ആദ്യത്തെ 200 വരികൾ.
Erano anni
che non vedevo qualcuno giocare in quella maniera.
Anzi, forse non ho mai visto nessuno giocare come lui.
Ma non era la tecnica di gioco a impressionarmi,
eppure era perfetta, come quella dello Scuro,
era…
la musica.
Ecco che cosa usciva dai suoi colpi.
Toc!
Le palle che correvano sul panno verde avevano un rumore diverso.
Gli ubbidivano.
Erano felici di ubbidirgli. Mai visto palle da biliardo con il sorriso?
È vero che questo Toscano ha battuto lo Scuro?
In quel periodo battere lo Scuro era considerato impossibile.
Ma il Toscano l'ha fatto. L'ha battuto.
- Qui, sul biliardo dello Scuro. - Io l'ho visto.
- Ho visto anche le palle sorridere. - Sì, vai, portaci da bere.
Ora che fine ha fatto?
Dopo quella partita non l'ho più visto.
Però so che qualcuno lo ha visto.
Lo hanno incontrato un anno fa a Venezia. Lavorava in un albergo.
Poi è stato visto a Torino, a una pompa di benzina.
E poco tempo fa…
Poco tempo fa vendeva enciclopedie a Milano.
Per lo sforzo di battere lo Scuro ha perso la memoria.
Starà ancora cercando l'indirizzo di casa!
Sta con una donna.
Una musicista che suona nei locali.
- Quindi ha smesso di giocare? - Credo di sì.
Però, prima di spostarsi da una città a un'altra,
lui va in una sala da biliardo, tira un colpo e se ne va.
Un colpo? Un colpo solo?
Non è un colpo qualsiasi.
È un'ottavina a nove sponde.
- Nove sponde? - La chiama "ottavina reale".
È un tiro impossibile, il biliardo non lo permette.
- Ci vorrebbe una forza terribile. - Nemmeno lo Scuro può farlo.
Sì, però…
- Lui lo ha battuto. - È vero, quel ragazzo mi ha battuto.
Però il tiro che tu dici non esiste.
È una favola, un sogno.
Luce.
Merlo, da come parli, sembra quasi che ti piacerebbe rincontrarlo.
Togli quella giacca che il campionato è vicino.
Due bionde!
Un coccodrillo al cinque.
- Ciao, Chiara. - Ciao, ragazzi.
- Ciao. - Ciao.
- Ricky… - Eh?
Perché qui vengono solamente donne?
Non lo so.
Qui prima non ci veniva nessuno.
Poi all'improvviso un giorno… Pam! Tutte donne!
Ho scoperto
che qui nella zona dopo la guerra sono nate parecchie femmine.
Ma mi sembra un po' strano.
Mah!
Per me quelle non sono donne.
- Come? - Non sono donne.
Hai visto come sono fatte? Con quei capelli lunghi neri o biondi e quei…
E che sono? Canguri?
- Se fossi in te, sarei preoccupato. - Di cosa?
Di avere il bar pieno di canguri.
"A me una pizza. A me un bombolone. A me un uovo sodo."
Lo sai, Francesco? Tu sei proprio imbecille!
Pensavi di avere solo un topo?
- Chiara, che fai? - Abbiamo finito prima e sono venuta a prenderti.
- Dove andiamo a festeggiare? - Andiamo a letto, Francesco.
- Nervosa? - No.
È che stasera non c'era quasi nessuno.
- Sì, ma ieri sera… - Meno ancora!
- Ma vedrai che domani… - Domani!
Hai fame? Ti faccio una bellissima ricetta della "nouvelle cousine".
- Che cos'è? - Un'omelette
alle cinque fiamme.
O quattro.
Perché ridi? Prendi un uovo…
Prendi un uovo…
Lo metti sulle fiamme e viene un piatto delizioso.
Ti va bene un caffellatte con biscotti a temperatura ambiente?
- Domani lo faccio meglio. - Sì, sì!
Che c'è?
Che c'è? Giriamo da un anno e non è successo niente.
Vedrai che a Napoli tu e il tuo sassofono… - Sì, sì, a Napoli!
A Napoli sarà come a Genova, Torino e Milano.
Ehi! Tu non ti sei stancato?
- Anche tu cambi sempre lavoro. - Chiara, l'uomo è uomo.
Il successo è il tuo destino. Voglio leggerti le carte.
- Da quando sei chiromante? - Da sempre. Non ci credi?
A me gli occhi. Vieni.
Voilà! Alza.
Bella! Due di quadri. Successo e soldi.
- Questa è brutta! - L'asso di picche è la migliore.
Indica un viaggio imminente. È come una freccia per Napoli.
- Questa è brutta. Il fante di cuori. - Beh?
Vuol dire che un uomo bussa alla porta.
Guardami un po'. Chi è che bussa alla porta, Chiara?
Dimmi chi bussa alla porta.
- Dai! Che ne so chi bussa? - Lo sai, lo sai.
Sarà Giovanni che rivuole la casa. Con le tendine sane.
Vabbè! Io vado a letto che domani devo svegliarmi presto.
Chi è a quest'ora? Francesco!
Ma chi è?
Buonasera. Sono il fante di cuori.
Ti ricordi Andrea? Andò in montagna,
si mise un paio di sci. Due gambe rotte.
Cosimo l'altra settimana ha comprato il motorino e si è schiantato!
Filippo salì sul trampolino e disse: "Vi faccio vedere un tuffo."
Lo fece. Non è più tornato a galla!
Pippo è morto ieri.
Di tumore al pollice.
Chiudiamo la serranda e chiudiamo il bar, sennò scoppia!
- È tardi, è già chiuso. - Sì, ma faccio solo un colpo.
Grazie.
Ciao. Buonanotte.
Chiara!
Chiara!
Francesco, sono contenta! Sono felice!
È successa una cosa meravigliosa, stupenda!
Avrò un'orchestra tutta mia. Io suono il sax e dirigo.
Mi ci vedi sul ponte della nave? Sotto le luci.
Debuttiamo su una nave. È una crociera per miliardari.
Tutti i porti del Mediterraneo, l'Africa…
Alt! Non ho capito quasi niente.
Però penso ci sia da brindare. Siediti e stai calma.
Vediamo che c'è in cucina.
Dovrebbe esserci del vino bianco incredibile. Roba di casa.
Ho capito che ti hanno proposto di lavorare con un'orchestra.
- Su una nave. In crociera. - Sì.
Africa. Quando comincia la crociera?
Tra due settimane. Le prove, subito.
Quindi a Napoli non si va più. Napoli salta.
- Certo. - Eh!
- Cin. - Cin.
Lo chiedevo per il lavoro.
Quasi quasi vado due giorni a Genova
a cercare lavoro come mozzo, fumaiolo, comandante, bagnino.
No, Francesco, mi sembra inutile. Tanto la crociera dura due settimane.
Ah!
- Se vuoi andare da sola, dillo. - Che dici? Lo facevo per te.
Ah! Per me.
Daniel Bianco. È un impresario famoso.
- Lo conosci da molto? - No, è venuto una volta per caso.
Mi ha sentito suonare e poi stasera mi ha offerto il contratto.
Dev'essere una vecchia volpe! È anzianotto?
- Come? - Anzianotto?
No, è piuttosto giovane e carino.
Pensavo avesse i capelli brizzolati, bianchi.
Chiara! Chiara! Chiara!
- Sì? - Domani vieni al ristorante?
No, domani sera non posso, devo andare da Daniel per il contratto.
Tu e Daniel? Dove ha l'ufficio?
Non so dov'è l'ufficio, mi ha invitato a cena da lui.
Tu e Daniel? Tu e Daniel?
- Come? - Voi due soli?
Non lo so se siamo soli.
Mi ha invitato, non posso chiedere chi c'è.
Certo.
- Per caso, sei geloso? - Io? Scherzi?
Domani sera vengo a prenderti al ristorante quando ho finito.
- Andiamo insieme da qualche parte. - Allora ci vediamo verso le 9,35?
- Come? Mi ha invitato alle nove! - E ci vuole un mese?
Sei tornata presto stasera.
Mhm…
Scommetto che ti ha portato Luca o Rodolfo.
No, sono venuta in taxi.
Che c'è?
C'è il Toscano in città.
- Scusami, ero al telefono. Come stai? - Bene.
Qui c'è il tuo contratto.
Ma ne parliamo dopo.
- Ora mangiamo. Prego. - Grazie.
Che hai?
- Te ne sei accorto? - Di che?
Ah! Pensavo te ne fossi accorto.
- Porta una birra al tavolo sette. - Eccola.
Che c'è?
- Te ne sei accorto? - Di che?
Pensavo te ne fossi accorto. Per chi è il panino?
- Per chi è il panino? - Non lo so.
- Che te ne pare? - A me?
A me sembra un sogno!
Per me è incredibile. Una crociera, le più belle città del Mediterraneo…
Lo sai che non sono mai stata all'estero?
Questo è solo l'inizio. Il rodaggio. Aspetta.
Per l'autunno,
ti sto già preparando quattro apparizioni televisive.
Poi l'orchestra inciderà il tuo primo Long-Playing.
Guarda, fra un anno sarai a Parigi, al Lido.
Daniel…
Perché fai tutto questo per me?
Perché trovo stimolante scoprire nuovi talenti.
Perché sono sicuro che tu avrai successo e io sono un uomo d'affari.
Perché mi piaci molto.
Sei d'accordo sull'organico dell'orchestra?
La sezione degli ottoni è fondamentale, direi.
Naturalmente, sceglieremo insieme
i migliori musicisti sulla piazza.
Ok. Cin.
- Che hai? - Io?
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