The first 200 lines.
Cazzo.
Vai al mercato. Brucia questo messaggio.
- Ehi. Finalmente vado a casa. - Ciao.
Volevo solo fare un saluto.
- È stato un gran giorno. - Sì, vero.
- Tutto bene? - Sì.
Sei stata brava al Consiglio.
Credo sia l'inizio di qualcosa di speciale.
C'è puzza di fumo qua dentro.
Non mi è piaciuta la zuppa, quindi mi sono riscaldata della pizza.
Ok, be'...
- 'Notte. - 'Notte.
Il messaggio in sé non è motivo di grave preoccupazione.
Ciò che preoccupa è la sua decisione di mentirti al riguardo.
Il farmaco può cancellare solo ciò che è stato,
ma se non si fida della nuova narrazione,
abbiamo tutto un altro problema.
E tu, Camille, sei la narratrice di cui lei deve fidarsi.
Non capisco perché ci voglia così tanto.
Avevi detto un mese, due al massimo.
Abbiamo 352 anni di dati
che dimostrano l'efficacia del protocollo,
la maggior parte delle volte, se implementato correttamente.
Sei silo sono stati completamente resettati con successo,
compreso il vostro, 140 anni fa.
E ci sono stati individui trattati, nel frattempo.
Prendo atto della tua frustrazione.
Per quanto dimostrato ampiamente efficace, ci sono state anche delle eccezioni.
Casi anomali come Juliette Nichols a cui è servito un trattamento prolungato.
Tu, Camille, hai a che fare con un caso anomalo.
Ora mi sento molto meglio.
Il suo sogno indica che alcuni ricordi del suo ritorno
sono rimasti nell'inconscio.
Prosegui il protocollo farmacologico per altre due settimane.
Rafforza la sua scorta e raddoppia gli sforzi,
per assicurare a Nichols che tu sei la sua alleata più fidata.
A 50 km da Cartersville.
Vista mozzafiato del tramonto sopra Pine Mountain.
Sì, avevamo...
cavalli, anatre e capre.
Questi due bulldog.
I cani più rabbiosi che Dio abbia creato.
Non facevano che rincorrerci dal cancello a casa, quando scendevamo dall'autobus.
Quando ti ho detto che mi avevano scelto come...
mascotte dei Bulldogs dell'Università della Georgia...
Lascia stare.
Che c'è?
Be', hai riso così tanto che...
te la sei fatta addosso.
Non sembro una sorella molto gentile.
Mamma si chiamava Grace.
Papà...
William.
Ti prego, io...
Mi dispiace...
Donald, è che...
- non so cosa dire. - No.
No, non ti scusare. Scusami tu.
Cazzo.
Tutto bene?
Di solito non impreco contro oggetti inanimati.
Niente di peggio con cui prendersela.
Poi questa macchinetta ci provoca da mesi.
Tranquillo.
Non si preoccupi.
Tutto ok?
Sì, mia sorella è qui.
Be', almeno fisicamente.
Sto lì con lei, con cui ho parlato ogni giorno
per trent'anni e ora mi guarda come se fossi l'autista di Uber.
Lei è Daniel.
La aspettavamo, sono Victor Crnkovich.
Sono il medico di Charlotte.
- Salve. - Salve.
È un piacere.
Già. Temo di essere io il motivo per cui non si ricorda di lei.
TRATTA DA "TRILOGIA DEL SILO" DI HUGH HOWEY
Dunque, questa terapia,
è come installare un ponte levatoio tra lei e la sua memoria.
Un divario di sicurezza, tra il piano superiore e inferiore.
Se utilizzato troppo a lungo, il ponte rimane su, diventa permanente
e non riacquista più la memoria,
ma quando sarà più forte, interromperemo la terapia,
abbasseremo il ponte, lo attraverseremo e sceglieremo, in effetti,
quali ricordi riprenderci e quali lasciarci alle spalle.
L'ho persa al ponte levatoio?
No.
Non lo so. Sì.
Oggi non mi aspettavo di dover affrontare una conversazione simile.
Quando il ponte levatoio si abbassa, come recupera i ricordi?
Le raccontiamo la sua storia, più e più volte.
La sua storia?
Ok.
Perché sono gli esseri umani a governare il mondo e non le scimmie?
Non lo so.
Il pollice opponibile.
Miglior controllo motorio.
- Cervello più grande, meno peli. - Ok.
Proviamo così. Cosa fa lei tutto il giorno?
Ultimamente, chiamo sconosciuti ed elemosino denaro.
Esatto. Contatta delle persone e racconta loro una storia.
Prende dei dati e vi costruisce un significato.
È ciò che facciamo, ciò che siamo: narratori, creatori di significato.
È il nostro unico superpotere.
Lei, io, Charlotte,
siamo solo un insieme di storie che abbiamo raccontato a noi stessi.
La memoria è la nostra biografia interiore.
Informazioni che abbiamo raccolto con l'intento di dirci chi siamo.
Il farmaco ha cancellato il libro di Charlotte.
Ok? Come ho detto,
interromperemo i farmaci e, un ricordo alla volta,
lei lo riscriverà, con la sua storia.
- Un ricordo alla volta? - Un ricordo alla volta.
Sorella amorevole.
Brillante aviatore della Marina.
Anche la missione in Iran, ma questa volta ha scelta,
Daniel, ha la possibilità di non distruggerla con tutta la verità.
Il trauma di ciò che è successo alla sua squadriglia.
Ha la possibilità di farle voltare pagina.
Potrei mentirle?
Mi crederebbe?
Perché dovrebbe mentirle?
Be', ha alcune opinioni su di me che non mi dispiacerebbe dimenticasse.
In realtà, potrebbe inserire una bugia.
Ci vorrebbe molto tempo e un grande impegno.
I ricordi reali si attivano più velocemente, perché ci sono già,
solo che non riesce a vederli.
Avrà bisogno di manufatti per riportare alla mente i vecchi ricordi.
Oggetti della sua vita, della sua infanzia.
La memoria è nel corpo, non solo nel cervello.
È...
È nei profumi del passato e nel significato
che attribuivamo agli oggetti che avevamo da bambini.
Li usiamo come scorciatoie per attivare i percorsi neurali.
I nostri genitori sono morti quando eravamo giovani.
Ci siamo trasferiti da nostra zia.
Non ci sono molte cose della nostra infanzia.
Mi dispiace, ma c'è altro al di là degli uno e degli zero.
Non si tratta solo di neuroni e assoni, c'è qualcos'altro.
Qualcosa di misterioso, come...
come l'anima.
E non può essere controllata, né da me, né da nessun altro.
Quindi, qualche volta, magari il 10% delle volte, non funziona.
Ma lei sta reagendo bene, quindi ha motivo di sperare.
Ok?
Ok.
IL PATTO
Scusi l'interruzione, capo. C'è una donna qui fuori.
Ha denunciato la scomparsa di una persona, ma non se ne va, finché non le parla.
Non è una qualsiasi denuncia di una persona scomparsa.
Il nome della persona scomparsa?
Orla Kent.
È mia sorella.
L'ombra del capo di Ricambi?
L'ho vista ieri al Consiglio del Silo.
Ci ho parlato.
- È scomparsa? - Viene da me ogni sera,
dopo il turno.
Ieri sera, niente.
- Forse è tornata a casa ed è crollata. - No, avrebbe mandato un messaggio.
I miei sono anziani.
Si preoccupano, è il nostro accordo.
Sin da bambine.
Nessuna assenza ingiustificata, nessun motivo di preoccuparsi.
Senta, so che è impegnato con tante cose
molto più importanti per la gente del Silo, ma qualcosa non va.
Me lo sento nelle ossa.
Ho mentito ai miei genitori.
Ho detto loro che Orla ha dormito da me la notte scorsa.
Oggi non posso mentire di nuovo.
Ok.
Ok.
CARLA MCLAIN - REPARTO: RICAMBI
Grazie.
Mi servono notizie su Orla Kent.
Deve contattare sua sorella.
Davvero in stile Frankenstein.
Crnkovich?
No, io.
Mi chiede di...
entrarle nel cervello con un carrello della spesa,
raccogliere un insieme di pezzi e ricostruirle l'anima.
Be'...
chi siamo, se non la somma dei nostri ricordi.
Giusto?
Immagino di sì.
Senti, pensavo di andare a controllare come sta, se sei d'accordo.
Non ho fatto il militare, portare caramelle e riviste a un veterano ferito
è il minimo che possa fare.
Certo.
Daniel.
- Ehi. - Helen.
- Ciao. - Ciao.
Conosci Anna Thurman?
Helen Drew.
Non ufficialmente.
Le argomentazioni di sua madre sono inattaccabili da quando c'è lei,
quindi...
Io ed Helen ci siamo ritrovati per caso a un appuntamento.
Non era un appuntamento.
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