As primeiras 200 linhas.
PRIMA COMUNIONE Sottotitoli di: Pierre Janssen, 2015.
Questi sottotitoli sono per la versione doppiata in italiano di questo film.
È Pasqua, è Pasqua, siamo tutti molto felici,
cantiamo da ogni parte, trallaralallalero.
È Pasqua, è Pasqua, siamo tutti così puri,
scriviamo sui muri "Viva la bontà!"
Abbracciamoci e stringiamoci, perché siamo tutti fratelli!
Giacche e ombrelli li diamo ai poveri!
È Pasqua, è Pasqua, siamo tutti molto buoni,
scrittore, regista, il pubblico e Carloni.
Sì, signori, Carlo Carloni, proprietario di questa panetteria..
Che porta chiaramente il segno della sua bontà.
Guardate quanta bianchezza in queste vetrine: colombe bianche, pecore bianche...
Sembra che siano vive! Sono il vero simbolo di questa giornata di pace...
di questa giornata di pace.
Di questa giornata di fratellanza, di dolcezza, di amore.
Saluti, saluti, saluti...
Guardate, questo è il negozio del signor Carloni. Ora lo incontreremo personalmente.
Aspettate, qui ci sono due signori sorridenti. Godiamoci la scena.
- Cara. - Saluti, saluti a mamma, papà, zia, saluti a tutti!
- Felicità e soldi. - Grazie, anche per te, tua moglie, i figli...
tutto ciò che desideri!
Tanti auguri! Grazie, e tanti auguri!
C'è ancora il diritto di sperare nelle persone!
- Auguri! - Scusi, può prestarmi 1.000 lire?
- Non ho il piacere di conoscerla. - Ma è Pasqua...
La vedevo così disponibile e sorridente, perciò ho pensato a 1.000 lire.
- Non le ha? - Che domanda!
Se dovessi dare 1.000 lire a tutti quelli che le chiedono...
Ha ragione, mi perdoni. In ogni caso tutto ciò che è augurabile.
Auguri! 1.000 lire!
1.000 lire? Allora prestamele!
Io?
Vedi? Salutare è una cosa, 1.000 lire è un’altra...
Attenzione ad attraversare! Arriva un’auto.
Questa è l’auto del signor Carloni. Vediamola da vicino, eh?
L’ha appena comprata e vuole inaugurarla in questa luminosa mattina di Pasqua.
Questi sono gli impiegati amministrativi del negozio...
intelligenti e pieni di ammirazione per il loro capo.
Infine, conosciamo Carlo Carloni...
che sta ancora dormendo.
Questa è la domestica.
Pietro, cosa fai? Vuoi svegliarlo!
Mi ha chiesto di chiamarlo alle 8:00. Devo andare!
Cinque minuti di ritardo!
Eccolo! Che uomo felice!
Difendono persino i suoi ultimi cinque minuti di sonno.
Infatti, sogni.
Vediamo cosa sogna? Bene!
Oh, il mare... Anima di un poeta.
Ma!
Oh! Per il clacson è andata ancora bene.
Si parla ancora del suo stile di guida.
A dire il vero, ha appena preso la patente.
E non volevano nemmeno dargliela!
Oh! Sogna che il clacson resti incastrato, pover’uomo!
Bravo! Sei riuscito a spegnerlo. Congratulazioni.
Sì, ma il clacson ricomincia..
E gli fa rivivere la paura del 1943.
Doloroso, eh?
Ha detto che sarebbe stato un brav’uomo per tutta la vita...
se ne fosse uscito vivo.
No, non preoccuparti. È solo l’auto!
Ti eri accordato per essere svegliato dal clacson?
Così tutti i vicini sono costretti ad ammirare il tuo nuovo acquisto, eh?
Che succede?
Oh! Non voglio farmi vedere trasandato dalla donna dei miei sogni!
- E sì. È lei. - Pietro?
- È la nuova auto? - Sì, sì.
- Buongiorno, Maria! - Buongiorno, colonnello.
- I migliori auguri, signora! - Grazie, Colonnello!
- Auguri. - Auguri!
Hai visto quanto è luminoso?
Che cielo! Che cielo abbiamo!
Questo è Antonio, un vero patriota. Per lui anche Pasqua è una festa nazionale.
- Che succede? Piove? - Oh, scusa!
Oh, siete voi, signora Veronica! Non importa, dai...
- innaffia anche i tuoi fiori. - Devo continuare?
Questo è il funzionario sanitario, i vicini lo chiamano "lo spazzino".
Adele?
È sua figlia, oggi fa la prima comunione.
Sua moglie.
L’unica famiglia povera qui. Vivevano nell’appartamento durante la guerra..
"Ma se ne andranno presto, "la guerra è finita
e ognuno deve tornare al proprio posto."
Carloni lo dice sempre. Inoltre... l’appartamento è accanto
al suo, e ha il diritto di... espandersi, no?
Sì, devi ammettere, si vede la pancia.
Prova a trattenerla... quindi.
Stai sulle punte dei piedi...
Vedi, è meglio?
Ma così non puoi restare tutto il giorno!
Troppo!
Basta, basta, ho capito!
Sono le 8. Buongiorno signor Carloni.
Ma figlio mio benedetto, così scarichi la batteria!
Papà!
Tanti auguri, papà!
Quanto sei bella! Quanto sei bella, con quelle trecce dorate e fiocchi bianchi!
Dai papà ora...
- Basta, basta, papà. - Perché?
Il giorno della tua Prima Comunione non puoi giocare.
Oh, scusa, è una cosa seria.
Oggi devi essere la bambina più bella di Via Meriggi. Di Roma.
Del mondo!
Passami il caffè, altrimenti si raffredda. Vai già a mettere il vestito.
- Non l’hanno ancora consegnato, papà. - Cosa?
- Ma arriverà. - Non hanno ancora consegnato il vestito?
Cosa? Non ancora?
Maria?
Ma è vero che non hanno ancora consegnato il vestito?
- Cosa? - Cosa, cosa?
Annetta dice che il vestito non è ancora stato consegnato.
Cosa? Come?
Può arrivare da un momento all’altro, tesoro.
Scommetto che devi tornare dalla tua sarta.
Ecco, vedi? Te l’avevo detto! È qui!
Grazie al cielo! Speriamo che questo sia un vestito benedetto!
Vado, signora!
Vestitela subito!
Occupati solo di lei, e io...
Pietro!
- Tutto bene? - Tutto bene!
- E ora manovra. - Ok! - Poi, dopo...
Che macchina meravigliosa!
È italiana, naturalmente, signor Carloni, è italiano?
Un vero italiano, ultimo modello!
Le auto italiane sono le migliori del mondo.
- Quanti km all’ora fa? - 120. - 120!
Ma su una buona strada sono arrivato anche a 130!
130!
- Allora? Che succede? - Sono i fiori di Rinaldi.
Tesoro, non ci siamo ancora scambiati gli auguri,
Tutto ciò che si può augurare.
Il desiderabile. I fiori... ma il vestito?
Beh... vedrai che arriverà...
20 anni fa, il giorno del loro matrimonio..
Dal fotografo Petruzzelli, in Via Bergamo 32.
Un sorriso...
Fermi per favore.
- Ti amo tanto, amore. - Anch’io, amore.
Scusi, guardi qui un attimo.
Grazie! Ti amerò sempre, e tu?
- Sempre, amore. - Per favore!
- Giuralo. - Pronto?
- Giura, giura, giura... - Sì. Lo giuro.
Oh no! Pazienza per favore! Sorridete come prima...
Ecco... così!
Aspettate un momento!
Non è una sarta, è una lumaca!
Ma, dico, come si può scegliere qualcuno che vive nella giungla?
L’hai scelta tu, perché a me non piace!
I Rinaldi sono fuori. Ciao! Tanti auguri!
- Calma, e ringraziali per i fiori. - Ne avevamo proprio bisogno!
- Buona Pasqua! - Grazie..
Ma perché vi siete presi la briga di mandarci quella... robaccia...
È una sciocchezza.
Grazie, ci vediamo dopo. Quindi andiamo insieme in chiesa.
- Se non è troppo presto! - Andiamo ora! - Anch’io! - Ci vediamo!
Ci vediamo lì!
- Ci vediamo presto! - Presto, sì. - Arrivederci.
Ma... hai salutato quella donna? Oh sì? Bene!
È Pasqua, tesoro. Oggi saluto anche un ladro, un assassino.
Sai che il suo amante ha una moglie? E quattro figli!
E allora?
Capiscilo...
Meglio ancora il vestito!
Ma non puoi andare in macchina? In realtà non è così lontano.
Io? Dalla sarta? In macchina? Dentro.
Userò la macchina quando andrò in chiesa con mia figlia, ok?
- Ecco, signora. - Vai a preparare il bagno.
- Spero non sia successo niente. - Chiamala.
- Non ha telefono. - Cosa?
- Non ha telefono? - No.
Dannazione! Proprio una sarta a Roma senza telefono, e hai scelto lei!
Porta questa roba.
Beh, è un tuo problema! Io non vado.
Non sono il fattorino della sarta, capisci?
Papà! Guarda il velo, mamma. Vedi, mamma?
- Non è troppo lungo? - No, va bene.
- Ecco il vestito, mamma! - Finalmente è arrivato!
Signora, tanti auguri, anche al maestro.
- Grazie! - In che senso grazie?
Ringrazio te, Paolo, e tutti voi del negozio.
- Antonia! - Eccomi, signor Carlo!
Grazie mille. Paolo, grazie a tutti.
Maria?
- Era il vestito? - No.
Lo avremo ancora, mamma?
Sì, vedrai che arriverà ancora, tesoro. Togli il velo, dai.
- Oh! Grazie a Dio. - Maria!
- Sì? - Il calzascarpe!
Sì arrivo!
Deve essere qui!
Sì, l’ho trovato. Ma rimettilo nello stesso posto, buon Dio!
Non era sulla panca?
Beh, dov’è? Come si chiama, quella lumaca?
Sì, quella sarta! Dato che non c’è altra soluzione, vado io!
Dove abita?
Via Reno 24. Chiedere di Clelia Giacobini.
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