200 rreshtat e parë.
TUONI
MUSICA IN SOTTOFONDO
Ci avete detto così tanto sulla struttura dell'organismo umano...
...ma neanche una parola sull'anima.
Quella non l'ho trovata...
...e dove mai si potrebbe cercare l'anima?
La pelle è sottile, è perforato.
- Grosso e lungo. - Dove cercare...
...l'anima e la vita? - Si nasconderebbero nella testa?
Qui ci sono solo rifiuti.
O nel cuore?
A volte ho la sensazione che risiedano entrambe nei piedi.
- Che vuoi dire? - Quando uno si spaventa...
...allora...
Su, su!
Allora d'improvviso si sente così tanta vita...
...nei piedi animati dal terrore.
Sciocchezze!
Pulisci tutto, anche lo straccio. È sudicio.
- Lo straccio è pulito. - Annusalo tu stesso.
Ho sbagliato qualcosa.
È formalina!
- Credi che anch'io sia già morto? - Non l'ho fatto apposta.
E le more con l'acido fenico che mi hai scodellato ieri sera?
L'acido fenico lenisce il dolore.
Sì, sì... e il dolore universale, il dolore dell'anima.
Che cosa sia l'anima e dove risieda lo sa solo il Signore Iddio...
...e il nemico degli uomini. - Basta con le chiacchiere!
Acido fenico, acido fenico...
Uno già vola!
E dove li trovo questi due signori?
- Dio è ovunque! - Quindi da nessuna parte.
E il diavolo... la gente dice: "Dove c'è il denaro c'è il diavolo."
- lo non ho denaro. - Quindi voi non siete un diavolo.
Grazie, questo mi rassicura.
- E chi lo è? - Non si sa di preciso...
...ma si dice che il grassone in piazza potrebbe essere uno così.
Davvero?
- E cosa vorresti chiedergli? - Al diavolo? - Mhm.
Due cose: per prima cosa vorrei che tutto il mondo sparisse.
- In secondo luogo vorrei potervi vedere più spesso.
E come faresti a vedermi più spesso se il mondo non esistesse più?
È semplice!
Il mondo svanisce mentre io e voi rimaniamo.
Cercati qualcun altro, preferisco rimanere con l'umanità...
...a beneficio di tutti.
Il morto puoi portarlo via e al più presto... già puzza.
Sì e con cosa li pago i becchini?
- Domani pagherò tutto. - Entrate, potete portarlo via.
- E i nostri soldi? - Domani.
Come al solito!
È così freddo... Questo è quanto.
Abbasso il tavolo. Tu tienilo davanti e tu lì...
Scusatemi.
Ogni cosa nasce e muore secondo legge.
...solo sulla vita umana incombe un destino incerto.
Slegatelo! Presto!
Il Dio che alberga nel mio petto...
...che può scuotere profondamente l'animo mio...
...che impera su tutte le mie forze...
...al di fuori di me non può nulla.
Professore, quando dovrebbero venire quei due domani?
Non voglio sapere niente.
Ho fame... fame.
Prendiamolo ma ti avverto: Domani, prima di sera, voglio i soldi.
Li avrete, li avrete!
- Lo vado. Dove andate?
Dove, dove... là!
LAMENTI (padre) Tienilo fermo!
- Non startene lì impalato! - Ma tira calci! - Non ti agitare!
Tutto come al solito.
Vostro figlio, signor dottore. Vedo. Ho quasi finito.
Perché c'è sempre questa terribile puzza qui dentro?
Mio padre, un oscuro galantuomo.
A cosa gli serve tutto questo?
Che fai tu qui? Fuori! Sparisci!
Ladro! Malandrino! Vattene via!
Piano! Piano!
LAMENTI
Vai a vedere che fa il signor Professore di là...
...e digli che qui si lavora, non ci si trastulla!
RUMORE DI PASSI
Ancora un po'. IL PAZIENTE SI LAMENTA.
Volete venire, signor Professore?
GRIDA DI DOLORE
Gli spezzi la colonna vertebrale. IL PAZIENTE SI LAMENTA
Che vuoi tu?
Niente, vederti.
Che c'è da vedere? Lo non sono un quadro.
È troppo teso. E per questo ti fai pagare?
E da chi dovrei farmi pagare, se non ti dispiace?
- Da questi qui. - I miei pazienti non hanno nulla.
Slegalo, per favore.
È un buon metodo, già sperimentato su molti.
Quanti sono sopravvissuti? Non li ho contati.
Come al solito...
IL PAZIENTE RESPIRA AFFANNOSAMENTE
- Ce la fai a camminare? - Non lo so.
Ti senti saldo?
Sì, sì, sì...
Allora sparisci.
Al diavolo! Saltellerai come una lepre.
Dormi male?
Non dormo affatto.
Questo è sopravvissuto bene al cavalletto di tortura.
- Già, finalmente! - Voi amate il vostro tavolo di tortura.
- Ma non si lavora bene a stomaco vuoto. - È vero!
- Questi sono i doni di Dio! - Ah, i doni di Dio!
Venite, fratelli, la carne chiama.
Di nuovo non è stato pulito! Devo fare sempre tutto da solo!
- Questo Georg... - Che buon odore! Cosa c'è qui?
- Eccomi! - Fuori, via! Dov'è il bastone?
IL MONACO RIDE
È mio!
Questo è il mio compenso, da chi arriva la carne?
Dalla signora Weber, le avete tagliato l'appendice.
Non hai guadagnato molto. Non ho pretese grandi...
...come te. (Faust) Non ho neanche i soldi per l'inchiostro.
- Sarei disposto a rinunciare a tutto, alla casa, al cibo... - Siediti.
A tutto. (Padre) Poter fare a meno delle cose è bene.
- Se solo sapessi... - Cosa?
Che quello che faccio ha un senso.
No, non ti darò nulla.
No!
Perché? Che vuoi dire?
Sicuramente vorrai dei soldi.
Colui che si accontenta...
- Forza, andiamo. (Padre) È artefice della sua piccola fortuna.
Sì, la sua piccola fortuna!
L'ho sentito mille volte.
Bisogna lavorare, non mendicare.
- Di nuovo tu! - Lo sto aspettando da due ore, anch'io sono malato!
Cosa abbiamo questa volta?
Vediamo un po'...
Sei come una cipolla!
Non è facile arrivare a te.
Sdraiati.
- Vieni, aiutami. LA DONNA EMETTE DEI VERSI.
- Non capisco che cosa ha lì. Dammi il colposcopio...
...anzi, tienile ferme le gambe.
lo lavoro giorno e notte.
Non amo nessuno, non ho famiglia, non dormo, non mangio.
I tuoi rimproveri sono ingiusti.
Faccio del mio meglio ma a cosa serve quando l'anima è vuota?
Non provo più alcuna felicità, niente odio, niente compassione...
...nessuna misericordia. - Si può fare a meno dell'anima.
Perché complicare ogni cosa?
La materia... oscura, vana.
Colpisco il ginocchio con il martello e la gamba salta. Così è.
Per me non è abbastanza.
Allora vai, non ho denaro per te né il senso della vita.
- Vediamo cosa c'è qui. LA DONNA CANTICCHIA.
Peccato.
Venere...
Venere.
Cosa fai?
È un uomo buono vostro padre.
Un uomo buono.
- Un uomo buono pur nel suo oscuro impulso...
...è ben conscio della retta via.
"Rinunciare!"
"Devi rinunciare!"
- È l'eterno ritornello, l'eterno ritornello.
L'eterno ritornello.
L'eterno ritornello.
- L'eterno ritornello, l'eterno... Fatemi passare!
- Non essere troppo ingordo! - È stato ordinato. - Basta!
Lasciami! Stai zitto!
Il nobile signore ha un paio di centesimi?
- No, mi dispiace. - Solo poche monete.
- Abbiamo fame. - Anch'io.
Un gran signore ma senza soldi. Niente in tasca?
Questi gentiluomini sono così smemorati!
Giovinastro! lo giovinastro?
- Bada ai tuoi gioielli! - Ti spacco la faccia!
- Ti faccio a pezzi! - Maiale, vieni qui!
- Bastardi! - Sacco di merda!
- Canaglia! - Imbecille! Sparisci!
- Lasciami! - Andiamocene! - Gliela faccio vedere io!
Ti lascio volare.
Ma chi è questo? - Buongiorno, signore.
Ma chi è questo?
Grazie.
Nero come la morte. - Buongiorno, signore.
O forse la morte è grigia?
- Padre Philippe, siete già qui. - Temevo di essere in ritardo.
Un debito alla volta ho saldato tutto!
Sì, la cosa è sistemata per quanto vi riguarda.
- Ecco la mia carrozza. Una coppia notevole...
...la morte e il prete.
E io... un morto di fame.
UN CANE ABBAIA
Avete fame anche voi? Hanno tutti fame.
Di chi è? Di Lenz, il poeta.
Una persona infelice. Allora non lo restituiremo.
Gli infelici sono pericolosi.
- Buongiorno, il mio nome è Faust... Dottor Faust.
- Saluto il signor dottore. - Io sono il proprietario dell'azienza.
Il mio nome è Müller.
Mauritius... sono Mauritius Müller.
No comments yet. Be the first to leave one.