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La spada normanna ita
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Publicado em: 2025-11-01
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As primeiras 200 linhas.

Avvicinatevi, York.

Non dovete affaticarvi, maestà. I medici dicono che il riposo...

Idiozie! Sto per andarmene

e non saranno quei quattro ciarlatani a impedirmelo.

Nessuna notizia di mio figlio?

Nessuna, maestà.

So bene che cosa state pensando, ma io vi dico... che tornerà.

Dio non può abbandonare chi lotta in suo nome contro gli infedeli.

Tornerà.

Quali notizie, Keats?

Sconvolgenti, vostra grazia. Enrico è in punto di morte.

- Una sciagura per l'Inghilterra. - O per i Normanni, vostra grazia.

Non è forse la stessa cosa, Keats?

Fino al ritorno di mio figlio governerete in sua vece, York.

Non sarà facile, lo so, siamo circondati

dal tradimento, dalla sete di potere, dalla corruzione.

Solo un uomo nelle cui vene scorre il sangue della nostra gente

potrà salvare l'Inghilterra e il suo popolo.

Contate su di me, maestà, non vi tradirò.

Proteggete mia figlia, è così giovane...

Non permettete che qualcuno... le faccia del male.

Siamo alla fine, che Dio ci protegga.

York... io vorrei che la pace...

- Il re è morto. Dio salvi l'Inghilterra.

Da questo momento, per volere di Enrico, assumo la reggenza.

Darman, Hans, Wolf, Conan!

Con me!

Metti in salvo la figlia di Enrico e che Dio vi assista.

Uccideteli!

- Dov'è la spada normanna? - Non la troverai.

Voglio sapere dov'è... ad ogni costo.

Non parlerò.

Bene, tu sai dov'è nascosta e allora...

Parlerai.

Sull'onore dei Cunningham, tu parlerai!

Portatelo via.

Stefano di Cunningham è re d'Inghilterra!

Lunga vita al re, morte ai suoi nemici!

Morte! Morte!

Il re!

Noi, Stefano Cunningham, duca di Wilford,

assumiamo il potere derivante

dal legittimo possesso di questa spada

e ci proclamiamo d'innanzi a Dio e al mondo

re d'Inghilterra e di Scozia

con tutti i privilegi connessi al rango.

Dio salvi l'Inghilterra!

Dio salvi il re!

Aggiralo e non farti sentire.

Eccolo.

No, aspetta. E' troppo lontano.

Accidenti!

Guarda là!

Che strane radici crescono da queste parti!

Oliver! Tricky! Venite a vedere!

Guardate.

Chi diavolo può essere?

- L'hai mai visto? - Mah! Perché non lo portiamo all'accampamento?

Sbrigati con quel daino, Archibald!

Sto morendo di fame. Vuoi vedermi stecchito?

Non è per te. Poiché sei il capocomico

vuoi sempre doppie razioni.

E' vero, Kitty, ma è colpa del teatro.

Da un anno a questa parte non rende più.

Quando c'è un boccone buono, si vorrebbe fare provviste.

- Come i cammelli! - Sì, proprio come un cammello.

Questo è per lo straniero.

Deve essere molto che non mangiate.

- Tenete. - Grazie.

- Voi siete attori girovaghi? - Sì.

Quello che sbraitava è il capocomico, Mortimer, un brav'uomo.

- Se ne volete ancora, ce n'è. - No, grazie, basta.

Per me quello ci prende tutti per i fondelli.

Non dire sciocchezze.

Perché dovrebbe farlo? Che cosa ci guadagnerebbe?

Un piatto di fagioli in più e un pezzo di daino

non cambiano la nostra posizione. - Quello è matto.

Uno che non sa da dove viene né come si chiama

per me non deve avere le rotelle a posto.

Per me quello è matto.

O troppo furbo.

Con i tempi che corrono, vorrei che la gente si scordasse che esisto.

Di che ti preoccupi? Non l'ha mai saputo nessuno.

- Scommetto neanche tuo padre. - Parla solo quando devi suggerire!

- Ho recitato sulle migliori piazze d'Inghilterra! - Ehi!

- Il barone... Il barona ha dichiarato...

- Conosciamo a memoria la storia del barone. - Grazie, Mortimer.

Nessuno sa dov'è andata Brenda? Eh, Oliver?

Ho detto qualcosa che non va?

Ho capito, avete litigato.

C'era una volta una dama bruna e una dama bionda

e un uomo misterioso e bello!

- Ehi, voi! Smettetela di spiarmi! - Io non sto spiando.

- Allora che fate? - Vi guardo.

- E' proibito? - Certamente no,

ma di solito davanti a un uomo nudo una ragazza dovrebbe fuggire urlando.

E' quello che succede normalmente, ma tra noi non ci facciamo più caso.

- Non vi fa sentire meno donna? - Può darsi.

Parlate troppo da gentiluomo per essere uno straccione qualunque.

- E' un complimento? - No, una domanda. Chi siete?

Non è una domanda semplice. Forse è la più difficile che si possa fare.

- Lo è per chi non vuole rispondere. E' così? - Vi sbagliate, Brenda.

Che fa una donna come voi in mezzo ad un gruppo di poveri saltimbanchi?

- Ero io che facevo le domande. - Ora le faccio io.

- Da quanto siete con loro e quanti anni avete? - Facciamo un patto.

- Io smetto con le mie domande e voi con le vostre. - D'accordo.

Allora di che parleremo?

E' proprio necessario parlare?

- E' tutto quello che sapete fare con una donna? - No.

Che bell'incontro! Mi dispiace avervi disturbati, piccioncini.

- Spero non vi sarete spaventati. - Che cosa volete?

Quanta arroganza! Non credi che meriterebbe un calcio nel sedere?

- Che ne dici? - Levatevi di torno, in fretta!

Adesso mi hai stancato.

Vieni qui, fammi vedere che cosa stavate combinando.

- Sono più in gamba del tuo amico. - Tra poco non lo sarai più!

Vai via, corri!

Disarmatelo!

Disarmatelo, presto!

Se la cava troppo bene con la spada per essere un ladro di galline.

Forse è un pesce più grosso di quello che sembra.

Portatelo al castello!

Sono un vigliacco, Mortimer. Sarei potuto intervenire, ma...

A volte la gelosia gioca dei brutti scherzi. Eh, Oliver?

Comunque non prendertela.

Spero che se la cavi.

Vorrei incontrarlo di nuovo e dargli la mia amicizia.

Saresti ancora geloso di Brenda?

Forse, ma questa è tutta un'altra cosa.

Io ti conosco.

Ne sono certo.

Conosco il tuo volto.

Ho già visto quegli occhi, quella fronte.

Dimmi, qual è il tuo nome? Qual è il tuo nome?

Non lo so... maestà.

- Ve l'ho già detto, non ricordo più niente. - Tu menti!

Hai 48 ore di tempo per scoprire la sua identità.

Portatelo via!

Voi state male. Vado a chiamare qualcuno.

E' inutile, figliolo... non verranno.

La mia vita non ha più valore per loro.

Perché ti hanno rinchiuso in questa specie di tomba?

Preferisci tacere?

Il silenzio è l'unica arma che i tiranni hanno lasciato al popolo.

Voi siete il barone di York, vero?

Barone...

E' una parola senza significato ormai.

Dalla morte di Enrico niente ha più senso

in Inghilterra. Puoi dirmi il tuo nome?

- Mi chiamo Ivanhoe. - Ivanhoe?

Certo, conoscevo un Ivanhoe

tanto tempo fa.

- Parlate di Ivanhoe il normanno? - Proprio di lui.

Era... un bravo ragazzo.

Ma io sto sognando.

Ivanhoe è morto.

No, non state sognando. Io sono Ivanhoe.

- Ma non eri... - In Terra Santa, con il figlio di Enrico.

Fu ucciso in un'imboscata, tutto il nostro esercito distrutto.

Ho vissuto più di nove anni nel deserto

prima di riuscire a raggiungere l'Inghilterra.

Ma non appena sbarcato

mi sono reso conto

di essere un intruso.

Nessuno si ricordava di noi, nessuno.

Enrico era morto e al suo posto regnava il duca di Wilford.

E' un usurpatore, un verme immondo.

- E' l'erede della spada normanna. - No, Ivanhoe.

Io so che non è vero. Quella spada è un falso.

Stefano ne ha fatta forgiare una simile per ingannare il popolo.

La vera spada è al sicuro... tra le montagne della Scozia.

La conservano i Picts e la consegneranno solo

a chi potrà esibire lo stemma della dinastia normanna.

- Dov'è lo stemma? - Non lo so.

Prima che mi gettassero in questa cella

lo avevo consegnato alla nutrice della figlia di Enrico.

Forse quella povera bimba è morta. Non lo so...

Ascoltatemi, York.

Io uscirò di qui.

Se Stefano ha conquistato il trono con l'inganno,

io lo smaschererò, ve lo assicuro.

Sarà difficile.

Eppure tu... devi tentare. Ascoltami.

In questa cella c'è un passaggio,

un pozzo dove gettano i cadaveri dei prigionieri. Là.

- Qui? - Sì, figliolo.

Grazie, York.

Basta.

Basta!

- Keats. - Maestà.

Voglio quell'uomo vivo o morto. Ne sei responsabile personalmente.

- Chiaro? - Chiaro, maestà.

E' un nobile di Stefano.

Che hai contro i nobili?

I nobili sono il veleno dell'Inghilterra.

Per me equivalgono a tante ghinee.

Non sempre. Io sono un nobile senza un soldo.

Non ti credo. Chiederò un grosso riscatto a Stefano, mille ghinee!

- Che hai da ridere? - Mi diverte l'idea del riscatto.

Stefano mi cerca per impiccarmi.

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