Mistari 200 ya kwanza.
LENFILM
Questo film e' dedicato al 150-enario della nascita
del grande drammaturgo russo Aleksandr Nikolaevitch Ostrovskij
Seconda Unita' Creativa
Finito e' I' inverno, i galli han cantato,
e la primavera bella e' scesa sulla terra.
NEVINA
Fiaba dedicata alla primavera di A. N. OSTROVSKIJ
Sceneggiatura di D. DEL, P. KADOTCHNIKOV
Regia di Pavel KADOTCHNIKOV
Direttore della fotografia A. CIROV
Scenografia di A. FEDOTOV
Musiche di V. KLADNITZKIJ
Sonoro di T. SILAEV
Sottotitoli italiani di Eleonora Volpe
Personaggi e interpreti:
Nevina - E. FILONOVA Lel - E. ZHARIKOV
Kupava - I. GUBANOVA Mizghir - B. KHIMICEV
Zar Berendej - P. KADOTCHNIKOV Bermjata - S. FILIPPOV
Contadino Bakula - A. APSOLON Sua moglie - L. MALINOVSKAJA
Radushka - V. PUGACIOVA Brusilo - V. MALYSHEV
Malusha - S. ONUTCHKINA Kurilka - G. NILOV
Zarjana - Z. BEZUGLAJA Piccolo - A. DJOMIN
Murash - S. KRYLOV Vicino di Murash - I. BOGOLJUBOV
Primavera - N. KLIMOVA Gelo - P. NIKASHIN
Aiutanti - V. VASSILJEV, J. GUDKIN
Dappertutto, solo neve
e algido luccichio.
Non c' e' alcun tepore.
Ma io amo i paesi della mezzanotte.
Mi diletto a risvegliare dal sonno questa possente natura e
a richiamare dalle viscere della terra
le misteriose forze apportatrici di vita.
Mi piace scaldare la spensierata gioventu'
e risvegliarla alle gioie dell' amore.
Baciami, cosi' tutti vedranno che sei la mia compagna!
La nostra figliola e' in eta' da prender marito.
Il suo sposo arrivera' in estate.
Un ospite dal borgo dello zar, un mercante di nome Mizghir.
Da una montagna all' altra scendono le nevi
e invocano il mio ritorno a casa.
Torna a casa, sposina, torna a casa, giovinetta...
Festeggiare e bere,
cantare canzoncine di primavera
e girar in tondo tutto il giorno:
non si occupano d' altro!
Lel! Lel!
I galli hanno cantato di buon mattino,
annunciando la primavera.
Addio, addio, Carnevale!
Addio, Carnevale!
Addio!...
Congelero' il fumo con nebbia argentea.
Come s' alza, cosi' rimane! E' divertente!
Hai passato bene il tempo. Sarebbe ora di partire per il Nord.
Al levarsi del sole, correro' sulle ali del vento verso le tundre siberiane.
E come farai con Nevina?
La nostra figliola e' gia' grande, se la cavera' senza balie.
Si annoiera' a stare sola coi gufi e coi fauni.
Ha bisogno di compagne e di svaghi fino a tarda notte,
di passeggiate primaverili e di giocare a rincorrersi con gli amici.
- E la' che fara'? - La' s' innamorera'.
Ecco quel che non mi garba!
Tutto quel che vive sulla terra deve amare.
Te la prendi senza motivo e parli senza usare la ragione.
Dammi retta! Ragiona almeno un momento!
leri d' oltre mare e' tornata la donna-uccello.
Ha sentito dire che il sole intende far perire Nevina.
Aspetta soltanto di accenderle nel cuore il fuoco dell' amore!
Allora Nevina non avra' scampo.
L' astro la brucera', la incenerira', la sciogliera'!
Non so come, ma la uccidera'.
E tu hai creduto ai racconti di uno sciocco uccello!
Non ti permettero' di far soffrire Nevina!
Chiama Nevina!
Nevina! Bambina mia!
Povera Nevina...
- Una selvaggia... - Ah, mamma...
Vieni qui, lascia che ti coccoli.
Bella, non hai voglia di liberta'? Di vivere tra la gente?
Lo voglio! Lasciatemi andare!
Cosa mai ti costringe ad abbandonare la casa paterna?
Le canzoni degli esseri umani, le canzoni di Lel.
Lasciami andare, padre!
Sono pronta ad ascoltare giorno e notte i suoi canti pastorali.
Ascoltandoli, ti scioglierai...
Mi senti? Ti scioglierai!
Di tutte le parole, quella che piu' spaventa Gelo e' sciogliersi.
Nevina, devi evitare Lel, devi temere i suoi discorsi e i suoi canti.
Egli e' tutto intriso di sole.
Tu ce I' hai fin troppo con Lel e col sole.
In realta', io non temo ne' Lel, ne' il sole.
E' cosi' bello e divertente incontrarti,
ma che tristezza, che noia lasciarti andar via dal nostro cortile!
Come possiamo farti tornare?
Torna, Carnevale!
Dalle montagne ormai scende I' acqua. Scavalcate allegramente i dossi,
rivoltate le briglie, preparate gli aratri!
Tirate fuori i carrocci e gli alveari dai ripostigli,
riponete le slitte per il prossimo inverno!
Mettiamoci a cantare le canzoni di primavera!
Ecco una folla di allegri berendei.
Nevina, addio! Sii felice, figliola!
Quando passeggi, tieniti nei pressi del bosco. Comandero' di proteggerti.
Ah, amici spiriti dei boschi! Difendete Nevina!
Sara' fatto.
Ti condurremo nel profondo del bosco, affinche' nessuno possa vederti!
Addio, addio, Carnevale! Addio, Carnevale, addio!
Caro, nostro Carnevale, caro, caro Carnevale,
per un po' ti sei fermato, qui con noi un po' sei stato,
speravam durasse sette settimane,
sette settimane, o caro, sette settimane,
ma solo sette giorni, sette brevi giorni, dura il Carnevale!
Caro, nostro Carnevale, caro, caro Carnevale!
A casa, svergognato!
Hai forse festeggiato troppo poco, o bevuto poco vino altrui?
E ora sopporterai la fame, senza il tuo Carnevale!
I cortili altrui non ci passano la legna e la casa non e' riscaldata.
- E' forse finita la legna? - Mica arriva dal bosco da sola!
Me lo potevi dire prima.
Ho con me I' accetta, tagliamo due bracciate di legno di betulla e basta.
- Guarda! Una signorina! - Dove?
Ma che sciocco! Ubriacone! Ti ammazzerei!
Straordinario! Per tutti i berendei!
- Ma di che state a discutere? - Una signorina...
Una signorina?
Vera?
Autentica! Guardate! Con tanto di stivaletti e di guanti!
Permettimi di farti una domanda: vai lontano?
- Come ti chiami? - Nevina.
Non so dove andare. Portatemi con voi.
Grazie tante! E chi puo' prenderti con se'?
Faro' da figlia al primo che mi ha trovata.
Verresti davvero da me?
lo, Bakula, non sembro forse a un vero bojaro?
Accorrete, gente, alla mia vasta corte retta da tre colonne!
Benvenuti, principi, bojari, fatemi I' inchino!
E se mi porterete ricchi doni, mi faro' pure pregare!
Tu non sai quanto vali. Portiamoci Nevina.
- Fate largo, gente! - Fatevi da parte!
Addio, padre!
Addio, mamma!
Bosco, addio anche a te!
Grande zar dei felici berendei, che tu possa vivere nei secoli!
Nel tuo vasto reame va tutto a meraviglia.
Non ci credo, Bermjata. Nel tuo giudizio si nota della leggerezza.
Ti ho gia' comandato piu' volte, a parole e per iscritto, di guardare
le cose piu' in profondita', di cercare di arrivare al nocciolo.
Non si puo', svolazzando come una farfalla,
toccare solo la superficie delle cose.
La superficialita' e' il vizio delle persone altolocate.
Non credere che, se non ci sono furti e omicidi...
- Rubano un po' qua un po' la'. - E li prendete?
Perche' prenderli? Prima o poi ci cascano da soli.
Per ridacchiare delle disgrazie altrui
e fare boccacce da dietro gli angoli basta poco intelletto,
soprattutto ai buffoni e ai saltimbanchi.
Benessere: che bella parola!
Saranno 15 anni che non ne vedo. Il dio Sole e' in collera con noi.
O saggio zar, che ragione avrebbe di essere in collera?
Ho notato nel cuore della gente molta freddezza.
In essi e' scomparso il desiderio di servire il bello,
sono carichi di tutt' altre passioni:
vanita', invidia degli abiti altrui e via dicendo...
In poche parole, amico mio, la durezza d' animo e' dappertutto,
i cuori sono freddi.
Il dio Sole e' in collera con noi per la nostra poverta' di spirito.
Ecco come si spiegano le nostre disgrazie e il freddo.
Ho capito. Ma non vedo come rimediare a questa disgrazia.
Ma un mezzo deve esserci! Pensaci, Bermjata.
Anno dopo anno, le nostre estati diventano sempre piu' brevi,
le primavere sempre piu' fredde e nebbiose,
umide come I' autunno.
No, amico, da noi non va tutto bene.
Il cuore non e' di pietra, senza amore non si puo' vivere.
Se proprio si deve amare qualcuno, che sia bellissimo.
Cerca pure di trattenere il tuo cuore, ma non potrai difenderti sempre.
Questo giovane e' di bell' aspetto e promette di sposarsi.
Misghir e' un ricco figlio di papa'.
- Ti ridono in faccia! - Non fa niente, tutto si dimentica.
Certo, i miei genitori sono lieti della mia sorte.
Egli ha giurato davanti allo zar
di scambiare con me i serti di fiori intrecciati
e di prendermi in sposa.
Dicono che nessuna donna possa evitare I' amore,
ma io non conosco I' amore,
non so cosa sia il beneamato.
Non lo dimenticheremo mai!
Ci siamo presi questa figliola e aspettiamo che arrivi la felicita'.
Tu hai creduto che i figli adottivi portassero fortuna ai poveri.
Ma ora che e' giunta la vecchiaia, non si sta meglio neanche un po'.
Hai fatto scappare tutti i pretendenti con i tuoi modi severi.
Non e' giusto chiamarmi severa. Io sono solo timida, ubbidiente.
- La timidezza si addice alle ricche. - Per noi non va bene.
Ma cosa volete, gente invidiosa, dalla povera Nevina?
- Devi essere gentile coi giovanotti. - E se nessuno sara' caro al mio cuore?
Un giovanotto va attirato, in modo che si affezioni e che venga a trovarci.
- Che porti regali alla madre. - Che offra da bere al padre.
Ogni giorno un banchetto, ecco come dev' essere la vita!
Se e' proprio vero che una donna non puo' evitare I' amore,
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