Quel maledetto ponte sull'Elba

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Quel maledetto ponte sull'Elba ita
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Fuoco!

- Muller! - Comandi.

Grazie, signore.

- Ne vuoi una? - Grazie, non ho voglia di fumare ora.

- Passale agli altri. - Signorsì!

- Abbiamo fatto un buon lavoro. - Una dozzina di americani in meno!

- Hoffmann! - Agli ordini.

Forse qualcuno è ancora vivo.

Se fosse così, portalo qua. Voglio interrogarlo.

Karl, Hans! Con me!

I russi e gli americani sono convinti di aver già vinto la guerra,

ma noi non siamo dello stesso parere. Vero, Muller? - Signorsì!

Finché io sarò vivo, sarà viva anche la Germania.

Ma la Germania nazista sta morendo.

L'agonia è cominciata il 6 giugno del '44,

quando tre divisioni americane, due inglesi e una canadese

appoggiate da 6 navi da battaglia, 22 incrociatori e 63 caccia

sbarcano sulle coste della Normandia.

Contemporaneamente, tre divisioni Alleate

vengono paracadutate nel retroterra.

24 giorni dopo lo sbarco le forze Alleate in Europa

ammontano a più di un milione di uomini

e 170.000 mezzi corazzati.

Il 22 marzo del '45 l'armata del Generale Patton

attraversa il Reno.

Gli Alleati conquistano anche la supremazia aerea

e il cielo della Germania è percorso in lungo e in largo

da imponenti formazioni di fortezze volanti.

Ad oriente, le armate sovietiche passano alla controffensiva.

In poco più di un anno, 136 divisioni naziste sono annientate.

I soli tedeschi ancora sul suolo sovietico sono i prigionieri di guerra,

come questi catturati a Stalingrado che ora sfilano per le vie di Mosca.

Il 26 marzo del '45 gli Alleati entrano in Baviera.

Il 27 cade Francoforte.

Il 1 aprile, Lippstadt. Il 3, Kassel. Il 4, Fulda. Il 18, Dusseldorf.

Gli americani da occidente e i sovietici da oriente

avanzano rapidamente in direzione di Torgau

dove è ancora in efficienza un ponte sull'Elba.

- Salve, Johnny. - Sergente...

- Lo sta riparando? - Non è rotto, è soltanto sporco.

Con questo arnese, ci ho cominciato la guerra

e se mi riesce, vorrei anche finircela.

- L'aiuto a pulirlo. - No, grazie!

Se mi aiuti, finisco subito

e dopo non ho più niente da fare.

Sergente, la guerra è sempre così?

- Come sarebbe a dire? - Non succede mai niente.

Johnny, se non succede niente, è molto meglio!

So che non vedi l'ora di cominciare a fare la guerra.

- Vero? - Sì, in un certo senso.

Ora non so neanche se avrò paura. Se non vedo in faccia il nemico,

non lo scoprirò mai. Sono qui da 11 giorni e...

Al tuo posto, io ringrazierei Dio!

Ha ragione.

Lei qui è l'unico che mi sta a sentire.

Gli altri non fanno altro che prendermi in giro.

Che colpa ho se mi chiamo Eisenhower? Non voglio mica fargli concorrenza!

Ehi, sergente! Scommetto che hanno già servito il pranzo.

No, Doyle! Il colonnello ha visto che non c'eri e ha detto di aspettare.

Non vuole giocarsi i gradi! Com'è andata?

Niente. Secondo me, qui è più facile trovare un gatto a sei zampe

che un soldato tedesco. Sono svaniti nella nebbia.

Sentito, Johnny? Svaniti nella nebbia. Non ti resta che aspettare.

- Il maggiore Larson l'aspetta. - Chi aspetta?

- Lei. Ha bisogno urgente di parlarle. - Perché non lo hai detto prima?

- Rimonta quell'arnese! - Signorsì! Sergente.

- Che c'è? - Se c'è qualcosa nell'aria, mi prende con lei?

Non può esserci niente nell'aria, la guerra sta per finire.

Lo so, ma se dovessi sparare, la vorrei accanto a me.

Va bene, se succederà, ti sarò accanto.

- Te lo prometto. - Grazie.

Mark. Hai visto il maggiore Larson?

No. E spero tanto di non vederlo.

- Cerchi qualcuno, sergente? - Sì.

Il maggiore Larson. Mi voleva.

Ehi, Doyle! Dove diavolo hai scovato quel gallinaccio?

Quello è Adolf. L'ho trovato stamani durante il servizio di pattuglia.

Si è difeso, ma alla fine l'ho fatto prigioniero.

- Hai detto Larson? - Sì.

- Poco fa era davanti al Comando. - Grazie.

Tieni d'occhio il tuo prigioniero di guerra o va a finire in pentola!

- Macché pentola! - Poi non piangere!

Cerchiamo di fare una cosa sbrigativa!

- Voleva vedermi, maggiore? - Coraggio, ragazzi! Avanti!

Hataway, carica quella cassetta. Fa' attenzione o saltiamo in aria!

- Ti ho fatto chiamare mezz'ora fa. - Mi scusi, mi hanno trattenuto.

Senti, Richards... Ti dispiacerebbe morire?

Credo... Credo proprio di sì!

Le confesso che morire non è mai stato lo scopo principale della mia vita.

Non so perché, ma avrei scommesso che non ti importasse granché della pelle.

Avrebbe perso. Faccio il mio dovere, però mi preme molto la pelle!

Comunque, tu sei il tipo che fa per loro. Andiamo dal colonnello.

- Che vuole da me? - Te lo dirà lui.

Fra 5 minuti dev'essere tutto pronto!

Maggiore Larson e sergente Richards a rapporto.

Comodi. Sarebbe lui l'uomo migliore del reggimento, maggiore?

Non so se è il migliore, colonnello, ma è il più fortunato. Lo garantisco.

Vieni qua.

- Quanti anni hai? - 32, signore.

Hai moglie?

No, signore.

- I tuoi genitori? - Sono orfano.

- Non hai neanche lontani parenti? - Credo proprio di no.

- Solo al mondo, insomma? - Perché la prende tanto alla larga?

Chieda semplicemente: "Se ti capitasse una disgrazia, piangerebbe qualcuno?"

Io le risponderei: "No, signor colonnello."

- La ringrazio, maggiore. - Comandi.

Primo lancio, su La Roche.

E poi Bastogne.

- Una promozione sul campo, eh? - Signorsì.

Sai leggere una carta topografica?

- Quel che basta per non perdermi. - Più che sufficiente.

Credo che siamo a cavallo, Cullen.

Sergente, si tratta di un ponte sul fiume Elba

a 10 chilometri da Torgau.

E' difeso bene, ma deve assolutamente saltare in aria.

- Pensi di farcela? - Non dev'essere impossibile.

Ma non stiamo avanzando proprio in quella direzione?

- Sì, ma non siamo i soli. Vero? - Sì, i russi forse riusciranno

a superare il fiume prima che noi raggiungiamo la sponda occidentale.

A Washington si vuole evitare ogni possibile ingerenza russa

oltre l'Elba. - I russi non incontrano resistenza.

Per evitare che passino il fiume, dobbiamo distruggere il ponte.

Sa tanto di politica questa faccenda.

Diciamo che vi ha la sua parte.

Cullen, spieghi al sergente l'azione

così come la vede il nostro servizio segreto.

Una mezza dozzina di uomini saranno lanciati al di là del fiume.

Nelle retrovie nemiche.

Il ponte risulta ben difeso.

La cosa è piuttosto strana,

dato che non sono stati notati spostamenti di truppe in quella zona.

La missione deve rimanere segreta. Questo vale sia per noi che...

- Per i russi. - Cullen.

Pensi a far avere al sergente quello che gli può servire.

- Tutto chiaro, Richards? - Chiarissimo, colonnello.

Manca solo un dettaglio.

- Quando? - Domani notte.

Sì, c'è poco tempo. Ma deve bastare. Scelga in fretta gli uomini

e faccia un piano d'attacco. - Signorsì.

Richards!

Nemmeno io amo la politica,

ma è una pillola che bisogna buttar giù, ogni tanto.

Buona fortuna, sergente.

La ringrazio.

Ehi, Rod! Stasera si gioca. Ci stai, vero?

A più tardi.

Salve!

Hinds! Te lo avrò detto almeno 100 volte,

non sono scherzi da fare!

Almeno con gli amici!

Stasera facciamo la solita partitina. Ti aspettiamo.

- Doyle, accetta. - 5 dollari sono sempre 5 dollari!

- Hai paura che te le suoni! - Vigliacco!

- Fifone! - Buffone!

- Ci stai? - No! Non ho paura di lei,

ma dei suoi gradi sì. Non voglio finire davanti alla Corte Marziale.

Ecco fatto, niente più gradi. Così va bene, no?

- Il tuo pollo contro 5 dollari. - Sì, signore.

Preparate lo spiedo, ragazzi!

Forza! Forza, Cameron!

- Doyle! Avanti, Doyle! - Vai!

Su, forza!

Sotto! Avanti!

- Forza! - Dai!

- Dai, così! - Forza!

- Forza, Cameron! - Bravo! Dai!

Okay!

Devo confessarle che avevo più paura di lei che dei suoi gradi.

Qua la zampa!

- Bravo, Doyle! - Bravo!

Adolf, sai che faccio con questi? Ti compro una bella moglie!

Contento?

Tienili da conto. Stasera si gioca a poker.

D'accordo, ma hai sentito, questi sono già impegnati.

- Ecco fatto. Perfetta efficienza. - Grazie. Mi fai un altro favore?

- Certo. - Trova Stiles, Hataway e Fellows.

- Va bene. - Avvertili che stasera al solito posto si gioca a poker.

- Se non le dispiace, vengo anch'io. A poker sono un campione. - Okay.

- Via. - Tre Jack.

- Full di sette. - Guarda che roba!

- Ora basta, d'accordo? - Io ci sto, vinco 20 dollari!

Doyle perde. Adolf porta sfortuna!

Fai meno lo spiritoso! L'altra sera te ne ho vinti 40.

- Perciò sono sempre in attivo. - Smettetela! Sembrate due zitelle.

Piuttosto... Ci sono delle novità.

Non so perché, ma credo che vi interesseranno.

Di che si tratta?

Ho fatto quattro chiacchiere con il colonnello.

Lui dice che sull'Elba c'è un ponte che deve saltare.

E che i fortunati prescelti per questa impresa siamo noi.

Per l'esattezza, sei di noi.

Domani notte ci lanceranno da un aereo.

Prenderemo terra sulla sponda orientale.

Sarebbe a dire, in mezzo alle retrovie nemiche.

Come potete immaginare,

sì, non si tratta di una vera e propria passeggiata.

Le carte decideranno chi verrà con me.

Per quanto mi riguarda, non c'è bisogno delle carte. Vengo con te.

- Bene! - Anche io.

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