İlk 200 satır.
Studi Cinematografici LENFILM
AMLETO
Tratto dall'omonima tragedia di Shakespeare
Sceneggiatura e regia di Grigory KOZINTSEV
Aiuto-regista I. SHAPIRO
Direttore della Fotografia I. GRIZIUS
Scenografia di E. YENEY, G. KROPCIAEV, S. VIRSALADZE
Musiche di D. SHOSTAKOVITCH
Sottotitoli italiani di Eleonora Volpe
Personaggi e interpreti:
Amleto, principe di Danimarca I. SMOKTUNOVSKIY
Re - M. NAZVANOV Regina - E. RADZIN
Polonio - Y. TOLUBEEV Ofelia - A. VERTINSKAYA
Orazio - V. ERENBERG
Laerte - S. OLEKSENKO
Guildenstern - V. MEDVEDEV Rozenkrantz - I. DMITRIEV
Fortinbras, principe di Norvegia A. KREVALD
Becchino - V. KOLPAKOV Primo Attore - A. CEKAEVSKIY
Secondo Attore - R. AREN Terzo Attore - Y. BERKUN
Sacerdote - A. LAUTER
Sebbene noi si porti ancora il lutto
per nostro fratello, il caro Amleto,
dovremmo restar padroni di noi stessi
e compiangerlo con piu' moderazione,
senza dimenticarci di noi stessi.
Abbiam cosi' deciso di prendere in sposa
la sorella nostra e gia' regina,
con un sentimento misto di tristezza e gioia insieme,
con lacrime e sorrisi.
Con sentimenti misti...
con sorrisi e lacrime...
Nel fare questo passo, non abbiamo sdegnato
l'opinione dei consiglieri,
...che ci han sostenuti in ogni cosa.
A tutti, grazie.
Inoltre... Il giovane Fortinbras, credendo che,
dopo la morte di nostro fratello, la nostra terra
soffra di decadenza
e lotte intestine,
confida cosi' tanto nella propria buona stella,
da angustiarci con le sue pretese
di riavere le regioni perdute.
Ne diamo notizia in questa lettera
al re di Norvegia, zio di Fortinbras.
Decrepito com'e', forse non conosce i piani del nipote.
Esigiamo che li fermi, estirpandoli alla radice.
Dunque, Laerte, quali nuove?
Parlavate di una supplica. Di cosa si tratta, Laerte?
Non vanno piu' d'accordo il cuore con la testa,
alla mia bocca, le mani non sono piu' utili
di quanto il trono di Danimarca sia utile a vostro padre.
Cosa volete?
II permesso di tornare in Francia, mio signore.
Son partito da li' per la vostra incoronazione, ma, ahime',
concluso il mio compito, mi chiamano cola' i sogni e i pensieri.
Con deferenza, chiedo il permesso.
Cercate pure la vostra fortuna. Alla buon'ora, Laerte.
Come sta il figliolo Amleto, caro al nostro cuore?
Oh, Amleto, smettila di rabbuiarti come la notte!
Guarda il re con piu' affetto.
Quando smetterai di cercare a occhi bassi l'orma di tuo padre nelle ceneri?
Cosi' va il mondo: Quel che e' vivo morira'
e dopo la vita verra' l'eternita'.
Cosi' e' fatto il mondo.
Perche', dunque, la tua disgrazia ti sembra cosa tanto rara?
Non mi sembra, signora, Io e'.
I "sembra" sono imperscrutabili.
Ti prego, scrollati di dosso questa tristezza.
Lascia che il mondo sappia che tu sei il piu' vicino al trono.
Per quel che riguarda le tue speranze di tornare a Wittemberg
e di continuar gli studi, questo proggetto non m' aggrada affatto.
Non costringermi a insistere inutilmente.
Rimani qui, non andare a Wittemberg.
Signora, vi obbedisco.
Ecco una risposta mite, appropriata.
Con la sua arrendevolezza Amleto ci ha riportato il sorriso nel cuore.
Che si perda il conto dei nostri brindisi a tavola,
che alle nubi rispondano i cannoni
e il rombo celeste, richiamando il tuono sulla terra,
si mescoli al tintinnar dei calici!
Evviva il re!
Andiamo!
Quanto mi appare inconsistente,
piatta e ottusa tutta la corte nelle sue aspirazioni!
Quanto sudiciume!
Ogni cosa e' contaminata,
come un giardino invaso dalle erbacce.
Com' e' potuto accadere?
Sono due mesi ormai, che e' morto.
Meno di due!
E gia' un mese dopo...
Meglio non capire!
O donne, il vostro nome e' volubilita'!
Neanche un mese! Sono ancora nuove le calzature in cui,
spargendo lacrime, qual Niobe, accompagnavi mio padre alla sua tomba!
E ora...
No, non ne verra' alcun bene.
Spaccati, cuore! Devo stringere i denti.
I miei riguardi, principe!
Orazio!
Servo vostro fino alla tomba!
Ma che servo! Siamo semplicemente amici!
Qual vento vi porta qui da Wittemberg?
- Marcello, non e' cosi'? - Proprio lui, carissimo principe.
Sono molto felice di vedervi. Buona sera.
Perche' siete venuto a Elsinor? Qui v' insegneranno I' ubriachezza.
Sono qui per le esequie di vostro padre.
Amico mio, non fatevi beffe di me!
Per il matrimonio di vostra madre, piuttosto?
Gia', e' avvenuto alquanto presto...
Calcolo, Orazio! Dal funerale
la torta commemorativa e' arrivata al tavolo nuziale.
Mio padre...
E' come se fosse qui, davanti a me.
Dove, principe?
Negli occhi della mia anima, Orazio.
L'ho visto una volta: Un vero re!
Un uomo, nel pieno senso della parola.
Non ne vedro' altri, come lui.
Pensate, principe, era qui
la notte scorsa!
Era qui? Chi?
II re.
Vostro padre.
Mio padre?
Calma, frenate il vostro stupore e ascoltate.
Vi raccontero' ogni cosa,
Io confermeranno questi testimoni.
Una cosa inaudita!
Presto!
Per due notti di seguito, questi uomini,
Bernardo e Marcello, quand' erano di guardia,
nella morta immensita' della notte,
ecco quel che hanno visto:
Uno sconosciuto,
in arme dalla testa ai piedi,
tal quale vostro padre,
dal passo autoritario.
La terza notte mi son messo di guardia insieme a loro
e posso confermare ogni parola: La stessa ombra, alla stessa ora!
Giuro sulla mia stessa vita, principe, vi dico il vero!
Si, si, certo. Cerco di star calmo.
- Chi e' di guardia stanotte? - Noi, mylord.
Saro' con voi stanotte.
- Puo' darsi che venga ancora. - Verra', senza dubbio alcuno.
Io gli parlero', dovessero le forze dell'inferno chiudermi la bocca!
Ho una richiesta da farvi.
Mantenete il segreto, come avete fatto fino a oggi.
Usciro' a mezzanotte e verro' da voi.
Siam servi vostri, principe!
Non servi, ma compagni, d' ora innanzi.
A presto.
Il fantasma di mio padre nella sua armatura!
Ci aspetta una disgrazia!
Sembra una suggestione.
Se almeno fosse gia' buio!
Anima, porta pazienza!
Foss' anche tutta la terra a seppellire i crimini,
la loro segreta impronta
prima o poi verra' alla luce.
I sacchi sono sulla nave. Addio, sorella.
Prometti di non perder occasione di scrivere.
Col buon vento non dormire, mandaci tue nuove.
Non dubitare.
I corteggiamenti di Amleto son cosa vuota.
Considerali un capriccio del sangue. Nulla di piu'.
- Nulla di piu'? - Nulla di piu'.
Guardati da lui, sorella, temilo, Ofelia.
Evita, qual peste, la passione. Fuggi dal ricambiarlo.
E' tutto qui, Laerte?
Lascia che ti benedica
e ricordati ben bene:
Non scoprire i tuoi pensieri reconditi,
non esporre quelli inappropriati,
sii semplice con la gente, ma non intimo amico,
vestiti come ti consente la borsa, riccamente, ma senza eccessi.
L'uomo si accoglie in base alla sua veste,
in Francia hanno buon occhio, per queste cose specialmente.
Addio, ricorda i miei consigli e preparati.
Oso inchinarmi a voi con deferenza.
E' ora. I servi aspettano.
Addio, Ofelia,
e tieni bene in mente quanto ti ho detto.
Me Io chiudo nel cuore, la chiave portala con te.
Felicita' a voi che restate!
Di cosa parlavate, Ofelia?
L'oggetto era il principe Amleto, se desiderate saperlo.
Ah, cosi', dunque? Viene a proprosito.
Ho sentito dire che ti fa visita assai spesso?
Cosa c'e' tra voi? Rispondi senza reticenze.
Piu' d'una volta e' stato tenero con me,
in pegno d' un' amicizia del cuore.
Davvero! In pegno d' un' amicizia del cuore...
Che ne capisci tu di queste cose?
Cosa ne pensi di codesti - come li chiami tu - pegni?
Non so cosa pensarne.
Allora te Io spiego io:
In primo luogo, sei una bambina, se Io hai preso sul serio
e in futuro esigi pegni piu' costosi.
Padre, egli mi ha offerto il suo amore con rispetto.
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