I'm Not a Nobody

I'm Not a Nobody (Io non sono nessuno)

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[𝗖𝗼𝗳𝗳𝗲𝗲𝗣𝗿𝗶𝘀𝗼𝗻] 𝗜'𝗠 𝗡𝗢𝗧 𝗔 𝗡𝗢𝗕𝗢𝗗𝗬 - 𝗜𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 (𝟮𝟬𝟮𝟱) 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗘 𝗔𝗠𝗭𝗡 𝗪𝗘𝗕
ভাষ্য লিখেছেন Coffee_Prison
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প্রকাশিত: 2026-07-14
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প্রথম 200টি লাইন।

Ehi tu, scusa!

Che cos'è tutta questa confusione? C'è un'agitazione!

Signora, c'è un fotografo venuto apposta

per fotografare voi pazienti della casa di cura.

E c'è bisogno di fare tutto questo baccano?

Guarda, non importa che tu mi spinga. Faccio da sola, grazie.

Benissimo, signora. Facciamo l'ultima...

Ehi me la fai una foto?

Certo, signora. Qui avevamo finito.

Vorrebbe togliersi il cappello?

Pensa a scattare la foto e fammi venire bene.

Guardi in macchina...

Faccia un bel sorriso...

È con immenso onore

che proclamo la signorina Mariasilvia Spolato.

Dottore in Scienze Matematiche con il voto di 85 su 110.

- Congratulazioni! Congratulazioni! - Grazie. Grazie.

Grazie.

- Complimenti. - Grazie, professore.

Che emozione, gioia!

Sei la prima donna della famiglia a essersi laureata.

E quando il professore ti ha chiamato dottore...

Dai, mamma, non fare così!

Adesso vediamo cosa fai a Milano.

Ecco, mi fate sempre commuovere voi due!

Bravissima sei stata. A me girava la testa quando sentivo tutti quei numeri...

Perché non rimani? Il lavoro magari lo trovi anche qui.

Restiamo vicini.

Mamma, ne abbiamo già parlato.

Voi andate. Vi raggiungo per pranzo, così festeggiamo.

Sì, ma non fare tardi!

- Congratulazioni! - Grazie.

Allora parti?

Dai, non fare così. Alla fine in qualche modo faremo.

Milano non è così distante. E poi ci stanno i telefoni.

Io lo so come vanno a finire queste cose.

Maternità e sessualità!

Noi crediamo che i principi su cui si fondando debbano essere allontanati

dal senso del dovere e dalla sottomissione alla cultura patriarcale.

Noi non vogliamo solo essere madri.

Noi vogliamo il diritto al lavoro!

Il diritto alla libertà!

Libertà! Libertà! Libertà!

- Siete qui tutti i pomeriggi? - Sì, andava bene.

Si unisca alla lotta!

- Ma certo! - Tentiamo di cambiare le cose!

Non dici niente?

Mi sei mancata.

Anche tu.

Pronto?

Pronto, mamma.

Gioia mia! Come stai?

Tutto bene, grazie. Avevo voglia di sentirvi.

- È Mariasilvia? Passamela. - Sì, sì, adesso te la passo.

- Ciao, papà! - Come vanno le cose? Ti servono soldi?

Mamma, sono 5 anni che lavoro qui. Non mi servono soldi.

E con i colleghi? Tutto bene?

Ti stai facendo degli amici? Hai conosciuto qualcuno?

E lasciala stare. Ogni volta tutte queste domande.

- E se magari ha qualche novità? - Senti, invece come sta papà?

Bene, bene. Il medico oggi l'ha visitato e dice che sta migliorando tanto.

- È una roccia tuo padre! - Tuo padre è una roccia!

Hai sentito?

Bene, dai, sono contenta.

Mamma, devo riagganciare, perché ho finito i gettoni.

- Aspetta! Ti passo tuo padre. - Mamma, ho finito i gettoni.

Vi richiamo presto. Ciao...

Mangia, eh, gioia! Gioia? Eh no...

Signora, prenda un volantino!

Ci dobbiamo ribellare a questo sistema! Signora si fermi!

Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare!

Buongiorno, sono la segretaria del dottor Martelli.

Le confermo l'appuntamento delle 14:00. Grazie, arrivederci.

Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare!

Ehm...

Collega, mi scusi. Stavo controllando questi calcoli, ma c'è un errore.

Mi faccia vedere.

Non mi sembra proprio.

Collega.

Ma sì, vede qui? I conti non coincidono.

Perché non li ricontrolla Lei allora?

Le ho detto che i calcoli sono perfetti.

In realtà, collega, ho ricontrollato tre volte prima di venire da Lei.

Senta. I calcoli sono perfetti.

Non mi faccio mica insegnare il mestiere da una donna.

Finché ci sarà una sola donna

minacciata in quanto donna, noi non avremo pace.

Libertà! Libertà! Libertà!

Quindi Lei mi sta dicendo che io non posso

rimarcarLe un errore solo perché sono una donna?

Facciamo così.

Le do la possibilità di ricontrollare i suoi calcoli

e, se continua ad affermare che siano corretti,

allora li faremo ricontrollare da uno dei nostri colleghi.

Uomini, chiaramente.

Libertà! Libertà! Libertà!

Io Le sto dando la possibilità di non fare brutta figura.

Quindi Le suggerisco di prestare attenzione e controllare l'errore.

Libertà! Libertà! Libertà!

Libertà! Libertà! Libertà!

Aiutateci, è una lotta comune.

Signora, si unisca alla lotta!

Piacere!

- Io sono Anna. - Ciao, piacere, Mariasilvia.

- Tu lavori qui? - Sì.

Bene! Allora ci racconti qualcosa al megafono?

No, no, no, preferirei di no, guarda.

- Dai! Parlo io, vieni! - No!

- Vieni, vieni! - No, no!

Compagne! Lei è Mariasilvia.

Lavora in questi uffici e vorrebbe raccontarci qualcosa.

Mariasilvia è un po' timida.

Raccontaci come ti trattano i tuoi colleghi uomini.

Bene. Tutto sommato bene.

Poi capita che a volte facciano degli errori

e non accettino che io glielo faccia notare.

Buuuh!

Immagino che non la prendano bene.

Ringraziamo Mariasilvia e facciamole un applauso.

Brava! Brava!

Perché come donna combatte ogni giorno per il suo diritto alla libertà!

Libertà! Libertà! Libertà!

Libertà! Libertà! Libertà!

Non si permetta mai più di fare una cosa del genere.

Bisogna nobilitare anche la donna!

Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare!

Mettere in imbarazzo un collega davanti a tutti.

Che non succeda mai più. Ha capito?

Come? Ma io pensavo ci avesse convocati per avere delle scuse.

Il collega ha sbagliato e io gliel'ho fatto notare.

- Con discrezione, tra l'altro. - Non mi interessa.

Ho detto che non succeda mai più.

Signorina, stia al suo posto. Chiaro?

Se è tutto, Direttore, io tornerei alla mia scrivania.

Prego.

Rossini! Si tolga quel sorrisetto dalla faccia!

Si ricordi che la Spolato è uno dei migliori elementi che abbiamo.

E Lei ultimamente sta facendo parecchi errori.

Bé...

Mi scusi, Direttore, ma allora perché ha dato ragione a me?

Perché? Voleva che dessi ragione alle gonnelle?

Già abbiamo queste fanatiche sotto l'ufficio.

Non vorrei che pensassero di avere qualche potere.

E adesso vada, Rossini.

Libertà! Libertà! Libertà! Libertà!

Libertà! Libertà! Libertà! Libertà!

Mamma? Ma che succede?

Come sta papà?

Gioia mia...

Mamma, arrivo. Prendo il primo treno.

Ho chiamato qualche giorno fa.

Sono la professoressa che cercava la stanza.

Ah sì, tu sei la professoressa di matematica, giusto?

Sì, però forse mi sa che ho parlato con suo padre.

No, no, hai parlato con me. Piacere, io sono Filippo.

Vieni che ti mostro la tua stanza. Ma... ma ti aiuto con le valigie?

No, La ringrazio, Filippo.

Sono arrivata dalla stazione da sola, quindi ci penso io.

No, La ringrazio...

Dai, seguimi.

Ecco, principessa. Questa è la tua reggia.

Il bagno è in fondo al corridoio e la sala telefono è giù nell'ingresso.

Sì, La ringrazio, Filippo.

Ah, mi ero dimenticato di dirti che, se ti serve qualsiasi cosa,

- tanto io sono nella stanza a fianco. - Perfetto, La ringrazio.

Salve!

Lei è la nuova insegnante di matematica.

Io sono Sandra, sua collega in storia e geografia, piacere.

- Piacere, Mariasilvia. - Mariasilvia.

È la prima volta che insegna, eh?

Scelta coraggiosa. I ragazzi qui sono un po' complicati.

Adolescenti, cosa glielo dico a fare...

- Però mi fanno tanto divertire! - Professoressa Spolato.

- Matematica, giusto? - Lui è Lucio. Professor Carli, italiano.

Questi selvaggi. Bisognerebbe usare il pugno di ferro, altro che divertimenti.

Spero per Lei che abbia un bel carattere, professoressa Spolato.

Non ho capito. Quando parla di selvaggi...

Si riferisce agli studenti o ai colleghi?

E dai, Lucio. Non fare quella faccia.

Professore, è stato un piacere conoscerla. Buona lezione.

Sento che quest'anno ci sarà da divertirsi!

Allora signori...

Io sono la vostra nuova insegnante di matematica

e staremo insieme per i prossimi tre anni.

Sempre che ovviamente qualcuno non si faccia bocciare.

Ma faremo in modo che questo non accada.

Allora...

Oggi è il nostro primo giorno, quindi io direi...

Togliamo tutti i libri dai banchi e conosciamoci meglio.

Allora... Arturi?

- Eccomi. - Bene, Arturi. Cominciamo da Lei.

Mi racconti qualcosa, ma soprattutto

voglio sapere il suo rapporto con la matematica.

Sono Arturo Arturi.

Che fantasia, eh, professoressa?

A essere onesto, la matematica non mi piace tanto.

Se devo dire la verità, non mi piace tanto neanche la scuola.

Bene, Arturi, può sedersi.

La ringrazio per la sua onestà, che apprezzo veramente molto.

Faremo in modo di farle piacere la matematica.

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