What a Beautiful Day

What a Beautiful Day (Che bella giornata)

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په خپور شو: 2026-05-23
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لومړۍ 200 کرښې.

< Checco: Se ho raggiunto questi livelli, non è stato semplice.

< Non sono state sufficienti le mie dote naturali.

< Mi sono occorsi tenacità, caparbità, ab…

…negazione, cultura

e io direi anche…

Un pizzico di fortuna.

< Ma iniziamo dall'inizio, da come mossi i miei primi passi.

Buongiorno.

Buongiorno. Piacere, Zalone.

Zalone.

Zalone.

- Piacere, Zalone. Si accomoda. - Signor Zalone… Mh?

< Leggo che lei è pugliese? - Sì.

< Ma vive qui vicino, a Milano.

Sono 30 anni che stiamo in Lombardia.

- Ormai sono lombardo! - Bene.

È la seconda volta che tenta il concorso nell'Arma?

- La terza. < La terza? Ah!

Qui c'è l'aggravante della recidiva, allora.

Come mai questa voglia di diventare un carabiniere?

È una passione che avevo già da bambino, a 10 anni,

perché c'avevo lo zio Giuseppe, carabiniere come voi.

Ah, ecco.

Quindi è stato lui che l'ha fatta entrare

in questo desiderio, in questa voglia di Patria.

Mi ha fatto entrare allo stadio, gratis, ogni volta che volevo.

< Chiamavo zio Giuseppe e mi faceva entrare. Tante cose.

Il Natale. Quando stava Natale, era bellissimo.

Lui faceva i sequestri dei mortaretti,

tric e trae, bombe, e li portava a casa,

li dava ai cuginetti e noi li speravamo.

Fino alle 4:00 a sparare gratis. Fantastico zio Giuseppe!

< Questo zio Giuseppe e ancora in servizio?

- Si, sta ancora in servizio. - Bene. Mi dice il nome.

Capobianco Giuseppe.

Gli mandiamo subito un accertamento della Finanza.

Sì, sì. La Finanza?

- Allora scrivi Capobianco Vincenzo. - E chi sarebbe?

Il fratello, sta nella Finanza.

Per esempio, loro facevano i sequestri di tonnellate di sigarette.

Eeeh, dico, 'na volta che mandava non dico la stecca, ma un pacchetto!

Il carabiniere è più signore.

< Checco: Non ci crederete, ma fui bocciato un'altra volta.

< Sì, mi aveva preso in antipatia quel colonnello, dai!

< Cose che capitano.

< Chi non è mai stato preso sul naso da un professore alle superiori?

< lo, perché non ci sono andato, ma sono cose che capitano.

< Ricordo il mio sconforto, la mia amarezza,

quel mio girivagare, senza una vera meta,

quando d'improvviso, di fronte a me, si accese una luce.

< Era la spia della riserva.

< Benzinaio: La benzina è dietro.

GPL, fai 7 euro.

< Checco: Ora mi toccava dirlo a mia madre,

che per farmi superare il concorso, si era rivolta a gente in alto, ma…

Molto in alto.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori...

Anna: Zitte, zitte!

Checco ha fatto lo squillo.

Senti, Maria, senti pure tu.

Mamma...

Mi hanno fregato.

Tre volte che va!

- Ciao, ciao. - Va' a da' via il cu, ti e Checco!

< Anna: È sfortunato, o' figlio mio! < Donna: A studiare!

Che vi devo dire?

< Checco: Svanito il sogno del carabiniere,

mi ripiegai a lavorare in quella stupida discoteca brianzina,

dove a far paura non era la violenza,

ma la mentalità gretta, pacifista di quella gente.

Checco, non ti posso vedere così. Che te ne frega di quel concorso?

Non ti demoralizzare!

< Tu sei fatto per fare sicurezza. - Questo è fare sicurezza, secondo te?

In un posto così?

< La sicurezza è azione, movimento, intervento.

Guarda.

Buonasera, signorina. Complimenti, bel balcone.

Complimenti pure a te, che… E vero?

- Grazie. - Entra, coglione.

È la mentalità che è sbagliata, Giovanni.

Ci vorrebbe un lavoro più alla tua altezza.

- Vado a fa' la pipì. < Vai vai, sto io qua.

Buonasera, signorina, complimenti per il balcone.

- Grazie. - Complimenti pure ate che…

- Che cazzo vuoi?! - No, scusa.

- Volevo vedere la mentalità, bravo. - La mentalità te la do io, va bene?

- Bravo. - Ciao, bello.

< Checco: Ma un vero uomo di sicurezza se che, prima o poi,

arriverà il suo momento.

La nostra intelligence ci segnala possibili atti terroristici

contro obiettivi sensibili, come monumenti storici e chiese.

< Checco: E deve farsi trovare pronto.

Occorre intensificare la sicurezza, con l'assunzione di altri uomini...

< Checco: Deve farsi avanti.

…professionalmente preparati e assolutamente fidati.

< Checco: Deve farsi coraggio.

La lettera che ho ricevuto da don Bruno,

che mi chiedeva di aiutare il figlio della sua perpetua per un lavoro,

convochiamolo, facciamolo arrivare.

< Checco: Deve farsi raccomandare, funziona così.

Don Bruno è stato un santo!

Tieni.

Mo che hai trovato il lavoro, a mamma,

ti trovi una bella ragazza. - Speriamo, mamma.

Compa', 'a machina?

- Sicurezza. Il vescovo dov'è? - E di là.

Guarda a chistu!

Gabriele, fai attenzione a queste colazioni.

Ora vai che è tardi.

Vai, vai, vai!

- Zalone, sicurezza. - Ivano.

- Hai portato le foto? - Sì.

Molto bene. Benissimo.

Presterai servizio all'ingresso dell'arcivescovado.

- Abbiamo visitatori da tutto il mondo. Conosci le lingue? - Sì.

- Inglese? - Yes.

- Francese? - Oui.

Spagnolo? - Pures.

- Dio ti benedica! - Si figuri, signora.

Ora vada, signora, grazie.

Importantissimo: fai particolare attenzione a chi visita il Vescovo.

Bisogna essere abbigliati come conviene: giacca, camicia.

Niente minigonne, niente scollature né braccia scoperte. Serietà!

Certo. Don Ivano, con me può stare tranquillo.

Chiamami Ivano, perché non sono ancora sacerdote.

- Non sei ancora prete? - Tra poco.

Quando ti ho visto ho detto:

"Questo ragazzo, così giovane, già inserito bene".

- Mannaggia a te! - Ti aspetto sotto.

- Quando entri, ricordati di baciare l'anello. - L'anello.

< Si può? - Avanti.

< Buongiorno, sono Checco. < Oh, il nostro Checco!

Accomodati.

- Allora, ti occupi di sicurezza, vero? - La sicurezza è il mio campo.

Da mo che gestisco situazioni di sicurezza.

Inizierai a lavorare per 3 mesi, ma se andrà bene come presumo,

avrai un contratto a tempo indeterminato.

- È quello di cui ho sempre ambito. - Appunto.

Chi ha iniziato qui da noi ha fatto carriera.

- Guarda Guido. < Checco: Quello di sinistra?

Sì, certo. Ha iniziato qui da noi

e ora eccolo lì, la guardia del corpo del Papa.

Si scattano i livelli?

- Checco! Al lavoro, forza! - Vado.

Guardi, don Vescovo, non si pentirai di me.

- Certo, è essenziale. - Certamente.

- Grazie. - Com'è andata?

- Bene, è simpatico il Vescovo. - Qualsiasi cosa, contattami.

- Okay. - Buon lavoro, Checco.

Eccoci qua!

Per questa giornata così importante. Grazie, sorella.

Colonnello, come va? Tutto sotto controllo?

- Certamente. - Bene.

Senta, Eminenza, ho visto uscire un ragazzo.

- L'ha incontrato? - Sì.

È il nostro nuovo addetto alla sicurezza.

- Quello? - Sì.

Eminenza, come responsabile della sicurezza, mi permetta di...

Mi è stato segnalato da una persona di cui non posso affatto dubitare.

Poi si rassereni, sennò il suo cuore fa i capricci.

- Piuttosto, come sta? - Bene.

Siccome è in ballo la mia promozione a Roma, non vorrei che…

- A Roma andrà. - Dice?

Piuttosto, una cosa. Fratelli, potete precedermi?

Vi raggiungo subito.

Siccome vorrei evitare che vengano tutti a chiedermi un posto di lavoro,

ho pensato a una cosa: Checco Zalone lo ha assunto lei.

D'accordo?

< Checco: Mi mostrai intransigente e deciso a fare osservare le regole.

< Checco: Forse non ci siamo capiti, così dal Vescovo non si entra.

Bracci scoperti, le zoccolette... Che stiamo, alla spiaggia?

Lei sa chi sono questi? Vengono dal Tibet.

Non mi interessa. Andate in Tibet, mettete la giacchetta, la cravatta.

Belli eleganti, come me. Anche uno spezzato,

ma gli infraditi, dai, su.

Eeeh! Guarda quest'altro. Signori, da questa parte.

- È di là il Vescovo. - No, c'è il barbiere.

Capobianco Gino, via Filippo Turati. Di': "Mi manda Checco", andate.

Signora, mi scusi, lo devi levare il velo.

- Perché? - Motivi di sicurezza.

Per gli stessi motivi, rimettilo.

Vogliamo retreggiare?!

< Checco: Anche i giornali cominciarono a parlare di me.

< Ivano, mandiamo una lettera di scusa, invitiamoli a tornare.

< Colonnello: Eminenza… Questo Zalone non è idoneo.

Colonnello, diamogli tempo. Non condanniamolo al primo errore!

Ivano, non lasciamolo all'ingresso.

- Teniamolo più dentro, riparato. - Meglio, sì.

Ah! La Santa Sede.

Sì.

< Checco: In quei corridoi, per quei luoghi misti,

tra angeli e demoni, mi sentivo in una di quelle storie

che ci racconta Don Brown. Chi non ha letto i suoi romanzi?

< lo, perché ho visto i film, per fare prima.

< Ragazzi, era la stessa cosa. Stessi possibili agguati,

stessi complotti,

da stroncare sul nascere.

< Prete (sussurrando): Faremo così, lo prenderemo nell'orto degli ulivi.

< Sarà il primo che io…

Cosa...?

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