The first 200 lines.
:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
Se tradurre vi appassiona e diverte, venite a tradurre con noi.
Difficile non impressionarsi quando in Occidente
si vedono case intere spazzate dalle inondazioni.
Incendi che si estendono da un capo all'altro del Texas.
Tornado... E' gia' stata avvistata una dozzina di tornado.
I liberali diranno: be', se e' freddo, e' il riscaldamento globale,
se nevica, se c'e' caldo... anche.
Non c'e' nulla che non provi che c'e' il riscaldamento globale.
Le ultime stime sulla ricostruzione per l'uragano Irene
sono gia' di 7 miliardi di dollari.
Il 2011 e' ormai sulla buona strada
per essere l'anno piu' costoso di sempre per danni causati dal clima.
Una siccita' di proporzioni storiche ha colpito il Nepal.
In Russia e' tornato l'orrore degli incendi.
Lei dice che e' stata una cosa mai vista prima.
16 degli ultimi 20 anni sono stati i piu' caldi mai registrati.
- La scienza non e' in... - Si', che puo'.
- No. Stuart, smettila! - La discussione e' finita.
No!
In realta' il globo si sta raffreddando e lo fa dal 2002.
Sono tutti d'accordo che non c'e' accordo.
Cioe', tu come non... il riscaldamento globale e' vero!
Stai per auto-implodere.
Le calotte di ghiaccio, i poli non stanno per sciogliersi,
gli oceani non inonderanno le coste.
Vi assicuro che tra 20 anni saro' io a ridere.
Spiaggia di Jokulsarlon, Islanda.
La cosa peggiore e' che se restassi qui mi bagnerei parecchio.
No. Cadi, provi a scappare, sbatti il ginocchio su un pezzo di ghiaccio
e ti sei fottuto il ginocchio.
Ah, devo proprio... devo fare questa foto.
La prima volta che lavorai con James, mi fu evidente come
gestiva le cose, capite?
Va bene, svelti!
Perche' questa luce non durera' per sempre.
Spinge... sta cercando qualcosa.
- Hai della corda in auto? - Si'.
- Va a prendere quel che hai. - Va bene.
Va bene, sono... sono quasi certo che mi bagnero', va bene?
In effetti sono cosi' certo di bagnarmi che mi togliero' gli stivali.
E fu molto interessante perche' era il suo primo vero incontro
guardando il ghiaccio in quel modo.
Se ne innamoro' proprio.
La' fuori c'e' questo universo senza limiti di forma.
E' proprio...
surreale, di un altro mondo.
Scultoreo, architettonico...
follemente, assurdamente bello.
E fu allora che pensai: 'bene, la storia e' nel ghiaccio'.
In qualche modo.
'All'inseguimento dei ghiacci'
Traduzione: cerasa
Avevo, mmm... 25 anni o giu' di li'
e stavo finendo il mio master in geomorfologia.
E... mmm, amavo la scienza,
ma non m'interessava fare lo scienziato.
La scienza moderna era tutta statistiche
e simulazioni al computer. Non faceva per me.
Non avevo contatti nell'ambiente della fotografia
e non conoscevo quel mondo.
Ma l'impudenza giovanile puo' portare lontano,
far succedere le cose, e cosi' fu.
Avevo la convinzione che il problema piu' importante
del nostro tempo fosse l'interazione tra uomo e natura.
Uno dei soggetti che iniziai ad osservare furono i cacciatori,
ma erano foto sanguinarie, cruente, dure da guardare.
Per me sono difficili da guardare ancora oggi.
Cosi', quando ebbi l'idea di osservare la fauna selvatica in via di estinzione,
capii che avevo bisogno di mostrare le cose
in maniera piu' seducente.
Dovevo osservarle in modo
di coinvolgere la gente, trascinarcela.
Ha sempre una visione ampia.
Non sta guardando questa fettina microscopica.
Sta guardando cio' che l'umanita' sta facendo
da una prospettiva larghissima.
I suoi libri ti costringono a considerare la natura in un modo
che non sei abituato a guardare.
Vi obbliga a pensare. Mi obbliga a pensare.
Ed e' cio' che amo del lavoro di James.
Sapete, Ansel Adams fu il padre
di tutta la fotografia paesaggistica e creo' un movimento
per lande selvagge come potevano fare solo le immagini.
E ora c'e James con lo stesso tipo di visione,
ma grazie alla tecnologia puo' fare di piu'.
Non si tratta solo
di scalare montagne e sporgersi dalle scogliere.
Ha l'abilita' di catturare e trasmettere la natura.
Osservarla e conoscerla e' una cosa, ma condividerla,
e farlo in modo cosi' efficace, puo' cambiare il mondo.
Feci ricerca per un paio d'anni sui cambiamenti climatici
cercando di scoprire cio' che si poteva fotografare al riguardo
per rendere interessanti le immagini.
E alla fine capii che l'unica cosa che, secondo me,
andava bene, era il ghiaccio.
Venne da noi con una proposta
per tracciare il profilo di un ghiacciaio in Islanda.
Gli dicemmo: 'Be', guarda,
perche' non facciamo una cosa piu' grande?'.
Fini' in copertina.
L'articolo piu' famoso e piu' letto degli ultimi 5 anni.
Mentre fotografavo, iniziai a provare la forte sensazione
che fosse una missione esplorativa per qualcosa di molto piu' grande,
e molto piu' duraturo, che stava per svolgersi.
Ghiacciaio Solheim, Islanda
Prima di tutto andai sul ghiacciaio Solheim
che stava modificandosi.
Quel ghiacciaio arretrava di diverse centinaia di metri l'anno,
che e' parecchio.
Di solito avanzano leggermente nel periodo invernale,
e si ritirano un po' in estate,
ma quando si vedono cambiamenti enormi
si va oltre un comportamento normale.
C'era proprio la reale sensazione che il ghiacciaio stesse per svanire
come un vecchio decrepito che crolla a terra e muore.
Fu molto suggestivo, molto emozionante.
Per essere uno che aveva fatto alpinismo per tutta
la vita adulta, ah, e formato in campo geologico,
non avrei mai immaginato
che si potessero vedere i segnali di questa grande scomparsa
in un tale, breve periodo di tempo.
Ma quando accadde, quando lo vidi e capii... mio Dio!
C'era un forte pezzo di storia che si dispiegava
in quelle immagini stesse e dovevo tornare negli stessi posti.
Quindi posizionai diverse fotocamere
intorno al ghiacciaio per tornare e scattare singoli fotogrammi.
Sapete... uno in aprile, uno in ottobre,
per vedere come cambiava in 6 mesi.
6 mesi dopo
Proprio dov'e' Svav. Proprio li'.
Ecco dov'era esattamente il ghiaccio. Proprio la'.
- Giusto? Passo. - Ah, si', e' dove...
Quel ghiacciaio era cambiato cosi' tanto,
non scherzo, che siamo rimasti li' per circa 3 ore
per cercare i segni di 6 mesi prima.
Guardavamo il ghiacciaio pensando d'esserci sbagliati,
di non essere nei posti giusti.
Sembrano venire da laggiu'.
6 piedi
6 mesi dopo.
Stessa posizione della fotocamera.
6 mesi dopo
E quando vidi le foto, mi si accese una lampadina.
Capii che il pubblico non vuole sentire
altri studi statistici, altre simulazioni al computer,
altre proiezioni... cio' che la gente voleva erano delle prove
visive credibili e comprensibili,
qualcosa che li afferrasse per le budella.
Cosi' creai questo progetto che chiamai 'Extreme Ice Survey', EIS.
L'obiettivo iniziale era sistemare 25 fotocamere per 3 anni.
Avrebbero scattato ogni ora con la luce diurna.
Avremmo scaricato le fotocamere ogni tanto
per tramutare i fotogrammi singoli in videoclip
che avrebbero mostrato il cambiamento del paesaggio.
Sostanzialmente pensavo che bastasse acquistare l'attrezzatura
trovandola su qualche scaffale, assemblarla e piazzarla la' fuori.
Ero proprio un ingenuo.
Ah, andava costruito uno specifico computer
e occorreva risolvere migliaia di piccoli dettagli tecnici
andando per tentativi ed errori,
perche' non era mai stato costruito prima.
Ed era chiaro che doveva essere uno sforzo collettivo.
Io non mi occupavo di fotografia,
ma gli dissi di venire qui a dare un'occhiata
perche' ero curioso e volevo davvero fare tutto cio' che potevo
per parteciparvi.
Svav e' l'assistente di campo in Islanda.
Pronto?
Per quanto possibile.
Questi sono piu' attraenti perche' credo siano piu' pittoreschi,
e sono ancora grandi.
Jason e' davvero un pozzo d'esperienza
per i ghiacciai della Groenlandia e la logistica in loco,
su cio' che i ghiacciai stavano facendo.
Tad e' un glaciologo. Lui e' proprio un nonno,
il padrino delle conoscenze di base sui ghiacciai in Alaska.
Da che lo conosco, lo scopo e la portata di EIS e' maggiore
di ogni altro suo progetto.
Lavorarono tutto il giorno
in quello che era il nostro piccolo garage trasformato in laboratorio,
a volte fino alle 11, mezzanotte.
James mi spedi' una lista di aggeggi
che non avevo mai sentito nominare: piccozze e ramponi da ghiaccio,
tutta roba tecnica da arrampicata che non avevo mai utilizzato prima.
Ricordo che pensai che non intendevo arrampicarmi sui ghiacci
o roba simile, e' pericoloso, moriro',
ma ovviamente andai comunque in Islanda con James.
- Gesu'... - Che c'e'?
Spiaggia di Jokulsarlon, Islanda
Ho solo detto Gesu' Cristo.
Sto solo sottolineando quanto brutto e' il tempo.
Si', non ne ho bisogno.
Lo so.
L'essenza del sistema di fotocamere si basava sul porre dell'elettronica
molto delicata nelle condizioni piu' difficili del pianeta.
Dovevano resistere a venti fortissimi.
A temperature di 40 sotto zero.
Non e' l'ambiente esterno migliore per della tecnologia.
Ghiaccaio Solheim, Islanda Prima installazione fotocamere
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