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DIECI GIORNI TRA IL BENE E IL MALE
Pronto?
Vaffanculo. Non mettetemi in mezzo.
È chiaro?
- Chi era? - Zitta.
GIORNO 1
Pronto? Sadık, ci sei?
Cosa c'è, Maide?
Aspetta un attimo.
- Entra. - Buongiorno.
Ti ascolto.
Puoi passare in ufficio per le due?
- Che ora è adesso? - Mezzogiorno.
Sii puntuale. Ho un lavoro per te.
Va bene, a dopo.
Ehi, dottore. Hai dormito di nuovo vestito?
Cemile, quella puttana, vuole cacciarmi di casa.
Mi ha mandato lo sfratto.
Puoi scrivere tu a quella stronza?
Trovati un avvocato.
Tu non lo sei? C'è la tua laurea nel mobile.
Non ho curiosato, lo giuro.
Stavo riordinando quando eri malato.
Lo ero un tempo. E ridammi la chiave del mobile.
Ancora questo film?
Mi chiedo sempre chi sia quel tizio.
Perché continui a guardarlo?
Si chiama Marlowe. Parla da solo, proprio come me.
- Dottore. - Sì?
Ti prego.
Per favore. Sì?
Ok, lasciamela. La leggerò stasera.
- Va bene. - Il mio dolce dottore.
Sei il migliore al mondo.
La sta aspettando, sig. Sadık.
Ben arrivato.
Che mi racconti?
A parte che hai freddo.
Questo lavoro è di carattere personale.
Conosci i gemelli.
Abbiamo una tata che si chiama Yeter.
Ha un figlio.
Gli ho trovato lavoro al Gentil Hayroş,
un negozio di parrucchieri.
È scomparso circa un mese fa.
La polizia sta indagando, ma niente.
Non hanno concluso nulla.
Una persona scomparsa da un mese…
Questo lo so, certo.
Ma non posso dire a Yeter:
"Forse tuo figlio è morto, cara".
Deve sembrare che mi sto dando da fare.
Yeter è il pilastro della mia famiglia.
Se mi lasciasse, sarei rovinata.
Il numero del commissario Şevket.
Chiamalo se ti serve qualcosa. Ci deve un favore.
Il mio autista Hüseyin ti accompagnerà a casa mia.
Indaga per una settimana. È il massimo che possiamo fare.
Bene, allora.
Bene.
Sai,
Rezzan diceva sempre che eri molto intelligente.
Ho detto a Yeter che all'università eri intelligente,
ma anche molto gentile.
DENUNCIA DI YETER HASANOĞLU
Maide paga la scuola privata ai miei due figli.
Tevfik ci ha provato, ma ha lasciato gli studi.
Così la sig.ra Maide l'ha fatto assumere da un parrucchiere,
perché si desse da fare in attesa del militare.
Mio figlio lavorava sodo e tornava sempre dritto a casa.
Si era messo qualcuno contro? Aveva nemici?
- Magari in famiglia? - No, affatto.
Aveva una ragazza?
No.
Ma il mio usignolo è un ragazzo di gran cuore.
Maide mi aveva detto che lei era molto gentile.
E lo è.
- Questi sono deliziosi. - Mangi pure.
Questa è Hatice, mia figlia.
Ti ho detto di suonare solo una volta.
Sì, ho capito.
Hai visto?
Vado a calmarli, torno subito.
Esco subito. Vado a studiare da Zeliha.
- Non muoverti di lì. - Torno a casa da sola.
- Ciao, Hatice. - Pınar.
Tua madre ha detto Hatice.
Ho il diritto di chiamarmi come voglio.
- Anche se non c'è una legge. - Vero.
Tu chi sei?
Un brav'uomo. Così mi hanno chiamato due persone oggi.
Dovrei cambiare nome anch'io?
Sono qui per tuo fratello. Lo cercherò.
Il figlio tanto bravo e caro di Yeter?
- Perché ridi? - È un'ingenua.
Se, invece che nel mio, avesse sbirciato nel suo costoso telefono,
saprebbe cosa combinava.
- Cosa combinava? - Feste con check-up…
Anche tu hai un bel telefono.
Non so se sei un brav'uomo,
ma di certo mi sembri un ficcanaso.
Energie.
Ne ho bisogno per studiare.
Cos'è una festa con check-up?
Non lo sai.
Sei preoccupata per lui?
È il tuo lavoro, brav'uomo.
Di' a Yeter che Pınar è uscita.
Cosa studi?
Anatomia.
Chiedo scusa. Piangono sempre insieme.
- È uscita, vero? - Sì. Devo andare anch'io.
- A fare rapporto a Maide. - Ok.
Prenda questo.
- No, non deve. - È il minimo che possa fare.
Darei qualunque cosa per mio figlio.
Non mi abbandonerebbe mai.
Stava persino risparmiando per portarci tutti al paese.
Lo trovi, la prego.
Certo.
KAAN HOLDING IL TUO SGUARDO SUL FUTURO
Anatomia, certo.
Ma guardati, Macit.
Andante.
Uno, due,
tre, quattro…
3651, 3652, 3653,
tremila…
Macit!
Ehilà.
Sadık?
- Cosa ci fai qui? - Maide non c'entra, tranquillo.
Devo parlare con la tua ragazza di suo fratello.
Ci sentiamo dopo, ciao.
Vieni.
Vuota il sacco.
- Su cosa? - Le feste con check-up.
So solo che si svolgono ogni giovedì sera.
Ho letto i messaggi nel suo telefono.
Ogni giovedì sera,
diceva di fare gli straordinari e non rincasava.
Dovresti chiedere al Gentil Hayroş, il parrucchiere.
Il Gentil Hayroş.
Dov'è il telefono di Tevfik?
Che ne so? Ce l'avrà lui, dovunque sia.
Non guardare me. Questo è mio.
Chiedi a Macit. Me l'ha regalato lui.
Andrà a finire male, fidati.
A te cosa importa? Chi sei, la Buoncostume?
Fatti gli affari tuoi.
Tu fai il brav'uomo. Lascia fare la cattiva a me.
Tua madre dice di no, ma Tevfik aveva la ragazza o…
Allegro.
Uno,
due,
tre…
E fammele due feste.
Signore e signori, Meral Çimen.
Perdonami il ritardo,
ma la festa non voleva finire.
- Quale festa? - La mia festa di addio alle scene.
Dopo 25 lunghi anni,
porrò fine alla mia carriera di stella del teatro
e partirò per Eskişehir.
Facciamo in fretta, sono stanca.
Non è mai successo, se ricordi bene.
Giusto.
Vieni nel mio appartamento solo perché è più caldo.
E per il tuo ometto.
Ami quel cane come se fosse tuo figlio.
Partirai davvero per Eskişehir?
Sì.
Mi ha invitato Rıza.
Dalla sua tomba? È morto da dieci anni.
È stato il suo spirito.
Aspetta un attimo.
Perché non vieni con me a Eskişehir?
Potrei adottarti.
Mio ometto!
Sei pazza.
Vieni.
GIORNO 2
Non eravamo qui giovedì sera.
E comunque, Tevfik lo conoscevo poco.
Era in buona salute?
Ti ha mai detto: "Ali, farò un check-up",
o qualcosa del genere?
No, ma qualcosa doveva avere.
C'è una farmacia in fondo alla strada.
La Farmacia Simge.
Ci andava spesso.
Forse stava male.
Prendi questi, tieni.
Ti lascio il mio numero, ok?
Chiamami se senti, vedi o ricordi qualcosa.
Se lo fai, saprò ricompensarti ancora.
- D'accordo? - D'accordo.
- Sì, Seval? - Buongiorno, dottore.
- Non sei passato ieri sera. - Ero impegnato.
- Qualcosa non va? - No.
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