A French Village

A French Village (Un village français)

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প্রকাশিত: 2026-07-03
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প্রথম 200টি লাইন।

Abbiamo due ore.

Compagno.

Il compagno Gérard arriva da Lione.

È responsabile di tutto il settore.

- Buongiorno compagno. - Buongiorno.

- Buongiorno compagno. - Compagno.

Ho letto molti dei tuoi articoli prima della guerra. Erano sempre... insomma erano belli.

Grazie. Spero di scriverne altri quando avremo cacciato i tedeschi.

Dato che c'è un compagno così importante, è rischioso ritrovarci qui.

Vista l'urgenza, non potevamo aspettare.

Quale urgenza?

Abbiamo appena ricevuto nuove direttive dal partito.

L'Armata Rossa attraversa un momento difficile.

I tedeschi hanno preso Kiev. Le perdite sono ingenti.

Dobbiamo aiutare i nostri compagni. È un conflitto mondiale.

Tutti i partiti comunisti sono mobilitati sotto la direzione del compagno Stalin.

- Ma cosa possiamo fare noi da qui? - È vero.

Volantini contro carri armati e bombardieri che colpiscono i compagni sovietici.

Scusami, Paul. Ma la nuova linea del partito non prevede più volantini e opuscoli.

Insomma... non soltanto.

- Qual è la nuova linea del partito? - È far fuori i tedeschi.

- Far fuori i tedeschi? - Ma... non abbiamo armi.

- E poi non l'abbiamo mai fatto! - È la linea, compagno.

Macchina da Bourges!

- Polizia? - Non si presenterebbero in questo modo.

È tuo fratello. Che viene a fare qui?

Non lo so. Vado a vedere cosa vuole. Me ne libererò presto.

Sbrigati compagno. Non abbiamo tanto tempo.

Capiti in un brutto momento. Sono in piena riunione di squadra. Avresti dovuto chiamare.

Papà ha avuto un attacco stamattina. La stessa cosa di due anni fa.

Peggio.

Portais mi ha detto che non supererà la nottata.

Beh, io ci vado. Penso che dovresti venire con me.

Traduzione di Adribai, Hanna Lise e LEXLEX.

NOSTRO PADRE

Sì, ma non ho l'Ausweis.

Sapevi che sarei venuto?

Spero che arriveremo in tempo.

- Morten ti ha veramente detto che... - Mi ha detto di avvisare il prete.

Come sta?

Come un ebreo arianizzato.

- No, scherzo. E la famiglia? - Meglio non parlarne.

Abbiamo un controllo fiscale sui conti della Crémieux.

Sì, lo so. Lei mi ha chiesto di sostituirla nella direzione effettiva...

- Non posso tornare là. - Ma?

Il bilancio è triste, eh? È in deficit per l'anno 40 e il 41 rischia di essere peggio.

Ebbene, è inevitabile, questo deficit. Non può guadagnare.

Le ho detto che ci pensavo io. Con quali soldi?

Il problema è che ufficialmente sono io che firmo gli assegni al posto suo.

Perché continua a rifornirsi dalla zona non occupata? Gli costa una fortuna.

Perché i migliori sono laggiù.

A Besançon c'è un fabbricante che è molto bravo.

La Crémieux è territorio mio, Raymond.

Sì, ma sono io che poi avrò il controllo fiscale.

Un simile deficit su un'impresa recentemente arianizzata...

Gli ispettori potrebbero fiutare qualcosa ed avvisare gli Affari Ebraici.

Raymond, un accordo è un accordo. Io gestisco a modo mio.

Si arrangi lei con il controllo fiscale.

Ma se perdo la Crémieux-Optique, non ci sono più accordi.

Che vuol dire questo?

Significa che la banca che le ha prestato i soldi per ricomprarmi lo dichiarerà, chiaro?

Oh... non so che cos'ha. È impossibile, oggi.

Mi scusi, signora, forse dovrebbe togliergli il maglioncino, penso che senta troppo caldo.

È vero, ora che me lo dici, vedo che è tutto rosso.

Glielo leviamo.

Era sempre così quando badavo ai miei fratellini.

Glielo leviamo.

Oh. Sì, sì, sì, sì, sì.

Buongiorno. Il dottor Larcher è in casa?

- No. - E... la signora?

Signora Larcher! Suo marito non c'è?

No. Mi dispiace. Daniel ha avuto un problema di famiglia.

Sarah, vuoi portare Te Quiero a letto, per favore?

Nella cameretta azzurra.

E lei non sa quando rientra?

No. Sa, con i problemi familiari, si sa quando cominciano ma...

Non la si vede mai alle cerimonie ufficiali.

Non sono portata per le cose ufficiali.

Pensavo almeno di vederla all'esposizione dei pittori bavaresi.

Ah, lei ama la pittura?

- No. - Ah, bene!

Le fa male?

Oh, non tanto. Ma prima delle grandi crisi ci sono sempre dei segnali...

Non fa prescrizioni, per caso?

Non sa se suo marito tiene qui della morfina?

Sì, ce n'è, ma ho ordine stretto di darne solo in caso di estrema urgenza, quindi...

- Ah! - Lei ha molto dolore, vero?

Diciamo che è ancora sopportabile.

Mi dispiace. Ma Daniel si arrabbierebbe se...

No, no, no. Capisco. Una moglie deve obbedire a suo marito.

Glielo dica soltanto di chiamarmi non appena ritorna.

Naturale. Può contare su di me.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Ah! Daniel.

Avevo finito per credere che fosse immortale.

- E la sua Hortense, sta bene? - Sta bene, sta bene.

- Signor Marcel. - Buongiorno, Clémentine.

Entrate.

Datemi i vostri cappotti.

- Come stai, caro? - Come sta lui?

Debole.

Una pressione in caduta libera. Ipossia.

È imprevedibile, tuo padre.

Gli ho fatto un'iniezione di dopamina.

Non è un po' troppo aggressiva la dopamina?

Tornerò più tardi.

Grazie, dottore.

La accompagno.

Credo che dorma.

Dopo di te.

Conoscevi questa foto di mamma?

L'accompagnai io dal fotografo a Trébeurden.

Nel '28.

Ah! Daniel.

Ah, santo cielo.

Il piccolo Marcel!

- Dev'essere proprio la fine allora! - Buongiorno, papà.

Tuo fratello mi farà sempre ridere.

Nessuna notizia per 5 anni e poi Buongiorno papà.

- Ah, questa volta, è quella buona. - Andiamo. Non dire sciocchezze.

E' un bene che tu sia imbarazzato. Non è che mi faccia piacere, ma...

Va bene. Sei sempre con i bolscevichi ovviamente.

Ho smesso di far politica quando sono uscito di prigione.

Non capisco. Tu hai la rivolta nel sangue da quando sei nato.

Le persone come te sono la rovina del nostro paese.

- Papà. - No. Ritiro quello che ho detto.

Il tuo partito ha camminato assieme ai crucchi per mesi, e dall'oggi al domani vanno a destra.

O forse a sinistra.

Ti dico che non sono più nel partito, papà.

Papà, perché parlare di questo oggi? E' meglio se ti riposi.

Non ti preoccupare, mi riposerò molto presto.

Ma prima, io volevo... Insomma, ci tengo che...

- Ho rifatto il testamento qualche mese fa. - Papà!

Ti lascio tutto, a parte una piccola pensione per Clémentine.

Fiero di quello che hai fatto della tua vita.

Di quello che fai a Villeneuve.

E' questo il vero coraggio.

E tu Marcel, puoi impugnare il testamento. Ti spetta un terzo.

Un collettivista come te, nemico della proprietà privata

non ti batterai mica per dei beni materiali? Vero?

- Sei soddisfatto di te stesso? - Abbastanza.

Non mi meraviglio.

Sei sempre stato così. Egoista, solo

e soddisfatto di te stesso.

Tu non ti sei mai veramente occupato di Daniel e di me.

Hai spezzato il cuore di mamma... con la tua freddezza, osservazioni offensive

non eri mai contento, non dicevi mai una parola gentile.

Non c'è mai stata una cosa su questo mondo che ti piacesse.

Non ti sei mai occupato che di te e del tuo sporco denaro.

- Marcel, stai esagerando. - Te li puoi tenere i tuoi soldi, papà.

Puoi anche portarteli nel fondo della tua bara, se ciò ti fa piacere.

Anch'io sono contento di essere venuto.

- Anche tu pensi questo di me? - Ma no, papà, ti pare.

Sai, Daniel, non c'è che una cosa che non va in te...

Non dici mai quello che pensi.

Un giorno questo ti si rivolterà contro.

Sedetevi. Sedetevi, ragazzi.

Non vorrei disturbare la lezione della signorina Lucienne.

Ecco Hélène, da oggi farà parte della classe: Siate gentili con lei.

Hai visto i suoi vestiti?

Anche se non sono sicuro che ne abbia molto, vero?

Benvenuta fra noi, Hélène.

Allora, puoi sederti tra Gustave e Marceau. Così smetteranno di chiacchierare.

Marceau, fatti un po' più in là.

Bene. E allora vi lascio alle vostre amate lezioni.

E' carina!

In questo momento, il mio papà ha dei problemi.

- E' prigioniero? - No, ma siamo solo, insomma...

Abitavamo a Strasburgo. Ma l'anno scorso abbiamo dovuto lasciare la nostra casa.

Improvvisamente. Sono stata costretta a lasciare tutte le mie bambole.

- Tranne una. - Io ho un coniglio, uno vero.

Si chiama Capitan Carota. Te lo farò vedere un giorno, se vuoi.

- Fine ricreazione. - E la maestra com'è?

- A Strasburgo era molto severa. - Bah, è normale.

- Beh, normale proprio... - Cosa?

- Che ha di speciale? - Niente. Non ha niente, è normale.

Vieni. Ludovic ci sta aspettando per giocare alle biglie.

Avanti.

- Signora. - Sì, Sarah.

Sono veramente desolata di disturbarla per questo, ma poiché il dottore non c'è...

Non c'è problema Sarah, in fondo lavori per noi due. Che è successo?

E' ancora questa storia della nazionalità francese. La mia cittadinanza non è chiara.

E' scritto qui.

Pensavo che il dottore conosce tanta gente...

Ma anche io conosco molte persone, Sarah.

Conosco anche qualcuno che potrebbe aiutarti.

Basterà andarlo a trovare. Anche questo pomeriggio.

Non voglio disturbarla con queste cose, signora.

Ma non mi disturbi per niente, Sarah, davvero.

Ascolta, quando Te Quiero si sveglierà, lo porterai a fare una passeggiata.

Va bene, signora. Grazie, signora.

Facciamo il carico. Almeno 50 sacchi. Questo va a Béziers.

- D'accordo. - E poi l'altro va a Breuil.

Come stai?

Cosa vuole?

- Lo ha chiamato? - No.

Come sta, signor Schwartz? Io bene, in piena forma.

Signor Cabernis.

Vorrebbe gentilmente dileguarsi, Inès?

- Prego? - Ci dia due secondi, per favore. Grazie.

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