Stuck Together

Stuck Together (8 Rue de l'Humanité)

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Siamo in guerra.

Una guerra per la salute pubblica.

Non combattiamo contro un esercito o una nazione.

Ma il nemico è lì, invisibile e sfuggente, e avanza.

E ciò richiede la nostra mobilitazione generale.

Siamo in guerra.

Invito tutte le parti

politiche, economiche, sociali e non-profit,

tutti i cittadini francesi,

ad abbracciare lo spirito di unione nazionale

che ha permesso al nostro Paese di superare tante crisi in passato.

Siamo in guerra.

È una guerra senza soldati. Non capisco.

Tutti applaudono, ma le strade sono vuote.

CONFINAMENTO - UGUAGLIANZA - FRATERNITÀ

All'inizio mi sembrava strano.

Poi mia sorella mi ha detto che applaudivamo gli ospedali, da lontano.

Così, se ci ammaliamo, loro ci curano.

Mia madre non c'è.

È arrabbiata, ma tornerà. Me l'ha promesso, all'orecchio.

Ce l'ha con mio padre, perché lui sa sempre tutto di tutto.

Non capisco.

È bello sapere tutto, no?

Ma mio padre mi ha detto: "Basile, non cercare di capire le donne".

Sono istero-condriache. Hanno una paura folle di tutto.

A mio padre non piacciono. Neanche a me.

Tranne la loro figlia.

Si vede dagli occhi che è bella sotto la mascherina.

Prima la incrociavo spesso, ma non la guardavo.

Ora la guardo, ma non posso incontrarla. La vita è un casino.

Quello non so chi sia.

E neanche quello.

Loro, e loro, si sono trasferiti in campagna.

Come dei codardi, come dice papà.

Lui non so chi sia.

Lui, sì.

Il biologo del laboratorio di analisi cliniche.

Papà dice che col Covid si è fatto le palle d'oro.

Fortuna che io non le ho così.

Chissà che male quel peso nelle mutande, no?

La proprietaria del bar qua sotto.

Ha dovuto chiudere, poverina.

Papà spera che fallisca o che muoia di Covid.

Così compra il locale a poco e apre un negozio di sigarette elettroniche.

Ne ha un casino.

Vi dico un segreto.

Mio padre non applaude gli ospedali. Lui applaude il Covid.

Dice che ammazza solo i vecchi, che costano tanto e sono inutili.

Mio padre non ha paura, e neanch'io.

Siamo proprietari e applaudiamo più forte degli altri del palazzo,

che invece sono in affitto.

Gli affittuari, come dice mio padre,

si lamentano sempre e sono pigri. E ha ragione.

Bravi!

Con calma.

Cambiamoci, faccio il bucato.

Martin, non serve. È il nostro balcone.

Il virus è nell'aria.

Davvero? Chi te l'ha detto?

Il medico di famiglia, che se l'è preso.

È ovvio. Sta a contatto coi malati.

Se muore, sarò traumatizzato a vita.

Magari guarisce.

I decessi sono solo l'1%.

Lo dici con tale freddezza.

È vero.

Dovevamo andare in montagna dai tuoi.

Non ci sono treni né aerei.

Meglio dai tuoi. Due ore in auto.

Per ammazzarli?

Dei miei chi se ne frega?

No, ma non hanno l'asma.

I tuoi non hanno l'asma.

Neanche i tuoi.

No! Basile!

Che schifo!

Oh, no!

Cazzo. Non ne può più. Deve uscire.

No, non esce più.

Pure il cane deve stare rinchiuso?

Colpa sua, annusa dappertutto.

Sì, è un cane.

Non si trasmette agli animali.

Ah, sì? Guarda.

Esce domani. Un gatto positivo al virus, primo caso verificato.

Mi stai stressando.

È una pandemia, Claire.

Mamma?

- Non voglio morire di Covid. - Non morirai.

Qui non muore nessuno. Tuo padre esagera, lo sai.

Ma non è vero.

Comincia con un raffreddore. Poi scende ai polmoni

e non riesci più a respirare.

- E cominci a… - Martin, smettila!

Respira.

Rispettiamo le misure anticontagio all'esterno.

Facciamo tutto come si deve.

Ma chiusi in casa…

Relax.

Non aspettiamo nessuno!

- Vado a vedere. - No!

No, aspetta!

Non aprire.

È il Covid!

Signori Becquart?

Sono Diego, il marito della portiera, Paola.

Buongiorno, Diego.

Oh, scusate.

- Ho pestato nell'aceto. - Non importa.

No!

- Ha 37,5. - Martin!

- Sei malato. - Io?

Dammelo.

Amazon? Per gli scemi di sopra.

Giusto. Tony Boghassian?

Diego, perché è lei a portare i pacchi?

Dov'è sua moglie?

Dov'è sua moglie?

- All'ospedale. - Stia indietro!

Martin, calmati.

Esistono tante altre malattie.

Già, certo.

Che cos'ha Paola?

- Il Covid. - Un passo indietro!

Io sto bene, non sono malato.

È asintomatico.

No, sono cattolico. Ma la religione non è tutto.

No, "asintomatico" significa senza sintomi evidenti della malattia.

Lo so. Scherzavo.

Forte. Grazie, arrivederci.

Martin, basta.

È a rischio, ma non vuol dire che ce l'ha.

Quando gira nelle aree comuni,

deve avere sempre la mascherina.

Non se ne trovano più.

Faccia il test. Ci è stato a contatto.

Vada al laboratorio.

Dovrebbe farlo tutto il palazzo.

Gli dica di darci le mascherine, così siamo più sicuri.

- Se ne ricorda? - Sì…

Ecco, intanto usi questa.

Grazie.

E intacchiamo le riserve?

A lui serve di più.

È importante restare vivi. Ma è ancora meglio restare umani.

Basile!

- Cosa? - Porto fuori il cane.

Diego.

La signora nuova non applaude mai. La conosce?

No.

Forse è un'amica di Sandrine, che la ospita.

O peggio, un'abusiva!

Non rispetta il lockdown. Ci evita, è losca.

Tenga d'occhio…

Basta. Ripassami i bambini.

Due secondi.

Anche tu ti sei innervosita.

Ma certo! Mi hai chiamata "stronza deficiente" davanti ai bambini!

I bambini non vanno a scuola. Sono sempre a casa.

Smettila con questa pazzia.

Ti rendi conto della tua violenza verbale?

Che esempio dai ai figli? Smetti di umiliarmi così.

Dov'è l'uomo di cui mi sono innamorata 20 anni fa?

Sono qui, amore mio.

A casa, ad aspettarti.

Chiamami

e io arrivo. Salto in auto e vengo a riabbracciarti.

Papà.

Dammi il telefono. Forza.

- Passamela. - Veloce.

Il drone!

Cosa? Un altro aggeggio inutile?

C'è un drone?

Sì, scusa, per tenerli occupati.

Non così, Tony. Non c'è cosa peggiore.

- Papà! - Lascia!

Silenzio!

Daglielo.

Che t'importa?

Sempre a lui. Che cazzo!

Non c'entra niente.

Victoire!

Attenta a come parli!

Sono sempre tuo padre!

Vedi com'è facile dover "solo" badare ai bambini?

Isa, senti, devi tornare a casa. Qui è un bordello.

I compiti, il mangiare, gli impiegati in cassa integrazione…

La casa fa schifo.

La portiera non si vede. Chissà che fa, quella stronza!

Io sono Diego, il marito di Paola.

La portiera.

Lo so.

Tony, sei lì?

Tra parentesi, lo sapevi che la portiera è sposata?

Sì, lo sapevo.

Buonasera, Diego.

Buonasera, sig.ra Isabelle.

Perdoni mio marito. È un po' brusco.

Ma non è cattivo.

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