ആദ്യത്തെ 200 വരികൾ.
Viva il Patriarca!
Viva la Repubblica di Venezia!
Viva gli eroi di Lepanto!
Viva San Marco!
Andrò anche io a Lepanto a difendere la Santa religione e Venezia!
I turchi a momenti mi tagliavano un braccio e mi toglievano un occhio.
Questi figli di cani!
Ma c'era un gran macello, morti dappertutto
con le budella di fuori, teste tagliate,
e il sangue correva come se fosse un mare di vino.
Vai a ramengo, il giorno del giudizio...
Ma taci! Non hai ancora finito di parlare...
E adesso sembra che abbiano fatto tutto loro questi signori capitani.
Si sono dimenticati di noi altri disgraziati,
ma il merito è anche nostro, non è solo roba da ricchi e da eroi,
E allora vai anche tu in processione con gli altri.
Ma va via.
Guarda, guarda il Patriarca com'è contento.
- Inginocchiati. - Lasciatelo stare,
- Segnati. - Beh, mi segno...
Su signori, ognuno ha le sue opinioni. Può parlare. Può parlare.
E va bene, mi sono segnato.
Fra Domenico.
Fra Domenico.
Perché sei venuto a Venezia?
- Voglio tornare a Roma. - Perché sei tornato in Italia?
Voglio tornare a Roma!
Tu non ti rendi conto del rischio che corri.
Dopo l'elezione di Clemente VIII l'aria dovrebbe essere cambiata.
Quanti morti ha fatto la santa fede fino ad oggi?
Taci! Vuoi rovinare anche me?
Io ti compiango. E compiango tutti quelli che portano il tuo abito.
Ma ti voglio bene.
- Va tutto bene signora? - Una festa incantevole, mia cara.
Buon divertimento, signori.
È una danza di gran moda, lo chiamano il ballo dei becchi.
- Il bullo dei cornuti. - Le ballet des cocus.
Una dama sceglie un cavaliere e balla con lui.
La dame choisie un cavalier et danse avec lvi.
E poi si ritirano insieme in una camera.
Et puis elle l'accompagne dans une chambre,
Quando lei torna, da la torcia in mano al marito o all'amante.
Quand elle revient, elle donne la flamme à son mari ou à son amant.
Così lui sa che è becco, che è cornuto.
Il sait a in si qu'il est cocu.
E così lo sappiamo anche noi.
Et comme ca nous le savons nous aussi.
Signore...
- Come al solito siamo in ritardo. - Ma sempre ben venuti.
Venga, signora.
Avete fatto bene a venire a Venezia, avevo ragione.
Guardate un membro del Consiglio dei Dieci. Bragamin.
Quello con Morosini, è l'ambasciatore di Polonia.
Dimenticavo... un libraio mio amico mi ha chiesto
se sareste disposto a pubblicare presso di lui le vostre nuove opere?
Credo che potrebbe essere una cosa opportuna e comunque conveniente.
Come vi trovate nella casa del Signor Mocenigo?
-A Venezia mi trovo bene, -Insomma la nostra città vi piace.
I miei libri qui circolano liberamente.
Io circolo ancora più liberamente,
E chi è?
- Chi è? - E l'amante di Morosini,
Signori, amici,
vi presento un uomo che tutti noi conosciamo
come scrittore e come filosofo: Giordano Bruno.
Potete vedere una bestia rara.
E vero che siete venuto qui ad insegnare i segreti della magia?
Sono qui per imparare,
Eh, starebbero fresche le potte
se aspettassero la mia rendita. Gli verrebbe la ragnatela.
Signor Bruno, voi siete un ammiratore del Re di Francia
che dichiara di essere protestante e forse è ateo.
Eh sì, ammiro il Navarra...
passa di vittoria in vittoria
e schiaccia i partiti delle grandi casate che hanno insanguinato la Francia.
Ma rinuncia alla vendetta...
e proclama la pace religiosa,
dopo cinquant'anni di guerra.
E un principe, illuminato e tollerante.
E come vi hanno trattato in terra straniera?
Sono stato anche odiato,
dagli ipocriti e dai propagatori di idiozie.
Si occupa solo di filosofia o anche di politica questo Bruno?
Di filosofia, di politica, si occupa di tutto.
Ecco quali sono i segreti della nostra magia,
essere belle e desiderabili
far felice il proprio amante ed essere amica dei suoi amici.
Avere protezione e potere. Si, essere amate e saper amare.
Avete visto quelle donne svi ponti
vendono il loro amore ai mercanti, ai marinai
e le tariffe sono fissate dal Senato.
Essere ricchi e potenti, questa è magia.
Gemme, oro, gioielli.
La gente ti guarda e ti odia.
Guarda la tua pelle bianca e sputa.
Quando vado a San Marco, e prego il Signore
mi rivolgo al potere più grande di tutti, al potere di Dio,
perché io credo in Dio.
I bambini si portano dentro una magia naturale
che, a poco a poco, crescendo, sono costretti a distruggere
e allora cominciano a pregare la Santissima Trinità e i Santi,
la Madonna...
una grande Madonna azzurra,
con gli ori e gli incensi.
Dobbiamo imparare a respirare...
per riscoprire che...
gli alberi, le pietre...
gli animali...
e tutta la macchina della terra...
hanno un respiro interno...
un respiro interno...
come noi,
Hanno ossa,
vene,
carne...
come noi,
Vattene... vattene via!
Via da casa mia. Il diavolo!
Vattene via!
Via di qua, via! Vattene via!
Vai via di qua. Via, vai via di qua.
Via di qua, vattene!
Vattene!
Io parlavo...
io parlavo della magia dei bambini.
La Madonna di Venezia.
Potrà parlare, anche se siamo stupidi e non capiamo niente
avrà il diritto di parlare. Eh?
Ma io volevo soltanto sapere...
posso chiedere di che colore è il latte?
Bianco.
E allora lui quando pensa al latte, pensa a bianco.
-E chi lo fa questo latte? «La vacca.
E che cosa mangia questa vacca?
Erba.
Prato, pioggia,
nuvole, cielo,
astri,
universo,
Dio.
Se volete voi.
Universo,
astri, cielo,
nuvole,
pioggia, prato,
erba,
muuh... vacca,
latte.
Un'immagine viva,
di Dio.
Se volete voi, i preti non c'entrano niente.
- Ma allora dipende tutto da noi altri? - E una bestemmia.
Ricominciamo daccapo.
Si pensa per associazioni.
Ci sono delle corrispondenze tra il mondo animale, vegetale e umano.
Andiamo fuori che qui non tira aria.
Andiamo.
Guarda quell'uomo, tiene la faccia di un uccello.
Quello ha il muso del gatto, guarda.
E ci sta un topo.
E quello tiene la faccia del bue, e tiene pure il carattere del bue.
Andiamo, andiamo, è meglio che andiamo, dai, andiamo.
A Venezia ci sono troppi culattoni in circolazione,
e allora la Serenissima Repubblica ha adottato questo rimedio...
tette. Aquila, ah, ah, ah!
A Venezia avanzano i culattoni e allora tette, tette, tette,
tette per tutti.
Oh, questo è troppo facile, leone, leone.
Questa la conosco, è brava.
E fa certi lavoretti.
Le tette ammazzano i culattoni; tette, tette, tette...
C'è a chi piacciono le tette, a chi piace il culo,
e a chi piace il vino! A me.
Aspetta, aspetta. Pesce!
- Mocenigo, pesce fradicio. - Ah, ah, ah!
- Ma chi è? - Un filosofo.
Un filosofo, ragazze.
- Tu filosofo... - Ma vai via, va.
Mi ha insegnato le corrispondenze tra gli uomini e le bestie.
Ma che cos'è questa storia?
Tu, per esempio, assomigli a una vacca.
- E tu, invece, vorresti essere un toro. - Per te e per tutte quante.
Finché ho fiato in corpo.
Si, sì, ma senza soldi, non si mangia niente.
Senti Bruno, ascolta!
Bruno...
i peccati di Mona, Dio li perdona.
Andiamo.
- Sono sicuro che tutte voi altre... - Bacini niente.
- E anch'io andremo tutti in paradiso. - Sulla bocca no.
Sicuro. Perché ci sono due paradisi,
c'è quello della gente per bene
alla quale piace mangiare, bere e divertirsi, senza far danno a nessuno
e quelli nell'aldilà, staranno come di qua.
Dopo invece c'è il paradiso di quelli che si battono il petto,
che si fanno tante ragioni e dicono tante preghiere
e quelli non avranno niente.
Piove.
Acqua santa, buona per la terra arsa.
Bruno... piove!
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