Wedding in Blood

Wedding in Blood (Les Noces rouges)

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Les Noces Rouges 1973 (Claude Chabrol-Thriller) 720p x264-Classics
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720p
720
เผยแพร่เมื่อ: 2021-12-03
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200 บรรทัดแรก

L'AMICO DI FAMIGLIA

O Dea, a te decidere se io sono innocente o colpevole.

Quale che sia il tuo verdetto io lo accetterò.

È difficile poter giudicare,

quale mortale sarebbe in grado di farlo?

ESCHILO "Le Eumenidi" Atto IV Scena I

- Lasciami, per favore. - Non ti innervosire. Non ho delle intenzioni.

Scusami.

Mi sento veramente poco bene.

Vuoi che dica al dottore di passare di qua?

Oh, sono imbottita di medicine.

Vado a letto. Più tardi, se ne ho voglia, prendo un brodo.

Il solito brodo?

Al tuo posto mangerei qualcosa di più sostanzioso.

Per te c'è del pollo freddo in frigo.

- Buongiorno, signor assessore. - Buongiorno, signora.

- Facciamo un bridge stasera? - No, non posso.

- Come sta Clotilde? - Beh, sempre lo stesso.

Ah, se incontri il dottore digli se passa da lei.

- È molto che aspetti? - Non importa.

- Amore mio. - Vieni.

Ti amo. Ti amo.

Ti amo.

- Che tortura lasciarti. - Per oggi amore, solo per oggi.

Voglio dormire con te.

- Possiamo sempre tornare al castello. - Non è molto prudente!

- Ti amo. - A domani.

- Paul è già tornato. - Sì, lo so. Ho visto la macchina.

- Sei arrivato in anticipo questa sera. - Sì. E mi è dispiaciuto non trovarti.

Ci tengo che mia moglie sia in casa quando torno.

Faremo in modo che non si ripeta.

- Sono esausto. Cosa c'è da mangiare? - Pollo arrosto.

Lefranc, con la sua aria per bene...

non è che un maiale.

Un ignobile mascalzone. Uno schifoso.

Un cumulo d'immondizia. Insomma per farla breve...

Mi ha sconsigliato con quella sfacciataggine tipica sua d'intervenire direttamente con il ministro...

e come risultato l'affare è sfumato.

Ero talmente furioso che li ho piantati in asso.

Cominciano a rompermi le scatole con i loro moralismi.

Parli così perché sei in collera.

Senti, io sono un ottimo sindaco e sono sicuro di essere rieletto alle amministrative.

Non molti di loro possono dire lo stesso, credimi!

Su questo sono d'accordo!

Da quando Franz e Alfred sono arrivati, mi sembra di vivere in un paradiso.

Mancavate solo voi, caro Honoré!

Prenderò un'altra tazzina di caffè.

Ah, sono morto. Vado a dormire.

- Tu mi scuserai. - Ma certo.

Lei lavora troppo.

Una cosa questa, che non si può dire di te.

Ad una donna non se ne lascia la possibilità.

Che dici? Per esempio, ci sono molte donne deputate.

Cara Hélène, chiedi a tua madre se non è contenta...

che io ti faccia dare un'educazione e che paghi i tuoi studi.

Molto contenta e ti sono grada per tutto quello che fai per noi.

Ma sei tu che mi hai reso felice! Tutt'e due mi avete reso molto felice!

Non capisco come possiate vedere queste banalità!

Ma starebbe a voi, "gli eletti" dalla nazione, d'intervenire, mi pare.

Buona notte.

- Si è addormentato? - Direi di sì. Vieni.

Corri a letto.

Siamo tutti molto felici ed onorati, signor onorevole, di averla qui con noi...

ed anche lei signora, a questa festa di fine anno.

Noi sappiamo che lei è un uomo molto occupato...

a difendere con quale ardone e quale talento...

gli interessi della nostra provincia davanti al Parlamento.

È per questo le siamo tanto più riconoscenti di essere qui tra noi, stasera.

Miei cari amici, grandi e piccini...

Molto bene, signora Delamare, e grazie infinite.

E grazie ancora di aver partecipato.

E la prego di ringraziare il signor onorevole per essere intervenuto al nostro incontro.

Penso che gli abbia fatto piacere. É una partita d'importanza capitale.

L'anno prossimo penso di portare i miei ragazzi in serie B...

e forse nemmeno a lei è dispiaciuto assistere a questo bell'incontro.

Ringrazio ancora il signor onorevole da parte nostra.

Lo vedi quel tipo là, quello con le braccia conserte?

Gli debbo parlare. Si chiama Pierre Maury.

Me lo consigliano con insistenza per la mia lista delle elezioni comunali.

È un tipo piuttosto a sinistra, capisci, potrebbe trascinarsi dietro gli indecisi.

E così, i miei oppositori avrebbero oltre il danno anche le beffe.

- Mi stai a sentire? - Certo che ti sto a sentire.

- Che cosa ne diresti? - Non lo so, non lo conosco.

Lo inviterò.

- Signora Delamare? - Sì.

- Pierre Maury. - Felice di conoscerla.

Il signor sindaco mi ha fatto l'onore di richiedermi di figurare...

sulla sua lista alle prossime elezioni comunali.

Sì, me lo ha detto. Sì.

- Devo accettare? - Perché no?

Questa è mia figlia.

Sua figlia? Ha una figlia così grande!

Mamma non dice mai che era molto giovane quando io sono nata.

Buogiorno, signora.

La disturbo?

No, niente affatto. Stsvo leggendo.

Probabilmente mi sarei addormentata. Si accomodi, la prego.

Prima di recarsi a Parigi, suo marito mi aveva pregato di fargli avere...

una completa documentazione sui terreni Glangeaud...

quelli dietro il castello.

Ma mio marito torna dopodomani.

Sì, lo so signora. Ma dal momento che avevo finito ho preferito portarli subito.

- Vuole bere qualcosa? - Sì, molto volentieri.

- Un té? - Un té, benissimo.

- Dovrò farglielo io, perchè la donna è uscita. - Non vorrei essere di disturbo.

Non mi disturba affatto.

- Posso aiutarla? - Certo, se vuole...

So che sua moglie non sta bene.

Ha una malattia cronica.

Mi dispiace.

È una donna che non ha avuto molti piaceri nella vita.

Non è un motivo per ammalarsi.

Lo penso anch'io.

- Non mi sento molto bene. - Anch'io ho le vertigini.

- È tutto così complicato. - È vero.

Amore mio.

Non ho mai fatto l'amore come con te.

Cosa c'è?

Zitta. Non parlare.

- Il posto mi sembra buono, che ne dite? - Qui di pesci non ce ne sono, ve lo dico io!

Mio padre dice che bisogna andare di là, qui non c'è niente.

Ma che ne sa lui di pesca!

Dai, proviamo laggiù!

Ti rendi conto...

se ci scoprissero, che cosa terribile!

- Allora? - Va bene.

È già nel porto, signorina.

- Li lascia tutti a distanza, signor sindaco.. - Tanto meglio.

Siamo radicati in tutta la regione.

Caro Maury, pare che sarò rieletto.

E allora la proporrò come vicesindaco.

- E lei, signorina, cosa ne dice? - Io adoro la politica.

Ecco, appunto, questa è l'ultima!

Io sono di sinistra.

- Anch'io sono di sinistra. - Ma non è la stessa sinistra!

Domani devo essere a Parigi alle 11.

Domani alle 18 nel salone del Castello.

No, non da quella parte, signori. Di qua, per favore.

Questa è la galleria del primo piano che misura all'incirca 80 metri di lunghezza e la cui costruzione originale risale al XIII secolo.

Alla vostra destra, due magnifici vasi cinesi in porcellana.

Il grande salone d'onore in stile impero, il cui arredamento fu offerto al principe di Furlan...

dalle dame di corte del re di Spagna, Ferdinando VII, durante il suo soggiorno al Castello di Chambly durato 6 anni.

Poltroncine e tappezzeria ricamate a piccolo punto... e sul pavimento un prezioso tappeto savonnerie.

Al centro il tavolo del Congresso di Vienna...

seguire la guida, per favore.

Questa è la galleria del salone, qui, davanti a noi, un cassettone di epoca impero...

e sopra una statua in bronzo di Arianna.

A destra, un ritratto della principessa di Chalais, nata de la Tremouille, sposata in seconde nozze al principe Desiderio V.

A sinistra, il ritratto del re di Sassonia, dono di sua maestà il principe di Furlan e dipinto da Gèrard...

Sulla vostra destra un cassettone Luigi XVI...

Sopra, il duca di Talleyrand, luogotenente e generale, amico di Luigi XVIII...

Sono il re di Spagna!

Vieni! Vieni!

Sei un pazzo!

Non c'è d'aver paura. Tra due minuti chiudono.

- Allora ci chiudono dentro. - No, ho la chiave.

- Pierre, stai attento, e se ci scoprono? - No, ci sono più di 60 ambienti.

Ti eccita far l'amore in un letto storico?

Sei tu che mi ecciti.

In fondo non si sta mica male qui, hai avuto una buona idea.

Mia regina!

Ma che fai? Stai attento! Sporchi dappertutto.

- È caldo. - E allora?

Mi va bene com'è...

Avevo 17 anni quando è nata Hélène.

Eri innamorata?

Io, la bambina, l'avrei mandata a monte ma non sapevo come fare.

E poi è sparito, non l'ho mai più visto.

Si chiamava Leopoldo. Ti rendi conto?

- É un nome come un altro. - No, a me non sembra.

- E dopo? - Dopo sono rimasta a Chateauroux.

- Dove vai? - Sto cercando una sigaretta.

Si sono occupati i miei della bambina, l'hanno presa con loro e così...

Certo, non era l'ideale.

E io, poi, mi sono trovata un posto in una calzoleria.

- Avevi degli uomini? - Ah, qualcuno.

A quell'epoca, se ben ricordi, c'era una base americana qui vicino.

Poi purtroppo, nel giro di tre mesi, sono morti mio padre e mia madre.

Così ho dovuto riprendere la bambina con me...

e ho continuato a lavorare.

Ho passato un anno, un anno e mezzo molto duro.

Ed è allora che ho conosciuto Paul.

- Bel colpo di fortuna. - Fai presto, tu, a sfottere!

Capirai, è facile sfottere!

Sai, poteva anche andar peggio!

- E in che modo? - Non posso mica farti un diagramma...

Vedi era, era come un senso di grande calma...

grande, grande calma! Una calma totale!

- L'hai mai tradito? - Quello no, non l'ho mai tradito.

Perchè come prima cosa avevo paura e poi...

sai, per la verità non avevo più... non ci pensavo nemmeno più.

- Che ore sono? - Otto... otto e mezzo.

Ma non potevi dirmelo un po' prima?

Povero amore!

Come ambiente per far l'amore non è male ma ha anche un lato sordido.

È sempre meglio che niente, no?

Sembra che una banda di giovani, di qui o dei dintorni,

creda di potersi permettere tutto. E dovremo fare qualcosa, signor sindaco.

E cosa fa? Troppo baccano?

Il baccano sarebbe niente. Il fatto è che tengono una condotta deplorevole.

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