200 บรรทัดแรก
Questo è il mio diario.
Vi leggo un estratto del 12 dicembre 1978.
"Oggi è stata una giornata pessima.
Ieri Rob non è tornato a casa.
Non è tornato al negozio e non è andato a casa."
FARMACIA NISSON PRESCRIZIONI, FARMACI, COSMETICI
A circa 15 anni, iniziai a lavorare alla farmacia Nisson.
Ero una commessa. Stavo al banco e gestivo la cassa.
Conobbi Rob Piest quando venne a lavorare lì.
Era il nuovo magazziniere.
Faceva sport.
Era un ginnasta.
Era interessato all'escursionismo e faceva il fotografo.
Lavorava lì per risparmiare per una macchina fotografica e un'auto.
Era molto legato alla sua famiglia, l'amava e ne parlava molto.
Ricordo quando arrivai al lavoro l'11 dicembre.
A dicembre, a Chicago si gela.
Il registratore di cassa era proprio davanti alla porta,
le persone entravano e uscivano e io avevo freddo.
Rob aveva un bellissimo piumino blu.
Gli chiesi se potesse prestarmelo per indossarlo mentre lavoravo alla cassa.
C'era un uomo di mezza età con una camicia di flanella
che girava per il negozio.
Chiesi al farmacista e mi disse che era un appaltatore
ed era lì perché stavano pensando di ristrutturare il negozio.
Con l'avvicinarsi della sera,
Rob tornò al banco e disse: "Posso riavere la mia giacca?
Devo uscire a parlare di un lavoro con quell'appaltatore".
Poi si mise la giacca e uscì.
Il negozio era pieno di clienti.
Non mi accorsi del tempo che passava e del fatto che stavamo per chiudere.
Sua madre entrò per sapere dove fosse.
Io le dissi: "È qui fuori a parlare di lavoro con un appaltatore".
Lei disse di non averlo visto di fuori.
Poi disse: "Gli dica di chiamarmi quando torna e verrò a prenderlo".
L'ora di chiusura era alle 22:00.
Sua madre chiamò e disse: "È tornato?"
E io: "No, qui non c'è".
Sapevo che era il compleanno della mamma di Rob.
Lei aspettò un po', perché avevano organizzato una festa.
Rob non si sarebbe mai perso il suo compleanno.
Era scomparso.
UNA DOCUSERIE NETFLIX
- Lascia perdere quel "signor Gacy". - Ok, John.
Era una questione tecnica.
Non so a chi diavolo stai parlando. È solo John.
Ok, John, continua.
John, J.W. o come diavolo mi chiamano.
O come ti pare, se ti faccio arrabbiare.
IN ATTESA DEL PROCESSO PER OMICIDIO,
JOHN WAYNE GACY FU INTERROGATO DAL NOVEMBRE 1979 ALL'APRILE 1980
DA UN MEMBRO DEL SUO TEAM DI DIFESA LEGALE,
LA CUI FAMIGLIA HA CHIESTO L'ANONIMATO.
FURONO REGISTRATE PIÙ DI 60 ORE DI CONVERSAZIONE.
I NASTRI NON SONO MAI STATI PUBBLICATI… FINO A ORA.
Nessuno vuole accettare quello che dico.
Perché quello che vi dico è ciò che so per certo.
Non ho niente da guadagnare o da perdere a dirvi qualcosa che non sia la verità.
Ma ormai continuo a ripetere ogni cazzo di cosa.
Sono al punto di non poterne più.
Non so per quanto ancora sopporterò questa merda.
- Cosa pensi sia successo a… - Non lo so.
Davvero.
Nel 1978 avevo appena lasciato l'incarico di difensore d'ufficio.
Avevo deciso di mettermi in proprio.
Ero seduto nel mio nuovo ufficio e ricevetti una telefonata.
Dissi: "Studio legale".
"Ciao, Sam. Sono John Gacy."
"Ciao, John, come stai?"
"Puoi farmi un favore?"
"Certo. Cosa ti serve?"
"Scopri perché la polizia mi pedina."
"Certo, lo scoprirò."
Ero stato capo difensore d'ufficio a Des Plaines, il luogo dei fatti.
Conoscevo tutti quanti: il capo della polizia, il sindaco.
L'avrei scoperto, avrei chiesto un po' in giro.
Così, il mio primo cliente privato fu John Gacy.
Tutti quelli del quartiere, della periferia nord-ovest di Chicago,
conoscevano John Gacy.
Aveva un'impresa edile chiamata "Painting, Decorating & Maintenance".
Era anche capitano di distretto dei Democratici della contea di Cook.
I capitani si prendono cura della gente del quartiere.
Se a qualcuno serviva un bidone, cambiare una lampadina,
spazzare il vialetto di casa o altro,
il capitano era lì per aiutarlo.
Gacy era il miglior capitano di distretto dei Democratici di Norwood Park.
Lo conoscevano tutti.
Ero entrato nel Partito Democratico perché volevo entrare in politica.
Lo conoscevo per quello.
Mi chiamò per la mia influenza.
Non pensava che fossi un buon avvocato, ma che avessi influenza.
La prima cosa che feci fu andare alla polizia.
"John Gacy è un brav'uomo. Perché lo state pedinando?"
"C'è un ragazzo scomparso. Pensiamo sia coinvolto."
"Siete pazzi! Un ragazzo scomparso? Avete sbagliato persona."
CITTÀ DI DES PLAINES - CENTRO CIVICO
INDAGINE PIEST - PRIMO GIORNO 12 DICEMBRE 1978
Fui assegnato al caso di Robert Piest il giorno dopo la sua scomparsa.
Piest lavorava part-time alla farmacia Nisson,
sulla Touhy Avenue a Des Plaines.
La famiglia Piest denunciò la scomparsa.
Erano sotto shock, credo, perché non era da lui scomparire così.
Quando i signori Piest entrarono in ufficio,
erano completamente sconvolti.
Erano stati fuori tutta la notte a cercare Rob.
Parlammo e in un minuto mi convinsero
che avevamo tra le mani qualcosa di più di un fuggitivo.
Quello portò il nostro ufficio, cioè l'ufficio del procuratore,
a essere coinvolto nel caso.
Rob Piest era un tipico ragazzo americano di 15 anni.
Veniva da una famiglia solida, era benvoluto da tutti,
non aveva problemi con le ragazze o altro.
Aveva un fratello e una sorella.
Era il più giovane.
Tutti andavano d'accordo con quella famiglia.
L'agente che aveva registrato la denuncia di scomparsa
tornò alla farmacia
e chiese chi c'era quella sera
e registrò tutti i nomi delle persone presenti.
Tra questi c'era John Wayne Gacy.
Era lì per fare una stima per un lavoro nella farmacia.
Una cosa che facciamo sempre è vedere con chi abbiamo a che fare.
Così iniziammo a controllare nomi e fedine penali.
Il penultimo nome fu quello di Gacy.
Scoprimmo subito che era stato in galera in Iowa per sodomia.
Questo lo mise subito in cima alla lista come possibile indiziato.
FARMACIA NISSON
John Wayne Gacy viveva a Norwood Park.
È un indirizzo di Chicago,
ma è una zona non incorporata della contea di Cook.
Joseph Kozenczak era l'investigatore capo della polizia di Des Plaines.
Andò a parlare con John Gacy.
Il tenente Kozenczak, lo stronzo della polizia di Des Plaines,
mi ha parlato della scomparsa di Piest.
Mi ha chiesto di fare una deposizione.
Ho detto che non avevo tempo, che avevo avuto un lutto,
che stavo aspettando una chiamata da mia madre in Arkansas.
Disse a Kozenczak che doveva occuparsi di cose di famiglia
e Kozenczak gli disse che ci sarebbe voluto poco.
Questo lo disturbò molto.
Disse: "Kozenczak non ha rispetto per i morti".
Ho detto: "È scortese, in un momento di lutto".
E gli ho detto:
"Passerò quando avrò tempo, più tardi".
"Quanto più tardi?" "Non lo so, ma passerò."
Un detective fu assegnato a sorvegliare la casa.
Videro arrivare Gacy sul suo furgone.
Quando il furgone ripartì, lo seguirono pensando che ci fosse Gacy.
In realtà, nel furgone c'era uno dei suoi dipendenti.
Quando alla fine lo raggiunsero, capirono che non era lui.
Ormai Gacy era sparito.
Quando Gacy venne alla centrale
erano le tre del mattino e non c'era nessuno.
Era ricoperto di fango, sui pantaloni e sulle scarpe.
Il paraurti dell'auto era sporco di fango.
C'era fango fino agli assali, fango sul pianale.
Non c'era nessuno per parlargli, così se ne andò.
Sono andato alla centrale, perché sapevo che mi aspettavano.
E chi hai visto?
Ho detto: "Devo vedere Kozenczak". E lui: "Se n'è andato ore fa".
Ho detto: "Ok, gli dica che tornerò domattina".
Ma cos'era successo?
Perché era coperto di fango?
Perché c'era fango nell'auto?
INDAGINE PIEST - SECONDO GIORNO 13 DICEMBRE 1978
Sono andato alla stazione di polizia verso le 10:00 o le 11:00 del mattino.
Hanno detto: "Kozenczak vuole parlarle".
E io "Ok, aspetterò qualche minuto".
Sono arrivate le 11:00 e le 12:00.
Ho detto: "Devo andare, ho delle cose da fare".
Non so cosa stessero aspettando.
Mi dissero di intrattenerlo per un po'.
Non era in arresto, non potevamo trattenerlo.
Dovevo usare l'immaginazione per tenerlo lì.
Ero bravo a giudicare le persone
e avevo capito subito che aveva un grande ego,
così gli diedi un po' di corda.
Spesso diceva un sacco di stronzate, esagerava la sua importanza,
ma a me importava solo che restasse lì senza doverlo costringere.
SALA INTERROGATORI
Entrai nella stanzetta, mi presentai.
Dissi: "Vuole darci il permesso di dare un'occhiata a casa sua?
Dato che non ha niente da nascondere".
"No, non vi darò il permesso."
Sospettavo già di lui.
La domanda era: cosa aveva da nascondere?
Se serviva un mandato, bisognava averlo presto,
così non avrebbe distrutto potenziali prove.
Poi, verso le 15:30 o le 16:30 o non so che cavolo di ora fosse,
mi hanno chiesto le chiavi di casa.
"Perché volete le mie chiavi?"
"Abbiamo un mandato di perquisizione.
O ci dà le chiavi o buttiamo giù la porta."
Ho detto: "Non devo darvi niente".
Ma mi hanno preso le chiavi.
Gli investigatori di Des Plaines, durante la perquisizione,
stavano cercando Robert Piest.
Speravamo che fosse tenuto prigioniero.
La casa di Gacy aveva un arredamento molto eclettico.
Aveva un tiki bar e un tavolo da biliardo.
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