Weekend, Italian Style

Weekend, Italian Style (L'Ombrellone)

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Published on: 2026-04-23
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The first 157 lines.

Marcello, queste cose non mi divertono più. Con Lalla? Figurati!

Approfitto del ponte e passo tre giorni al mare.

Voglio annoiarmi, sono stanco. Così faccio contenta la mia mogliettina.

Mi chiamano da Riccione. Ti chiamo al ritorno.

Va bene, signorina, attacco. Ciao, Marcello.

Sì? Hotel Baltic?

Sono l'ingegner Marletti, vorrei parlare con mia moglie. Grazie.

No, quando si sveglia, le dica che suo marito arriva in mattinata.

Suo marito! Grazie, arrivederla.

- Indietro! - Vado. Per favore, un passo indietro. Grazie.

- Si muova! - Lo dica a quelli di Milano. - Indietro.

Prego!

Scusi, l'Hotel Baltic?

Addio!

Piano!

Scusi.

Permesso.

Prego, osservate. Sono fatte a mano.

- Non mi dica di no, le prenda. - Marletti?

- Stanza 224. - Guardi, sono lenzuola da corredo.

Sono sposato.

Calmi. Siamo in ascensore!

State fermi!

- Ma che avete? - Tiramela!

Miao!

- Giuli! Giuliana! - Chi è?

- Sono io, Enrico. - Ciao, tesoro!

- Amore mio, sono arrivato. -Vengo subito. - Voglio vederti!

Giuggiolina!

- Ti ho portato un regalino. - Grazie! Mettilo lì.

Sì.

Giuliana, hai comprato delle lenzuola?

Sono lenzuola che ho comprato dalle suore per beneficenza!

Non ho potuto dire di no. Non sgridarmi!

- No, no. - So che sono brutte. Enrico! Cosa mi hai portato?

- Una sorpresa. - Grande?

Sì, abbastanza.

- Giuggi, vieni fuori! - Un attimo, tesoro. - Su!

Sei al mare e fai il bagno nella vasca? Apri!

Eccomi, noiosone.

Lasciami, ho appuntamento con il parrucchiere.

No! Ogni volta che mi vedi pensi solo a questo.

Sì, sono tre settimane che ci penso.

Se sapevo che mi castigavi, prendevo provvedimenti.

- Dov'è il regalino? - Lì sopra.

Uno, due, tre, quattro e cinque. Grazie, signor Spilorcini!

Intanto questi li metto via.

Io vado dal parrucchiere. Tu cambiati e poi mi raggiungi.

Marletti, piacere. Non c'è male, grazie.

Porca miseria!

Signore!

- La valigia. - Sì, va bene.

E' la mia, lasciala pure lì. Si bussa prima di entrare.

Ho bussato.

- Vai. - Grazie.

- Con permesso. Posso? - Prego.

- Scusi. - Scusi lei.

- Giuliana, quando finisci? - Come? - Domani!

Non potevi farli ieri i capelli?

- Se non vuoi aspettarmi, vai nella hall o al bar. - Vanitosa!

- Vado in spiaggia. Ti porto giù qualcosa? - Sì, mio marito.

- La signora Clelia Valdameri. - Molto piacere. - Faccia vedere.

- Che splendore di marito! - Mi difendo.

- Viene con me? - Sì.

- Non scottarti, metti l'olio. - Sì.

- Tra un'oretta ti raggiungo. - Ingegnere, lei è la mia bambina.

- Bellina! - Alle signore si deve baciare la mano.

- Madame, énchanté! - Che bella!

Non mettere le orribili mutande della Rinascente!

Andiamo, ora non c'è nessuno in spiaggia.

Da quel giorno non parliamo più con quelli là. Lei è d'accordo?

- Perfettamente. - A ogni cosa c'è un limite.

Bastava dire una parola e lo sapeva tutta la spiaggia.

Non erano amici.

- Certo. - Invece io e Giuliana ci siamo intese subito.

Non ci piacciono i pettegolezzi.

Meno gente conosciamo, meglio stiamo.

- Gustavo, ti presento l'ingegner Marletti. Mio marito. - Piacere.

- Dov'è la bambina? - In acqua a giocare.

- La vado a cercare. - Sì, vai.

Non cerca la bambina, va a sbirciare le ragazze.

Un giorno lo ricoverano alla neuro!

- Buongiorno, cara. - Buongiorno.

Quelli non sono marito e moglie.

Dicono che sono sposati, ma lui è separato da Elena Saetti di Milano

che aveva sposato nella Repubblica di Salò.

Lei è tedesca e le avevano ritirato il passaporto per traffico di valuta.

Lui era federale di Perugia, non toglie mai la camicia

perché porta la testa del duce tatuata sul petto.

- Ciao, Giuliana! - Ciao. - Buongiorno.

So tante altre cose, ma non le dico perché non mi piace sparlare.

- Pelatino mio, non prendi il sole? - Ascoltavo la signora.

- Ciao, Clelia. - E' bello in tuo "cachet" ramato.

Forse cambio colore anche io.

- Ti vedo stanca. - Sto benissimo.

- A che ora siete tornati stanotte? - Alle 3.

- Com'è andata? - Una noia!

Allora ho fatto bene a non restare.

- Sei bella. Ti sta bene l'abbronzatura. - Ho mal di testa.

Allora il mal di testa ti dona.

Mi prendi in giro!

Clelia, devo cambiare stanza.

Ho una vicina che non mi fa dormire. Ogni notte cambia uomo.

Siamo in democrazia e ognuno può fare ciò che vuole,

però bisogna rispettare il sonno altrui.

Eccola! Ecco la stacanovista dell'amore.

- E' bella, vero? Ti piace? - No, sei matta?

- Dormiglioni! - Buongiorno! - Lui è il marito di Giuliana.

- Piacere. - Molto lieto. - Molto piacere, Marletti.

- Gli altri? - Dormono.

- Ecco Pasqualino! - Ben alzato!

- E' arrivato il marito di Giuliana. - Piacere.

- Che matto! Simpatico. - Eccomi qua.

- Come procedono i lavori a maglia? - Si volti un attimo.

- Manca una manica. - Per la Manica, Hitler perse contro l'Inghilterra!

Io vado a lavorare. Permesso.

- Perché leggi Pablo Neruda? - Non posso leggerlo?

Sì, ma non ti ho mai vista leggere un libro di poesie.

Allora? Adesso mi vedi.

- Salute a tutti. - Isabella! Lui è mio marito. - La signora Dominici.

- Marletti, piacere. - Molto lieta. Che bel marito hai!

- Vado a fare il bagno. Venite? - Veniamo dopo.

Ti raggiungiamo!

- Chi è? - Isabella Dominici. - Attento, fa la civetta con tutti.

Io non mi tiro indietro!

- Tanto tu hai Pablo Neruda! - Non prendermi in giro come fai di solito.

Ehilà! Salve, gente. Ciao!

- Giuliana, andiamo? - Volentieri.

- E' il consorte? - Sì, piacere.

- Fa due "scivolatine" anche lei? - Non è il tipo. - Dove vanno?

- A fare sci acquatico, ma non si preoccupi di Tonino, è... - Davvero?

- Ragazzi, facciamo il bagno. - Ingegnere, andiamo. - Subito!

- Ingegnere, conosce i signori? - No.

- Permette? Mia moglie. - Marletti. - Il dottor Risi.

Il dottor De Rossi. Professor Ferri, c'è l'ingegner Marletti.

- Molto onorato. - Lei è del sud, vero? - Oriundo.

- Insegno latino qui a Riccione. - Beato lei che non fa ore d'auto

per mettere i piedi in acqua!

Ma sono due mesi di paradiso e dieci di inferno! Guardi!

Questa nordica longilinea.

Guardi queste due farfallette appena sbocciate.

- Come si fa? - Notevoli! - Terribili provocazioni!

Poi arriva l'autunno e torno nella squallida solitudine delle aule.

- Trentacinque giovanotti con le gambe pelose! Con permesso. - Prego.

Lotte! Lotte!

Lotte!

Aiuto! Un pescecane. Prendi questo.

Prendi!

La mia mano! Mamma! Chiamate un chirurgo!

Ingegnere, tu non sai nuotare, vero?

Enrico!

Sì.

Enrico, muoviti!

- Andiamo. L'asta comincia all'una. - Quale asta? - Andiamo.

Buongiorno.

- Ossequi. Enrico!

Brandy! Signore, ha visto un volpino rosso piccolo così?

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