sono diventato timido, cazzo!
Vieni intimidito dai giovani, sopraffatto...
dalla sicurezza degli altri.
Scommetto che è come andare in bicicletta.
Deve solo riprendere la mano.
Mi mostri come ci riusciva.
- Non dire cavolate. - No, andiamo! Sarà divertente!
E potrò vedere il leone in azione.
Leone? Più un gatto morto.
Io fingo di aver commesso un reato, lei mi fa uscire casto e puro.
- In senso figurato. - Non sono dell'umore.
Le darò mezzo Fentanyl.
Molto bene.
Allora...
signor Bedford, di cosa è accusato, esattamente?
- Sì, è una faccenda molto delicata. - Mi dica.
Beh, ha a che fare con un incidente avvenuto un mese fa con la mia ex-moglie.
Moglie?
Questa storia sembra già improbabile.
Stia al gioco. Allora...
sono andato a casa sua, dove stava tenendo una...
festa di compleanno, per la nostra adorata figlia Xilofona...
e in una stanza, alla presenza di 25 testimoni,
ho tirato fuori un fucile, l'ho legata...
e l'ho portata in un cottage isolato, dove l'ho tenuta prigioniera...
finché non ha acconsentito a concedermi la custodia.
- Della vostra adorata figlia, Xilofona? - Esatto.
- E ha ceduto? - No...
quindi le ho sparato in faccia.
Bene.
Forza, allora.
Come perorerebbe la mia causa?
Beh, con una legittima scusante.
Mentre il mio cliente stava pulendo il fucile da caccia, legalmente detenuto,
per una successiva caccia al fagiano, confuse quel che poi si rivelò essere...
lo scoppio di un palloncino per il colpo di un'arma da fuoco.
Temendo per l'incolumità di sua moglie,
la portò immediatamente in una casa sicura, in campagna...
usando della corda per impedirle di farsi del male da sola...
- durante il viaggio. - Wow!
Inoltre, è mia intenzione
chiedere un risarcimento per articolo difettoso,
al produttore di quei palloncini di scadente qualità...
appellandomi alla legge britannica sugli Standard Qualitativi 3303, parte 1.
Qual è la richiesta di risarcimento?
Penso che potremmo accontentarci di 5 milioni...
più le spese.
E andiamo!
Il leone ruggisce ancora!
Ci sa ancora fare, signor Webster!
Beh, grazie, Bedford per questa...
piccola distrazione.
Però ho bisogno che mi aiuti a fare una cosa, stasera.
- Non un altro sudoku. - No, andiamo, sono serio.
Anch'io, per questo sono qui con lei,
invece che ad ascoltare Dolly che suona Mozart.
È questo compleanno, questo...
Quel...
No comments yet. Be the first to leave one.